La Materia Pensante



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l'uomo intero sarà trasmutato in quel concetto, poichè la natura umana è sempre caratterizzata dalla passione, dalla libido dominante. Quando l'interesse ha incominciato a volgersi verso gli oggetti esterni (extroversione), la libido si lancia all'esterno come un oggetto in una specie di auto espropriazione psichica. La libido non solo focalizza il proprio ideale, ma lo irrora con la sua propria forza vitale. Di qui il guazzabuglio alchimico e la miscela di « uomo rosso », « donna bianca », e « nostro nobile figlio » che rappresentano tutti e tre lo stesso agente, considerato da diversi punti di vista.

Perciò i fenomeni famiglìari del matrimonio e del parto, sono copie tipiche crudamente esteriorizzate dei processi magici per cui il soggetto e l'oggetto sono termini invertibili nel mondo interiore.

In conclusione, secondo l'acuto pensiero del Lee che ci siamo proposti di riassumere in que. ste poche pagine, « I simboli dell'Alchimia e delle altre scuole restano immutabili, poichè essi sono leantiche pietre miliari " della mente nel sogno » (per noi, nel campo della realtà del cosmo vivente e pensante).

L'insegnamento simbolico resta sempre il metodo più breve e più sicuro per portare l'universale nella sfera della coscienza individuale.

E’ precisamente la loro universalità, il fatto di appartenere a tutte le nazioni e a tutte le lingue, che rende i simboli alchimici già difficili da interpretare, per se stessi, prova facile di una documentazione importantissima.

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Essi sono telescopi rivolti verso, l'anima; at­traverso dì essi noi Possiamo figgere, lo sguardo nella volta stellata dell'incosciente, e rintracciarvi, come gli astrologi, non lo spazio inerte, ma possenti figure emblematiche del nostro “ cielo “ psichico.

Essi si adattano ad ogni grado di coltura e non periscono col passare del tempo. Ad ognuno i simboli rappresentano la propria verità; ad ognuno parlano un diverso linguaggio; nessuno è in grado di esaurirli. Mentre una forma concreta è necessaria per l'occhio fisico, i simboli astratti sono necessari per l'occhio spirituale; e il saggio saprà usarli ambedue, non come antagonisti, ma come associati.

Così anche lo strano hinterland della libido psichica dovrebbe essere osservato non solo con le lenti critiche e razionalistiche della Psicoanalisi, ma anche con quelle mistiche e spirituali della Metapsichica per spiegare il grande fenomeno, base di scienza e di religione, dell'alchimia.
VIII

L'INTERPRETAZIONE GRAFOLOGICA

Secondo noi, essenza fondamentale del fenomeno alchimistico è il suo simbolismo e la sua scrittura. Vogliamo formulare qui una nostra ipotesi che, ce lo perdonino i colleghi della scienza sperimentale ufficiale, chiameremo grafologica.

In seguito alla felice scoperta del Cazzamalli circa l'esistenza ed il riconoscimento grafico di onde irradiantesi dal cervello umano in particolari condizioni psico sensoriali, è stato reso possibile lo studio e la catalogazione di fatti spontanei di psicografia del massimo interesse.

La grafologia, che è sempre stata scienza di documentazione e di indagine eminentemente positiva, ha così potuto assodare la natura della elaborazíone cerebrale che ha portato l'uomo primitivo a costruire mentalmente ed a tracciare dei segni convenzionali, ma naturali, e quindi a creare la scrittura (1).

Ad ogni segno naturale, corrisponde così una attività, o meglio, un impulso cerebrale tale che contiene anche una idea psichica collegata ad una espressione fonetica, ambedue basate sulla memoria

(1) CISARI BONAZZOLI BIANCA, Grafismo e Metapsichismo. « La Lettura », n. 6, 1929 e Esplorazioni di Metapsichica, Casa Editrice Bocca, 1944.


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I movimenti grafici altro perciò non sarebbero che reazioni a determinati stati psichici che, a stato fisiologico normale e costante, sono, per intensità, direzione e forma, costanti (entro certi limiti) mentre variano col variare della normalità di detto stato.

Infatti, sotto l'influenza dell'ambiente fisico, e col suo variare, sia per trasmigrazione della massa etnica, sia per mutazioni geologiche notevolí pur rimanendo ferma detta massa etnica, può la normalità fisiologica variare grandemente, senza divenire anormale.

Sono queste variazioni che si ripercuotono sulla grafia (1) pur restando, in questa, caratteristiche costanti che lo studio comparato dellee scrittura ha rese evidenti e che hanno dimostrato essere il convenzionalismo limitato ad una stretta derivazione naturale, ed univoca, della psiche dell'uomo primitivo e ciò, tanto nelle scritture evidentemente ideologiche (ideogrammi), quanto nelle altre.

Ciò premesso, accertato che quasi tutti i segni e simboli alchimistici hanno valore e significato ideologico, sia pure lontanamente sfumato, e che essi sono comuni a vari popoli anche fra loro lontani nello spazio e nel tempo, vogliamo ritenere che anche tale grafia simbolica rappresenti

(1) Per esempio, ove fra i mezzi scrittori sì ebbe un supporto pietroso di elevata durezza, prevalsero le linee rette e gli angoli (tipo stampatello di certi graffiti) se, invece, il popolo primitivo ebbe a sua disposizione materiali a consistenza più tenera (argilla, calcari, tufi, ecc. ecc.) vi fu abbondanza di curve e di svolazzi, ecc. Ciò è naturalmente anche in relazione al mezzo scrittorio (punte metalliche, o di osso, o di legno, ecc. ecc.).
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un fenomeno in stretta e logica derivazione di impulsi cerebrali e di fatti psicosensoriali inevitabili della stessa natura della scrittura comune ma relativi ad una fase dell'umana evoluzione più avanzata.

In altri termini, riteniamo che simbolismo e notazione alchimistica fossero, più che preesístenti allo stato potenziale, congeniti della psiche umana e che sarebbero affiorati nello stesso modo rappresentativo nella mente degli esponenti più progrediti dei vari popoli nei momenti in cui la maturità psichica dei popoli stessi ha consentito la rappresentazione grafica di cose e di fatti relativi alla vita della materia e della natura, contemporaneamente all' afflorare inevitabile della magia e della astrologia.

Pervenuti a questa ammissione, che ci fa ritenere il simbolisino alchimistico conte una proiezione esplicativa ineluttabile, e quindi obbligata, della materia animata sulla materia inerte, in altri termini, di una rappresentazione naturale di moti, pure naturali, dell'animo, giunto (1) alla comprensione iniziale della essen a e della vita della materia (2). Dobbiamo anche ammettere essere, detta notazione, necessariamente vera e reale, come vero e reale deve essere il pensiero alchimistico.

La definizione generale data dal Richet al sesto senso: « sensibilità misteriosa che ci svela (sia pure per fuggitivi istanti ed in maniera imperfetta)

(1) E nulla esclude che ciò avvenga per volere divino.

(2) Dalla quale deriva, è circondato e tenuto prigioniero durante le limitate durate delle vite umane.



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un frammento della realtà », si dimostra, secondo noi (1), vero anche in questo particolare caso della scienza della materia pensante, perchè il concetto generale posseduto dagli alchimisti sulla vita di detta materia e sulla sua fenomenologia, è risultato vero in. modo impressionante dopo secoli e secoli di una sperimentazione che, per essi, sarebbe stata assolutamente incomprensibile ed inattuabile (2).

Già altre volte ci siamo posti questa domanda. Come mai i primi studiosi della natura e della materia sapevano, conoscevano, intuivano insomma, questi «frammenti di una eterna realtà? ». Conte mai lo studio storico e critico del ,rande fenomeno alchimistico ci conduce continuamente alla constatazione di fatti sbalorditivi più che sorprendenti? Perchè Magia ed Astrologia sono sempre state connesse con l'alchimia? Ma questa ultima domanda potrebbe anche essere una risposta alle precedenti.

Quando un esploratore moderno, munito dei

(1) Comprendiamo bene quanto arbitraria ed ardita possa sembrare a taluno questa ipotesi che non abbiamo avuto modo di accertare se già emessa da altri, comprendiamo anche quanto penosa possa essere l'impressione verso di noi da parte di colleghi e di superiori della scienza ufficiale.

Appunto per questo annunciamo queste idee nell'ambito di questa Società nella speranza che, con il lento divenire della evoluzione psichica, possano affiorare spontaneamente od essere digerite anche da altri chimici.

(2) Ci piace ricordare che il Ch.mo prof. Luigi Cesari, nel suo lurido studio Ai margini della metapsichica dice: « L'uomo che sperimenta e scruta i misteri della natura fa parte della natura stessa, facilmente arriva a conclusioni soggettive perchè le sue indagini sono vincolate dal suo pensiero ».


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più potenti mezzi di difesa, di offesa e di locomozione anche aerea, giunge in una località immensamente lontana e sconosciuta e trova, per tutta consolazione, tracce evidenti di altri uomini civili che, in epoca anche remota, lo hanno preceduto senza altri mezzi che le proprie gambe (caso frequente dei missionari), crediamo che debba provare la stessa sorpresa che spesso prova lo studioso di storia della chimica che si addentri nello studio della alchimia.

E' dunque logico ammettere che i primi «curiosi della natura » fossero in possesso di mezzi psichici, congeniti, si chiamino questi intuizione, istinto, luce divina od astrale, iniziazione, gnosi, sapere incognito o subcosciente ecc. ecc., un qualcosa insomma che li rendeva atti a comprendere ed a trasmettere questa comprensione alle successive generazioni nelle quali, poi, questa luce interna si è andata lentamente affievolendo sino a spegnersi quasi (lei Lutto, come forse lo è oggi, man mano che veniva sostituita da una scienza sperimentale, più ricca di mezzi è vero, ma ancora più brancolante perchè priva di luce, di ogni luce naturale.

Questa luce era posseduta per volere (o necessità) divino forse, dai nostri lontani antenati nello studio della cui vita ci troviamo, appunto, spesso in presenza di quei fatti psicologici che, secondo Richet, « sembrano intelligenti ma che sono latenti nella psiche umana». Fatti che, innegabilmente, rientrano nel diretto dominio della metapsichica come certamente un giorno rientrerà

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tutto il grande 'Complesso dei fenomeni che, superficialmente, denominiamo istinti (1).

Concluderemo, pertanto, che anche lo studio del simbolismo alchimistico può contribuire alla conoscenza del relativo pensiero, estremamente complesso e difficile ad interpretarsi (2).

I primitivi, non avendo affatto il loro spirito influenzata da idee preconcette e da sistemi preesistenti possono meglio dei popoli civili emettere idee di insieme, spontaneamente sgorgale dalla loro psiche e rispecchiante quanto questa psiche ha conservato dello spirito universale dal quale, in epoca relativamente recente, essa è derivata, mantenendo non solo la facoltà di pensare ma i ricordi.

Ecco perchè oggi tanto dobbiamo faticare per pie rare la nostra complessa e dimentica mentalità


(1) Ci piace riportare, a sostegno di questa tesi, quanto un illustre nostro biologo, Cesare Serono, recentemente ha affermato: « ... che si possa giungere sempre più a chiarire dal punto di vista energetico, quel grande enigma della vita biologica, che da secoli affatica biologi e filosofi e che oggi appare a noi come una forma speciale, e forse cosciente. della energia universale ».

(2) E,già abbiamo tentato di dimostrare essere i segni di questa scrittura come proiezione grafica obbligata di impulsi o vibrazioni cerebrali corrispondenti a moti psichici, accenniamo ad un risultato ,perimentale ottenuto or sono molti anni e che potrebbe, forse con lo stesso successo, essere facilmente ripetuto. ripetuto.

Inviato chiuso entro una busta, un foglio contenente molti segni alchimistici riprodotti in litografia ad un serisitivo, questi prima dichiarò di « sentire le voci di un linguaggio confuso, evidentemente antico, contenente termini latini ed italiani di metalli, di cose e di stelle ». Ad ulteriori insistenze, espresse i termini di forza, di fuoco, di Dio ed, infine, dichiarò di « vedersi » in uno strano ambiente Pieno di attrezzi ma simile ad una grande e sporca cucina. Il sensitivo, evidentemente, captava tracce tenui di radiazioni cerebrali che avevano durevolmente permeato i segni stessi.
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per riportarla allo stato vergine, alla primitiva semplicità e farle ritrovare in se stessa le traccie di un sapere pre umano, di una coscienza universale, di una verità che le tante scienze derivate dalla alchimia, dalla chimica alla medicina, dalla astronomia alla biologia, non conoscono, più. Ecco perchè nel secolo XVI, quando l'alchimia già andava perdendosi nei rivoli sopra elencati, per essere poi annegata nella marea del materialismo del '700 e dell' 800, Gioacchino Tanke proponeva di creare in tutte le Università, una cattedra di Alchimia.

Non si tratta di una chimica allo stato nascente come tanti ignari e tanti ignoranti, anche dotti, ritengono purtroppo ancora, ma di una scienza formatrice di sistemi filosofici, religiosi e scientifici specializzati. Bene quindi un autore moderno, Allendy (1) definisce l'alchimia « Scienza della vita ».

0ggi noi vogliamo dare una nuova e più giusta definizione: L'ALCHIMIA E' IL CODICE DELLA MA­TERIA ETERNAMENTE VIVA ED IL SUO SIMBOLISMO E' LA VERIDICA RAPPRESENTAZIONE DELLA NATURA NATURANTE.

(1) R. ALLENDY, L'alchimie et la médiCine. Bibl. Chacornac, Paris, 1912.


IX

LA VITA DELLO SPIRITO COLLETTIVO


A conferma indiretta ulteriore della nostra ipotesi circa la assoluta veridicità del pensiero naturalistico umano sta la Poderosa osservazione, che oramai ha valore di legge, fatta da Taine e completata da Alessandro Groppali (1) « . . . tutti gli spiriti di una data epoca assumono presso a poco lo stesso atteggiamento di fronte  alle più importanti questioni e seguono la stessa via per giungere a soluzioni, se non, simili, certo convergenti, concependo e rappresentandosi la natura e la vita in modo uguale».

A questa forma mentis o meglio a questa facoltà predominante nessuno può sottrarsi e, pertanto, riteniamo noi, che la somma delle cognizioni e delle scoperte di un'epoca altro non sia che l'espressione di una fase determinante della vita dello spirito unico, che, collettivamente, vive con la stessa vita materiale della materia organizzta nel suo più alto grado che è quello umano. Ed anche questo Ente Supremo, del piccolo ente uomo ha necessità per manifestarsi, anzi per esistere.

(1) GROPPALI ALESSANDRO, La genesi sociale del fenomeno scientifico, Bocca, Torino, 1899.


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Ha bisogno sia dell'uomo primitivo che di quelli) più civile, dai vari gradi dalle inconscie forme primordiali a quelle religiose alchimisti­ che paganeggianti, a quelle naturalistiche dei ba­bilonesi, caldei, arabi, a. quelle alchimistiche filosofiche greche, cristianeggianti, cristiane ecc. ecc. sino a quelle materialistiche ecc. ecc. Ciò, evidentemente, non in funzione di un peggioramento (come suppongono taluni) dello stato psichico dell'uomo stesso, bensì di una sua evoluzione che può apparire ancora a noi incomprensibile malgrado « i tanti spiragli profondi ed insospettati che si aprono nel segreto in cui si avvolge l'umano pensiero ».

Se, pertanto, alla primitiva verità della interpretazione dell'essere, della materia, del cosmo, della vita, andò subentrando una concezione  apparentemente più ristretta, artificiosa e convenzionale tanto da farei ritenere che la stessa scienza materialistica dei secoli XVIII e XIX, fosse una involuzione vera e propria, ciò potrebbe essere dovuto invece al crearsi di uno stato psichico necessario per il formarsi, l'arricchirsi ed il perfezionarsi di quegli strumenti della conoscenza che la grande mente di Giovanni Vailati (1) identificò come gli indispensabili mezzi fautori di ulteriori sbalzi in avanti, per ulteriori più perfette fasi della vita dello spirito (collettivo) umano.

Riteniamo perciò che anche i periodici ritorni

(1) G. VAILATI, Gli strUmenti della conoscenza, Carabba, Lanciano, 1932.

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alla interpretazione materialistica della vita ab­biano una loro, a noi ignota mota, utilità o necessità come nella vita vegetale, sono, per esempio, necessarie, più che utili, le alternanze stagionali della vita entro il terreno (semi, radici ecc.) con quella esterna al terreno stesso (pianta adulta, ecc. ecc.).

Gaetano Negri (1) (A Alessandro Groppali, intuendo questo susseguirsi e ripetersi (il stadi evolutivi dell'umano pensiero in relazione al mondo materiale che, secondo loro, ci circonda (dal quale invece, secondo noi, promana, e per mezzo del quale può vivere, altro non essendone che una continua derivata funzionale) distinguono tre fasi che riassumiamo:

Nella prima di queste fasi, l'uomo, davanti il mistero dell'universo, fantastica di trovare in un assoluto trascendente una spiegazione dell'universo stesso.

Nella seconda fase, pone ancora un assoluto ma afferma di non poterlo nè conoscere nè coniprendere.

Nella terza si tende a ricollegare l'infinito, l'assoluto, l'inconoscibile, nel mondo finito del relativo e del conoscibile d'onde li aveva tratti la illusione umana per proiettarli nel trascendente.

A questo riguardo Comte mise in rilievo la base organica delle funzioni psichiche ed integrò lo svolgimento dell'intelligenza umana con quello della mente collettiva.




(1) GAETANo NEGRI, Il momento filosofico in Meditazioni vagabonde, Milano, 1897.
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Noi, modestamente, ci opponiamo alla creazione di una siffatta prassi evolutiva per due motivi, uno perchè non ammettiamo una distinzione tanto assoluta fra materia e spirito, altro non essendo questo, secondo che la manifestazione, diremo tanto per intenderci, in uno spazio a più dimensioni della p.rima, e ciò è confermato dal fatto che sono valide, per lo spirito, le stesse leggi che sono basilari per la materia, come ci dimostra il materialismo storico, la sociologia, la economia politica in una parola.

L'altro motivo è che la proiezione che Groppali vede in atto nella prima fase dell'assoluto. dell'inconoscibile ecc. ecc. per opera della psiche collettiva, è, per noi, continuamente in atto in tutte le fasi.

Ma se proprio è necessario, per intenderci, raggruppare in fasi l'evoluzione del pensiero, vogliamo così schematizzarla:

In una prima fase, la materia pensante, giunta allo stadio uomo proietta metapsichicamente,, e inconsciamente, ma veridicamente, la rappresentazione di ciò che è nel mondo materiale, e ciò fa per via di simboli, segni, voci, ecc. ecc.

In una successiva fase, mentre però sempre prosegue la prima manifestazione, si sviluppano infinite altre facoltà, sia trascendentali, sia pratiche, che elaborano il materiale prodotto, dalla prima e lo organizzano in sistemi cabbalistici, religiosi, sociali, ecc. secondo le infinite necessità temporali materiali, economiche, politiche e, sopratutto, ambientali o geografiche dei popoli; in altre successive fasi, mentre la mente collettiva

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sembra allontanarsi, anzi staccarsi, dalla concezione naturalistica primordiale ordiale mentre sembr che abbia del tutto perduta la nozione della sua essenza divina, di ogni verità ecc. ecc. per vivere in un mondo convenzionale, materiale, artificioso ed artificiale ecc. ecc. si sviluppano, con lo svilupparsi ed affinarsi del cervello umano, nuovi strumenti, o mezzi di indagine fisica, metafisica, psichica, metapsichica e storica, si creano anzi nuove discipline ed etiche nuove come ad esempio la storia delle scienze e della cultura (che gradualmente è destinata a prendere il posto della storia della umana delinquenza, delle guerre, delle stragi, delle più o meno, banali o turpi vicende familiari dei monarchi, dei predomini politici ecc,. ecc.) che rendono la psiche umana atta a riesaminare ed a comprendere, nettamente interpretandolo ed armonizzandolo, il grande bagaglio grezzo proiettato dalla materia cosmica nelle prime fasi, sempre attraverso il filtro costituito dal cervello umano.

Non sono però queste fasi distinte, come lo spirito ragioneresco dei filosofi ottocenteschi am. metteva, bensì successivi infiniti gradini di una unica scala nella quale l'uomo fisico è, purtroppo, il gradino immobile, il mezzo materiale, mentre la derivata funzionale (proiettata, esalata, prodotta dalla materia) è il pensiero, la psiche collettiva cioè, che sempre sale verso ciò che a noi sembra, e forse è, l'alto.


A questo punto il lettore sufficientemente al corrente degli studi alchimistici, dovrebbe accorgersi
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che noi riportiamo, in linguaggio moderno, le teproe di Paracelso.

Egli fu anche il primo ad intuire od afferrare la funzione dei sogni quale effetto della liberazione del corpo siderale favorita da una momentanea sospensione dei processi materiali, come la psicoanalisi doveva riscoprire quattro secoli dopo. «La lettura dei sognì» dice Paracelso «è una grande arte perchè essi non sono sprovvisti di significato... essi ci sono mandati dal piano divino e, per il fatto che detti sogni capitano non soltanto al' cristiani ma anche ai pagani, ebrei saraceni, mammalucchi, persiani, egiziani, non posso pensare che essi provengano dai vari dii, ma dalla luce universale naturale, cioè dall'azione del piano astrale... La qualità dei sogni dipende dall'armonia che esiste fra l'anima dei sognatori e l'anima universale » (1).

Abbiamo qui voluto ricordare Teofrasto Paracelso perchè fra i tantissimi titoli di grande benemerenza che spettano a questo colosso del pensiero umano, uno gli spetta in modo indiscusso ed è quello di fondatore della scienza Metapsichica.

Egli non investigò, perchè chi ben conosce la sua vita sa che non ne ebbe assolutamente il tempo, ma riferì all'umanìtà tutti i segreti dell'anima del mondo (Mysterium Magnum) sia che influenzino direttamente e visibilmente l'uomo, sia che lo influenzino per mezzo dei sogni. Paracelso


(1) PARACELSO, Il sogno. Ed. Aschner, Tomo IV, p. 244 48. Vedi anche R. ALLENDY, Paracelso, il medico maledetto, Milano Roma, 1942.

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fu uno spirito guida venuto con grande anticipo sul suo tempo e, solo ora l'umanità comincia appena a prendere nozione dei suoi scritti.

Fino al Secolo XIII, in Italia l'alchimia ebbe prevalentemente un indirizzo tecnico e. in quanto cercava di indagare la natura (lei corpi. sufficientemente scientifico. Quando gli operatori videro che talune ricerche. come la trasmutazione (non più l'estrazione) dei metalli puri e l'Elisir di lunga vita (non più gli ordinari farmaci) erano cose impossibili per dei tecnici, disperarono dei mezzi materiali e ritornarono alle formule enigmatiche, ai geroglifici, alle iniziazioni, agli scongiuri ecc.

Si sovrappose, dice il De Castro, gergo e gergo, al segreto professionale o politico o religioso quello derivante dalla Prassi ermetica, al vecchio si aggiunse il nuovo simbolismo che del resto era, ed è, sorprendente mente simile.

Ai grandi autori dell'antichità fu attribuita una reputazione di negromanti, da Virgilio (1) a Silvestro II, ad Alberto Magno, a Raimondo, Lullo.

Fra le figure del medio-evo, nelle quali maggiormente si deve ammirare lo sforzo del pensiero, è indubbiamente questa di S. Alberto Magno che, a Parigi, aveva creato. nella piazza che ancora porta il nome di Maestro Alberto (Maubert), un centro di studi importantissimo dal quale S. Tommaso e Bacone derivarono due movimenti psichici ancora più perfetti del precedente.
(1) USSANI, Atti e Memorie. Ist. li SI. della Chimica, li. 2, 1937.



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