La magia del denaro



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24.01.2018
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La magia del denaro

La magia più bella del Natale è quella del ricordo che ne serbiamo.

Di quando, bambini, passavamo la notte insonni, nell’attesa di riuscire a vedere Babbo Natale (o Gesù Bambino). Ma lui era più veloce di noi, così ad attenderci e a compensare la nostra parziale delusione c’erano i tanto desiderati regali.

Oggi, probabilmente, la magia del Natale non coincide più con quell’attesa: diventa la conferma di un regalo richiesto, già scelto nei dettagli (non sognato), fondamentalmente nemmeno più “tanto desiderato” poiché dato per scontato. Dov’è finita la magia? Quanto dura la gioia? Poco. Fino a quando non si insinua un nuovo desiderio, estremamente più veloce del prossimo Natale.

Stare al passo coi desideri è diventato un esercizio di velocità: nemmeno mettendo insieme compleanni, Natali, onomastici, pagelle, anniversari si riesce a tenere il ritmo.

Allora si cambia magia.

Oggi la magia non è più quella del Natale, della neve (anche il clima è cambiato), dell’esercizio di bontà, dei mandarini (che si trovano ormai insieme alle angurie), dell’attesa.

Oggi la magia è quella del denaro, perché sembra essere l’unico strumento capace di offrirci la felicità in ogni istante. È così immateriale da diventare magico. Col denaro ogni sogno di potere, di bellezza, di rivalsa, di dominio, di amore, sembra potersi realizzare.

Non è andata così per la bella “pretty woman”? È bastato incontrare fatalmente l’uomo ricco per abbracciare la felicità.

Come spiegare l’affanno e la dipendenza dal gioco d’azzardo e dalla lotteria, le richieste alle cartomanti, la fede cieca in qualche santone improvvisato?

In un mondo complesso, dove causa ed effetto non sono più legati da una linea, l’unica via di uscita per raggiungere la felicità in poco tempo e con minor sforzo possibile è: la magia.

Ci sono molti modi per diventare maghi, il più semplice e utilizzato è rubare denaro agli altri.

In tutti i sensi, in particolare nel senso di pagare poco la merce che si acquista, che equivale a sfruttare indirettamente il prossimo e a far regnare così il dogma del “minor prezzo possibile”. Oppure pagare poco i dipendenti di un’impresa per onorare azionisti e proprietari. Ma anche indebitarsi con premeditazione, produrre merci inutili e dannose per noi e per l’ambiente, creare desideri inutili o, peggio, malsani. Insinuare dubbi, vendere speranza, promuovere paura, alimentare insicurezza…

Tutte queste attività hanno l’obiettivo di rafforzare in noi l’idea che il denaro è l’unico strumento capace di fare miracoli: di guarirci e renderci immortali, di comprare tutto quanto ci serve per apparire di più e migliori degli altri, di renderci belli e quindi desiderabili, di raggiungere il successo e il potere, di essere invidiati.

La religione non basta più, per i miracoli ci vuole qualcosa di più grande.

Ci vuole il denaro. Sempre più astratto e totalizzante. Non si tocca eppure si possiede e si può utilizzare. Non si vede eppure rende potenti. Si crea dal nulla e sembra non morire mai.

È bello credere in una dimensione magica della vita: è una dimensione importante e fondamentale per chi vuole aprirsi a ciò che trascende la comprensione esclusivamente materialistica del mondo.

Credo però che tale magia possa appartenere solo al mondo spirituale, nel quale riversare energie, percorsi di crescita introspettiva, tempo, dedizione, speranze, attese, condivisioni, possibilità, fiducia. Un mondo spirituale che non può e non deve coincidere col denaro, anche se ne ha parzialmente bisogno per essere alimentato…



Non ci può essere magia senza fiducia in qualcosa che non sia il denaro.

Buona magia a tutti!



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