La disfatta del genere (2004) Milano, Meltemi, 2006


L’idea di iterabilità della norma è cruciale per comprendere come mai le norme non agiscano in modo deterministico e perché possono essere risignificate



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L’idea di iterabilità della norma è cruciale per comprendere come mai le norme non agiscano in modo deterministico e perché possono essere risignificate.

  • L’idea di iterabilità della norma è cruciale per comprendere come mai le norme non agiscano in modo deterministico e perché possono essere risignificate.

  • Dire che la norma è iterabile significa non accettare una definizione strutturalista della norma, significa voltare le spalle ad ogni forma di trascendenza a favore di un piano di piena immanenza.

  • Questo è l’aspetto più importante del post-strutturalismo butleriano.



E’ solo in riferimento al carattere contingente della norma che è possibile pensare la libertà umana, pensare il soggetto come colui che è sì soggetto a forme assoggettamento che lo pongono in essere, ma che non lo è interamente, essendo capace non solo di ripetizione ma anche di azioni nuove e inaugurali che risignificano in senso libertario, che aprono nuove sequenze di eventi, che pongono nuove forme di loro intelligibilità.

  • E’ solo in riferimento al carattere contingente della norma che è possibile pensare la libertà umana, pensare il soggetto come colui che è sì soggetto a forme assoggettamento che lo pongono in essere, ma che non lo è interamente, essendo capace non solo di ripetizione ma anche di azioni nuove e inaugurali che risignificano in senso libertario, che aprono nuove sequenze di eventi, che pongono nuove forme di loro intelligibilità.

  • Il soggetto deve secondo la Butler assumersi la responsabilità di vivere una vita che contesti il potere deterministico di produzione delle vite.



Pensare a questo statuto di libertà del soggetto non significa per la Butler ritornare alla concezione sovrana del soggetto tipica del liberalismo classico, che considera l’individuo come padrone di se stesso.

  • Pensare a questo statuto di libertà del soggetto non significa per la Butler ritornare alla concezione sovrana del soggetto tipica del liberalismo classico, che considera l’individuo come padrone di se stesso.

  • La Butler ha inferto un colpo mortale a tutte quelle teorie dei processi di soggettivazione che misconoscono la dipendenza dell’identità e dell’io da rappresentazioni collettive;

  • Ciò esclude che i processi di soggettivazione possano trovare il proprio punto di partenza in atti e deliberazioni che rimandano unicamente alla coscienza degli individui.



Il soggetto non è padrone di se stesso sia perché egli sta in relazione con le rappresentazioni collettive che lo istituiscono sia perché viene a dipendere dalla relazione con gli altri soggetti intenti o a citare le norme o a risignificarle.

  • Il soggetto non è padrone di se stesso sia perché egli sta in relazione con le rappresentazioni collettive che lo istituiscono sia perché viene a dipendere dalla relazione con gli altri soggetti intenti o a citare le norme o a risignificarle.

  • Risignificare le norme è possibile dunque non in relazione ad un’idea di libertà assoluta del soggetto ma nel riferimento ad una libertà che resta comunque condizionata dai contesti normativi e dalle relazioni con gli altri soggetti.



Si tratta di un’idea di libertà che, in quanto risignificazione innovativa della norma, è resa possibile attraverso processi di dis-identificazione, capaci di contrastare le identificazioni ottenute attraverso l’introiezione non cosciente dei dispositivi regolatori.

  • Si tratta di un’idea di libertà che, in quanto risignificazione innovativa della norma, è resa possibile attraverso processi di dis-identificazione, capaci di contrastare le identificazioni ottenute attraverso l’introiezione non cosciente dei dispositivi regolatori.

  • Si tratta di una libertà che si esplica attraverso l’esperienza del disfacimento di se stessi, in primo luogo quella della decostruzione del rigido binarismo maschio-femmina.



  • Solo l’esercizio di una libertà così intesa consente la formazione di una dimensione dell’umano meno disponibile a concessione e aperture ai meccanismi di esclusione che contraddistinguono la dimensione normativa.

  • Il Dis-facimento di se stessi e la collegata azione innovativa ne sono il presupposto.



La disidentificazione rimanda ad una prospettiva che prende radicalmente le distanze dalle politiche fondate sull’appartenenza ad un noi identitario.

  • La disidentificazione rimanda ad una prospettiva che prende radicalmente le distanze dalle politiche fondate sull’appartenenza ad un noi identitario.

  • Il soggetto butleriano è infatti anti-identitario, opaco, espropriato da se stesso e di conseguenza anche il noi che ne risulta;

  • Si tratta di un noi costituito da soggetti che, presa distanza dalle fantasie identitarie, sono intenti a risignificare le norme a favore dell’azione iniziale, inaugurale, la quale devia la norma verso meccanismi più libertari.



Si tratta di un noi fatto di soggettività che non riconoscono più a se stesse pretese autofondative, e che non tendono a sostituire ad una norma un'altra norma, poiché si tratta di soggetti che accettano lo statuto precario dell’identità, la sua fluidità.

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