La mia personalità che è variabile con IL mutare del tempo. Questo mi blocca nello svolgere IL quotidiano della vita



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23.05.2018
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  • La mia personalità che è variabile con il mutare del tempo. Questo mi blocca nello svolgere il quotidiano della vita.



  • La cattiveria della gente che mi circonda e mi critica in ogni scelta della mia vita.



  • è la paura di espormi agli altri con disinvoltura e sicurezza. Preferisco stare sempre in disparte.



  • Alcune situazioni nell'ambiente lavorativo che non sempre si riescono a spiegare nell'ambiente familiare.





  • C'è un velo di preoccupazione, di mistero che mi avvolge e mi blocca.

  • Un mistero che definirei paura, incertezza, curiosità, qualcosa che vorrei sapere e qualcosa vorrei non ci fosse.

  • Mi avvolge la voglia di stare, pregare, amare Dio e.... Mi blocca forse la paura che non sia all'altezza, che non ami abbastanza chi mi ama. Bisogna avere fede, e il mantello diverrà uno scudo per il male e una porta aperta per amare Dio e chi ti sta vicino.



  • La sensazione di non essere capace di affrontare le situazioni.



  • La paura della malattia e della cattiveria.



  • Non c'è qualcosa in particolare. È tutta la vita.



  • Il giudizio delle persone. La stupidità dell'uomo.



  • Insuccesso, paura, di non essere all'altezza.



  • Il giudizio delle persone. La paura del futuro incerto in questo mondo sempre in guerra.



  • Il pregiudizio inteso nel senso più ampio, che frutto di un retaggio culturale diffuso, non consente di aprire la mente a 360 gradi.



  • Non essere all'altezza delle situazioni quotidiane.



  • Giudizio della gente. La paura di non essere all'altezza.



  • Le delusioni della vita. Le critiche della gente. La paura di non essere all'altezza. L'impotenza nei confronti della vita.





  • La poca umiltà, ne deriva che: paura di esporsi davanti alle altre persone che poi ti giudicano, non accettazione dei consigli degli altri.



  • La mia timidezza e il non saper farmi valere in mezzo agli altri. Tenere tutto dentro facendo del male solo a me stessa.



  • Il giudizio della gente soprattutto. L'insicurezza, la poca stima di me stesso. L'inadeguatezza, l'inferiorità.



  • Mi bloccano forse le abitudini insegnate da piccola e non sentite veramente nel profondo del cuore! Dovrei buttare via mantello e scoprire veramente Gesù nella vita quotidiana!



  • La mia scarsa memoria, quando non ricordo le persone che incontro dopo tempo e fatico a collegare agli eventi passati. Per fortuna poi loro mi aiutano a rimembrare la nostra amicizia.



  • La paura di sbagliare, di essere considerata inferiore, una persona noiosa. Le abitudini e la paura degli imprevisti. A volte è proprio questo mantello che da una parte mi dà insicurezze e paure, dall’altra mi protegge e mi fa andare avanti, affrontare nuove situazioni, conoscere persone nuove. È come se avesse due lati opposti, è difficile staccarsene.



  • Sicuramente ho una serie di mantelli, uno diverso dall’altro in funzione della stagione della mia vita. Il mantello che ora porto è un mantello molto stretto fatto in particolare dalle scelte, comportamenti e tipo di educazione ricevuta nel bene e nel male in passato. Il passato di fatto è ciò che mi blocca.



  • Sono sempre stato un bambino educato e timido che non chiedeva nulla perché sapevo le problematiche famigliari. Ora mi ritrovo che la timidezza mi blocca in molte situazioni ma pure che l’educazione pochi ce l’hanno.



  • Niente blocca il mio pensiero ma a volte il mio egoismo fa sì che tutto si fermi intorno a me e alla mia famiglia. Senza aiutare magari chi avrebbe bisogno. Forse un po’ alla volta riuscirò ad aiutare coloro che hanno bisogno in maniera più efficace e concreta.



  • Il mio mantello sono io. Cosa mi blocca? L’ipocrisia del mondo. Il buonismo …. La consapevolezza che tentare di scardinare il sistema non farà di me un esempio da seguire, ma al contrario un pagliaccio da additare. A cosa servono questi incontri? Non se ne esce. Vorrei che tutti ascoltassero ciò che viene suggerito, invece le parole del Don non sedimentano nelle teste di chi pensa al superfluo.



  • La paura di sapere cosa potrà riservare il futuro ai bimbi, dato che il mio passato non è stato molto gratificante con me, a parte la nascita e la crescita dei figli. So che certe parti del mondo ha molti più problemi, ma dobbiamo confrontarci con molte esigenze che questa vita ci riserva.



  • La timidezza è un lato del mio carattere che mi blocca e non mi permette di fare nuove esperienze. Inoltre anche la paura di ciò che pensa la gente non mi aiuta a lasciarmi andare.



  • Il senso del dovere sempre, davanti ad ogni cosa e, peggio, sempre prima di me e delle mie esigenze.



  • La consapevolezza che molta gente non ha valori e amore per il prossimo e non comprende il disagio di altri. Questo mi fa avere timore e poca fiducia e mi fa pensare che è meglio affrontare tutto da soli e non condividere gioie e dolori.



  • Paura dei giudizi degli altri. Paura di ammettere i fallimenti. Paura di fare brutta figura. Sbagli.




  • Le esperienze fatte in malo modo.



  • Fare le cose per abitudine.



  • Come per il mendicante il mantello che mi avvolge è dato dalle mie esperienze di vita che sono sempre state affrontate combattendo la mia timidezza, che fin da piccola mi crea grossi problemi nei rapporti con gli altri.



  • Il mio mantello è la protezione verso chi mi sta vicino, nel bene e nelle difficoltà.



  • La paura di fare delle scelte che poi si riveleranno sbagliate per me o per le persone a me care.



  • La mancanza di fiducia in me stessa. I dubbi che attanagliano il mio cuore e la mia mente. La paura del giudizio del Signore. L’incapacità di abbandonarmi alla fede.





  • Se per blocco s’intende “blocco verso dio e la fede” allora il mantello è la razionalità che prontamente mette in discussione la fede “astratta”.



  • L’incertezza del futuro, l’impossibilità di esprimersi con le proprie possibilità, l’ipocrisia sociale, l’ideologia che sfocia solo nel fanatismo.



  • E’ il giudizio delle persone che molte volte mi blocca e non mi fa vedere in me delle cose belle che posso offrire agli altri.



  • Il mio mantello che mi avvolge e mi blocca è il pregiudizio degli altri pur non conoscendomi. La paura che le mie buone intenzioni non vengano comprese. La paura di essere coinvolta emotivamente per poi finire col soffrire.



  • Quello che mi blocca è la paura nell’affrontare la quotidianità ed i problemi della vita tutti i giorni. La paura di non essere sufficientemente capita.




  • L’unica cosa che mi blocca potrebbe essere l’egoismo di pensare solo a me stesso. Spero che la cosa sia solo occasionale. E’ comunque un gran piacere pensare agli altri, soprattutto a coloro che non hanno “scelta”



  • La paura. Paura di amare, di essere ferita. Il mio scudo è la chiusura e l’aggressività.



  • La paura di non affrontare tutti gli ostacoli della vita..e la paura del “nulla” cioè che prima o poi finisca tutto e non ci sia più niente.



  • Il ricevere insegnamenti senza che ci sia aiuto, o possibilità, di cercare il perché, di sentire più punti di vista, di avere opinioni diverse, anche poco popolari. Mi blocca la mia insofferenza verso i “luoghi comuni”.



  • Spesso le mie paure, a volte le mie certezze.

  • Nella società odierna è difficile mantenere i principi un tempo imposti dal capo famiglia.



  • L’indifferenza per le tematiche a me più vicine, ovvero il sapersi e potersi esprimere nella consapevolezza di non ferire il prossimo solo perché la si pensa in maniera diversa. Ciò rende i popoli a me più lontani verso coloro che sono diversi da me.



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