La disfatta del genere (2004) Milano, Meltemi, 2006



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Partendo da queste posizioni della Braidotti ed e polemizzando con il loro significato, la Butler pone in dubbio che negare questa cornice binaria, affermando un piano di molteplicità oltre il binarismo maschile-femminile, porti necessariamente ad una affermazione del patriarcato e ad una negazione del femminile.



Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • Per argomentare questo suo punto di vista la Butler entra nel merito dell’orientamento sessuale delle lesbiche butch (le lesbiche falliche, mascoline), che custodiscono in se stesse un desiderio mascolino, e al contempo amano profondamente l’elemento femminile (lettura 230, 231).



Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • Con le lesbiche falliche ci si trova ai margini della differenza sessuale, in una zona che la eccede e dove il sui linguaggio e le sue categorie non bastano più.

  • Si tratta di una zona dove viene messo in discussione il binarsimo patriarcale che assegna alle donne il solo ruolo femminile legato alla maternità e alla procreazione.



Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • La Butler critica la posizione della Braidotti anche a partire dalla sua concezione performativa del linguaggio (lettura p. 231, 232).

  • Se il linguaggio retroagisce sul corpo, ponendolo come corpo sociale, dove trovare l’originarietà della differenza sessuale, la sua determinatezza, la sua stabilità;

  • in questa prospettiva la diff sess viene ad essere troppo collusa con il linguaggio, cioè con le strutture sociali e di potere, da farne qualcosa da utilizzarsi contro i contesti di oppressione della società.



Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • Il confronto con la teoria della diff. sessuale

  • Nonostante questa polemica, nelle ultime pagine del capitolo che stiamo analizzando la Bulter, in nome del suo ideale di democrazia e di pluralismo, invita a non erigere barriere tra il femminismo europeo, in gran parte orientato a partire dalla teoria della differenza sessuale, e il femminismo americano, più aperto alle riflessioni che vengono dall’ambito della teoria queer.

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Il confronto-scontro della Butler

  • Il confronto-scontro della Butler

  • con l’Antropologia strutturalista (C. Lévi Strauss)

  • con la Psicanalisi (J. Lacan)



- La Butler ritiene che entrambi questi paradigmi muovano dal presupposto, accolto come tale, dell’eterosessualità obbligatoria e del binarismo della differenza sessuale da lei individuato come il prodotto per eccellenza dell’ordine fallologocentrico.

  • - La Butler ritiene che entrambi questi paradigmi muovano dal presupposto, accolto come tale, dell’eterosessualità obbligatoria e del binarismo della differenza sessuale da lei individuato come il prodotto per eccellenza dell’ordine fallologocentrico.

  • - Nel capitolo “Regole di genere” la critica è articolata a partire da un discorso sulla norma che ripropone argomentazioni già, in parte, viste nel capitolo “La questione della trasformazione sociale”.



La norma di cui la Butler intende parlare è la norma di genere che normalizza gli individui rispetto all’assunzione dell’identità sessuale.

  • La norma di cui la Butler intende parlare è la norma di genere che normalizza gli individui rispetto all’assunzione dell’identità sessuale.

  • Il genere è la norma attraverso cui il potere regolatore istituisce le soggettività.

  • Nel discorso della Butler il soggetto non è cioè qualcosa che viene prima e che poi è normato sessualmente: il soggetto è ciò che si genera dalla capacità che il potere regolatore ha di regolamentare il genere



In questo discorso il potere regolatore non è qualcosa di più vasto che in certi ambiti si esprime normando il genere, ma il potere, come afferma la Butler, è esso stesso specificamente di genere.

  • In questo discorso il potere regolatore non è qualcosa di più vasto che in certi ambiti si esprime normando il genere, ma il potere, come afferma la Butler, è esso stesso specificamente di genere.

  • Il nomare il genere è la sua struttura fondamentale: tutte le altre regolazioni scaturiscono da questa norma più originaria.

  • la Butler entra in polemica con Foucault accusato di non essere stato capace nelle sue fini analisi del potere e dei suoi meccanismi di regolazione di capire che la regolazione è sempre in primo luogo di genere.



La norma, e nello specifico la norma di genere, è qualcosa che, pur avendo una stretta con relazione con le pratiche corrispondenti, non coincide con esse, non coincide con la produzione di regole o leggi particolari ed empiriche e con le azioni che ne derivano;

  • La norma, e nello specifico la norma di genere, è qualcosa che, pur avendo una stretta con relazione con le pratiche corrispondenti, non coincide con esse, non coincide con la produzione di regole o leggi particolari ed empiriche e con le azioni che ne derivano;

  • le norme rendono cioè intelligibili le azioni, determinano griglie di leggibilità sociale, e al contempo griglie di illeggibilità e di esclusione, ma non corrispondono con le azioni e con le regole che essa produce;




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