La Materia Pensante



Scaricare 380.65 Kb.
Pagina4/7
13.11.2018
Dimensione del file380.65 Kb.
1   2   3   4   5   6   7

LA MATERIA PENSANTE 5 7
di una memoria relativa a principii basilari sulla natura e l'essenza della materia o di particolari fatti od aspetti del mondo materiale.

Noi troviamo immagazzinate, nel cervello umano sensazioni ed immagini che, necessariamente, trascendono dallo stadio contingente della vita materiale di ogni individuo ma che sono in evidente relazione con il passato dell'Universo invisibile e che sono state selezionate fra mílioni e milioni di altre sensazioni, di altri ricordi della materia pensante.

E’ questa, secondo noi, la prova di un continuo scambio di manifestazioni energetiche (vibrazioni) fra materia e spirito, fra mondo visibile (tangibile) e mondo invisibile, scambio al quale si deve il meraviglioso mantenimento e divenire di una economia universale nel cui quadro civiltà, memoria biologica e loro simbolismo (rappresentazioni grafiche) pur essendo forse fatti più o meno secondari, sono necessariamente e certamente manifestazioni fedeli e precise, sotto tutti i punti di vista, dello stesso universo.

Ciò che aumenta la nostra ammirazione per il suaccennato quadro interpretativo dell'economia dell'universo è che questa selezione della memoria biologica può anche cambiare, essere cioè focalizzata, in vari ed infiniti gruppi di ricordí a seconda a eì particolari ari e infiniti bisogni psichici d delle varie generazioni umane nei vari momenti e può, di volta in volta, costituire incentivo o meno di progresso, sia morale sia materiale (evoluzione). Alla stessa stregua si può opinare che quando in un popolo avviene una involuzione,


58 GINO TESTI
un collasso psichico e morale. un arretramento immenso, ciò sia in relazione ad mia inversione nello scambio di energia fra inondo invisibile e mondo materiale ad una «reslituzione », ospostamento di parte del patrimonio psichico.

Una fra le più interessanti ipotesi di lavoro, enunciata verso la fine dello scorso secolo da Balfour, Steward e Tait nell' opera citata, che riteniamo che possa essere abbracciata (]agli studiosi di metapsichica, è appunto in tutto simile a quella degli alchimisti perchè ammette la continua creazione di universi visibili temporanei da parte di un universo invisibile eterno, o meglio, da parte di una intelligenza insita. in ciò che diciamo convenzionalmente universo invisibile, concezione che non si esaurisce in un solo atto ma che è perpetua ed infinita nel tempo pur seguendo una norma unitaria.

La produzione degli atomi componenti il substrato materiale dell'attuale universo è continua e pur apparendo a noi costantemente uniforme, nulla ci vieta di ammettere che subisca, in relazione ad una superiore inconcepibile ed imprevedibile linea evolutiva, delle modificazioni leggere delle quali gli isotopi e le particolari aggregazioni atomiche o molecolari, potrebbero essere alcuni esempi fra i più evidenti.

Non sarà male ricordare a questo proposito che gli eminenti fisici Balfour Stewart e Tait, nella loro preziosa opera L' Universo invisibile, più volte citata e, ricordiamo la data, pubblicata nel 1883, ritengono gli attuali elementi chimici o



LA MATERIA PENSANTE 59
corpi semplici, combinazione di atomi primitivi di specie unica.

Questo continuo divenire sarebbe, secondo noi, la causa diretta della tendenza unitaria riverberatasi inconsciamente sulla attuale umanità e sentita in particolar modo dai primi investigatori del cosmo, dagli alchimisti.

Gli alchimisti, vogliamo ripeterlo, non erano solo dei chimici, sia pure primordiali, ma dei vitalisti veri e propri, che, della vita di tutto il cosmo volevano riconoscere le leggi direttive da loro stessi intuite. Ora, da quanto precede, appare quanto può essere logico il concetto fondamentale dell'alchimia, già da noi esposto, quando considera come « energia » anche ogni manifestazione delle divinità e la stessa potenza divina e quando intuisce essere tutta la materia. di tutto il cosmo, non solo vivente ma PENSANTE. Su ciò si basa il sublime concetto della natura naturante.

Ecco perchè, secondo gli alchimisti, le proprietà fisiche della materia componevano un alfabeto messo da Dio nelle mani degli uomini, che essi, parte psichicamente più progredita, volevano e spesso riuscivano a leggere, meglio, ma molto meglio, dei moderni scienziati.

Le teorie alchimistiche, appunto perchè tenevano conto della esistenza di una intelligenza suprema coesistente con l'universo invisibile, di una divinità cioè, anzi di un Dio, ed appunto perchè tenevano sempre conto di un continuo manifestarsi di questa forza di questa suprema energia attraverso tutti i piani materiali, potevano
60 GINO TESTI
andare d'accordo con tutte le religioni, dalle orientali, alla caldea, alla ebraica, alla cristiana, alla momettana, ma non con le religioni pagane.

Ecco, pertanto, spiegate le persecuzioni dei romani contro i naturalisti etruschi ed orientali e quelle della Chiesa di Roma quando questa divenne una vera paganizzazione del cristianesimo.

L'essenza del paganesimo, oggi chiamata materialismo (sinonimi: positivismo, razionalissimo. ecc.) è stata sempre, sia pur se ammantata di un qualsiasi aspetto religioso e scientifico, la causa, il movente della lotta condotta contro ogni sforzo tendente a far pensare gli uomini e renderli più coscienti di sè, di quella lotta che il Mead attribuisce solo alla inevitabile ostilità contro ai nuovi impulsi dati dai pionieri.

Mead, nelle sue opere (v. pag. 34) « Come in alto così in basso » e « Frammenti di una fede dimenticata », nota che nelle odierne filosofie si ha una forte tendenza a ravvivare l'antica idea che l'uomo è la misura dell'universo, idea questa che era fra le basilari della filosofia alchimistica.

Secondo A. Schopenhauer, la natura è la volontà che si guarda fuori di se stessa; a tale scopo il suo punto di vista deve essere un intelletto individuale... che è, in pari tempo, un suo prodotto (1).

Tutto ciò appare chiaro con la nostra ammissione


(1) A. SCHOPENHAUER, Filosofia e scienze della natura. (V. pag. . 51).

LA MATERIA PENSANTE 61
dell'esistenza di una specie di pensiero insito in tutta la materia, compresa, secondo una ignota radualità, la più inerte o grossolana.

Ciò e anche ammesso sia pure per altri fini in altre sue opere immortali, (Il mondo come volontà e come rappresentazione (1818) e La volontà nella natura (1835) ecc.). La finalità è introdotta nella natura soltanto dall'intelletto, il quale poi stupisce di un miracolo che invece è opera sua. Al concetto teologico che suppone che l'esistenza di un mondo presista alla reale esistenza dell'intelletto umano, Schopenhauer, sviluppando il concetto di Kant, ammette che «Perchè il mondo sia rappresentazione, deve rappresentarsi come ordinato ad un fine; e ciò non ha luogo che nel nostro intelletto. Quindi ogni essere è la sua propria opera ed esprime, con tutti i mezzi, sempre ed ovunque perfettamen e la stessa Cosa ».

Vogliamo, ora, esaminare nella teoria dei Grandi simboli. di quelli cioè della natura e della materia, enunciata da Mead, quanto può confermare. nel limitato campo dell'alchimia, le nostre ipotesi sopra esposte.

Dopo aver ricordato che uno dei popoli in seno ai quali sorse l'alchimia fu il Caldeo (1), i cui oracoli dichiararono che « La mente del padre ha seminato simboli per l'universo » egli dimostra luminosamente che « il simbolo non è una parola. è qualcosa di più fondamentale e nel suo vero senso, è un che quasi più primitivo di un


(1) Vedi pag. 40 «Oracoli caldei ».
62 GINO TESTI

ideogramma. E’ un abbozzo, anzi un disegno di una idea ». 1

Per essere compresi, i simboli, secondo il Mead. dovrebbero essere «mangiati, anzi digeriti » (noi diremo assimilati) ossia, con un lungo e costante esercizio (esteso anche alla manualità grafica oltre che mnemonica) debbono essere reimpressi nel nostro cervello ossia di nuovo ricalcati ove originariamente furono impressi dalla coscienza universale della materia. Meglio non potremmo che ripetere le parole dello stesso Mead : « tutti i grandi simboli cosmici e tutte le forme che hanno relazione cori, le cose che sono... una volta fissati in uno stato estatico di mente, cioè portati dentro di noi e contemplati, nutrono il corpo di essenza... creano in esso sensazioni piacevoli, lo stimolano, l'alimentano, lo eccitano, riordinano tutte le sue attività, alterano le sue correnti e lo costruiscono. Tali simboli cosmici sono dotati di energia creativa. plasmano cosmicamente (io direi riplasmano) la nostra sostanza fondamentale » per mezzo del loro ordinato studio egli ritiene che potremmo tremmo tornare a venire in contatto « con qualche vera l'dea vivente ». Questo autore è forse l'unico che, seguendo una via completamente diversa dalla nostra, sia giunto a dare del simbolismo in genere l'interpretazione da noi data, per via metapsichica, al simbolismo alchimistico. Ecco la sua conclusione « i veri simboli hanno capacità vitali e non sono mai di configurazione arbitraria essi sono attimi colti a volo d'ell'auto motricità del corpo mondiale o essenza avvolgente di ogni essere e ci fanno sentire il suo respiro




LA MATERIA PENSANTE 63
e la pulsazione del suo cuore. Quando la mente dell'uomo è capace di essere accesa dallo Spirito, essa giunge a modellare la sua sostanza nella forma dei simboli che sono anelli di congiunzione fra la materia e lo spirito ».

Inutile dire che noi consideriamo il simbolismo alchimistico (non quello chimico moderno, che puramente artificioso e convenzionale se pux più esatto, comodo, e utile dal punto di vista pratico) appartenente alla categoria dei grandi simboli ed espressione di una esperienza mondiale insita nella nostra essenza. Questi, ripetiamo, sono « i commutatori », ci si perdoni il vocabolo, di energia materiale in energia psichica, entro la grande massa della materia pensante, della natura naturante.

Questi. misteri erano nell'antichità meglio compresi che non oggi perchè la forma non aveva dominato tanto la nostra mente e non l'aveva separata dalla sostanza. Come il bambino, stando dentro l'utero materno è avvolto da fluidi e da forze che il suo corpo percepisce ma che hanno una spiccata e reale corrispondenza con quanto poi vedrà Ala luce del sole e con quanto lo circonderà in un altro stadio della sua vita, così l'uomo, racchiuso dentro l'utero della grande madre terra (gli alchimisti col simbolo dell'utero hanno sempre rappresentato il nostro mondo sublunare ed anche il recipiente entro il quale avvengono le sintesi chimiche) (vedi simbolismo) riceve, per il tramite del nostro mondo «fremiti di passioni reali provenienti dall'ampio campo delle emozioni naturali ove hanno sede non, solo
64 GINO TESTI
i fenomeni meteorici comuni, bensì quello importantissimo della creazione o trasformazione di nuove susseguentesi ondate di energia in un senso e di ondate di degradazione della medesima in senso contrario ».

Queste grandi emozioni e questi ritmici palpiti della grande nostra Madre, giungono a noi e da noi promanano, attraverso i quattro elementi (i veri elementi) e concorrono, con una lunga sommatoria di esperienze, a farei nascere, psichicamente si intende, in una nuova vita. nella quale abbiamo coscienza di una nuova condizione della materia. Ecco perchè « il filosofo alchimista trasfonde qualche cosa alla stia anima razionale alla vita istintiva degli elementi e questi, alla loro volta, danno a lui un nuovo corpo o meglio trasmutano la sua sostanza».

Gli antichi alchimisti quindi sentivano più largamente e più profondamente di noi perchè avevano istintivamente contatto più col lato vita che non col lato forma delle cose, non essendosi ancora sviluppata « la meravigliosa lente microscopica del particolare minuto ». Ecco perchè noi riteniamo essere stati gli alchimisti istintivamente portati verso un concetto unitario della vita che li conduceva ad unirsi con intelligenze che sussistono al disopra di quelle umane e che pure, come queste, sono insite nella natura.
Per Gnosi alchimistica dobbiamo i ntendere conoscenza ed intelligenza interiore dei misteri nascosti sotto il velo dei simboli.


LA MATERIA PENSANTE 65
Questa definizione, desunta dalla dottrina del Soro collima con quella data dai testi ermetici che danno per Gnosi « una devozione interiore » esclusivamente cioè la vísione del divino per mezzo degli occhi del cuore, in altri termini una vera e propria autocoscienza ottenuta o meglio riottenuta con l'introspezione.
Altro autore che è efficacemente entrato nel vivo della interpretazione del simbolismo e della filosofia alchimistica è l'Evola che, in più trattazioni, ha saputo ricondurre tutti gli elementi dell'ermetismo a pochi fatti fondamentali. Fra questi il più importante è l'immanentismo (1).

Il simbolo alchimistico del quale già abbiamo trattato, del cerchio o linea che si conchiude in se stessa (serpente che si morde la coda), che in sè ha principio e fine, dà chiaramente il concetto di una trascendenza individuale non staccata dal mondo, bensì compresa nell'immanenza, di una « cosa unica » che è, contemporaneamente, uno e due ossia che è se stessa ed il superamento di se stessa.

Questo difficile e pur chiaro concetto è in più punti, ricorda l'Evola, espresso nel Codice Marciano che raccoglie le più antiche testimonianze alchimiche. « La natura si rigenera con la natura, la natura dona la natura, la natura domina la natura ». In altri termini Uno, il tutto, o come abbiamo nell'alchimista greco Zosimo (IV

(1) 1. EvoLA, La dottrina della palingenesi dell'ermetisino medioevale. Bilychnis, marzo 1930.


66 GINO TESTI
Secolo) il Principio o Materia dell'Opera « ...non è un metallo, né l'acqua sempre in moto, nè un corpo... è Il tutto nel tutto che ha una vita ed uno spirito... Due le nature, ma una l'essenza ... ».

Ma in infiniti autori troviamo espresso, con altre parole, lo stesso concetto (1).

Ricordiamo il Pernety, per tutti, nel suo importante Dictionaire Mytho   hermètique (Paris, 1758) « la materia si la uno, è sposa di se stessa e del suo potere autotrasformativo, onde da sè consegue la perfezione dell'opera ». Analogamente, nel Trionfo ermetico è detto che « la natura si uccide e poi si risuscita da se stessa ».

Questa cosa mia che comprende tutti i principii materiali e spirituali, della morte e della vita che sta e che va, sia in alto come in basso, come è scritto sulla tavola di Smeraldo (2) è androgina ed è immanente in seno allo stesso essere umano.

Eccolo qui il concetto fondamentale che (là a noi la certezza per poter dire che quanto, simbolicaniente o no, graficamente o verbalmente, teoricamente o praticamente, da questo essere umano fu, nei primordi della sua vita psichica, espresso, simbolizzato, detto e creduto, nei riuardi della materia, corrisponde a verità altro non

(1) M. BERTHELOT, Collect des Anc: Alchimistes grecs. Paris, 1888, vol. 11, pagg. 143 144.

(2) E’ questa l'opera allegorica Diù bella, attribuita ad Ermete; essa riassume la procedura per ottenere la pietra e contiene la più antica affermazione della analogia universale « ... ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso è identico a ciò che è in alto, per fare i miracoli della cosa unica... ». Vedere il « Commentario » dell'Ortolano, Lione, 1557.


LA MATERIA PENSANTE 67

essendo tutto ciò che la proiezione esterna di uno stato di cose reale nel quale e del quale l'uomo è plasmato.

E l'Evola riporta tanti e tanti passi riproducenti la stessa verità tratti dalla Tavola di Smeraldo e dalle più o meno note fonti alchimistiche.

Nei Sette Capitoli di Ermele « Ecco, lo vi rivelo ciò che è stato nascosto, l'opera è con voi ed in voi, trovandola in voi stessi, ove essa è continuamente, l'avete continuamente, voi la avete anche dovunque siate, in terra o in mare ». si ha una delle tante conferme del nostro asserto.

Giustamente dice l'Evola, questo sfondo immanentistico rappresenta la causa della tenace tendenza degli alchimisti di mascherare le loro pratiche e la loro filosofia con una sconcertante tenebrosità e segretezza.

Era la volontà di non incorrere nelle persecuzioni dei teisti in genere. Infatti ben superba doveva apparire alle varie Chiese, ed ai vari capi di Stato che si ritenevano di rappresentare il Dio in terra, I' idea che I' uomo potesse bastare al compito della propria rigenerazione con l'ausilio di una tecnica (l'Ars Regia, l'arte ermetica ecc,) che aiutasse una possibilità o qualità naturale, innata, congenita, latente nel suo stesso io!

Ne « Le dodici chiavi » (Tomo 111) non è infatti detto « . . . quelli che hanno in se stessi tutto 1 ciò che occorre. non hanno bisogno del concor

so di chicchessia » ?

La persecuzione contro gli alchimisti non era,


68 GINO TESTI
pertanto, dovuta ai vari tentativi di frode verificatisi, ma, essenzialmente, al concetto panteistico che ci siamo sforzati di esporre. Diciamo sforzati, non per convincere il lettore di questo panteismo, perchè è questa una cosa nota, come è noto che la cura meticolosa che gli alchimisti avevano di mescolare sempre nelle loro pratiche la Madonna, i Santi e la stessa Trinità, altro non era che una finzione cui tutti abboccavano meno che i giudici del Santo Uffizio o della Inquisizione, ma perchè vogliamo dimostrare che la filosofia alchimistica tra la naturale e genuina espressione dell'essere umano riproducente suo malgrado, ossia indipendentemente dalla sua volontà, ciò che in realtà è nella sua essenza costitutiva, la materia pensante.

Di questo fatto, forse uno dei primi, se noti il primo, ebbe l'intuizione l'astrologo e mago Publio Egidio Figulo vissuto nel primo secolo a. C. (1); e che affermò verità sublimi attribuite ai seguaci suoi o della comune Scuola Pitagorica, tutte concorrenti ai suesposti concetti ma che dovè svolgere e spiegare clandestinamente insegnando ai discepoli un oscuro sistema convenzionale che, per quanto oscuro ed astruso fosse, non gli evitò di morire nell'esilio nel 45 a. C. comminati) gli da un altro, che pure credeva di essere un Dio, da C. Giulio Cesare.

Di questo Egidio diremo solo che sostenne essere il linguaggio e la scrittura, cose di origine naturale e non convenzionale (!!) e che il sopranome

(1) A. GIANOLA, Publio Egidio Figulo. Cenno storico. Biblioteca Teosofica Italiana, Roma, 1906.


LA MATERIA PENSANTE 69
di Figulo gli derivò dall'aver sostenuto essere la terra soggetta ad un veloce movimento rotatorio su se stessa « come la ruota di un vasaio (!!) ».

Evola ha perfettamente e forse per primo almeno in Italia, ricostruito i termini della dottrina ermetica (alchimistica) nel seguente modo: Il principio igneo e sulfureo (divino) dell'uomo ossia l'anima (Telesma o padre di tutte le cose) si trova paralizzato durante l'esistenza terrena. Ciò perchè è fissato al corpo la cui «densità » costituisce una prigione. Questo principio vitale si è staccato dal principio universale radice unica di tutti gli esseri (Miniera) e la sua Potenza è limitata, arrestata nelle condizioni di vita cor­porea. Questo è il carcere tenebroso del Zolfo di cui Mercurio tiene le chiavi, o lo stato di pri­vazione dell'Albero di vita od il sepolcro dello zolfo (per altri la lebbra dello zolfo).

Occorre perciò sciogliere il fisso, ossia liberare l'anima, potenziandone le virtù latenti che le derivano dalla appartenenza al grande telesma, ciò è possibile solo liberandone il mercurio, ossia lo spirito che va separato con grande arte dagli elementi spessi o materiali in modo che essa anima, ossia il principio vita, sottraendosi alla condizione creata dalla individuazione, possa di nuovo comunicare con le acque celesti (o vive o permanenti) o col solvente magico, o madre, ecc. ecc., in una parola possa comunicare con l'occulto spirito del mondo che dà, all'uomo ed a tutte le cose, il movimento vitale.

L'anima è così disciolta (perchè le acque hanno


70 GINO TESTI

funzionato da veleno da tossico, ossia da spada che percuote) ed ha riacquistata la sua natura arcaica o cosmica. E' ora l'alba ed è nato il Fanciullo dalla Vergine, è la primavera dei saggi e la nuova fase più perfetta della vita ricomincia.

Questo simbolismo risente naturalmente di tut­ti i più antichi simbolismi non perchè essi siano più o meno passati di scuola in scuola, di reli­gione in religione, di gerazíone in generazione, ma perchè, a distanza di luogo e tempo, è sempre la stessa coscienza, la stessa verità, la stessa realtà della natura umana che trapela, che promana attraverso la stessa psiche nello stesso modo. Non è, ripetiamo, cori convenzionalismo artificiale ma una costante metapsichica che si manifesta sempre nella stessa forma.

Il fanciullo nato dalla vergine sarà, dopo molti secoli Crisna, dopo altri secoli Mitra, dopo ancora sarà il Cristo (1) e così via, ma la verità sarà sempre la stessa, e la resurrezione seguirà sempre alla morte, e le vite si susseguiranno le une alle altre, sia dei singoli sia dei popoli, dei sistemi sociali, delle patrie, della umanità insomma, sempre evolvendosi lungo una immensa, infinita, spirale...

Da qui ben si vede, quanto lontana, sia la grande filosofia alchimistica dalla pratica manuale della chimica antica e moderna, della piccola chimica dibattentesí fra le pareti di una stanza, di un recipiente o di due elettrodi, ove gli atomi

(1) 1 maggiori alchimisti, riferendosi ad insegnamenti caldei, così interpretavano le lettere I.N.R.l. che secondo la leggenda, furono, poste sulla sommità della Croce, Igne Natura Renovatur Integra.


LA MATERIA PENSANTE 71
della materia inerte si dibattono all'infinito senza mai originare la vita ma solo cattivo odore, cose veleno se come i farmaci, lezzo di cadavere. cosa morta da cosa morta, vibrazioni mortifere che giungono perfino a contaminare il mirabile organismo umano che, inconsultamente, presuntuosamente nella infinita ignoranza in lui generata dalla cosidetta scienza moderna, sta loro vicino per cimentare alla cieca la materia nel modo più bestiale ed innaturale.

E’ chiaro, dall'esame delle fonti alchimistiche Ossia dai testi fondamentali, che la resurrezione, o meglio il ritorno dell'anima nella grande massa cosmica non scioglie e non confonde l'individuo nell'universale come accade per un granello di sale che si sciolga in un oceano.

L'Io si mantiene attivo dinanzi all'attività non differenziata e « . . . gli Astri, a mezzo degli ele­menti, ridaranno la vita al corpo putrido per farne uno celeste... allora si vedrà il corpo ce­leste sempre più in onore e gloria ». – Basilio Valentino   Le dodici chiavi (VIII chiave).

Nelle suddette fonti. concordemente si, trova che questa fase di riassorbimento nello spirito Cosmico è sempre operata da procedimenti (reazioni) contro natura quali la luce della luna che domina quella del sole, la femmina il maschio, la madre che riprende il figlio nel suo grembo, il servo che comanda al padrone ed infinite altre espressioni simili, ma, non appena la redenzione è avvenuta, tutti i rapporti si invertono e si ristabilisce, in una armonia superiore, l'equilibrio voluto dalla natura.


72 GINO TESTI
E’ il concetto « Solve et coagula » spiegato dall'alchimista italiano Della Riviera nel senso di solvere il corpo In puro spirito, mentre coagulare è ripristinare allo stato della maggiore purezza, lo stesso spirito allo stato corporale.

La vasta trattazione dell'Evola, che abbiamo fugacemente riassunta, dimostra quanto questo nostro autore si sia avvicinato alla nostra ipotesi o meglio certezza, essere l'alchimia una reale e veritiera estrinsecazione di ciò che è nel cosmo, di ciò che noi chiamiamo materia pensante.

Questa vera proiezione apparirà ancora più evidente se qualcuno, meglio di noi fornito di cultura metapsichica, vorrà un giorno riesaminare ed approfondire l'abbondante materiale da noi appena sfiorato.

Tutto questo si ritrova in tutte, diciamo tutte, le tradizioni sia dell'oriente che dell'occidente che hanno una speciale concezione della sopravvivenza che lo stesso Evola chiama sopravvivenza personale condizionata, raro privilegio di anime umane giunte ad un certo stadio evolutivo. Dottrina questa che si trova in India, nel Tibet, nel Taoismo ecc. (1).

Per il Taoista, per esempio, il corpo è un lambicco in cui, per via di successive operazioni simbolicamente chimiche e fisiche (morali), si elabora l'immortalità col formarsi di una anima,


  1. 1. EVOLA, Il valore dell'occultismo. Bilychnis, n. 11, 1927. C. S.

NARAYANASWAMI AYAR, Aucient Indien Chemistry W. Y. Evous. Madras, 1925.

WENTZ, The Tibetan Book of the Dead, Londra, 1927 e « Ur », nn. 3 4, 1928.

C. PUINI, Taoismo, Lanciano, 1930, e «Ur » N. 3 4 1928.



La materia pensante 39
La materia pensante 73



1   2   3   4   5   6   7


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale