La fraseologia animale nel testo del primo libro di novelle



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Masarykova univerzita

Filozofická fakulta
Katedra románských jazyků a literatur
Italský jazyk a literatura

Markéta Májková
LA FRASEOLOGIA ANIMALE NEL TESTO DEL PRIMO LIBRO DI NOVELLE

DI MATTEO BANDELLO
Magisterská diplomová práce

Vedoucí práce: PhDr. Jan Pavlík
2008

Prohlašuji, že jsem diplomovou práci vypracovala samostatně s využitím

uvedených pramenů a literatury.
Sommario

Introduzione 5

Matteo Maria Bandello (1485-1561) e le sue Novelle 7

Appunti sul metodo: elaborazione del testo 9

A. Parte teorica-terminologica: che cos’è la fraseologia in generale e in particolare nel testo bandelliano. 11

Il termine di fraseologia 11

Metafora, paragone, proverbio 16

Teoria delle metafore di Lakoff e Johnson 20

Reti metaforiche 25

«Animali» ed i campi semantici relativi 26

Proverbi 27

Riassunto della parte teorica 28

Aspetto diacronico: fraseologia sopravvissuta 29

B. Gli animali nel testo bandelliano (metafore, paragoni) 31

Parte analitica: appunti sulle voci scelte 31

1)Espressioni metaforiche 31

Espressioni basate su metafore ontologiche 33

Espressioni basate su metafore di orientamento 40

Espressioni basate su metafore strutturali 43

Agnello 44

Asino 45


Augello 47

Bertuccia 48

Bue 50

Cane 52


Capra 54

Chinea 55

Corbo 56

Cornacchia 57

Galletto, gallo 58

Mula, mulo 59

Pesce 60

Tarantola 61

2)Paragoni 61

Basilisco 62

Bestia 64

Capra 64


Mosca 65

Orso 67


Serpente 67

Sparviero 69

3) Proverbi 70

Asino 70


Lupo 71

Rondinella 71

Serpe 72

C. Conclusione 74

D. Elenco delle collocazioni completo 78

E. Bibliografia 98

1)Fonti testuali 98

2) Strumenti lessicografici 98

3) Opere critiche 99

4)Siti web 101

Dizionari on line 101

Altri siti utili 101

101





Introduzione


Il presente lavoro è mirato su uno studio della fraseologia animale, così come appare nel primo libro di Novelle di Matteo Bandello1.

Vorremmo cercare di catalogizzare tutte le occorrenze figurate legate al mondo animale, di smontare il meccanismo di diverse espressioni, provando a rintracciarne la funzione, e di svelare le loro origini. A questo scopo, riportiamo un elenco dei lemmi animali; con il termine lemma animale intendiamo tutte le espressioni che riguardano il mondo animale, non solo i sostantivi che indicano diversi animali, ma anche i derivati di essi, sia nominali che verbali. La gamma di tali espressioni si mostra estremamente ricca, - e va attraverso lo spettro dalle espressioni monoverbali ben definibili e descrivibili dal punto di vista morfologico, - fino a diversi derivati ed espressioni composte che funzionano come un’intera frase.

Per rendere l’elenco dei lemmi animali completo, abbiamo incluso anche gli iperonimi come bestia, animale ecc. Abbiamo fatto una scelta delle unità lessicali da sottoporre all’esame, prendendo in considerazione la loro frequenza nel testo.

In allegato, il lettore troverà l’elenco alfabetico di tutti i lemmi, con la localizzazione precisa . Per evitare eventuali equivoci, riportiamo ogni voce nella frase intera di cui fa parte, creando così un elenco di concordanza.

Per la nostra tesi, la parola chiave è la metafora. Il concetto di essa, e anche il nostro concetto di fraseologia, viene esposto nei capitoli relativi a suddetti argomenti.

Oggi, nel tempo di fonti elettroniche online, pare opportuno offrire anche un repertorio di eventuali materiali virtuali; a questo punto aggiungiamo un elenco degli indirizzi web utili per lo studio di letteratura e, generalmente, della cultura rinascimentale, con i quali abbiamo lavorato.

Dopo una brevissima introduzione dello stesso autore, procediamo ai problemi linguistici, provando a trovare una definizione adatta della fraseologia; in seguito, vorremmo dedicarci all’analisi di lemmi scelti.

Matteo Maria Bandello (1485-1561) e le sue Novelle


Il materiale lessicale per la ricerca eseguita, viene ricavato, come già detto, dal primo libro de Le Novelle di Matteo Maria Bandello. Il testo venne pubblicato diviso in due parti: i tre primi libri nel 1554, a Lucca; il quarto libro, postumo, a Lione, nel 1573.

Siccome la gamma tematica dei testi inclusi nella prima parte del novelliere è ampia, anche il corpus d’entrata è multiforme. Tuttavia, la struttura delle Quattro libri de le Novelle, un insieme di testi narrativi, non è pensabile senza essere consapevoli della tradizione letteraria precedente.

Il corpus testuale viene composto da centottantasei novelle dei primi tre libri, e da ventotto della quarta. Ogni novella è premessa da una lettera dedicatoria; le lettere sono spesso indirizzate a illustri personaggi dell’epoca. Le Novelle di Bandello sono, per quanto concerne il volume immenso del testo, paragonabili al Decameron boccacciano; il carattere della sua raccolta, però, è diverso.

La composizione del testo non è unita dalla novella-cornice, come nel Decameron, dove i singoli testi sono raggruppati dal punto di vista tematico nelle parti più piccole e compatte. Il narratore probabilmente vuole addottare l’ottica di un solo registratore delle vicende degne di essere registrate. Come osserva Ferroni, grazie alle dediche che precedono ogni singola novella, i testi vengono collegati alla società concreta ed esistente,

«agli incontri e alle occassioni della reale società contemporanea, tra palazzi signorili e campi di battaglia, tra saloni aristocratici e osterie di città o di campagna, tra gentildonne ed ecclesiastici, militari e diplomatici, intellettuali e cortigiani»2;

mentre nel Decameron, la società viene appartata dal resto del mondo, e vive le vicende, benché narrate, nel completo isolamento dal suo resto.

Per quanto riguarda la forma della raccolta, secondo Bruscagli (1996)3, il De Vendittis (1988)4 ed altri, essa non è del tutto nuova: richiama Masuccio Salernitano (attorno al 1410-1475). In ogni premessa, l’occassione in cui la singola novella viene chiarita; l’autore dichiara di non voler attribuire a se stesso altro merito «se non d’averlo tenuto a mente e trascritto»5. Così, vuole parere «piuttosto scrittore di storie che di novelle»6. Bruscagli nella Storia della letteratura italiana (1996) parla di una «finzione di oralità su cui tutto il testo è costruito»7. Infatti, ogni novella ha una sua piccola cornice, in forma di epistola dedicatoria che viene premessa a ogni novella. Così, Bandello giustappone due generi diversi, epistola e novella che sono tematicamente legate: l’epistola spesso implica la novella, anche se ci sono delle eccezioni nelle quali il rapporto è molto labile. Gli autori della Storia della letteratura italiana (1996) parlano di un «proemio ragionativo, inedito nel territorio novellistico»8. Infatti, le lettere dedicatorie fanno da microcornice9 per ogni novella.

«Ogni racconto sarà incorniciato dalla descrizione di una diversa brigata, di un diverso locus amoenus, di una diversa occassione narrativa10.- Il lembo di «ragionamento» che accompagna le novelle in forma di proemio non è, dunque, che un residuo della conversazione cortigiana entro cui la novella fu raccontata, e le cui circostanze-luogo, data, occassione – l’epistola s’incarica di chiarire»11.



Bandello, con il suo sistema di correlazione tra epistola e novella, crea un fenomeno definibile quale «l’artificiosa sprezzatura»12: esso consiste nell’estrarre la storia dall’argomento di conversazione, lasciando una potenziale incomprensibilità nel confronto dei lettori a parte dell’interesse.

La lingua del novelliere viene caratterizzata dal Ferroni come «nervosa e attenta agli effetti di stile, ma lontana dalla compiaciuta rigogliosità della prosa boccaccesca»; secondo lui, «l’ottica è tutta cortese e nobiliare»13. Lo stesso autore aggiunge la propria visione della scelta linguistica, nella premessa al volume:

«Io non voglio dire come disse il gentile ed eloquentissimo Boccaccio, che queste mie novelle siano scritte in fiorentin volgare, perché direi manifesta bugia, non essendo io né fiorentino né toscano, ma lombardo. E se bene io non ho stile, ché il confesso, mi sono assicurato a scriver esse novelle, dandomi a credere che l’istoria e cotesta sorte di novelle possa dilettare in qualunque lingua sia scritta»14.

Il nostro lavoro non è mirato sui problemi testologici del novelliere bandelliano; perciò lasciamo a parte la questione, anche se in questa sede possiamo costatare che alcuni editori pubblicarono o le sole novelle, o le sole lettere15. La presentazione dell’autore in questa forma è, oggi, sicuramente inaccettabile.

La scelta linguistica ci pare chiara: dallo studio del materiale lessicale risulta che esiste un rapporto di dipendenza tra la raccolta boccaccesca e quella bandelliana ; basti guardare per esempio le forme dei componenti delle espressioni metaforiche e proverbiali, l’analisi delle quali rappresenta il traguardo del nostro lavoro. E ciò sarà verificato anche nella parte analitica della nostra tesi.

L’opera del Bandello come uno dei rappresentanti più significativi del rinascimento letterario italiano, è stata sottoposta, nel corso degli anni precedenti, a diverse ricerche; in allegato all’edizione critica a cura di Delmo Mastri troviamo una delle bibliografie esaustive.




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