La forza della fede



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14.12.2017
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La forza della fede

2 Timoteo 1,1-14


Carissimi fratelli e sorelle, ben ritrovati. In questi prossimi incontri che concludono l’Anno della Fede (che come sappiamo terminerà solennemente il 24 Novembre, festa di Cristo Re), in questi prossimi incontri desidero riprendere la riflessione fatta da Papa Francesco alla veglia di Pentecoste lo scorso 18 Maggio. Erano state poste quattro domande che potranno dare il tema dei prossimi quattro incontri. La prima domanda riguarda la fede. Come si raggiunge la vera fede, e come possiamo vincere la fragilità della fede? Il Papa ha risposto portando la propria esperienza di fede, ricevuta in famiglia, dai genitori e dalla nonna che gli ha dato il “primo annuncio” della fede. Possiamo chiederci anche noi oggi: come è nata la mia fede? Quali sono state le persone significative? Chi per primo mi ha parlato di Gesù e mi ha fatto innamorare di Lui? E poi la cosa che davvero è importante: mi sono veramente “innamorato/a” di Gesù? Ritengo di conoscerlo abbastanza da potermi innamorare di Lui? Il papa ricorda precisamente il giorno e l’ora in cui ha incontrato il Signore e gli ha detto sì; anzi: è stato Gesù che gli è venuto incontro: è sempre così: noi andiamo in cerca di Dio ma poi scopriamo che in realtà è Lui che ci sta cercando: l’iniziativa è sempre sua, è Lui che fa il primo passo per venirci a cercare. Tante volte prima ancora che noi possiamo interessarci di Lui, forse quando ancora non lo cercavamo o dicevamo di non essere interessati a Lui, Lui invece era già lì, accanto a noi, ci ha cercato, ha desiderato tanto di incontrarci, ha fatto di tutto perché ci accorgessimo di Lui. È Dio che è innamorato di noi e noi, quando ce ne accorgiamo, non possiamo fare a meno di ricambiare questo suo amore. È Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore. E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo credi, e così va crescendo la fede! Con l’incontro con una persona, con l’incontro con il Signore. La vera fede – prosegue il Papa, è un incontro con Gesù, non qualcosa di astratto o studiato sui libri. Qualcuno dirà: “No, io preferisco studiare la fede nei libri!”. E’ importante studiarla, ma, guarda, questo solo non basta! L’importante è l’incontro con Gesù, l’incontro con Lui, e questo ti dà la fede, perché è proprio Lui che te la dà!

Parliamo poi della fragilità della fede, come si fa per vincerla. Il nemico più grande che ha la fragilità – sottolinea il Papa - è la paura. Sembra strano ma è così. Non è un problema essere fragili: tutti noi siamo fragili, come i bambini piccoli. Ma è Dio che è forte. Un bambino è al sicuro tra le braccia di papà e mamma. “Con il Signore siamo sicuri”. La fede cresce con il Signore, proprio dalla mano del Signore; questo ci fa crescere e ci rende forti. Ma se noi pensiamo di poterci arrangiare da soli… Pensiamo che cosa è successo a Pietro: “Signore, io mai ti rinnegherò!” (cfr Mt 26,33-35); e poi ha cantato il gallo e l’aveva rinnegato per tre volte! (cfr vv. 69-75). Pensiamo: quando noi abbiamo troppa fiducia in noi stessi, siamo più fragili. È meglio restare sempre con il Signore!



E dire con il Signore significa dire con l’Eucaristia, con la Bibbia, con la preghiera… ma anche in famiglia, anche con la mamma, anche con lei, perché lei è quella che ci porta al Signore; è la madre, è quella che sa tutto. Quindi pregare anche la Madonna e chiederle che, come mamma, mi faccia forte. Questo è quello che io penso sulla fragilità – dice il Papa – almeno è la mia esperienza. Una cosa che mi rende forte tutti i giorni è pregare il Rosario alla Madonna. Io sento una forza tanto grande perché vado da lei e mi sento forte.



  • Quali sono state le persone significative nel tuo cammino di fede?

  • Come posso esserlo io per chi mi sta accanto?

  • La tua fede è fragile o forte? Ti aiuta?





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