La lingua come strumento di scambio



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LA LINGUA COME STRUMENTO DI SCAMBIO


Percorsi di prima alfabetizzazione e di mediazione linguistico-culturale

nel Comune di Verona


IN SECONDA O IN TERZA DI COPERTINA VA MESSO:


A CURA DI ANNALISA PELOSO
HANNO PARTECIPATO ALLA STESURA:

  • MATTEO DANESE

  • ROBERTA DEL BENE

  • DINHA RODRIGUES DOS SANTOS

  • ROSA LOVATI

  • CARLO MELEGARI

Pagine di presentazione

del Sindaco e dell’Ass. Sartori

SOMMARIO
(i numeri di pagina vanno rivisti dopo l’impaginazione della CIERRE)
Motivazioni, criteri ed azioni che hanno portato pag. 4

alla nascita del progetto

La situazione degli alunni stranieri nel Comune di Verona PAG. 5


AZIONE 1: I Corsi Estivi di Italiano per bambinI PAG. 7

e ragazzi stranieri figli di immigrati


AZIONE 2: I LABORATORI DI PRIMA ALFABETIZZAZIONE PAG. 13

IN ORARIO SCOLASTICO


AZIONE 3: interventi individualizzati di volontariato PAG. 23

nelle scuole, a supporto delle attività

di insegnamento dell’Italiano come L2
AZIONE 4: GLI INTERVENTI DI MEDIAZIONE PAG. 27

LINGUISTICO CULTURALE


ALLEGATI:

SCHEDA VADEMECUM PAG. 34

Donata Lorenzetti

LA NOSTRA BELLISSIMA ESTATE PAG. 38



Stefania Marchesini

IL BOSCO GOLOSINO PAG. 39



AA.VV.

LIVELLI DI COMPETENZA IN LINGUA ITALIANA PAG. 42



Donata Lorenzetti

SCHEDA DI VALUTAZIONE FINALE PAG. 49



t a n t e t i n t e

UNA UNITA’ DIDATTICA: “GLI ANIMALI“ PAG. 50



Luisa Leoni

COMMUNITY CARE PER L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA PAG. …



Carlo Melegari

PROTOCOLLO D’INTESA SULLA MEDIAZIONE PAG. …

LINGUISTICO CULTURALE

Comune di Verona

Motivazioni, criteri ed azioni che hanno portato alla nascita del progetto


La nascita di questo progetto ha segnato un importante salto di qualità negli interventi scolastici ed educativi della città di Verona. Esso rappresenta il punto di raccolta e di rielaborazione di esigenze provenienti dal mondo scolastico, il quale, nell’ambito dell’alfabetizzazione degli alunni stranieri, sente sempre più pressante il bisogno di “mettere a regime” modelli e pratiche strutturati in maniera efficace e stabile, sia dal punto di vista didattico che istituzionale.

Il Comune di Verona (in particolare l’Assessorato alla Cultura delle Differenze e Pari Opportunità) ha saputo cogliere queste istanze come interlocutore attivo, promotore di coordinamento tra le forze operanti sul territorio e come garante della qualità del progetto, convocando nel 2003 t a n t e t i n t e in rete ed il Cestim ad un tavolo di discussione e ricerca per definire delle ipotesi di intervento, da sottoporre al vaglio del mondo della scuola e finalmente presentarlo alla Fondazione CariVerona per ottenerne il finanziamento, ampliandolo con un proprio contributo.

A monte di tutto ciò, stava il tessuto di relazioni che i dirigenti scolastici vivevano all’interno del mondo scolastico, tra loro come pure attraverso la rete di t a n t e t i n t e. Dentro i loro stessi istituti si trovava tutto quello che negli anni i docenti avevano studiato, sperimentato, costruito e, parallelamente, c’erano le proficue collaborazioni con il volontariato organizzato dal Cestim e con la mediazione linguistico-culturale gestita dal Comune di Verona.

La lunga consuetudine di dialogo con l’Ente Locale tenuta da dirigenti e docenti con gli assessori, i funzionari ed i responsabili di settore del Comune stesso, sia pure rinnovata quanto a ruoli e competenze nel quadro della scuola dell’autonomia e risentendo ovviamente dei passaggi negli orientamenti politici dell’Amministrazione, aveva già consolidato modalità di confronto e comunicazione che, al momento della discussione sui criteri di fattibilità del progetto, hanno consentito una pronta presa di posizione nel merito.

L’immediata consultazione tra i partner stessi, gli incontri con i dirigenti rappresentanti della rete di t a n t e t i n t e, hanno permesso di arrivare in breve tempo alla stesura di un progetto modulato in 3 azioni specifiche, adottando criteri di flessibilità tali da consentire, dopo un'adeguata mappatura dei bisogni di alfabetizzazione espressi dalle scuole, interventi diversificati e, contemporaneamente, criteri di agilità in grado di permettere una rapida e capillare diffusione nel territorio.
Sono stati costruiti percorsi di prima alfabetizzazione che andavano a coprire il fabbisogno della scuola dell’obbligo, con limitate aperture anche alle superiori, sia durante il periodo estivo (azione 1) che scolastico (azione 2) e si è riproposto l’intervento del volontariato Cestim per supportare i processi di apprendimento degli alunni, in genere non coinvolti nei laboratori (azione 3).1
La situazione degli alunni stranieri nel Comune di Verona

Due anni fa la situazione degli alunni stranieri che frequentavano l'obbligo scolastico era abbastanza simile a quella odierna, che vede ancor oggi una loro distribuzione non uniforme ma in continua crescita nelle scuole del Comune di Verona. In alcuni istituti essi sfioravano il 50% delle presenze sul totale degli iscritti, mentre in altri il loro numero era statisticamente poco significativo. La mobilità delle iscrizioni (arrivi in corso d'anno - spostamenti repentini - assenze prolungate) rappresentava un ulteriore fattore di crisi per il sistema scolastico.

Nell’a.sc. 2003-04 (data di avvio del progetto) i dati relativi alla popolazione scolastica (dalla materna alla superiore nelle scuole statali e parificate) erano i seguenti:
TOTALE DEGLI ALUNNI NELLA PROVINCIA DI VERONA 121.417

TOTALE DEGLI ALUNNI STRANIERI 8.237

Gli alunni stranieri rappresentavano quindi il 6,78% del totale.
Nel territorio del Comune di Verona, la situazione si presentava così:
TOTALE DEGLI ALUNNI NEL COMUNE DI VERONA 45.298

TOTALE DEGLI ALUNNI STRANIERI 2.855

Con una percentuale del 6,3%

ALUNNI STRANIERI INSERITI NELLA SCUOLA 1.487

STATALE DELL’OBBLIGO
L’intervento venne focalizzato sul gruppo di alunni che frequentavano la scuola statale dell’obbligo, con aperture alle superiori (v. resoconti dettagliati di t a n t e t i n t e e del Cestim)
Alla fine dell’a.sc. 2004-05, mentre si sta ancora ultimando la raccolta dei dati generali, si stima in un 20% circa l’aumento delle presenze degli alunni stranieri, passati, a livello provinciale, dagli 8.237 del 2003 ai 9.880 del 2005.

(Elaborazione dati da fonte MIUR – Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto).


AZIONE 1: I Corsi Estivi di Italiano per bambini e ragazzi stranieri figli di immigrati

Finalità





  • Dare la possibilità ad almeno 300 ragazzi figli di immigrati residenti nel Comune di Verona di ridurre alcune difficoltà di lingua, essendo state messe a disposizione un centinaio di ore di italiano appositamente dedicate allo scopo.

  • Dare l’opportunità agli stessi ragazzi di trascorrere parte della giornata in contesti di socializzazione positiva, creando e consolidando relazioni che possono favorire la buona integrazione con il mondo della scuola e del quartiere.

  • Dare agli stessi ragazzi e ai loro genitori un’immagine “amica” della città in cui si trovano a vivere, una città (Comune, Scuola, Istituzioni e società civile) che mostra attenzione e interesse a metterli nelle condizioni – parlando discretamente l’italiano - di essere riconosciuti a tutti gli effetti come “nuovi cittadini”.

  • Dare a 40-50 giovani laureati o tirocinanti laureandi che aspirano alla professione di insegnanti la possibilità di misurarsi con i problemi della didattica dell’italiano agli immigrati e anche l’opportunità di conoscere meglio la realtà dell’immigrazione nel diretto contatto con le persone che la vivono (i ragazzi e i loro familiari).

Obiettivo dell’Azione

Sfruttare al meglio il periodo estivo di vacanza dalla scuola come tempo utilizzabile per il recupero dello svantaggio linguistico in preparazione al nuovo anno scolastico


Soggetti prioritariamente interessati all’Azione





  • Ragazzi/e dai 7-10 ai 14-15 anni, in quanto a settembre vanno a frequentare gli anni scolastici compresi tra la seconda elementare e la terza media

  • Ragazzi/e dai 15 ai 18 anni, in quanto a settembre vanno a frequentare scuole superiori e/o professionali

Luoghi in cui si svolge l’Azione

10/11 sedi di attività didattica presso scuole elementari o medie del territorio del Comune di Verona, ciascuna ubicata prioritariamente in relazione alla potenziale frequenza di almeno una trentina di ragazzi/ragazze tra i 7 e i 15 anni (raggio di utenza: 15-20 minuti di percorrenza a piedi)

1-2 sedi di attività didattica presso una scuola superiore o un CFP in relazione alla potenziale frequenza di almeno una trentina di ragazzi/ragazze tra i 15 e i 18 anni (raggio di utenza: 15-20 minuti di percorrenza con mezzi pubblici)

Descrizione dell’Azione sotto il profilo organizzativo

Per ogni sede designata in base ai criteri sopra esposti si procede annualmente alla costituzione di un’équipe composta da almeno 4 operatori nel presupposto che sia opportuno differenziare l’intervento didattico su almeno tre livelli (dando ovviamente per scontata l’eterogeneità dei bisogni formativi dei singoli partecipanti ai corsi).

Per ogni sede vengono messi a disposizione spazi (3-4 aule), strumentazione (fotocopiatrice e computer) e materiali funzionali alla buona conduzione delle attività didattiche.

Dove possibile, agli operatori di équipe, che vengono scelti preferibilmente tra giovani laureati che vogliono fare un’esperienza significativa nella didattica della lingua, si affiancano volontari, stagisti e/o tirocinanti sia per l’insegnamento dell’italiano che per la realizzazione di iniziative collaterali di animazione del tempo libero in quanto funzionali all’apprendimento dell’italiano (ad es.: visita ai monumenti della città il pomeriggio o il sabato e la domenica, visite ad aziende artigiane o ad atelier di artisti, giochi all’aperto).

Tutti gli operatori delle équipes di sede vengono preparati con appositi incontri formativi che precedono l’inizio dei corsi e vengono dotati di strumenti per l’esame preliminare – in base alle informazioni offerte dagli insegnanti - delle caratteristiche del bisogno formativo di lingua italiana dei ragazzi segnalati dalle scuole come partecipanti e alle strategie da mettere in atto per rispondervi nel monte ore previsto a disposizione nei mesi di luglio e agosto (2 ore al giorno x il n. di giorni di annunciata frequenza ai corsi).

In ogni sede, durante i mesi di luglio e agosto, l’équipe degli operatori dedica mezz’ora al giorno (dalle 12.00 alle 12,30) o con altre combinazioni 2 ore e mezza alla settimana (oltre le 12 ore e mezza di insegnamento) a riunioni ordinate al buon andamento della didattica.

Vengono organizzati inoltre almeno 2 incontri di monitoraggio presso ogni sede per dare la possibilità agli operatori di confrontarsi sull’attività didattica con esperti dell’insegnamento dell’italiano come L2.

Alla conclusione dei corsi, in ogni sede viene dedicato da ciascuna équipe un congruo tempo all’esame dei risultati e alla predisposizione di una comunicazione scritta (sotto forma di scheda o altro) che funga, per ciascuno dei partecipanti ai corsi, da certificazione della particolare acquisizione di competenze linguistiche in modo che ne siano informati i rispettivi insegnanti all’inizio del nuovo anno scolastico.

Alla designazione delle sedi, alla selezione degli operatori per le équipes di sede, all’attivazione delle collaborazioni per la didattica e per l’eventuale mediazione culturale, al coordinamento, al supporto formativo, all’accompagnamento scientifico e al monitoraggio in itinere e alla valutazione finale delle attività delle équipes di sede, provvede la direzione del soggetto gestore dell’Azione, potendosi avvalere, nei limiti del budget a disposizione, di consulenze ad hoc (con prioritario ricorso a quelle che possono offrire i soggetti gestori delle altre Azioni di Progetto).

RISULTATI OTTENUTI NELL’ESTATE 2004




  • I corsi estivi 2004, avviati regolarmente il 28 giugno in 9 sedi scolastiche diverse della città, si sono svolti - come da programma - per 10 settimane di seguito, con 2 ore di lezione al giorno (10 ore alla settimana), fino alla loro conclusione venerdì 3 settembre.




  • Delle 512 segnalazioni pervenute al Cestim di bambini e ragazzi figli di immigrati che potevano essere interessati ai corsi, in totale sono poi state 452 le formali iscrizioni a registro presso le 9 sedi scolastiche, con la seguente distribuzione:




  • 57 alle Fedeli in Borgo Milano,

  • 44 alle Manzoni a S.Lucia/Golosine,

  • 48 alle Meneghetti in Borgo Roma,

  • 23 alle Salgari a Cadidavid,

  • 62 alle Carducci in Borgo Venezia,

  • 88 alle Duca d’Aosta a Veronetta,

  • 18 alle Rosani a Ponte Crencano,

  • 59 a S.Nicolò (presso la Parrocchia) in Centro storico

  • 53 al Ferraris per tutta la città (ragazzi delle Superiori);




  • Dei 452 bambini e ragazzi stranieri formalmente iscritti, gli effettivamente frequentanti sono stati 357 (137 in più – ossia + 62,27% - rispetto ai 220 dell’estate 2003).
    E di questi 357: 92 (25,77%) hanno fruito fino a 30 ore di corso, 88 (24,65%) da 31 a 60 ore, 117 (32,77%) da 60 a 90 ore e 60 (16,81%) da 90 a 100 ore.




  • I 357 effettivi frequentanti risultavano originari da 35 Paesi: 82 dallo Sri Lanka, 57 dalla Romania, 38 dalla Moldavia, 27 dal Ghana, 20 dalla Cina, 18 dalla Nigeria, 17 dal Marocco, 15 dal Brasile, 11 dalla Filippine, 7 dalla Costa d’Avorio, 6 dalla Yugoslavia, 5 dalla Colombia, 5 dalla Rep. Dominicana, 4 dalla Guinea-Bissau, 3 dall’Albania, 3 da Cuba, 3 dall’Egitto, 3 dall’Ecuador, 3 dalla Francia, 3 dalla Guinea, 3 dall’India, 3 dalla Russia, 3 dal Senegal, 3 dal Togo, 2 dalla Bosnia-Erzegovina, 2 dalla Croazia, 2 dalla Thailandia, 2 dall’Ucraina, 1 dalla Bielorussia, 1 dalla Bolivia, 1 dall’Inghilterra, 1 dal Pakistan, 1 dal Perù, 1 dalla Turchia, 1 dall’Uruguay.








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