La mia frustrazione al momento di valutare l’apprendimento degli allievi su un determinato argomento era dovuta al fatto che non ero sicuro di come verificare ciò che era stato appreso



Scaricare 7.54 Mb.
Pagina1/18
24.01.2018
Dimensione del file7.54 Mb.
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   18





«La mia frustrazione al momento di valutare l’apprendimento degli allievi su un determinato argomento era dovuta al fatto che non ero sicuro di come verificare ciò che era stato appreso. Gli allievi svolgevano una serie di attività e lavoravano tanto sui libri ma indubbiamente avevo bisogno di verificare ciò che avevano appreso nelle ultime settimane. Sfortunatamente, anche se avevamo completato la trattazione dell’argomento, non sempre avevo un’idea chiara di ciò che volevo che gli allievi avessero appreso, e di come fare per accertarlo.

  • «La mia frustrazione al momento di valutare l’apprendimento degli allievi su un determinato argomento era dovuta al fatto che non ero sicuro di come verificare ciò che era stato appreso. Gli allievi svolgevano una serie di attività e lavoravano tanto sui libri ma indubbiamente avevo bisogno di verificare ciò che avevano appreso nelle ultime settimane. Sfortunatamente, anche se avevamo completato la trattazione dell’argomento, non sempre avevo un’idea chiara di ciò che volevo che gli allievi avessero appreso, e di come fare per accertarlo.

  • Se usavo un test questo tendeva a focalizzarsi su ‘brandelli’ sparsi di conoscenze sull’argomento, cui attribuire un voto o un punteggio su una scala da 0 a 10 o da 0 a 20. Se usavo un compito, tendevo a valutare delle abilità generiche come l’ortografia, la punteggiatura, la grammatica e l’abilità nel servirsi di mappe geografiche, cercavo di capire quanto fossero corrette le conoscenze dei miei allievi in geografia e registravo il risultato sotto forma di voto nel mio registro. Se correggevo il lavoro che gli allievi avevano svolto sui quaderni, si trattava perlopiù di "mettere un visto e restituire", per assicurarmi che avessero eseguito il lavoro loro assegnato.»



Con tutte queste valutazioni diverse, se c’era qualche cosa che non era stato compreso a dovere saltava fuori solo per caso, perché non mi era chiaro che cosa io stesso intendessi valutare – non usavo la verifica degli apprendimenti per diagnosticare efficacemente le difficoltà di apprendimento.

  • Con tutte queste valutazioni diverse, se c’era qualche cosa che non era stato compreso a dovere saltava fuori solo per caso, perché non mi era chiaro che cosa io stesso intendessi valutare – non usavo la verifica degli apprendimenti per diagnosticare efficacemente le difficoltà di apprendimento.

  • Si presentava quindi un altro problema. Una volta ottenute queste informazioni, che cosa dovevo farne e che cosa significavano? Dai test ricavavo un voto, ma come utilizzare quelle informazioni? Correggere i compiti e dare un voto o un punteggio richiedevano tempo, tanto che, quando agli allievi venivano restituiti i loro lavori, di solito eravamo passati ad un altro argomento e le osservazioni che avevo fatto ai singoli non avevano seguito perché non erano rilevanti per l’argomento che stavamo trattando.

  • Ciò che avevo in mano, in ogni caso, era una serie di voti sul mio registro, che potevo usare negli incontri serali con i genitori per dare giudizi sugli allievi. Il più delle volte, però, i miei giudizi si basavano piuttosto sulle informazioni che avevo immagazzinato mentalmente, ed erano spesso assai poco incisivi oppure focalizzati sulla condotta e sugli atteggiamenti più che sulla comprensione della materia. Commenti tipici erano: "E’ diligente e desideroso di apprendere" oppure "Dovrebbe prestare più attenzione in classe e chiacchierare meno con gli altri. Può fare molto di più"».



«La mia frustrazione al momento di valutare l’apprendimento degli allievi su un determinato argomento era dovuta al fatto che non ero sicuro di come verificare ciò che era stato appreso. Gli allievi svolgevano una serie di attività e lavoravano tanto sui libri ma indubbiamente avevo bisogno di verificare ciò che avevano appreso nelle ultime settimane. Sfortunatamente, anche se avevamo completato la trattazione dell’argomento, non sempre avevo un’idea chiara di ciò che volevo che gli allievi avessero appreso, e di come fare per accertarlo.

  • «La mia frustrazione al momento di valutare l’apprendimento degli allievi su un determinato argomento era dovuta al fatto che non ero sicuro di come verificare ciò che era stato appreso. Gli allievi svolgevano una serie di attività e lavoravano tanto sui libri ma indubbiamente avevo bisogno di verificare ciò che avevano appreso nelle ultime settimane. Sfortunatamente, anche se avevamo completato la trattazione dell’argomento, non sempre avevo un’idea chiara di ciò che volevo che gli allievi avessero appreso, e di come fare per accertarlo.

  • Se usavo un test questo tendeva a focalizzarsi su ‘brandelli’ sparsi di conoscenze sull’argomento, cui attribuire un voto o un punteggio su una scala da 0 a 10 o da 0 a 20. Se usavo un compito, tendevo a valutare delle abilità generiche come l’ortografia, la punteggiatura, la grammatica e l’abilità nel servirsi di mappe geografiche, cercavo di capire quanto fossero corrette le conoscenze dei miei allievi in geografia e registravo il risultato sotto forma di voto nel mio registro. Se correggevo il lavoro che gli allievi avevano svolto sui quaderni, si trattava perlopiù di "mettere un visto e restituire", per assicurarmi che avessero eseguito il lavoro loro assegnato.»



Con tutte queste valutazioni diverse, se c’era qualche cosa che non era stato compreso a dovere saltava fuori solo per caso, perché non mi era chiaro che cosa io stesso intendessi valutare – non usavo la verifica degli apprendimenti per diagnosticare efficacemente le difficoltà di apprendimento.

  1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   18


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale