La mobilità urbana Corso per Comandanti e Ufficiali della Polizia Municipale



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26.01.2018
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La mobilità urbana


Mobilità urbana

  • Fenomeno complesso

  • Misure differenziate (divieti, controlli, politiche di incentivazione e disincentivazione)

  • Impatto sulla comunità

  • Emergenza nazionale (Corte cost. 462/1992)



Definizione

  • Centro abitato: insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine

  • Insieme di edifici: raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada

  • Strada urbana: strada interna ad un centro abitato

  • Zona residenziale: zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni e dell'ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine



Delimitazione centro abitato

  • Deliberazione della Giunta comunale

  • Pubblicata all’albo pretorio per trenta giorni consecutivi; ad essa viene allegata idonea cartografia nella quale sono evidenziati i confini sulle strade di accesso



Centro abitato: art. 5, d.p.r. 495/1992

  • Ambito territoriale in cui è necessaria una particolare cautela nella guida, e sono imposte particolari norme di comportamento

  • Limiti territoriali di applicazione delle diverse norme

  • Aggiornamento periodico



Mobilità urbana - Obiettivi: art.1, d.lgs. 285/1992

  • Finalità:

  • razionale gestione della mobilità

  • protezione dell’ambiente (prevenzione degli inquinamenti e tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale)

  • risparmio energetico



Mobilità urbana – Prospetto generale

  • Strumenti pianificatori e programmatori

  • Misure puntuali (limitazioni temporanee o permanenti della circolazione)

  • Veicoli

  • Interventi di zonizzazione (ZTL, aree pedonali)

  • Parcheggi

  • Promozione sistemi di trasporto alternativo



Mobilità urbana - Pianificazione

  • Pianificazione della circolazione

  • Pianificazione “atmosferica”

  • Pianificazione “acustica”



Pianificazione circolazione – Piano urbano del traffico: art. 36, d.lgs. 285/1992

  • Obbligati:

      • Comuni > 30.000 abitanti
      • Comuni: particolare affluenza turistica, elevati fenomeni di pendolarismo, congestione della circolazione stradale (elenco)
  • Poteri sostitutivi



Pianificazione circolazione - Piano del traffico per la viabilità extraurbana: art. 36, d.lgs. 285/1992

  • Provincia, d’intesa con enti proprietari strade interessate



Pianificazione circolazione – Piano del traffico: art. 36, d.lgs. 285/1992

  • Finalità: miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, riduzione degli inquinamenti, risparmio energetico

  • Stabilire priorità e tempi di attuazione

  • Ricorso a sistemi tecnologici per la regolamentazione e il controllo circolazione e sosta

  • Aggiornamento biennale

  • Atto amministrativo generale (programmatorio)



Pianificazione circolazione – Coordinamento: art. 36, d.lgs. 285/1992

  • Direttive ministeriali

  • Obiettivi generali della programmazione economico-sociale e territoriale

  • Pianificazione urbanistica

  • Pianificazione dei trasporti (Piano generale dei trasporti e della logistica, d.p.r. 14 marzo 2001)



Pianificazione circolazione - Piano spostamenti: art. 3, d.m. 27 marzo 1998

  • Obbligati: imprese e enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese con complessivamente più di 800 addetti ubicate nei comuni “a rischio”

  • Contenuto: spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente, individuazione del responsabile della mobilità aziendale.

  • Finalità: riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico



Pianificazione circolazione - Piano spostamenti: art. 3, d.m. 27 marzo 1998

  • Il piano viene trasmesso al comune entro il 31 dicembre di ogni anno

  • Eventuale stipulazione di accordi di programma per l’applicazione del piano.

  • Aggiornamento periodico

  • Rapporto annuale: descrizione delle misure adottate ed i risultati raggiunti.

  • Le imprese e gli enti con singole unità locali con meno di 300 dipendenti possono individuare i responsabili della mobilità aziendale ed usufruire della struttura di supporto



Pianificazione circolazione - Piano urbano di mobilità: art. 22, l. 340/2000

  • Programmazione del sistema della mobilità:

  • interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico

  • infrastrutture stradali

  • parcheggi di interscambio

  • tecnologie

  • parco veicoli

  • governo della domanda di trasporto

  • sistemi di controllo e regolazione del traffico

  • informazione all’utenza

  • riorganizzazione della distribuzione delle merci



Pianificazione circolazione - Piano urbano di mobilità: art. 22, l. 340/2000

  • Finalità:

  • soddisfacimento fabbisogni di mobilità

  • abbattimento dei livelli di inquinamento

  • riduzione dei consumi energetici

  • sicurezza del trasporto e circolazione stradale

  • minimizzazione dell’uso individuale autovettura

  • moderazione del traffico

  • incremento della capacità di trasporto

  • aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi

  • riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane



Pianificazione circolazione - Piano urbano di mobilità: art. 22, l. 340/2000

  • Finanziamento statale

  • Regolamento (non emanato) relativo al procedimento di formazione e di approvazione dei PUM, ai requisiti minimi dei relativi contenuti, ai criteri di priorità nell’assegnazione dei contributi, modalità di erogazione, di controllo dei risultati



Pianificazione “atmosferica” – Piani d’azione regionali: art. 7, d.lgs. 351/1999

  • Valutazione della qualità dell’aria

  • Individuazione zone del proprio territorio nelle quali i livelli di uno o più inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme

  • Adozione di piani d’azione

  • Contenuto: misure da attuare nel breve periodo, es. misure di controllo e, se necessario, di sospensione delle attività, ivi compreso il traffico veicolare



Mobilità urbana – Pianificazione acustica: art. 7, l. 447/1995

  • Provvedimenti per la limitazione delle emissioni sonore:

          • piani dei trasporti urbani
          • piani urbani del traffico
          • pianificazione urbanistica


Mobilità urbana – Piano di risanamento acustico: art. 7, l. 447/1995

  • Competenza comunale (in caso di superamento dei valori di attenzione)

  • Coordinamento con PUT

  • Contenuto: tipologia del rumore nelle zone da risanare; individuazione dei soggetti, priorità, modalità, tempi; oneri finanziari; misure cautelari d’urgenza



Obblighi, divieti o limitazioni alla circolazione extraurbana: art. 6, d.lgs. 285/1992

  • Sospensioni temporanee

  • Strada (o tratto di essa) o determinati utenti

  • Finalità: sicurezza pubblica, sicurezza circolazione, tutela della salute, esigenze militari

  • Divieto circolazione veicoli adibiti al trasporto di cose

  • Competenza: Prefetto



Obblighi, divieti o limitazioni alla circolazione extraurbana: art. 6, d.lgs. 285/1992

  • Permanenti/temporanei

  • Strada (o tratto di essa) o determinati utenti

  • Circolazione o caratteristiche strutturali delle strade

  • Competenze:

      • per strade/autostrade statali: A.N.A.S.
      • per strade regionali: Presidente della giunta
      • per strade provinciali: Presidente della provincia;
      • per strade comunali: Sindaco


Mobilità extraurbana – Sospensioni temporanee: art. 6, d.lgs. 285/1992

  • Tempo strettamente necessario

  • Incolumità pubblica, tutela del patrimonio stradale, esigenze tecniche

  • Competenze:

      • per strade/autostrade statali: A.N.A.S.
      • per strade regionali: Presidente della giunta
      • per strade provinciali: Presidente della provincia;
      • per strade comunali: Sindaco


Mobilità urbana – Competenze comunali: art. 7, d.lgs.285/1992

  • Ordinanza del Sindaco:

        • limitazioni alla circolazione di alcune o tutte le categorie di veicoli (rispetto direttive ministeriali)
        • Finalità: prevenzione inquinamento e tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale
        • prescrivere orari e spazi carico/scarico
        • riservare strade servizio trasporto urbano


Mobilità urbana – Benzene aerodisperso: l. 413/1997

  • Limitazioni della circolazione (Sindaco): esigenze di prevenzione dell’inquinamento atmosferico, sulla base di criteri ambientali e sanitari

  • Dispositivi di recupero dei vapori di benzina nelle pompe di distribuzione



Limiti alla circolazione – Criteri ambientali e sanitari: d.m. 163/1999

  • Valutazione preliminare (d.m. 261/2002)

  • Valutazione aria ambiente (d.lgs. 351/1999)

  • Comuni appartenenti alle zone superamento ovvero rischio di superamento dei valori limite o delle soglie di allarme

  • Rinvio a piani regionali d’azione e piani di raggiungimento dei valori limite

  • Misura preventiva: divieto circolazione nei centri abitati per tutti gli autoveicoli che non abbiano effettuato il controllo annuale delle emissioni



Limiti alla circolazione – Criteri ambientali e sanitari: d.m. 163/1999

  • Emissioni di idrocarburi policiclici aromatici

  • Ambito applicativo:

        • Comuni individuati con d.m. (rinvio)
        • Comuni, con popolazione inferiore, per i quali la situazione meteoclimatica e l’entità delle emissioni facciano prevedere possibili superamenti
        • Comuni individuati dalle regioni nei piani di risanamento
  • Rinvio ai piani di risanamento



Misure inquinamento acustico: art. 9, l. 447/1995)

  • Eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell'ambiente

  • Competenza: Sindaco, Presidente della provincia, Presidente della giunta regionale, Prefetto, Ministro dell’ambiente, Presidente del Consiglio

  • Ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore (inclusa l’inibitoria parziale o totale di determinate attività)



Mobilità urbana – Bollino blu: dir.min. 7 luglio 1998

  • Sindaci dei comuni inseriti nelle zone a rischio di episodi acuti di inquinamento individuate dalle Regioni

  • Autoveicoli privi attestazione contenimento delle emissioni inquinanti (allegato d.m. 5 febbraio 1996)

  • Deroghe



Problematiche giuridiche provvedimenti di limitazione della circolazione

  • Libertà di circolazione (art. 16, Cost.)

  • Divieto di assoggettare i cittadini a prestazioni patrimoniali se non in base alle legge (art. 23, Cost.)

  • Libertà di impresa (art. 41, Cost.)



Libertà di circolazione (art. 16, Cost.)

  • Libertà di circolare utilizzando veicoli = un rilevante bisogno di vita

  • Il legislatore, per ragioni di pubblico interesse, può adottare misure che influiscono sul movimento della popolazione, purché i limiti siano ragionevoli (concretamente riscontrati e stabiliti in base alle differenti opzioni della realtà)

    • Riferimento: Corte Cost., sentenza 1 giugno 1998, n. 215 e sentenza 10 luglio 19965, n. 264


Motivazione e istruttoria

  • Istruttoria adeguata e completa (documentazione)

        • Non richiesta se limitazioni traffico veicolare conformi disposizioni PUT
  • Motivazione: non richiesta se i risultati dell’istruttoria rendono palesi



Adeguatezza e razionalità provvedimenti

  • Risultati istruttoria

  • Analisi situazione fatto

  • Legittimità soluzioni differenziati per zone “diverse”

  • Illegittimità soluzione unica per zone “uguali”

  • Requisiti necessità urgenza



Deroghe alle limitazioni della circolazione e della sosta: art. 7, comma 4, d.lgs. 285/1992

  • Accertate necessità

  • Speciali condizioni e cautele.

  • Permessi di sosta in deroga:

        • polizia
        • professione sanitaria,
        • persone con limitata o impedita capacità motoria (contrassegno speciale)


Limiti al potere di deroga

  • Meritevolezza, da valutare in relazione alle finalità perseguite con l’introduzione delle limitazioni

  • Ragionevolezza, relativamente alla scelta degli interessi, anche privati, da tutelare



Limiti al potere di deroga

  • Soggetti beneficiari devono essere in una posizione differenziata e qualificata legittimante la deroga

  • Soggetti p.a.: nesso sussistente tra la deroga e l’attinenza all’interesse della collettività dell’attività esercitata



Limiti al potere di deroga

  • Fissazione criteri di massima (trasparenza e imparzialità)

  • Accertamento in concreto esistenza particolari necessità

  • Deroga accordata nei limiti delle necessità accertate e subordinata a particolari condizioni e cautele



Casistica

  • Disabili

  • Personale sanitario (esecuzione interventi urgenti)

  • Titolari di attività economiche (in relazione agli autoveicoli)

  • Appartenenti a organi istituzionali – titolari di pubblica funzione (no personale addetto agli apparati burocratici serventi)



Divieto di circolazione per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico, CdS 637/1995

  • Salvaguardia degli interessi fondamentali dei cittadini, residenti nella zona o meno

  • Criteri di effettività e di economia dei mezzi:

        • Soddisfacimento degli interessi particolari tutelati della deroga
        • Adozione dei mezzi di controllo che causano meno aggravio e incomodo all’Amministrazione stessa e ai cittadini


Veicoli: art. 71, d.lgs 285/1992

  • Previsione caratteristiche generali costruttive e funzionali dei veicoli a motore e loro rimorchi

  • V. d.p.r. 495/1992

  • Omologazione del prototipo prima ingresso in circolazione

  • Finalità: sicurezza della circolazione, protezione dell'ambiente

  • Accertamenti



Veicoli: art. 79, d.lgs 285/1992

  • Obbligo di mantenere il veicolo in condizioni di massima efficienza

  • V. d.p.r. 495/1992

  • Prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi di equipaggiamento

  • Finalità: limitazione del rumore e delle emissioni inquinanti.



Revisione periodica: art. 80, d.lgs 285/1992

  • Finalità: garantire condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che i veicoli stessi non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti

  • Tempi, criteri e modalità revisione totale o parziale

  • Bollino blu



Emissioni prodotte da veicoli: d.m. 20 febbraio 2003

  • Valori limite alle emissioni inquinanti prodotte dai veicoli a motore a due o a tre ruote

  • Certificati di omologazione  verifica della funzionalità dei meccanismi antinquinamento



Inquinamento acustico prodotto dai veicoli: art. 6, l. 447/1995

  • Competenza: Comuni

  • Attività: rilevazione e il controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli



Mobilità urbana – Qualità benzina e diesel: d.lgs. 66/2005

  • Tenore massimo di zolfo, benzene, idrocarburi aromatici

  • Individuazione specifiche tecniche (allegati)

  • Previsione specifiche più severe (finalità di tutela della salute o dell’ambiente)

  • Sistema informativo sui combustibili commercializzati

  • Accertamenti



Risparmio carburante: d.p.r. 84/2003

  • Etichettatura relativa al consumo di carburante e emissioni CO2

  • Guida

  • Affissione presso il punto di vendita del manifesto o schermo di visualizzazione

  • Finalità: informazione consumatori



Interventi settoriali: art. 7, d.lgs.285/1992

  • Deliberazione della Giunta comunale:

        • delimitazione delle aree pedonali
        • delimitazione zone a traffico limitato (sicurezza, salute e patrimonio ambientale e culturale)
        • delimitazione zone di rilevanza urbanistica con particolari esigenze traffico
  • Pagamento somma ingresso ZTL



Zona a traffico limitato: art. 3, d.lgs. 285/1992

  • Area in cui l’accesso e la circolazione veicolare sono limitati ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti e di veicoli

  • Centri storici

  • Parcheggi (v. dopo)



Aree pedonali, art. 3, d.lgs. 285/1992

  • Zona interdetta alla circolazione dei veicoli (zone a emissioni 0)

  • Deroghe:

        • veicoli in servizio di emergenza
        • velocipedi e i veicoli al servizio di disabili
        • veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi
  • Ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali (previa segnalazione)



Giurisprudenza ZTL

  • Discrezionalità della p.a. nel definire l’estensione zona, durata oraria, esclusione categorie determinate di utenti e veicoli

  • Obbligo esposizione contrassegno (rapido controllo legittimità sosta)

  • Deroghe (es. emergenze sanitarie medici/ostetriche – no chi svolge attività lavorative nel centro storico)



Parcheggi

  • Creare parcheggi (per i residenti)

  • Evitare un uso “improprio” della sede stradale

          • dissuasori di sosta
  • Disincentivare l’uso dell’autovettura per gli spostamenti e la circolazione all’interno dei centri abitati



Centri abitati – Competenze comunali: art. 7, d.lgs.285/1992

  • Ordinanza del Sindaco: individuazione aree autorizzate a parcheggio; riserva parcheggi residenti (es. ZTL, zone di rilevanza urbanistica )

  • Deliberazione della Giunta: individuazione aree destinate al parcheggio a pagamento (anche in mancanza servizio custodia)



Programma urbano dei parcheggi: artt. 3 e 4, l. 122/1989

  • Obbligati: Comuni individuati dalla Regioni

  • Contenuto: localizzazioni e dimensioni parcheggi, priorità di intervento e tempi di attuazione, disciplina della circolazione e dello stazionamento

  • Obiettivi: decongestionamento dei centri urbani, creazione di parcheggi (interscambio)

  • Variante piani urbanistici

  • Accesso a forme di finanziamento



Parcheggi pertinenziali: art. 9, l. 122/1989

  • Realizzazione di parcheggi:

        • nel sottosuolo degli immobili ovvero nei locali siti al piano terreno, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi
        • nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne (es. cortili), purchè non in contrasto con i piani urbani del traffico, tenuto conto dell'uso della superficie sovrastante e compatibilmente con la tutela dei corpi idrici
  • Rispetto vincoli paesaggistici ambientali

  • Denuncia di inizio attività



Parcheggi pertinenziali: art. 9, l. 122/1989

  • I comuni possono prevedere, nell’ambito del programma urbano dei parcheggi, la realizzazione di parcheggi da destinare a pertinenza di immobili privati su aree comunali o nel sottosuolo delle stesse



Priorità nella realizzazione parcheggi: d.m. 41/1990

  • Parcheggi di interscambio; finalità: ridurre l’afflusso dei veicoli privati nei centri urbani e nei loro centri storici

  • Parcheggi situati al di fuori dei centri storici e finalizzati a favorire la fluidità del traffico veicolare sulla principale viabilità cittadina

  • Parcheggi finalizzati ad agevolare la fruizione di aree pedonali urbane o di ZTL, ovvero di aree o zone alle stesse assimilabili mediante la sosta dei veicoli privati per periodi di tempo limitati



Accertamento infrazioni: art. 17, comma 132 l. 127/1997

  • Violazioni in materia di sosta

  • Dipendenti comunali

  • Dipendenti delle società di gestione dei parcheggi (limitatamente alle aree oggetto di concessione)

  • Provvedimento del Sindaco

  • La procedura sanzionatoria amministrativa e l’organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti



Accertamento infrazioni: art. 17, commi 132 e 133 l. 127/1997

  • Violazioni in materia di sosta

  • Violazione in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico

  • Personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone



Promozione altre forme di trasporto

  • Servizio pubblico trasporto urbano

  • Uso collettivo autovettura

  • Bicicletta



Servizio trasporto urbano pubblico

  • Efficiente e competivo

  • Interventi sulla viabilità (es. previsione corsie ad hoc)

  • Erogazioni rinnovo parco autoveicoli

  • Previsione di parcheggi scambiatori



Incentivi economici: art. 4 d.m. 27 marzo 1998

  • Progetti: uso collettivo ottimale delle autovetture, promozione car sharing

  • Autoveicoli elettrici, ibridi, con alimentazioni a gas naturale o GPL dotati di dispositivo per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, o immatricolati alla luce della più recente normativa comunitaria



Car sharing: d.dirig. 20 dicembre 2000

  • Definizione: un sistema di servizio di mobilità in cui le autovetture sono destinate ad essere utilizzate da più persone dietro pagamento di una quota proporzionale al tempo d’uso e ai chilometri percorsi (forma di multi proprietà)

  • Obiettivo specifico: realizzazione di un sistema coordinato ed integrato di servizi locali di car sharing

  • Obiettivo finale: riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico urbano



Incentivazioni sistema di trasporto rapido di massa: l. 211/1992

  • Obiettivo specifico: sviluppo del trasporto pubblico di massa nelle aree urbane

  • Obiettivo finale: miglioramento della mobilità e delle condizioni ambientali

  • Destinatari: Città metropolitane, nonché Comuni “individuati”

  • Oggetto: sistemi di trasporto a guida vincolata in sede propria, tramvie, sistemi di trasporto con trazione a fune, ascensori e tapis roulant



Incentivazione statale, art. 6, d.m. 23 marzo 1998

  • Veicoli elettrici, a gas naturale o a GPL, o con carburanti alternativi con pari livello di emissioni

  • Veicoli elettrici

  • Servizi di taxi collettivo



Promozione uso bicicletta /pedonale: art. 1, l. 208/1991

  • Fondo per il finanziamento degli investimenti diretti alla realizzazione di itinerari ciclabili o pedonali

  • Contributi



Promozione uso bicicletta /pedonale: art. 2, l. 208/1991

  • Beneficiari:

        • Comuni capoluoghi di provincia
        • Comuni individuati tenendo conto delle caratteristiche orografiche del territorio comunale, delle condizioni ambientali e del traffico urbano, del patrimonio artistico, della vocazione turistica e termale, della presenza di istituzioni universitarie o scolastiche a carattere comprensoriale


Programma di sviluppo: art. 2, l. 208/1991

  • Oggetto: realizzazione, l’ampliamento, la ristrutturazione ed il completamento di itinerari ciclabili o pedonali, comunali o intercomunali

  • Priorità: decongestionamento dei centri storici dal traffico veicolare a motore e l’interscambio con i sistemi di trasporto collettivo

  • Contenuto (inter alia): descrizione degli itinerari, localizzazione, tracciato planialtimetrico



Priorità nella concessione dei contributi: d.m. 467/1992

  • Itinerari finalizzati al decongestionamento dei centri urbani o dei centri storici, mediante la riduzione dell’afflusso in tali aree di veicoli privati a motore

  • Itinerari mirati a favorire la fluidità del traffico veicolare sulla principale viabilità urbana, che consentano il collegamento con poli di servizi collettivi ad alto utilizzo (es. scuole, uffici, ospedali)

  • Itinerari finalizzati ad agevolare la fruizione di aree pedonali



Utilizzazione strumenti tecnologici: art. 36, d.lgs. 285/1992

  • Piano urbano del traffico

  • Ricorso a sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e controllo del traffico, nonché di verifica del rallentamento della velocità e di dissuasione della sosta

  • Modifiche ai flussi della circolazione stradale



Problematiche



Contestazione non immediata

  • Veicolo lanciato a eccessiva velocità

  • Attraversamento incrocio con semaforo luce rossa

  • Sorpasso in curva

  • Funzionario o agente a bordo di un mezzo di pubblico trasporto

  • Apparecchi di rilevamento che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o comunque nella impossibilità di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari

  • Assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo

  • Elenco esemplificativo



Utilizzo autovelox: Cass.civ. 944/2005

  • Legittima la contestazione non immediata della rilevata violazione dei limiti di velocità anche quando sia utilizzata un’apparecchiatura “autovelox” che consenta l’accertamento della violazione al momento del transito del veicolo e, ancorché sia stato previsto l’impiego di una seconda pattuglia, questa non sia in grado di procedere alla contestazione immediata perché impegnata in altra contestazione



Autovelox e “seconda pattuglia”: Cass. civ. 2494/2001

  • Astratta possibilità predisposizione seconda pattuglia

  • Modalità organizzative del servizio di rilevamento da parte della p.a. in termini di impiego di uomini e mezzi

  • Scelta insidacabile da parte del giudice di merito



Sistemi tecnologici e verbale di accertamento: Cass. civ. 3836/2001

  • Rilevazione dell’illecito solo in tempo successivo ovvero dopo che il veicolo sia già a distanza dal posto di accertamento → l’indicazione a verbale dell’utilizzazione di apparecchi di tali caratteristiche esenta dalla necessità di ulteriori precisazioni circa la contestazione immediata

  • Rilevazione prima del transito, però impossibilità (per altre cause) contestazione immediata → indicare a verbale le ragioni



Sistemi tecnologici e verbale di accertamento: Cass. civ. 3017/2004

  • Rilevazione dell’illecito prima del transito → contestazione immediata, purché dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilità di personale dell’amministrazione



Compilazione verbale di accertamento: Cass. civ. 12105/2001

  • Nozione di “agente accertatore”: qualsiasi soggetto che faccia parte dell'organo, e sia abilitato, in siffatta qualità, a compiere gli accertamenti di competenza dell'organo stesso, senza distinzione tra componenti dell'organo che abbiano assistito all'infrazione, e componenti che non vi abbiano assistito





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