La “loro” voce… La “vostra” voce …



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09.01.2018
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La “loro” voce…



La “vostra” voce …



La preadolescenza: periodo di transizione – rito di iniziazione (la metafora della giungla)



Il loro vissuto…



La pubertà



Un nuovo comportamento: le discordanze affettive 1 Alla ricerca del proprio “io”



Un nuovo comportamento: le discordanze affettive 2. Il peso del gruppo; Costruzione della propria identità Verso una definizione originale di sé – I modelli; Le contraddizioni dell’età



MODELLI



Un nuovo comportamento: le discordanze affettive 3. l’attrazione per l’altro sesso amicizie eterosessuali



Sessualità e adolescenti Fonte: Rapporto Societa Italiana di Pediatria Dicembre 2008 (dati SUD)



Una nuova organizzazione mentale



Problematiche tipiche del contesto attuale



1. La precocità sessuale



2. Il ritardo dello sviluppo cognitivo



3. La realtà virtuale e l’esperienza reale



Internet & adolescenti



E allora, come fare …?



Come? Condividendo il loro spazio-tempo



Come entrare in relazione con questi ragazzi/e

  • E’ difficile, ci coinvolge anche emotivamente perchè noi non comunichiamo concetti astratti ; dobbiamo decidere di metterci in gioco nella relazione con loro entrando anche un po’ nelle regole del gioco che la loro età tende a dettare,(noi vogliamo che ascoltino, che capiscano i concetti, calma - non è proprio così).

  • Dobbiamo giocare con il loro stesso linguaggio e con le loro stesse carte, che sono quelle della comprensione emotiva e della relazione anche enpatica.

  • Decidere noi di entrare in relazione con loro sapendo bene come, tendenzialmente, loro tendono ad entrare in relazione con noi attraverso la modalità del conflitto cioè del tenerci a distanza.



Gli altri due modi con cui possiamo definire la dinamica relazionale loro nei nostri confronti sono :

  • L’identificazione l’abbiamo già accennta prima con riferimento agli eroi (modelli), ai loro personaggi significativi ; la relazione nei nostri confronti se funziona può essere segnata anche da questo  - io vorrei essere te, mi rivedo in te, mi rispecchio in te e faccio quello che mi chiedi, ti ascolto, ti gratifico in qualche modo proprio per questo. Non me ne frega niente se è giusto o sbagliato quello che tu mi stati dicendo, non mi interessano i contenuti, lo faccio perché mi piaci, perché io vorrei imitarti.

  • Perché sono in relazione positiva con te. Questo dobbiamo saperlo perché il giorno dopo, se la relazione si inclina o si spezza per mille ragioni, quella cosa che era così bella non la fanno più.

  • La compiacenza è l’aspetto più gratificante. "Perché faccio questa cosa? Semplicemente perché ne ho un guadagno una gratificazione interiore e cioè mi sento un bravo ragazzo/a è il bisogno di approvazione. Molte delle cose che riusciamo ad ottenere è per un bisogno di approvazione; non hanno ancora capito fino in fondo, non hanno ancora accolto veramente i valori che noi proponiamo però visto che tu mi dai la caramella io faccio le divisioni....

  • Dietro l’istanza della compiacenza c’è questo gioco di rinforzi e di ricatti che vanno smascherati o superati, da questo punto di vista la motivazione per cui un ragazzo/a ci segue, ci ascolta, è ubbidiente ci gratifica anche come educatore è la somma questi ingredienti : compiacenza - identificazione - contrapposizione dipendenza. La forza del ricatto sta nella nostra paura



Questo fa parte dello sviluppo e della crescita per arrivare a un livello motivazionale cioè ad un terzo passaggio; L'internalizzazione

  • I motivi - i concetti - i valori - non sono semplicemente nostri ma progressivamente diventano parte anche del ragazzo/a, se ne appropriano, non fanno più le cose per paura o convenienza ma perché hanno colto il senso profondo ed allora "come stare vicino a loro?"

  • Lo dico in modo sintetico con quattro parole - quattro atteggiamenti:

    • Motivare: Il nostro problema non è ottenere un comportamento ma motivare una richiesta, una serie di valori, di istanze, di esperienze che possiamo proporre loro
    • Pazienza: Pazienza vuol dire da una parte saper attendere, sostenere le richieste cercando noi di essere capaci di vedere quello che ancora non c’è, e dall’altra parte saper aspettare, sapendo che è in atto un processo di trasformazione, incoraggiandoli
    • Accoglienza: la metafora della gestazione - accogliere vuol dire portare dentro di se. Secondo questa immagine, quando una persona nasce trova qualcuno, un luogo, che lo accoglie così come è ; quando si mette al mondo un figlio non si va a vedere
    • Ascoltare: dare un messaggio: tu sei importante, tu sei prezioso a me.


“ Se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza

  • “ Se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza

  • Se tu mi guardi e mi sorridi

  • Se qualche volta prima di parlare mi ascolti

  • Io cresceò, crescero veramente”

  • (Brandley, 9 anni)



Bibliografia consigliata



Prossimo incontro

  • 23 FEBBRAIO 2011

  • “La comunicazione con i figli: capacità di dialogo e ascolto in famiglia”

  • ARRIVEDERCI A PRESTO




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