La Materia Pensante



Scaricare 0.57 Mb.
Pagina3/7
13.11.2018
Dimensione del file0.57 Mb.
1   2   3   4   5   6   7

LA MATERIA PENSANTE 39
stiana aveva bandito la nuova parola d'ordine « Liberamente avete ricevuto, liberamente date ».

Visti nella luce di questa nuova libertà proclamata dal cristianesimo, gli alchimisti, dal Mead sono giudicati erroneamente come seguaci, in tutta la loro carriera, di un politica di reazione.

Non importa secondo lui se molti di essi professarono di essere piamente disposti   ed alcuno indubbiamente lo fu,   ma certi non possono sfuggire all'accusa di aver combattuto contro la luce coll'oscurarla.

Ora, per quanto concerne le sue origini, una delle sorgenti più importanti non fu ancora posta in evidenza. Ed ecco la supposizione che l'alchimia, nella sua più caratteristica forma volgare, possa ricollegarsi con tradizioni di grande valore e dignità, quale sarebbero quelle del culto di Mitra, come abbiamo ricordato in più punti (v. pagg. 28, 33, 35, 43).

Fu verso l'undicesimo secolo che l'arte apparve nella sua completezza in Occidente, in una Europa latina che da lungo tempo era tagliata fuorì da ogni legame con la tradizione diretta della cultura greca.

Essa venne, come molte altre cose, con le traduzioni latine dall' arabo, per il tramite delle Scuole moresche della Spagna, che ebbero parte sì importante nello sviluppo intellettuale europeo dopo la lunga età di mezzo.

Questí filosofi e pensatori dell'Islam derivarono la loro cultura indirettamente dalle Scuole, dell'Ellade. Ed ebbero la loro Alchimia, in modo consimile, dalla tradizione bizantina. Quando la
40 GINO TESTI
nascente cultura Maomettana s'imbattè dapprima in essa, questa Pretendeva già di essere la tradizione dell'Arte ermetica per eccellenza.

Così si ritenne erroneamente che l'Egitto fosse la sorgente e l'origine e che l'Ermete egiziano fos. se il rivelatore e Patrono dell'alchimia.

Nel 1894. Kroll dimostrò che tutti i frammenti di citazioni dimostrati genuini e riferiti ai filosofi della scuola neoplatonica erano derivati direttamente dalla dottrina esoterica raccolta nel poema così detto « Oracoli caldei » racchiudente i dogmi genuini delle antichissime e preziose traduzioni dei dotti (maghi) della Caldea (1).

Questo poema espone, fra l'altro, un'altra dottrina mistica relativa alla natura del corpo sottile, dell'anima e della mente dell'uomo e si propone di rivelare i misteri del divino fuoco del Padre e della vita della grande Madre.

E’ prevalentemente una dottrina del fuoco vivente e di tutte le sue opere, trasmutazioni e trasformazioni, ed insieme, un manuale di sapienza e disciplina teurgica: vale a dire, come tale, un trattato alchimico nel significato più alto del termine. Ecco dunque un canale ben evidente che ci riconduce ad una delle principali correnti originarie dell'arte alchimica.

Alcune delle Scuole gnostiche cristiane ci danno poi, in modo analogo, altre indicazioni sulla eredità psichica dell'Alchimia, nella sua forma più nobile. Per esempio, nella tradizione ofita,


(1) MEAD, The Chaldean Oracles. « Echols from tbc Gnosis ». London.

LA MATERIA PENSANTE 41
i metalli sono associati con le sfere planetarie, certi minerali hanno mistiche proprietà ecc.

Nell'epoca intermedia, ricorda sempre Mead, che stabilisce il legame fra lo Gnosticismo Siriaco precristíano e la Gnosi decisamente cristianizzata, noi troviamo la più chiara indicazione della linea di derivazione dell'alta Alchimia. Essa permea le dottrine di una Personalità che i Padri della Chiesa considerano come suscitatrice di tutte le eresie gnostiche, da loro denunziate con grande violenza di termini; e appare, nella tradizione, associata col nome di Simon Mago (lì, nel quale troviamo riconnessi gli insegnamenti con lo sfondo Caldeo Persiano.

Il principale documento della Scuola Simoniana, che ci è conservato dalle citazioni dell'eresiologo Ippolito, è probabilmente un rifacimento posteriore della gnosi del Maestro Mago. Questa « Grande Annunciazione » com'è intitolata, ci presenta una dottrina assai sviluppata del Fuoco divino e dell'Albero di vita, con vedute specula. tive psico fisiologiche che sono in stretta relazio. ne con la teoria del corpo sottile dell'Alchimia psichica.

E’ dunque non solo probabile, ma anche ragionevolmente dimostrabile che la Gnosi orientale associata col nome di Simon Mago indica una delle principali correnti di eredità psichica dell'Alchimia primitiva.

Ora questo documento Simoniano ci dice che « di tutte le cose che esistono, occulte e manifeste.
(1) G. IL S. MEAD, Simon Magus. London, 1892.
42 GINO TESTI
cioè Intelligibili e sensibili o spirituali e naturali, il Fuoco supercelestiale è, la casa (lei tesoro, come fosse un grande Albero, simile a quello scorto (la Nabuchodonosor in visione, dal quale ogni carne è nutrita ».

Qui il Mead vede la tradizione di un grandioso simbolismo manifestamente connesso con la dottrina babilonese dei misteri e col lato spirituale del culto del fuoco magico persiano.

Altra testimonianza dello stesso « Canale » è trovata dal Mead nell'opera ebraica (letta « Libro di Daniele », piena di simbolismo babilonese.

In esso, troviamo riferimento alla immagine grafica dell'Albero del mondo. Le altre due più impressionanti rappresentazioni del libro sono: la simbolica statua mostruosa elevata dal re che esaltava sè stesso ad onori divini, immagine del' signore del mondo che egli voleva costringere tutti gli uomini ad adorare; e la fornace ordente nella quale sono gettati i tre uomini puri, i pii servitori del vero Dio.

L'oro e l'argento, il bronzo ed il ferro della tipica immagine del Dio degli Eoni, posso.no più direttamente riferirsi ai principali metalli alchimici piuttosto che alle quattro età astrologiche della religione siderale. Ora, si domanda il Mead, quanto alla fornace ardente. che riduce in cenere i servi dell'oppressore anche se stanno fuori di essa, mentre non solo non consuma i tre uomini santi, sebbene circondati dalle fiamme, ma ne invia loro, un quarto paragonato a un figlio degli dei per lo splendore abbagliante che lo circonda, non può forse, appena vi si presti

LA MATERIA PENSANTE 43

attenzione, riconoscersi come una suggestiva dipintura di uno dei più sublimi stadii di quella trasmutazione di cui appunto si occupava il più 'elevato aspetto dell'Alchimia? Per quanto io sappia, nessuno ha richiamato finora l'attenzione degli studiosi su questo fatto; ma questa associazione di idee mi ha così grandemente colpito che io penso potersi citare senza difficoltà il " Libro di Daniele " a fare testimonianza di uno stadio della eredità psichica di quella linea di pensiero che più tardi si rivestì dei panni ni variopinti onde tanto si dilettò l'Alchimia degli ultimi tempi ".

Ma questa non è l'ultima delle tracce che possono condurci alle origini alchimiche.

Zosimo asserisce categoricamente che il primo segreto dell'arte alchimica fu identico col più Dascosto mistero del culto di Mitra. Questa indicazione ci volge ancora alla stessa corrente della quale tentiamo di discernere i canali.

Ora, l'ultima parola non è ancora stata data sul culto di Mitra e sulla tradizione dei misteri associati col nome di que sto famoso Dio salvatore dell'antichità, ma è certo che questa p.recisa e suggestiva affermazione di Zosimo è sfuggita a tutti.

Ora, conclude Mead, noi sappiamo non solo che, come si è detto, i Neoplatonici erano intensa­mente interessati ai così detti Oracoli Caldei, ma che molti di loro erano anche iniziati ai misteri di Mitra.



« I Mitriaci erano strettamente connessi coi ri­ti dei misteri della Magna Mater; gli uomini
44 GINO TESTI
venivano iniziati ai primi, le donne al secondi. Ed ambedue le tradizioni derivano dall'Asia citeriore e dal vicino oriente. L'Asia minore e la Siria furono veri vivai di tali culti di salvazione.

«Questo soggetto è meritevole di un minuto esame e promette di condurre l' investigatore molto lontano.

«In ogni caso è evidente che le ipotesi fin qui accennate, un po' crude nel breve abbozzo fattone, aprono numerose e molte importanti linee di ricerca. Si potrebbe facilmente scrivere un grosso volume a sostegno delle tesi che ho esposto; per ora io mi accontento di avventurare ipotesi e proporre punti di vista non indegni di seria considerazione per qualche coraggioso pioniere che si proponga di scrivere sull' elemento psichico nelle origini dell'Alchimia ».

Qui il Mead dimostra, con grande sfoggio di profonda erudizione, che i genuini trattati della tradizione Trismegistica dell'Egitto non solo sono privi di concetti alchimistici, ma che nessun trattato alchimico è stato ancora trovato in scrittura geroglifica, demotica o copta, tranne le ricette per scopi industriali.

Solo la parte più bassa, quindi quella tecnica, apparirebbe di origine egiziana ma non quella filosofica che devesi far risalire « per il tramite di alcuni canali chiaramente delineati, ad un'altra fonte ».

Le due grandi tradizioni di sapienza della antichità erano, per i greci, quelle di Babilonia e quella dell'Egitto.



LA MATERIA PENSANTE 45
E' appunto che, volgendoci alla prima, troviamo l'eredità psichica della alchimia nella Siria, in Caldea ed in Persia.

A queste tradizioni, come a quella Egiziana. il genio greco diede una nuova elaborazione filosofica.


IV
L'ASTROLOGIA RELIGIOSA


Una brillante dimostrazione del collegamento fra simbolismo astrologico e fatti naturali è offer. ta dalla singolare ed «empia » concezione di Pietro d'Abano, ìl grande alchimista (1250 1315) circa l'Oroscopo delle religioni perfezionata poi dal Pomponazzi, dal Vanini, dal Cardano e da altri.

Trattasi di una geniale indagine circa la  enemi, il nascere ed il morire di ogni forma religiosa. L'oroscopo delle religioni ha la immensa importanza di considerare la religione alla stregua di ogni altro evento naturale, e quindi umano, e di sottoporla alle semplici e ferree leggi che regolano la vita, anche psichica, dell'Universo. Vengono, pertanto, sfrondate, come ben dimostra E. Troilo (1) ed interpretati naturalisticamente gli aspetti prodigiosi e miracolistici che sempre accompagnano il sorgere delle varie forme religiose e la vita dei loro istitutori o promotori e di livellarle tutte secondo una unica prassi storica e, ripetiamo, naturalistica.

(1) TROILO F., L'Oroscopo delle Religioni. « Bilychnis », Roma, marzo 1926.

FERRARi SANTE, 1 tempi, la vita e le dottrine di Pietro d'Abano. Genova, 1900.




LA MATERIA PENSANTE 47
L'Alchimista Pietro d'Abano applicando, se­condo noi, l'averroismo (1) del quale accoglie in sè i motivi fondamentali, forma questo oro­ scopo a base astrologica ed alchimistica precor­rendo Paracelso e, dall'influsso degli astri e dei pianeti sugli eventi, anche psichici, dell'umanità trova lo sfondo naturalissimo delle scienze occul­te e fa una importante selezione aprendo la via ad una indagine feconda di vera e propria filo­sofia naturale. Come ben dice il Troilo «l'influsso astrologico, pacificamente e senza pericoli am­messo per certi fatti ordinari, viene esteso di necessità ad altri aspetti e cicli di avvenimenti con gravi , inaspettate conseguenze ».

Nell' Universo così delineato dall' Aponense non c'è quindi posto per il caso per il capriccio e per il miracolo come appunto vuole Averroe, e come dimostrerà dopo Paracelso, « ma un mondo plastico ed armonico, di quella armonia matematica che lo rende sostanzialmente intellegibile; essendo per essa, che si traduce in numeri e figure, scritta come dirà poi Galilei, la verità nel gran libro della natura ». In questo Oroscopo, che ebbe il titolo famoso di Conciliator Differentiarum Philosophorum et precipue medicorum, gli astri fanno parte nella universale UNITA', dell'universale complesso di cause e, soprattutto, di forze. Balena qui evidente già, con la decisa volontà di trascinare nel campo della fisica generale virtù e potenze superiori o divine (ed il divino, ricordiamo di averlo giá sostenuto

(1) TESTI GINO. Paracelso e l'interpretazione chimico fisica della vita. Roma, 1942.

48 GINO TESTI
è, secondo l'alchimia, una forza fisica) la tendenza italica del Rinascimento di autodefinire l'uomo cempetente ad intrepetrare le leggi, sia matafisiche che fisiche, del calore e della luce, del moto e della vita, di tutte le cose.

Pietro d’Abano, con grande acume psicologico, dimostra che gli astri influiscono sugli uomini sia come individui che come collettività e che tutte le religioni possono essere uguagliate come avvenimenti e come processi storici. Dimostra essere l'influsso degli astri una causa puramente naturale nella infinita causazione dell'Universo e che butto la natura può produrre e tutto può spiegare come poi affermerà solennemente Bernardino Telesio, e che sono da escludere volontà o miracoli di esseri soprannaturali e che. anche l'apparire degli eroi, condottieri, legislatori e profeti sulla scena del mondo, è regolato dal. la concatenazione di leggi e forze materiali o psichiche, ma sempre naturali.

Ed è ancor oggi, nei migliori pensatori nostri, vivo questo concetto che « la vita e la storia si rivelano sempre più sotto l'immagine eraclitea di una corrente continua, senza fonte e senza foce, simile al gran fiume Oceano favoleggiato da­ gli antichi dinanzi alle cui credute rive, Ales­sandro il Grande provò, per la prima volta, il senso dell'infinito e vide sfuggirgli la meta » (1).

E' appunto Salvatore Vitale che, riconosciuto il fallimento delle teorie materialistiche lello scorso secolo, auspica una riconquista del senso

(1) VITALE SALVATORE, Il senso dell'Universale. Bilychnis, novembre 1926.
LA MATERIA PENSANTE 49
dell'universale che deve avvenire attraverso una esperienza personale ed una elaborazione spirituale interiore e ricorda che per arrivare alla Unità occorre passare per la Dualità, per giungere al concetto di assoluto bisogna avere chiaro quello di relativo e di antitesi.

E’ questo il cammino e la genesi di tutte le forme di applicazione psichica ai misteri della vita cosmica, di misticismo, è questa la base dell'alchimia, ossia, ripetiamo, del naturalismo «e l'itinerario mistico adombrato nei simboli ermetici, nei mostri biformi (o bisessuali) che si trovano alla soglia di ogni religione e di ogni esoterismo (Vitale op. cit.) ».


* * *
Il De Castro trova naturale che l'astrologia mistica abbia originato l'astrologia giudiziaria e constava che fu una delle basi dell'alchimia e, principalmente, quella che causò la persecuzione delle varie Chiese cristiane per la sua essenza ateologica e spesso antiteologica e per « soverchia confidenza nelle forme dell'ingegno umano e nelle scoperte che all'uomo è riserbato di fare » (Sismondi).

Gli alchimisti, per lo spirito nettamente laico (anche se molti di loro furono sacerdoti) condivisero con gli astrologi i rigori della Inquisizione che, solo in parte, si dimostrarono giusti quando cioè colpirono severamente dei comuni delinquenti.

Molti, veramente, erano dei dotti e benefici
50 GINO TESTI
« curiosi della natura » ed il loro sforzo psichico immane, solo oggi appare giusto quando accertiamo reali influenze sideree sulla agricoltura e su tutta la vita sub lunare.

Prescindendo dunque dall'immenso scibile alchimistico astrologico caldeo, egiziano, greco ed arabo, che rivive nelle traduzioni del grande Marsilio Ficino (che, ricordiamo bene, fu il maestro spirituale di Paracelso, fondatore della neoalchimia detta jatrochimica) nelle opere di Giovanni Pontano e di tanti e tanti maestri del Rinascimento, che ci ricordano, come abbiamo già accennato, l'identità delle origini della alchimia filosofica con quella di varie scuole iniziatiche (1).

Per essi, tanto il micro quanto il macrocosmo sono costituiti da una materia vivente da una energia motrice o dinamica (psiche) e da uno spirito informatore. Noi vogliamo definire tultociò: MATERIA PENSANTE. (Vedi pag. 30).

Le leggi chimiche, fisiche, biologiche, astronomiche ecc. che formano il patrimonio delle scienze positive umane non rappresentano che una piccola parte delle funzioni che si sviluppano in questo immenso corpo vivente e pensante. Come nell'uomo la materia cerebrale domina sulla materia inferiore del sangue e questa sulla materia inferiore dei tessuti vari così nell'universo i soli dominano i pianeti, questi i satelliti. così la natura naturante, come dicono gli occultisti,


(1) 1 Patriarchi dell'alchimia sono Salomone ed il suo tecnico. metallurgico Teubalcain, le stesse persone che troviamo all'origine di tutte le scuole massoniche. Altri nomi comuni che tro. viamo nei libri alchimistici sono quelli di Noè, Cam, Abramo, Giuseppe, Pitagora, Omero, Pindaro, ecc. ecc.



LA MATERIA PENSANTE 51
opera sulla Natura nalurata e viceversa. (V. Cremonesi, Nosce te ipsum).

Ammessi questi principi, possiamo ben dire che i segni dello zodiaco sono gli stemmi di famiglia dell'umanità, poichè si trovano con la medesima forma e nel medesimo ordine presso gli indiani, i cinesi, i persiani, gli egiziani i greci, i romani ecc. Si discute della loro origine: Ideler, nel suo libro su questo soggetto (1838) non osa decidere dove si debba collocarla. Lepsius ha so­stenuto che questi segni si incontrano la prima volta su monumenti eseguiti fra l'epoca dei Tolomei e la conquista romana, ma Uhlemann af­ferma nei suoi « Tratti caratteristici dell'astro­nomia e della astrologia degli antichi, particolar­mente degli egiziani » del 1857 che in tombe del sedicesimo secolo avanti Cristo, si trovano già i segni dello zodiaco (1).

Altrettanto dicasi per l'astrologia e per l'alchimia cinese compendiate nel Taoismo, vera religione alchimistica.

Il neoplatonico Giambilico dichiarava essere il inondo un animale unico del quale tutte le parti, qualunque sia la distanza, sono collegate fra loro intimamente (2).

E’ questo il concetto astrologico della Catena d'oro che collega tutti gli esseri e che era atto di fede di tutti gli autori del medioevo.
(1) A. SCHOPENHAUER, Filosofia e scienza della natura. Mi]ano, Athena, 1928.

(2) Una dimostrazione scientifica che l'universo è un vero e proprio essere vivente e pensante (come tutti gli inizi ati hanno sempre intuito) è stata recentemente fornita dal prof. GIORDANO BRUNI distinto chimico di Parma.


v

LA MAGIA DEL TAROCCO

E' doveroso per chiunque tratti la scienza dei simboli dedicare qualche parola alla più impor­tante raccolta di questi effettivi e reali centri grafici di forza cosmica, alla collezione cioè del Ta­rocco. Consta questo, per il profano, di due gruppi di carte, il primo costituito dalle comuni qua­ranta carte da gioco, il secondo da trentotto car­te rappresentanti figure e segni apparentemente inesplicabili. Per lo studioso è una completa rac­colta di simboli « . . . che riassume 1 il sistema del­l'Universo, ci rivela il inondo delle Idee e dei Principi, ci permette di afferrare qualche legge dell'evoluzione (lei fenomeni » (E. Picard, Ma­nuale sintetico e pratico del Tarocco Casa Ed. Atanor, Todi).

Detta raccolta consta, fondamentamente, di ventidue carte riproducenti l'alfabeto ebraico e latino nonchè altrettanti stadi della materia (segni alchimistici) o numeri della Cabbala. Questi ventidue simboli corrispondono alle fasi della vita od anima universale ed anche ai principi ed organi costituitivi di detta anima. La loro combinazione, o svariatissima unione, genera la rappresentazione della vita reale dell'uomo come la combinazione delle lettere dell'alfabeto genera la parola, il discorso.



LA MATERIA PENSANTE 53
Unire e combinare, sotto l'influsso di una forza medianica, agente soprattutto al momento del rimescolio delle carte in presenza di un soggetto, questi segni alchimistici significa riprodurre l'essenza intima ed occulta dei grandi arcani della vita di un individuo, di una famiglia, di una convivenza o collettività.

Le rimanenti cinquantasei carte sono complementari e rappresentano una maggiore esplicazione (luce) delle precedenti, specialmente per quanto concerne il tempo, la, corrispondenza astrologica ed altri dati accessori.   Sono gli arcani minori. -

Queste settantotto carte sono conosciute da molti ma sono intese da pochissimi. Il loro simbolismo, che è quello della materia universale pensante, può essere anche studiato ed appreso a memoria, può anche essere dottamente ed acutamente investigato ed interpretato da qualsìasi studioso, specialmente se onesto ed appassionato, ma diviene un potente mezzo di interpretazione metapsichica della vita cosmica contingente o prossima, solo e quando si trova nelle mani di taluni individui che, di tale vita, o meglio delle sue relative radiazioni, posseggoDo, per dono della natura, la facoltà magica di captazione.

Poste perciò tali raffigurazioni di simboli nelle mani di queste persone (anche se indotte od ignare di tutto) esse, di colpo, divengono altrettante realtà viventi ed attraverso loro passa un torrente di vibrazioni che collega le grandi parti (Cose, Idee, Principi od organi) del macrocosmo


54 GINO TESTI
con le corrispondenti parti della persona (microcosmo) della quale il medio vuol divinare gli eventi, presenti o prossimi

Queste figure «chiavi» possono perciò essere paragonate ad altrettanti mezzi magici (canali) di captazione aperti dalla psiche ultrasensibile del medio (perchè bene può definirsi medio o mago questo operatore) per far intersecare le grandi vibrazioni dell'universo con quelle tenui, ma di uguale numero ed ampiezza, promananti dal so getto in esame. 1 punti di intersezione dei fasci vibratori psichici provenienti contemporaneamente dal macro e dal microcosmo, sono rappresentati dai vari simboli (carte) che l'andamento proceduale della indagine (gioco) mette, di volta in volta, in evidenza e che. logicamente lette e collegate fra di loro, danno l'esatto stato di cose o di svolgimento di una azione umana.

Aggiungiamo infine che i quattro fondamentali simboli del secondo gruppodi carte, bastoni, coppe, spade e denari, rappresentano le quattro attività biologiche coesistenti nell'uomo, graduate secondo i dieci gradi dei dieci numeri fondamentali della Cabbala. Questo quaternario biologico umano corrisponde al ben noto, anche ai profani, quaternario magico ed alchimistico Fuoco. Aria, Acqua e Terra, anche esso suddiviso in dieci gradazioni per poter giungere nei tre regni della Natura ed attraverso tutte le forme di raggruppamento della materia sino alle minime individuazioni cellulari, molecolari od atomiche secondo le quali, gradualmente, col decrescere della luce astrale, va decrescendo l'intensità del fenomeno

LA MATERIA PENSANTE 55
vita, sia materiale che psichica, senza mai, (ricordiamolo bene e lo sappiano i moderni chimici) cessare del tutto.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Quindi discende all'ultime potenze

Giù, d'atto in atto, tanto divenendo

Che più non fa che brevi contingenze.
DANTE

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


Pertanto, non potremmo chiudere meglio questo difficilissimo capitolo, che con le belle parole di un vero Maestro italiano, VITTORIO CREMONESE (Nosce te ipsum   Milano, Mazzucchelli, 1905) « . . . con l'occulto organismo del Tarocco vediamo il Verbo creatore parlare il suo linguaggio vivente attraverso il tempo e lo spazio e, con esso sviluppare, tra l'Essere e l'Uomo, tra il Verbo e la ragione, tra il destino e la volontà, un linguaggio misterioso ed inesprimibile che non è un linguaggio parlato, ma un linguaggio vivente ».

Ripetiamo però che tutto questo accade quando ciò avviene per mezzo di un individuo, dotato, ma per puro dono naturale non formabile con lo studio, di grandi proprietà metapsichiche, cioè per mezzo di un mago. Quando ciò non si verifica, si ha una inerte raccolta di cartoncini illustrati, pallida immagine di cose private dell'anima e senza volontà, posta inutilmente nelle mani di un inerte individuo cui qualunque scienza acquisita non conferisce che scarsi poteri, più interpretativi che divinatori.


VI

SIMBOLISMO COSMICO

Seguendo un altro ordine di idee ed un altro procedimento logico, i teosofi moderni (1) (per dimostrare l'immortalità dell'anima) hanno ormai pacificamente ammesso che, essendo in tutto il mondo uguali e costanti i principii generali secondo i quali tutti gli organismi viventi sono costruiti, conseguenza logica e necessaria è che questi siano in relazione perpetua, stretta e costante con l'Universo

E poichè di detti organismi, quello dell'uomo è maggiormente dotato del pensiero, riteniamo che questa particolare forma di energia sia, concomitante ad una derivata di detto Universo e, di esso, possa essere o dare, specialmente nei primitivi stadi della civiltà, la rappresentazione fedele, anche nel campo della sua proiezione esterna, ossia nel campo grafico e simbolico.

E’ appunto ammettendo un continuo scambio di energia fra Universo materiale ed Universo invisibile (nel quale risiede anche più energia pschica) ica e e si può dimostrare vera la legge della conservazione della energia anche psichica e si può spiegare il fatto tanto sorprendente ed evídente 'in organismi biologici, della persistenza
(1) BALFOUR STEWART e TAIT, L'Univers invisible, Paris, 1883.



La materia pensante 5 7
La materia pensante 73



Condividi con i tuoi amici:
1   2   3   4   5   6   7


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale