La Materia Pensante



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S. Alberto intuì fra l'altro, una ammirevole gerarchia delle forme viventi attraverso la quale ammise una circolazione evolutiva della forza universale, definita pensiero creatore.

Dai minerali, ai vegetali, agli animali, all'uomo alle entità astrali delle sfere celesti, egli, forse per primo, pur rimanendo nel più rigoroso ambito dei canoni della alchimia, diede un sistema razionale sul quale certamente dovettero basarsi i pensatori a lui successi, fino a Paracelso. Tutte le suddette entità sono mosse dal Supremo Fattore ed esse, a loro volta, comunicano il movimento al resto dell'Universo, fino al mondo delle piante nella struttura delle quali fece le prime osservazioni fisiologiche, fino a quello, dei minerali sui quali eseguì le prime ricerche chimiche accertando il fenomeno che lui stesso denominò « Affinità ».

Il fatto che la Chiesa Cattolica non solo non combattè nè Alberto Magno, nè Tommaso d'Aquino, stà a dimostrare quanto già dicemmo che cioè il pensiero alchimistico non era originariamente incompatibile con l'essenza filosofica del Cristianesimo e che questa divenne ostile al naturalismo evolutivo ed averroistico, più tardi e per ragioni politiche più che filosofiche che consigliarono di assumere, come esponente e come centro di riferimento, il pensiero di Aristotile reso ímperfetto, più che erroneo, dal processo di evoluzione innegabilmente verificatosi durante tutto il Medioevo, durante tutto quel medioevo che ancora definiamo, per coprire la nostra ignoranza, oscuro e che esemplifichiamo, come una secolare notte priva di luna.

X

L'ARITMOSOFIA


In questo breve studio non si dovrebbe dimenticare un particolare aspetto del simbolismo degli alchimisti che, non a caso, furono chiamati anche « matematici ». Il simbolismo numerico ' che fu sviluppato poi nella scuola pitagorica e da questa elaborato filosoficamente ritornò nelle scuole alchimistiche degli arabi, del Medioevo e del Rinascimento.

Il numero 1 rappresenta il principio costituente (aspetto positivo) il Numero 2 l'aspetto negativo, il 3 l'aspetto neutro, il N. 4 l'essere organizzato costituito da altrettante qualità, ele. menti, temperamenti ed amori, il N. 7 l'unità del mondo astrale, il N. 10 l'unità divina, il N. 12 il numero perfetto per eccellenza, l'equilibrio spirituale o divino ecc. ecc.

Possiamo però osservare con La Tessa (1) che lo stato attuale della nostra evoluzione psichica, già fa sentire in funzione del pensiero una speciale sensazione del numero come nuova espressione della materia, della energia e delle relative fenomenologie. Questa sensazione ci da la configurazione di un cosmo in citi l'energia è riflessa in periodi (2), siano questi note musicali,

(1) LA TESSA, Il Simbolo sonoro nel Numvro nella fisica ce. leste e nella biologia umana, « Nuova medicina italica », Numero 1.1930.

(2) Ripetiamo che il nostro imbarazzo diviene sempre mag 
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scale cromatiche o vibratorie, costanti fisiche. periodi chimici (Mendelejeff), fasi (Gibbs) fasi cinetiche (Gibbs) quantistiche (Plank), ecc. ecc., attraverso cui balenano i dati di un universo in movimento che però, per la grande massa degli uomini, è ancora del tutto inafferrabile.

In questo concerto di vibrazioni eteree, appaiono, anzi riaffiorano, dalle insondabili latebre della nostra mente, quei numeri fantasma che sono anche la figurazione irreale delle nostre immagini acustiche, mentre, per un vero fenomeno di memoria biologica, al numero si va lentamente sostituendo il concetto di periodo e di ritmo.

Ciò perchè il numero è un vero e proprio simbolo sonoro collegante i fatti, le cose, ed i fenomeni con la ragione umana.
* * *
La conoscenza delle leggi cosmiche, che fauno specialmente del 7 il numero radice naturale Ai tutto il mondo, e, sopratutto, la. comprensione, dell'azione di queste leggi dettarono i principi e le teorie magiche che, armonizzandosi con le leggi siderali, permisero agli antichi di calcolare correttamente la durata dei cieli e i loro rispettivi effetti sullo svolgersi degli avvenimenti.

Fu possibile, così, predire l'influenza che tali cieli avrebbero esercitata sul destino di ciascuno uomo e dei popoli, ciò che promosse e avvalorò anche le scienze dell'astrologia e della magia.


giore per dover usare vocaboli vecchi di significato obbligato e non corrispondente alle cose enunciate, per esporre i lineamenti di una gnosi che può, ai più, sembrare del tutto nuova, pur essendo coeva con la materia, ossia eterna.


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Ecco quindi come anche nel campo dell'archeologia e della psicologia, oltre che in quello delle scienze naturali. si riscontra la legge settenaría.

Il mistero del 3+4 domina, così, nel Cosmo infinito con la stessa legge eterna, immutabile e armonica con la quale domina nella natura minerale, vegetale e animale, con lo stesso principio eterno col quale domina nel destino dell'uomo (1).

In verità nelle più antiche sacre scritture del mondo, la filosofia e le religioni, la matematica e la fisica, la cosmologia e l'astrologia, la biologia e la psicologia, si ha sempre la conferma della natura misteriosa del 3+4 provando con fatti incomprensibili ma inoppugnabili, come il fenomeno settenario si identifichi al fenomeno naturale; come il 7   preso nella sua unione di Trinità spirituale (Forma invisibile) e di Quadrato (Materia manifestata)   sia l'espressione «tipica » della Natura, sia, in una parola, la Natura stessa (2), nell quale il pensiero o spirito è compenetrato (a seconda di una infinita graduazione) con la materia.

Noi consigliamo, a questo proposito. lo studio dell'opera : Philosophy of the Inductive Sciences del professore Whewel, nonchè Ie ricerche di M.
(1) Dice H. P. Blavatsky: «II numero è alla base della forma, e il numero guida il suono. Il numero sta alla base dell'Universo: i numeri e le proporzioni armoniche guidano la prima differenziazione della sostanza omogenea in elementi eterogenei: il numero stabilisce i limiti alla mano formatrice della Natura ».

(2) TINTo E., Il fenomeno settenario. (Bibl. (lei Curiosi), Roma, 19,46.


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Hay a proposito delle, leggio che regolano la colorazione armoniosa e lo sviluppo della forma.

Si rileverà da questi studi che alcuni numeri, come il numero 7, sono a base delle leggi (1) che regolano le percezioni armoniche della forma, dei colori, dei suoni, del tempo e del gusto, perché di tutti gli stati patologici.

E’ noto che i suoni e i colori hanno fra loro relazioni fisse. Ogni colore fondamentale è chiamato il padre del suono corrispondente. Ecco perché i filosofi mistici collegano ogni colore con un suono speciale. Proprio in queste relazioni, e specialmente in quelle con le malattie (cieli decennali, triennali, settenari, orari ecc. ecc.) si ha netta la sensazione della esistenza di una intelligenza o spirito, di un potere pensante cioè, nella materia.
* * *
Ed ecco perchè alla vista si va aggiungendo l'udito come mezzo più perfetto di registrazione di fenomeni della materia e della vita universa, di quei fenomeni cioè che prima mai si erano percepiti. E non solo l'udito ma altri mezzi sensori prima in noi attutiti od inesistenti, si vanno sviluppando (2).

(1) Ricordiamo l'importanza del numero sette osservato in molti casi (giorni della settimana, in rispondenza dei pianeti e dei metalli nella antichità ecc. ecc.). Vedi anche quanto esposto a pag. 6.

(2) Tener presente a questo riguarda quanto ammirevolmente espone R. SALVADORI nel primo Quaderno di questa Collana « Visione con gli occhi e senza gli occhi », Bocca, 1944.

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E’ il complesso di questi sensi che, nelle ore future, sempre più ci manifesterà anzi ci renderà partecipi, perchè nell'universo non esistono spettatori ma solo attori, di una immensa invisibile coreog rafia di enti sonori in corrispondenza (il stadi dell'energia fluttuante nella siderale ampiezza dei firmamenti.

Si verificherà così la grande verità sgorgata dal formidabile intelletto di Pitagora:

L'UOMO, LA MUSICA E LE STELLE PROCEDONO DI CONCERTO, verità questa che nel numero, nella misura e nel ritmo indissolubile del pensiero radiante e nelle radianti cose, assomma, nello stesso ritmo dell'energia e delle chimiche affinità, il segreto della verità, dell'intelligenza e dell'amore.
Per quanto importante, anche questo ramo della Aritmosofia non può trovare però in questa sede adeguato sviluppo.

CONCLUSIONE


Come avvicinandosi al margine di una inimensa foresta vergine, diradandosi la foltezza degli alberi, si comincia ad intravvedere qualche viottolo, così, solo verso la fine del medio evo, possiamo osservare e fissare tre fatti sintomatici che ci testimoniano il sopravvivere di uno psichismo naturalistico ancora ribelle ad ogni costrizione, ad ogni negazione o mortificazione. Il primo è costituito dal fecondo conservatori sino per gli an  tichi ricordi naturalistici e medici, offerto da taluni
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Ordini monastici, conservatorismo che, spesSO, era addirittura materiato di nuove ricerche e di nuovi studi ammirevoli, il secondo dalla vera e propria ricerca occultistica ed alchimistica dell'ordine dei Templari, il terzo dal movimento dei Fedeli d'amore che ebbe, per esponente, Dante Alighieri.

Da S. Francesco, a Paracelso a Giordano Bruno, si hanno le tappe successive di una ripresa occultistica a sfondo alchimistico (e panteistico) che ha per caratteristica comune il segreto sempre più ermetico e che sbocca, verso la metà del 1600, nella Muratoria cui affida l'immenso patrimonio del proprio simbolismo, della propria filosofia, dei propri metodi di lavoro.

Basterà poco più di un secolo, dai 1650 al 1750, per elaborare nei laboratori alchimistici trasformantisi in officine massoniche, la riesumazione di un neo paganesimo psichico che, fra le tante e tante applicazioni, dalla politica alla filosofia ed alla scienza, doveva portare alle concezioni della materia, purtroppo esagerate, della Scuola detta di Lavoisier, alla scoperta degli elementi, alla resurrezione della teoria atomica di Democrito ed Epicuro per opera di Dalton, a tutto un grande ritorno di un passato che non era mai morto e che tumultuariamente invadeva la scena del mondo illuminata dai foschi bagliori della grande rivoluzione del morente '700 europeo.

Sono questi i lineamenti psichici e spesso metapsichici della storia di una scienza che era, ed è, alla base di tutte le altre, dalla medicina alla chimica, alla biologia, della alchimia cioè che



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non è solo una fissazione più o meno nobile meno truffaldina, per fabbricare l'oro od il farmaco di lunga vita, ma che è un concetto fondamentale che vivifica tutta la materia e che riconosce genialmente tutta un'armonica corrispondenza i ra l'universo e l'uomo, tra il macro ed il microcosmo e che lumeggia di viva luce l'essenza intima di questo microcosmo, di questo piccolo uomo albergante una grande, potente, eterna, psiche.

Questa forma mentis, che non ha cambiato di un capello la propria essenza, la propria base, esiste inalterata nell'anno mille quanto nell'an­no duemila, dal quale ci separano solo pochi at­timi della grande vita del mondo, ed è proprio in questa vi gilia di fine di millennio, che, non più timidamente, si afferma essere il «sogno» alchimistico della unità della materia cosa vera, il grande sogno alchimistico della corrispondenza vibratoria fra astri ed atomi, fra astri ed esseri animali, cosa probabilissima, il grande sogno al­chimistico di una immortalità dello spirito tra­scendente e superante quella dei corpi, cosa pos­sibile, naturale, e logica.


* * *
L'importanza dell'alchimia come fatto sociale, è dimostrata perciò dalla sua persistenza attraverso i millenni come, del resto, è per tutte le varie branche della magia e dell'occultismo.

Se facciamo astrazione da tutta una terminologia gia morta per sempre, noi vediamo chiaramente che il pensiero alchimistico non ha fatto altro


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che permeare ora lentamente, ora rapidamente tutte le teorie e che esso è oggi alla base delle moderne scienze.

Forse, fra queste moderne scienze, quelle che, fatto strano, ma pur vero, meno ha carattere alchimistico, è proprio la chimica. Mentre la medicina va lentamente riprendendo, dalla farragine del mondo iatrochimico di Paracelso e seguaci, centinaia di concetti, di dati, di verità che, ben riverniciate, fanno bella mostra di loro nei congressi e sulle riviste scientifiche, mentre la fisica, con secoli di difficile digestione, si è appropriata del basilare concetto della unità delle forze fisiche e va misurando, le radiazioni cosmiche e l'oligodinamismo e mentre l'agricoltura è giunta a comprendere che il concetto di macchina è una bestialità, mentre la biologia e la fisiologia vanno studiando le vitamine e gli ormoni senza curarsi del fatto che il chimico ancora non abbia saputo dare una sia pur lontana idea sul loro stato civile, mentre insomma tutte le scienze vanno incamerando il pensiero alchimistico in loto senza impressionarsi delle divinità asiatiche, egiziane e cristiane che detto pensiero tenevano imprigionato insieme ad una terminologia ed un frasario complicato, e mentre tutto utilizzano a beneficio dell'umanità, sia pur lasciando e divinità e terminologia fuori della porta dei loro laboratori, la chimica, la grande figlia primigenia della alchimia e quella che poteva e doveva esserne l'erede, non ha voluta o saputo accogliere nulla del pensiero alchimistico e così si è lasciata prendere la mano e dalla biologia e dalla medicina




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e della fisica e molti rami, che della alchimia erano parti integranti, sono passati in eredità A altre scienze o si sono costituite in scienze autonome.

Mentre il chimico pesa la frazione di centimilligrammo di una materia morta, formandosi una caratteristica mentalità scettica e gretta, la vita continua il suo immenso cielo prorompente dalle viscere della terra verso il sole radioso, verso, la immensità del cosmo le cui vibrazioni trovano. uei pochi esseri aperti alle vibrazioni ed ai sentimenti provenienti da tutto il creato, rispondenze e corrispondenze impensate ed impensabili.

E così, mentre (per dirne una fra le tante) il chimico, soldato di un esercito filosoficamente sconfitto, si elettrizza ancora di un tardo ed insano entusiasmo per aver trovato un nuovo esplosivo o, peggio ancora, un nuovo concime che completi la distruzione del poco humus che proteggeva e garantiva la vita del grande nostro essere vivente, della nostra Madre terra, il potere che questa ha di nutrirci diminuisce sempre più e sempre più nuove malattie attaccano le piante e gli animali che dei suoi degenerati prodotti si alimentano!
* * *
Così, lentamente, faticosamente, attraverso la opera di tanti scienziati, noti e di tantissimi ignoti di tanti fortunati e di tantissimi sfortunati operatori e ricercatori, attraverso errori, progressi e regressi, il cammino della scienza ha proseguito faticosamente.
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Nello studiare l'evoluzione dei pensiero scientifico si rimane atterriti nel vedere quanto tempo ci sia voluto per ritornare a scoprire di nuovo concetti e fatti e trovarli veritieri e, per giunta, di verità di una semplicità estrema, di una estrema evidenza.

Caddero nell'oblio uno dopo l'altro e l'Alcaest, i Archeo, i vari Enti, regolatori della vita, la Mumia, linfa ormonica ristoratrice degli organi e dei tessuti animali, e gli Elisir, i balsami e tutta la grande congerie dei farmaci paracelsiani, purtroppo esposta in linguaggio rozzo ed incomprensibile, sono dimenticate e derise le teorie astrologiche che inquadravano la vita del piccolo Uomo, del microcosmo, in funzione della vita del macrocosmo, del mondo ove esso nasce e muore.


Grandi furono le vittorie della scienza del secolo XIX, ma scoperti, tanti veri e debellate tante malattie, altre ne sorsero a martoriare le carni di questo nostro micro, troppo micro cosmo. La Chimica, più della medicina, credè di aver raggiunto l'estremo limite del sapere quando nuove incognite si pararono e si parai io ogni giorno a lei dinanzi.

che più ti resta?

infrangere anche alla morte il telo

e degli dei, il nettare

libar con Giove in cielo.
Dopo cento anni che Monti lanciava al mondo scientifico questa superbo incitamento, esso è andato sempre più prendendo un ironico sapore di

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canzonatura e di pessimismo più cocente ancora del contemporaneo scherno di Leopardi.

Priva di ogni contenuto etico, filosofico, umano e religioso, la scienza ha combattuto ed ha  creduto di vincere, di vincere sempre e non si è ancora accorta di essersi sempre più ingarbugliata nelle tenebre e di annaspare sempre più affannosamente sotto il peso delle stesse macerie delle fortezze da lei distrutte, che sempre più la soffocano.

Paracelso, è stato da tutti i suoi commentatori. ed anche più volte da noi stessi, ricordato solo come l'iniziatore della biochimica, tutti hanno, più o meno deliberatamente, ignorato l'etica fiIosofica che, in lui, non era mai dìsgíunta dalla sperimentazione.

Domandiamoci ora, se egli era proprio nell'errore quando, con l'ingenua espressione del, suo tempo, studiava il nostro ambiente cosmico e quando paragonava le vene idriche che scorrono nelle viscere d.ella terra alle nostre arterie, quando affermava l'esistenza di presidii naturali ormonici e di liquidi fisiologici riparatori ed equilibratori producentisi nel corpo vivente, quando insomma, tardo figlio della Gnosi Orientale si sforzava di trovare fra i più reconditi organi ani.mali e l'immenso creato, ignoti rapporti di ignote vibrazioni e radiazioni...

Il pensiero magico, occultistico, ed alchistico non è infatti limitato ai pochi metri quadrati, di un laboratorio come il pensiero chimico non dovrebbe essere limitato alle meccaniche operazioni di analisi o di sintesi. Esso spazia per tutto
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il medio evo per tutto il creato. Dotato di una intuizione la cui portata sorprende e spesso atterrisce, esso va dagli astri agli atomi, dal macro al microcosmo, trova, spiega e provoca relazioni, corrispondenze, aspetti impensati, logici, e sublimi. Entra nei chiusi chiostri, ove una deviazione psichica tarpa le ali alle più belle menti, vi crea laboratori alchimistici, fa studiare le piante, i minerali, gli animali.

Cercando una cosa ne trova mille altre, sba , gliando scopre i nuovi veri, farneticando crea le basi della chimica, della cosmografia, della fisica, della biologia, della mineralogia, della medicina.

Verso la fine del '700 coi ritorno in onore della teoria atomica si ha un tardo risorgere del materialismo ed una nuova persecuzione, ma si tratta solo di un breve periodo, di appena un secolo, attimo fuggente di una lunga serie di secoli che si chiude con la constatazione dei fenomeni della radio attività, della trasformazione della materia, della energia, dell'atomoligodinamismo, con la disintegrazione dell'atomo, con la scoperta di strani composti ad azione energetica quali le vitamine e gli ormoni.

E’ il pensiero alchimistico che risorge, non come metachimica, ma come vera e propria chimica che irride i rottami di teorie, di leggi, di codificazioni e di condanne teologiche sparse sul suo cammino millenario.



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APPENDICE
Sicuri di far cosa grata agli studiosi, riportiamo un brano inedito compilato dal Chiar.mo stu

mo studioso di misteriosofia e di storia delle religioni il Prof. Guido di Nardo.

Questo studio interpreta il simbolismo astrologico ed alchimistico di uno dei Grandi Arcani Ermetici, quello detto Pentacolo magico od Azoth dei Filosofi quale appare in molte antiche opere alchimistiche (specialmente in quelle pubblicate sotto lo pseudonimo di un Basilio Valentino mai esistito) none hè nei nostri precedenti volumi Storia della Chimica (Mediterranea, Roma, 1940, pag. 23) e Paracelso e l'interpretazione chimicofisica della vita (id. id. 1942, pag. 111).

Questo scritto del Di Nardo, che qui ringraziamo sentitamente, fa parte di una importante opera in corso di pubblicazione.

Interpretazione originale di Guido di Nardo.


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1    IL TRIANGOLO Maggiore

1   Cerchio   Ruota (Torah) inserito in un triangolo capovolto.

2   1 due angoli superiori contengono il simbolo del Sole come natura ignea dell'Anima, contrassegnato dalla Salamandra o « drago del fuoco » (il cui dorso è un cratere ardente) e quello della Luna (1 quarto) conti assegnata dall'Aquila, simbolo dello Spirito.

3   La compenetrazione dello Spirito (Acul) nell'Anima (D (Ruota) determina il principio genetico delle cose, rappresentato alla sommità da un germoglio serpentiforme anulare sormontato da due uova, che formano il segno esoterico del Verbo alato 9 ben noto agli studiosi di preistoria.




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4   La compenetrazione Anima Spirito, fecondata dal Verbo (Logos), dà luogo alla caduta del Corpo, composto di materia stellare catalizzata, come appare nel vertice inferiore del Triangolo. ove è rappresentato dalla Pietra Cubica, circondata da 5 stelle simboleggianti i 5 Pianeti.

II   LA STELLA
1   Stella a i punte inserita nella Ruota: Sei punte sono bianche, contrassegnate dai numeri e segni planetari: 2   Giove, 3 Marte, 4   Sole, 5   Venere, 6  Mercurio. 7 Luna. Una punta è nera. ciò che determina la posizione del Corpo sotterraneo, cioè la Pietra, identificata sotto, il segno di Saturno con la lettera L (Litos) che rovesciata dà il se no 7 e I. Essa è rivolta in basso a indicare con il segno del « líga » il corpo composito simboleggiato dalla pietra cubica caduta nel mare a formare il baricentro terrestre. (Saturno  Piombo).


III    IL TRIANGOLO MINORE

iscritto nel cerchio centrate


1   Ma, incluso in un piccolo triangolo capovolto, la cui punta inferiore indica al di sopra del simbolo di Saturno, la Pietra Ara quadrata affiora dal centro della Terra alla superficie il Volto di SATURNO cioè del Satan (Demo gorgone).

2   Questo volto, incluso nel cerchio, indica




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il polo o centro della superfice terrestre, là dove si è determinata la « Caduta » cioè l'Umbillicum od (scritta in greco ndq) terrestre (Saturnia Tellus).

3   Quindi il Satan è in figura del Lucifero Dantesco o del Veglio di Creta o della Statua del sogno di Daniele.

4   Sul suo volto si notano: sul naso, il segno

solare e sulla bocca, quasi a sugello, il segno, piccolissimo dell'Acus lingam.



IV   IL SATURNO

NASCOSTO NEL LAZIO


1   Le sue gambe sono piantate fra terra e mare. Quella di destra poggia sulle falde di una montagna (Monte Cavo), quella di sinistra nel mare (Circeo).

2   Le sue mani reggono, sporgendo dalla Ruota, quella dì destra una fiaccola accesa, quella di sinistra una Elica a forma di lemniscato. Ancile).

33   Quindi, il giro della Ruota si inizia con la caduta dell'Elica, cioè dello Spirito (Acul) che fà precipitare le acque. Dal fondo marino sorge la prima terra emersa rappresentata dal Cetus o Delfino, simbolo di Venere (Afro   Dite) la. cui bocca spalancata simboleggia la matrice della terra che inghiotte l'Elica (Verbo).

5   Vi corrispondono i simboli astrologici: La punta della stella n. 5 porta il seguo di Venere


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e segna lo « Spiritus » (magnetismo lunare del 1 quarto che determina la caduta dell' 10 solare nella matrice materna?).

6   L'Elica (cioè la stessa energia magnetica) è indicata, per la sua caduta, dalla punta della stella n. 6, la quale contiene altresì, accanto al segno astrologico di Mercurio, quello esoterico del Logos incarnato (Caduceo) [simbolo del mercurio filosofico ndq] = nascita.

8   L'inserzione della punta n. 7 nella mano di Diana Venere seduta sul Delfino determina nel segno della Luna il legame (simboleggiato dalle redini) dello Spirito inghiottito nelle fauci del Cetus (Lo spermatozoo che scende nell'Utero materno).


V   FIGURAZIONE Di DIANA   VENERE   SILENO

( = J – UNO )

1   Codesta figura androgina è nel contempo Diana, cioè la Vergine Terra poichè porta sulla fronte la Luna; è Venere, cioè la Terra fecondata dallo Spirito (Mercurio) perchè tiene l'Arco di Eros (Arché =principio), ha il Cinto (Ruota) ed è gravida (del Verbo). Ma la sua faccia barbata è quella di Pan Sileno (Sil=Pietra). La sintesi è Teti, la Dea Tellure; che cavalca il Cetus! Dietro questa figura, la coda del Delfino è il Cornucopia, dal quale esce la prima fiamma del gran fuoco centrale fecondatore della Terra.

Esotericamente, sulla spalla destra del personaggio


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androgino (come se i segni uscissero dal Cornucopia) si leggono rovesciate le lettere DN (Diana) e LS (=SL) cioè Sileno che confermano la identificazione di Venere   Diana come Pietra Matrice.

Riassumendo: Dallo Spirito, AcUL, cade l'Elica, cioè il Logos che s'incarna nella Vergine Pietra dando origine al fuoco spirituale, cioè al Verbo!


VI   FIGURAZIONE DEL GIOVE INFERO, CIOE' VULCANO
1   A destra, il settore dell'Anima, cioè della Vis vegetativa è contrassegnato dal Fuoco fecondatore o nucleo solare incapsulato al centro della Terra. Infatti, la punta della stella n. 4 indica la salamandra craterica cioè il fuoco celeste (UR) inestinguibile. Nel segno di Marte determinato dalla punta della stella n. 3, esso cade, accendendo la fiaccola terrena del fuoco centrale (simbolo dello Zolfo contrapposto a quello del Mercurio [simbolo del mercurio filosofico ndq] = SAT UR).

Il   Ma la Fiaccola appare dalla mano del Saturno inserita sul capo del Dio Sole infero, cioè Vaicano Summano come asse igneo del globo. Esso è anche il ZEUS, cioè il simbolo della Folgore « Z » poichè ha sulle labbra la « doppia ascia » (che gli forma la barba). Pelta-Egida e regge con la destra lo scettro del Verbo cioè la chiave del PE TRE, ([,a pietra filosofale!).


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VII   IL VULCANo ALBANO   ASSE o ,!jc?75,oc. del mondo

( Monte Cavo )


1   Ecco la sintesi che ci richiama al Vulcano Laziale: Il piede destro del Saturno indica il Drago, cioè il fuoco centrale ormai vinto da Giove, cioè il Saturno=Satan, confinato al centro della terra entro il Vulcano spento. Giove, simboleggiante il trionfo della Scienza (Logos) sulla materia bruta, è assiso trionfalmente presso il Cratere di Nemi (Speculum Dianae) del Vulcano spento contrasse gnato dalla testa del Leone Ne,meo in figura di Mosù (parafrasi questa della « Petra Genitrix »). Son quindi le due gambe di Saturno che ci danno la chiave del Rebus, giacchè esse ci dicono che il Satan è caduto al centro della superficie terrestre là ove sul gran vulcano laziale oggi è lo « Speculum. Dianae »; il vero Sinai.

Quindi il volto da noi identificato, del Saturno (vedi nota in calce), fu l'oggetto di tutte le speculazioni esoteriche sulla ricerca della Pietra Filosofale « Visita, Interiora, Terrae, Rectificando, Invenies, Occultum, Lapidem. » (11 Saturno nascosto nel Lazio). Ma poichè questa iscrizione incomincia dal segno di Saturno e gira sul bordo della Ruota delle Nascite (Moira) esaminiamo il significato di questa.


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VIII   LA RUOTA (Nernesis)
1   Divideremo ora il simbolismo della Ruota nei due settori, quello di destra che simboleggia Vita Terrena=Morte dello Spirito; e quello di .sinistra Morte Terrena=Vita. dello Spirito. Settore di destra: La Morte.

2   VISITA   Fra i segni di Saturno e Giove (Vulcano) ecco il simbolo della Morte (Corvo e teschio scarnificato   il fuoco spento,   Saturno). Presso la  amba EP = EROS.

3   INTERIORA   Fra i segni di Vulcano e di Marte (Guerra   Eruzioni del vulcano attivo   precipitazione dello Zolfo), simbolo della putrefazione (Corvo che scarnifica una carogna).

« La palude stigea o pontina ».

4   TERRAE   Fra i segni di Marte e del Sole. Colombe che portano il nutrimento ai loro piccoli (La Terra fecondata dalla putredine genera il nutrimento).

5   RECTIFICANDO   Il matrimonio: Attraverso la Corona (Kether) l'alato segno della Incarnazíone dei Verbo 9 scende a fecondare la Terra, fra i segni del Sole e di Venere.

6   INVENIES (settore di sinistra: L'Amore). Fra i segni di Venere e di Mercurio le due palombelle in amore sull'Arbor Vitae.

7   OCCULTUM   Ecco il simbolo. occulto, cioè l'emblema etimologico   ideografico del Cavallo

Ka Phallo! Sulla protome del Cavallo si vede, il simbolo falliforme, mentre la parte posteriore d'i questo occulta la, protome di un grosso serpente
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che esce dalla Terra. Sopra, il Ramo d'Oro tripartito, simbolo della rivelazione del Verbo.

8   LAPIDEM   Ecco, dalla Pietra Matrice, frutto dell'Amore (o caduta del Verbo) cioè dalla vergine terra fecondala (Krateia) uscire il parto dell'Uomo illuminato dal Verbo! (11 criptogramma può anche esser letto inversamente).

Guido di Nardo.

8 4 45.


N.B. Analoghi criptogrammi. magico alchimici sono figurati nell'opera su Paracelso già citata alle pagg. 32, 34, 53, 108, 115, 117, 118. Per maggiori chiarimenti su tale dottrina, vedi: G. DI NARDO: Il preistorico Culto Infero del Vulcano Laziale sul Campidoglio di Roma, Velletri, 1942.

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