La nozione di titoli di credito comprende una serie variegata di documenti, quali ad esempio la cambiale, l’assegno, le azioni e le obbligazioni



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DIRITTO


I TITOLI DI CREDITO

La nozione di titoli di credito comprende una serie variegata di documenti, quali ad esempio la cambiale, l’assegno, le azioni e le obbligazioni.

Il titolo di credito è lo strumento volto a favorire la mobilizzazione dei diritti di credito, tutelando l’acquirente contro i rischi insiti nel ricorso allo strumento generale della cessione di cui agli artt. 1262 e ss., originato dal principio proprio secondo il quale l’acquirente non può acquisire posizione diversa da quella del suo dante causa. Questo implica che:


  1. Che se l’alienante non è titolare del credito ceduto, o lo stesso non è sorto o è stato già oggetto d’una precedente cessione opponibili, allora nessun effetto acquisitivo si produce per il cessionario.

  2. Al cessionario risultano opponibili tutte le eccezioni opponibili al cedente, salvo la comprensione della cessione accettata senza riserve.

Ai rischi esposti si aggiungono anche oneri di tipo formale:

  1. Il Concessionario deve dare prova della cessione

  2. Egli deve sottostare all’onere della tempestiva comunicazione al debitore dell’avvenuta cessione per evitare un pagamento deliberatorio al cedente.

L’eliminazione di questi inconvenienti è data dall’estensione alla circolazione dei crediti della disciplina, tipica della circolazione dei beni mobili, che garantisce all’acquirente in buona fede l’acquisto della titolarità del bene pur in difetto della stessa. Questo è dovuto alla nascita del credito cartolare, che origina da una dichiarazione unilaterale con la quale chi è gravato dell’obbligazione nei confronti di un altro soggetto, in base ad un rapporto tipico, ne trasfonde i termini essenziali in un documento, con il quale s’impegna ad eseguire la prestazione stabilita, a favore del possessore del titolo.

Per effetto dell’incorporazione, il credito cartolare presenta le seguenti caratteristiche:



  • Letteralità: le risultanze del documento segnano i limiti della pretesa azionabile dal portatore. Le eccezioni opponibili sono fondate sul contesto letterale. La letteralità può essere:

    • Diretta quando il documento contiene tutti gli elementi utili ad individuare il contenuto della pretesa

    • Indiretta quando il documento rimanda, implicitamente o esplicitamente, ad altri documenti

  • Autonomia: indipendenza della posizione di ciascun portatore del titolo da quella del portatore precedente, sia per la titolarità del diritto che per il contenuto di esso. L’autonomia implica l’inopponibilità al possessore delle eccezioni fondate sui rapporti tra debitore e portatore precedente, questo trova spiegazione sulla particolare modalità di acquisto a titolo originario.

Alla disciplina generale di tali titoli si affianca una disciplina speciale. La disciplina generale oltre ad integrare le norme del codice e delle leggi speciali riservate a particolari figure di titoli di credito tipiche, offre anche una disciplina minima alle figure create dall’autonomia privata.
Nel nostro ordinamento prevale il principio della libertà di emissione dei titoli di credito.

Titoli di credito: rapporto cartolare e rapporto fondamentale

Al debitore fanno capo due rapporti obbligatori:



  • Fondamentale: derivante dalla relazione tipica fra debitore e primo prenditore

  • Cartolare: scaturisce dal rilascio del titolo, differenziato dal primo per la sua fonte (sottoscrizione documento), per il suo contenuto (“lettera” del documento) e per l’individuazione del creditore.

Il collegamento fra rapporto fondamentale e cartolare sta nel c.d. contratto di rilascio, cioè l’accordo tra debitore e creditore con il quale si conviene la sottoscrizione e la consegna del titolo; i due rapporti coincidono solo in capo al primo prenditore, mentre successivamente divergono in quanto il trasferimento del titolo non comporta il trasferimento del credito causale. Ciò implica che l’obbligazione cartolare si presenta come astratta nei confronti del terzo portatore.
Per evitare il doppio pagamento, l’esercizio dell’azione causale è subordinato alla restituzione del documento. A seconda che dalla lettera del documento sia individuabile o meno il rapporto fondamentale, i titoli di credito si dividono in:

  • Causali, fanno capo alla disciplina legale del rapporto fondamentale

  • Astratti disciplina sua propria ed autosufficiente

La legittimazione cartolare

Accanto alla titolarità del credito cartolare, riconosciuta al proprietario del documento, la legge attribuisce al possessore del documento la legittimazione attiva (art 1992) che gli riconosce il diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo; purché legittimato nelle forme previste dalla legge (titoli al portatore, titoli all’ordine e titoli nominativi).

Alla legittimazione attiva si contrappone la legittimazione passiva in quanto il debitore cartolare, a meno che non via sia dolo o colpa grave, è liberato se adempie alle prestazioni nelle mani del portatore, anche se questi non è titolare del diritto.

La legittimazione è un mezzo tecnico per facilitare l’esercizio del diritto cartolare; il possesso del titolo è condizione necessaria e sufficiente affinché il diritto cartolare venga esercitato.


I titoli possono essere distinti in titoli a legittimazione:

  • Nominale l’esercizio del diritto cartolare è attribuito ad un soggetto individuato in base al documento.

  • Reale esercizio del diritto cartolare spetta a chiunque si trovi in possesso del titolo.

La possibilità di pretendere la prestazione, in base al possesso del titolo è propria anche di altri documenti diversi dai titoli di credito: si tratta di documenti di legittimazione che servono, ad individuare l’avente diritto alla prestazione (es. biglietto del cinema) e per i c.d. titoli impropri, a consentire il trasferimento del diritto senza l’osservanza delle forme proprie della cessione. I documenti di legittimazione sono emessi in connessione a contrattazioni che hanno carattere di massa (spettacoli pubblici, trasporti) in cui l’intervallo tra emissione e conclusione del contratto rende necessario ricorrere ad un mezzo convenzionale per l’individuazione del creditore. Tali documenti si differenziano dai titoli di credito per l’assenza dell’incorporazione, in quanto il diritto alla prestazione trova fonte e disciplina nel contratto originario e non nella proprietà del documento, che ha la sola funzione di riconoscimento del contraente. I titoli impropri condividono con i titoli di credito la funzione di agevolare la circolazione dei crediti.

L’esercizio del diritto cartolare: le eccezioni reali e le eccezioni personali



Eccezioni reali - Sono elencate in modo tassativo nell’art.1993 c1 e sono caratterizzate dal fatto di essere opponibili a qualsiasi portatore, esse sono:

  • Eccezioni di forma: limitazioni che l’ordinamento pone all’autonomia privata, imponendo che la dichiarazione cartolare debba avere un contenuto determinato, pena l’inefficacia del titolo.

  • Fondate sul contesto letterale del titolo: non si basa solo sull’ipotesi di divario tra contesto attuale del titolo e le pretese del portatore, ma soprattutto sull’ipotesi di divario tra le pretese del portatore ed il contesto originario del titolo al momento del rilascio al primo prenditore? alterazione del titolo

  • Falsità di firma: non riferibilità psicologica della sottoscrizione a colui il cui nome appare sul titolo; rientrano in questa categoria le ipotesi in cui pur non vi è contraffazione materiale della firma (omonimia), ma ne restano escluse le ipotesi di falso materia attuato in conformità della volontà del soggetto (imitazione firma altrui)

  • Difetto di capacità: è esteso a tutte le ipotesi d’esclusione o limitazione della capacità legale, con riferimento all’obbligazione cartolare; questa non si riferisce ad incapacità naturale, poiché non conoscibile dai pubblici registri.

  • Difetto di rappresentanza: si sostanzia in un rinvio alla disciplina dell’agire in nome e per conto altrui dell’artt. 1392 ss. c.c., può essere sanata con l’eventuale ratifica, da parte del soggetto il cui nome appare speso nel contesto del titolo. Questa disciplina generale va coordinata con le particolari caratteristiche del titolo di credito. Es. l’eccesso di potere sarà eccepibile solo se rilevabile in base al raffronto tra i termine della procura ed il contesto del titolo.

Sia il difetto di capacità sia quello di rappresentanza rilevano in quanto esistenti al momento dell’emissione del titolo, anche se sottoscritto in precedenza, costituendo in questo momento l’ultimo in cui il sottoscrittore può revocare l’impegno cartolare distruggendo il titolo, o cmq non mettendolo in circolazione.

  • Mancanza delle condizioni necessarie per esercizio dell’azione: sono tutte le ipotesi in cui la legge, o l’autonomia privata, condizionino, mediante apposita indicazione sul titolo, l’esercizio del diritto cartolare; es. disponibilità del portatore alla contestuale restituzione del titolo.

Eccezioni personali - Sono eccezioni opponibili solo ad un determinato portatore (art. 1993 eccezioni opponibili). Si ritiene che la categoria si suddivida in due sub categorie che sono:

  • Eccezioni fondate su un rapporto personale con il debitore: si ricollegano a tutti quei rapporti intercorsi con un determinato portatore che siano idonei ad incidere negativamente sulla pretesa cartolare (dilazione del termine, compensazione ecc.). In genere tali eccezioni sono opponibili al portatore con il quale è intercorso il rapporto personale che ne costituisce il fondamento; esse si propagano al portatore successivo se questo ha agito intenzionalmente a danno del debitore al momento dell’acquisto del titolo.

  • Ciò che è importante non è la semplice conoscenza dell’esistenza delle eccezioni, bensì il dolo cioè la collusione con il portatore precedente.

  • Eccezioni personali in senso stretto la quale si riduce all’eccezione di difetto di titolarità, il debitore rifiuta il pagamento, perché il possessore legittimo non ha la proprietà del titolo, e quindi non ha la titolarità del credito; ciò può dipendere da:

    • Essere entrati in possesso del titolo senza un contratto di rilascio o di trasmissione (in base ad un contratto nullo o annullato)

    • Dal difetto di proprietà del precedente possessore, salva la buona fede del portatore attuale acquirente a non dominio.

Formazione dei titoli di credito

Il titolo di credito nasce con la sottoscrizione autografa del documento, ma non necessariamente leggibile, essendo sufficiente un segno grafico che consenta di risalire al sottoscrittore.



  • Titolo bianco: quando, già sottoscritto il titolo, la sua stesura totale/completamento spetta al portatore.

  • Accordo di riempimento: è quell’accordo tra sottoscrittore e primo prenditore in cui sono contenuti i termini di redazione del testo.

  • Titolo incompleto: ad esso è applicata la medesima disciplina dei casi precedenti, è quel titolo sottoscritto ma ancora privo di degli estremi atti ad individuare l’obbligazione cartolare

  • In caso di incapacità legale, totale o parziale, la sottoscrizione del titolo a cura del legale rappresentante dovrà avvenire facendo risultare dallo stesso tale qualità così da evitare la responsabilità derivante da una firma in proprio.

  • La sottoscrizione tramite rappresentante dovrà avvenire attraverso la spendita del nome del rappresentato, la quale deve in ogni caso risultare dal testo cartolare

  • Titoli individuali: sottoscrizione del titolo di credito connessa ad un’operazione intervenuta con uno o più soggetti determinati, es. cambiale.

  • Titoli di massa: sottoscrizione del titolo di credito connessa ad un’operazione intervenuta con la massa del pubblico di risparmiatori, es. azioni ed obbligazioni.

L’art. 1993 detta i requisiti necessari per la valida formazione del titolo, e sono:

  • Riferibilità psicologica della sottoscrizione, la cui mancanza implica la nullità dell’obbligazione cartolare

  • La capacità legale del sottoscrittore al momento dell’emissione, in assenza della quale si ha l’annullabilità, salvo convalida risultante dal testo del documento.

  • L’esistenza di un conforme potere di rappresentanza al momento dell’emissione nel caso di sottoscrizione in nome altrui, la cui mancanza da luogo all’inefficacia dell’obbligazione, sanabile tramite ratifica

  • La desumibilità del contesto originario del documento contenuto nell’obbligazione cartolare, la cui mancanza determina l’inesistenza di quest’ultima.

  • La possibilità, determinatezza o determinabilità e liceità della prestazione, la cui mancanza da luogo a nullità

  • L’uso d’espressione o indicazioni determinate nel caso di titoli formali la cui omissione comporta la nullità.

La struttura del diritto cartolare; titoli semplici e complessi. Diritto principale e diritti accessori

  • Titoli semplici: struttura semplice, soddisfazione unico interesse -->> possibile adempiere uno actu con restituzione del documento (cambiale).

  • Titoli complessi: struttura complessa con pluralità di pretese; è possibile la restituzione del titolo solo se sono state soddisfatte tutte le pretese.

  • Sono diversi dai titoli caratterizzati da pretesa principale e pretese accessorie -->> ad essi sono annesse le cedole al cui distacco e consegna al debitore è subordinato il loro esercizio; con finalità di facilitare l’esercizio e negoziazione delle singole pretese inerenti al titolo complesso e alle prestazioni accessorie.

Circolazione del titolo di credito

Il titolo di credito comincia a circolare con l’emissione. La circolazione può essere:



  • Volontaria: se fondata su un valido contratto di rilascio che comporta l’acquisto sia della proprietà, nonché della titolarità, sia del possesso del titolo e quindi della legittimazione.

  • Involontaria: quando manca il contratto di rilascio, ed in tal caso si avrà solo l’acquisto del possesso e quindi della sola legittimazione. La scissione che esiste fra proprietà del titolo (che rimane al vecchio portatore) e possesso qualificato (quindi legittimazione cartolare) può essere sanato, a norma dell’art.1194 – effetti del possesso in buona fede - chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità alle norme che ne disciplinano la circolazione, non è soggetto a rivendicazione.

Anche la circolazione successiva può assumere gli stessi aspetti, a seconda che il passaggio del possesso sia accompagnato o meno da un valido contratto di trasmissione, si parlerà di circolazione volontaria o involontaria.

Il fatto che il diritto cartolare circoli secondo i principi dell’acquisto a titolo originario, con conseguente insensibilità della posizione del portatore alle eccezioni personali dei precedenti, non esclude che questo diritto possa formare oggetto di una trasferimento a titolo derivato. Questo tipo di circolazione è detta impropria e si verifica solo:



  • nell’ipotesi in cui le parti dichiarino espressamente di volere questo fatto

  • nel caso in cui la legge dichiari espressamente il trasferimento del titolo soggetto alle regole della cessione.

Tuttavia, poiché la cessione ordinaria deve avvenire accompagnata dalla consegna del documento probatorio, la circolazione impropria non si potrà mai avere per i titoli al portatore e per i titoli all’ordine girati in bianco.

Tipi di titolo di credito

Vi sono tre tipi di titolo di credito:


  1. titoli al portatore;

  2. titoli all’ordine;

  3. titoli nominativi.

La scelta di un tipo piuttosto che un altro, può essere modificata attraverso l’istituto di conversione del titolo che consente di modificare la legge di circolazione fissata; da notare che tale modifica non può avvenire unilateralmente dal portatore ma solo, su sua richiesta, dall’emittente.

Titoli al portatore

Per qualificare un titolo come al portatore è sufficiente, ma non necessaria, la mancanza di un’indicazione nominativa; infatti, anche dove il titolo porti una intestazione, esso resta al portatore se vi è apposita clausola pagabile al portatore.

La legittimazione si ha con la semplice detenzione del titolo di credito. Per il trasferimento della titolarità e sufficiente la consegna pura e semplice. Sono titoli di credito al portatore i titoli emessi in serie, ad esempio le obbligazioni di società.

La libertà riconosciuta per l’emissione di titoli atipici trova un limite, all’autonomia privata, nell’art. 2004 che sancisce il divieto di emettere titoli atipici al portatore aventi ad oggetto il pagamento in denaro, pena la nullità. -->> Ratio serve ad evitare la formazione di documenti suscettibili di fare concorrenza alla moneta legale. Vi sono due interpretazioni:


  • Estensiva, include quei documenti che svolgono di fatto una funzione generalizzata, uguale alla moneta (buono acquisto)

  • Restrittiva, esclude dalla ratio, l’ipotesi in cui il pagamento in il pagamento in denaro non sia l’oggetto esclusivo della promessa.

Titoli all’ordine

Titolo all’ordine è quel titolo che arreca, all’atto dell’emissione l’intestazione ad una persona determinata, integrando una forma di legittimazione nominale, in quanto la pretesa della prestazione è subordinata all’accertamento della riferibilità.

L’indicazione nominativa del destinatario della prestazione può variare durante il tempo, questo attraverso una apposito meccanismo che è quello della girata, con il quale si trasferiscono tutti i diritti inerenti al titolo. La girata deve essere totalitaria ed incondizionata, può essere effettuata anche tramite rappresentante essendo sufficiente la spendita del nome. Salvo diversa pattuizione la girata non comporta nessun tipo di responsabilità cartolare del giratario per eventuale mancato pagamento.

La girata può essere fatta: in pieno, quando contiene il nome del giratario o in bianco quando viene apposta solamente la firma del girante; in tal caso la legge (art.2011 c2) offre al portatore 4 possibilità:



  1. riempire la girata con il proprio nome

  2. riempire la girata con il nome di un altro soggetto cui trasferisce il titolo

  3. apporre una successiva girata, in pieno o in bianco

  4. limitarsi alla semplice consegna del titolo al terzo, in modo tale che il titolo girato in bianco, circoli manualmente, questo infatti non comporta l’uscita del titolo dalla categoria dei titoli all’ordine, infatti è sempre possibile riprendere la circolazione documentata.

Sebbene la legge non dia una definizione precisa, la girata deve ritenersi inserita in una serie continua.

Accanto alla girata in pieno ed in bianco vi sono due forme di girate speciali:



  1. girata per incasso o per procura attribuisce al giratario la legittimazione attiva come mero mandato ad incassare in nome e per conto del portatore ? il giratario potrà attribuire ad altri una legittimazione derivata cioè girare il titolo solo per l’incasso. A lui sono opponibili eccezioni personali al girante e non quelle fondate sui rapporti personali con il debitore.

  2. girata a titolo di pegno attribuisce legittimazione ad incassare in via primaria, in autonomia rispetto ai rapporti tra debitore e girante. Condivide con la precedente una forma di limite alla disposizione del titolo da parte del giratario.

Dobbiamo, infine, considerare anche:

  • la girata simulata: si configura nel momento in cui si verifica una contraddizione fra posizione apparentemente attribuita al giratario sotto il profilo della legittimazione e quella attribuita sotto il profilo della titolarità in base al rapporto sottostante intercorso fra girante e giratario.

  • la girata fiduciaria: presenza di particolari patti, fra girante e giratario, che limitano in vario modo il diritto del giratario d’incamerare l’oggetto della prestazione riscossa, obbligandolo a trasferirlo al girante.

Sono titoli all’ordine la cambiale e l’assegno.

Titoli nominativi

Sono titoli a legittimazione nominale la cui intestazione risulta sia dal titolo sia da un registro tenuto dal debitore. Questo implica che il trasferimento del titolo, comportando la modifica di tale registro, richiede collaborazione del debitore a cui la legge affida l’obbligo d’iscrizione del nuovo portatore.

La variazione dell’intestazione nominativa è denominata transfer e può essere richiesta sia dall’alienante sia dall’acquirente ma a diverse condizioni a seconda che la richiesta sia fatta da:



  • alienante: deve essere accompagnata da una certificazione rilasciata dal notaio o da un agente di cambio, che accerti l’identità del richiedente e la sua capacità di disporre.

  • acquirente: deve essere accompagnata dall’esibizione, oltre che del titolo, di un atto autentico dal quale risulti il suo trasferimento da parte del precedente intestatario.

La titolarità e la legittimazione si possono conseguire in tre modi:

  • mediante annotazione da parte dell’emittente del nome dell’acquirente del titolo, sul titolo stesso e nel registro dell’emittente;

  • mediante rilascio da parte dell’emittente di un nuovo titolo intestato all’acquirente e successiva annotazione del rilascio nel registro;

  • il titolo viene trasferito mediante girata autenticata. Il giratario del titolo che si dimostri possessore in base ad una serie continua di girate, ha poi diritto di ottenere l’annotazione del trasferimento nel registro dell’emittente.

Sono titoli nominativi le azioni di società.

Il deterioramento dei titoli di credito

L’applicazione rigorosa del principio di letteralità fa sorgere il problema della tutela del portatore nel caso in cui, per varie cause, il titolo si deteriori. In tale caso l’art. 1005 c.c, stabilisce che il possessore ha diritto di ottenere dall’emittente un titolo equivalente contro restituzione del primo o rimborso spese.

Tale fattispecie si realizza solo quando il titolo consente ancora l’individuazione dell’impegno cartolare, ma vi sia il rischio che il processo di deterioramento si aggravi. Nel caso in cui questa individuazione non sia più possibile, si parlerà di distruzione materiale con conseguente diversa disciplina.

Titoli al portatore

In caso di:



  • Sottrazione, smarrimento o distruzione involontaria, il legislatore tenta di comporre il conflitto tra l’interesse del portatore, a non vedere pregiudicata la possibilità di riscuotere la prestazione, il terzo in buona fede, a cui il titolo sottratto o smarrito sia pervenuto attraverso un regolare trasferimento, ed il debitore a non vedersi costretto ad un doppio pagamento. Tale disciplina riconosce all’ex portatore la sola possibilità, decorsa la prescrizione, e quindi rischio di richiesta da parte di eventuale terzo acquirente in buona fede, di ottenere la prestazione.

  • Comprovata distruzione del titolo al portatore: l’art.2007 consente all’ex possessore di ottenere a sue spese, dietro dimostrazione del precedente possesso, dal debitore un duplicato del titolo equivalente. Laddove il titolo presunto distrutto, risulti in circolazione prevarrà il diritto acquistato sullo stesso da un terzo in buona fede.

Titoli all’ordine e nominativi

Per i titoli a legittimazione nominale i problemi relativi a smarrimento o sottrazione del titolo sono risolti mediante il ricorso ad una procedura detta d’ammortamento, la quale è prevista per: smarrimento, sottrazione e distruzione senza differenza fra certa o presunta. Tale procedura riceve una dettagliata disciplina per i titoli all’ordine, la quale è interamente richiamata per quelli nominativi.

La procedura d’ammortamento che presuppone la potenziale circolazione del titolo si svolge in due fasi:


  1. Essenziale, non vi è contraddittore, serve a ridare al possessore, attraverso provvedimento giudiziale che toglie valore al titolo in circolazione, la possibilità di riscuotere il credito cartolare. Questa fase si apre con due atti provenienti dal possessore:

    1. La denuncia al debitore

    2. Ricorso all’autorità giudiziaria indirizzata al presidente del tribunale del luogo dove il titolo è pagabile, e contenente i dati essenziali del titolo, o quelli necessari ad identificarlo se in bianco.

A seguito dell’accertamento il presidente del tribunale emana un decreto detto d’ammortamento, il quale toglie valore al titolo in circolazione e autorizza il pagamento se entro 30gg dalla data di pubblicazione sulla G.U. non venga fatta contro di esso opposizione da parte del terzo detentore.

  1. Eventuale che ha come contraddittore il terzo detentore che si oppone al provvedimento giudiziario, il quale pena l’improcedibilità del processo deve depositare il titolo in cancelleria.

Se il presidente del tribunale respingerà l’opposizione, allora il titolo tornerà di proprietà del possessore, altrimenti esso rimarrà nelle mani del terzo detentore. Il procedimento avviene, o per accertamento dell’avvenuto acquisto in buona fede del detentore, o per nullità, di merito o dei presupposti procedurali, della procedura d’ammortamento.
Se invece il termine di 30gg. decorre normalmente, il decreto d’ammortamento diviene definitivo e costituisce titolo sostitutivo della perduta legittimazione cartolare, ed in base al quale l’ammortante può o ricevere il pagamento, se il titolo è scaduto, oppure esigere un duplicato.

Gestione accentrata dei titoli di massa

Per far fronte agli inconvenienti che la connessione tra credito e documento determina nella circolazione dei titoli di massa, è nata l’esigenza di sostituire ai tradizionali metodi di trasferimento del titolo una serie di operazioni contabili di giro. A tal fine si impone la sostituzione della posizione possessoria del portatore su species individuate di titoli, con una posizione contabili su una semplice quantità numerica di titoli di un certo genus, e l’accentramento di tutto il materiale nelle mani di un unico soggetto in grado di amministrarli e di operare i trasferimenti non materiali con apposite registrazioni in accredito ed in addebito.

Per risolvere questo problema il legislatore è intervenuto prima con la Legge 16/6/86 n.289 attribuendo alla Monte titoli S.p.A. l’esclusività della gestione centralizzata dei titoli di massa, e poi con l’emanazione del T.U.I.F. contenuto nel D.lgs. 21/2/1998 n°58, che disciplina tra l’altro, la gestione accentrata degli strumenti finanziari, riservata a S.p.a anche no profit aventi come oggetto esclusivo tale attività, ma operanti in regime di concorrenza.

Gli strumenti finanziari ammessi al sistema della gestione accentrata sono:



  1. le azioni e gli altri titoli rappresentativi del capitale di rischio negoziabili sul mercato dei capitali

  2. le obbligazioni e gli altri titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali

  3. i titoli normalmente negoziati sul mercato monetario

  4. qualsiasi altro titolo normalmente negoziato che permette di acquisire gli strumenti indicati nelle precedenti lettere e i titoli di Stato.

Se tali strumenti finanziari sono rappresentati dai titoli di credito, i soggetti abilitati ad entrare nel sistema di gestione accentrata dei titoli, hanno la facoltà di sub depositare i titoli loro affidati presso il gestore accentrato, previo consenso scritto del cliente. Ciò implica che tale sub deposito rompe ogni rapporto tra cliente e specie fisiche da lui affidate in custodia, in quanto la gestione accentrata può restituire non gli stessi titoli, ma altrettanti della stessa specie; il gestore accentrato non né acquisisce la proprietà.

L’emissione di titoli a legittimazione nominale nel sistema di gestione accentrata, avviene mediante l’apposizione di una speciale girata, con conseguente annotazione nel registro dell’emittente.


Presso la società di gestione accentrata, sono accesi conti a nome dei singoli depositanti, nei quali sono totalizzati i titoli delle stesse specie, essi vengono trasferiti attraverso apposito ordine del cliente, che poi il depositario trasmette al gestore accentrato, il quale eseguirà la scritturazione in addebito nel conto del depositario dell’elemento, ed in accredito nel conto depositi dell’acquirente.

La dematerializzazione dei titoli di credito

La gestione accentrata dei titoli di massa comporta una dematerializzazione del titolo che possiamo definire impropria, cioè limitata alla semplice fase di circolazione, mentre si parla di vera dematerializzazione quando vi è la soppressione della necessità del documento.

Decisivo è il D.lgs. 24/6/98 n° 213 che ha introdotto l’euro, il quale, nel dettare la disciplina degli strumenti finanziari dematerializzati, esclude che gli stessi siano rappresentati da titoli ai sensi e per gli effetti della disciplina del codice.

Il legislatore individua 3 livelli di dematerializzazione:



  1. obbligatoria legale che si riferisce agli strumenti finanziari negoziati o destinati alla negoziazione

  2. obbligatoria regolamentare relativa a strumenti finanziari, diversi da quelli indicati, che la Consob poteva indicare e che sono stati accentrati nel sopra citato d.lgs.

  3. volontaria relativa a strumenti finanziari che pur non avendo le caratteristiche degli strumenti soggetti a dematerializzazione obbligatoria, abbiano una rilevante diffusione fra il pubblico.

I documenti dematerializzati mantengono in ogni caso i vantaggi propri della disciplina cartolare, in quanto:

  • la legittimazione all’esercizio è svincolata dalla prova della titolarità

  • è ferma la tutela dell’autonomia nell’acquisto del diritto

  • la tutela dell’autonomia nell’esercizio del diritto, è garantita dal disposto secondo cui l’emittente del titolo può opporre solo le eccezioni personali al soggetto stesso e quelle comuni a tutti gli altri titolari degli stessi diritti.

TITOLI CAMBIARI

I titoli cambiari sono una sub categoria dei titoli di credito, sono ampiamente diffusi nella pratica, ciò implica la disciplina particolarmente dettagliata, introdotta nel nostro sistema legislativo già dal 1933 (d.lgs. 14/12/1933 n°1669 << modificazioni alle norme sulla cambiale e sul vaglia cambiario >> e d.lgs. 21/12/1933 n° 1736 << disposizioni sull’assegno bancario, circolare e su alcuni titoli speciali d’emissione, del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia >>) e che ha costituito ispirazione per il legislatori che della disciplina del c.c. del 1942, ha inserito una disciplina generale dei titoli di credito.

A tale disciplina del 1933, ancora vigente, si associa quella contenuta nel codice civile (art. 2001 secondo il quale le norme generali sui titoli di credito si applicano in quanto non sia diversamente stabilito da altre norme o da leggi speciali).

I titoli cambiari si presentano come promessa del sottoscrittore, o ordine impartito del traente verso il trattario, avente ad oggetto il pagamento di una somma in denaro al portatore; la sottoscrizione ha immediato effetto obbligatorio del traente.

La cambiale tratta e il pagherò cambiario rispondono alla funzione creditizia (differimento del pagamento di una certa somma), mentre assegno bancario e circolare rispondono a una funzione di pagamento. Alle obbligazioni del sottoscrittore corrispondono le obbligazioni di altri soggetti quali: girante, avallante, trattario accettante e accettante per intervento.

Gli obbligati cambiari si dividono in due categorie:



  • diretti coloro ai quali ci si deve rivolgere per il pagamento (cambiale tratta -->> trattario accettante e suoi avallanti, pagherò -->> emittente e avallanti, assegno circolare -->> banca emittente

  • di regresso sono coloro ai quali ci si può rivolgere solo dopo aver chiesto il pagamento all’obbligato in via principale o, nella cambiale tratta dopo il rifiuto dell’accettazione da parte del trattario. Sono obbligati di regresso nella cambiale tratta -->> traente, giranti, loro avallanti e accettante per intervento, nel pagherò -->> giranti e loro avallanti, nell’assegno bancario -->> traente, giranti e loro avallanti, nell’assegno circolare -->> giranti.

Mentre nei confronti del portatore,si presentano tutti sullo stesso piano (il portatore può agire su ognuno di essi indifferentemente). Ad ogni sottoscrizione cambiaria si attribuisce un grado connesso alla natura della singola dichiarazione cartolare; solo l’adempimento dell’emittente di primo grado, comporta l’estinzione di tutte le obbligazioni portate dal titolo; mentre l’adempimento da parte di un altro obbligato lasci al solvens la possibilità d’agire cartolarmente contro gli altri obbligati in grado anteriore; a differenza dei coobbligati di pari grado, non vi è solidarietà passiva se hanno diverso grado.

I requisiti dei titoli cambiari

Le obbligazioni portate dal titolo cambiario sono rette dal principio d’autonomia delle obbligazioni cambiarie (l’invalidità di una non tocca la validità delle altre).

Vi è una distinzione fra requisiti:


  • Formali indicazioni che devono risultare dal contesto del documento affinché questo integri un titolo cambiario valido.

  • Materiali sono le condizioni che devono ricorrere perché sia valida l’obbligazione assunta dal singolo firmatario del contratto e sono:

    • Paternità della sottoscrizione per evitare: difetto di rappresentanza, falsificazione, omonimia

    • La capacità d’agire al momento dell’emissione

    • Il potere di rappresentanza al momento dell’emissione nel caso di sottoscrizione in nome altrui

    • Una forma determinata

    • La rispondenza della pretesa del portatore ai termini del contesto originario della dichiarazione sottoscritta.

La firma deve essere autonoma e autografa, costituita da nome e cognome o ditta, per la sottoscrizione in nome altrui le norme cambiarie, derogando al diritto comune, addossano al sottoscrittore, senza potere di rappresentanza, l’obbligo di pagare l’importo come se avesse firmato in proprio.

La circolazione dei titoli cambiari

Esistono alcune alla disciplina prevista per la circolazione dei titoli di credito che sono:



  • Circolazione volontaria o involontaria

  • Buona fede del terzo acquirente se con titolo valido

  • Possibilità di riparo, per il nuovo portatore, da azioni di rivalsa.

Esclusiva dei titoli cambiari sono:

  • Acquisto della proprietà per riscatto: si verifica quando il pagamento del titolo lascia sussistere dei soggetti obbligati nei confronti del solvens;

  • Tardività della girata, oltre che emissione della stessa, per quanto concerne la circolazione impropria; rispetto alle constatazione del mancato pagamento da parte del designato in via principale.

Molte sono le peculiarità per il trasferimento della legittimazione nei titoli cambiari emessi a favore di persone determinate. I titoli sono soggetti alla legge di circolazione dei titoli all’ordine, effetto naturale escludibile con la clausola “non all’ordine”, la quale comporta che il trasferimento viene sottoposto alle regole della cessione, sia per quanto riguarda la forma, sia per quanto concerne gli effetti.

Altra differenza è la responsabilità cartolare del girante nei confronti dei portatori successivi, in caso di mancato buon fine. Tale responsabilità è effetto naturale della girata cambiaria; la volontà del girante può sia escludere, sia circoscrivere la responsabilità cartolare di regresso, vietando l’ulteriore girata del titolo. Tale effetto obbligatorio è escluso per la girata all’incasso e la girata di pegno.



L’obbligazione cambiaria a titolo di garanzia: l’avallo

L’avallo è una dichiarazione cambiaria finalizzata allo scopo di garantire l’obbligazione assunta da un altro obbligato cambiario. Riveste carattere d’accessorietà e è puramente formale, poiché la legge dichiara che l’avallo è valido ancorché l’obbligazione è nulla, salvo che la nullità derivi da vizio di forma.

Costituisce garanzia dell’interesse del portatore come tale, non per adempimenti da parte del garantito. L’esigibilità della prestazione nei confronti dell’avallante prescinde, oltre che dalla validità dell’obbligazione del garantito, dalla constatazione di un adempimento da parte sua, poiché il portatore può rivolgersi all’uno o all’altro.

L’avallante assume lo stesso grado di regresso dell’avallato. Poiché non è opponibile l’invalidità dell’obbligazione dell’avallato, l’avallante non può opporre tutte le eccezione ad esso personalmente, tranne il pagamento del titolo.

La prestazione dell’avallo, è consentita a chiunque, anche ad una altro firmatario, a condizione che il suo impegno rafforzi la posizione del portatore. La scelta dell’obbligato da garantire è rimessa all’autonomia dell’avallante; se viene omessa l’indicazione, la legge stabilisce che l’avallo viene dato per il traente o emittente, facendo diventare l’avallante responsabile verso tutti i potenziali portatori. L’avallo deve essere espresso con le formule per l’avallo o con la sottoscrizione purché questa sia apposta sulla facciata anteriore del titolo e purché non si tratti di firma del coemittente o del traente.

Il pagamento effettuato dall’avallante non estingue il titolo, ma comporta l’acquisto a suo favore del diritto cartolare contro l’avallante.



L’azione di regresso

Si distingue da quella diretta (verso obbligato in via principale) perché è condizionata alla verifica di 2 presupposti:



  • Sostanziale mancato pagamento o accettazione del titolo

  • Formale necessità che tale evento si constatato in forma determinante

La mancata accettazione è presupposto (dell’azione di regresso) autosufficiente poiché rileva come tale e l’azione di recesso non è esercitabile se esistono clausole che escludono la responsabilità per mancata accettazione apposta dal traente o dai giranti.

Il protesto è la constatazione in forma determinata del mancato pagamento, effettuata mediante atto autentico redatto da un pubblico ufficiale. Nel caso in cui tale constatazione non avvenga in un determinato termine utile, la sua omissione con riferimento al rifiuto d’accettazione, determina l’impossibilità di esercitare l’azione di regresso per mancata accettazione. Se l’omessa constatazione, riguarda il mancato pagamento -->> si ha la decadenza del portatore dall’azione contro gli obbligati di regresso.

La finalità è quella di garantire gli obbligati di regresso circa la tempestività della presentazione e l’effettivo suo mancato pagamento. Questo non è un limite alla legittimità del protesto poiché ad esso può farsi ricorse anche quando non vi è da esercitare azione di regresso, in quanto ricorre comunque l’interesse del portatore a far contestare in modo solenne il mancato buon fine del titolo e ad esercitare pressione sull’obbligato cartolare. È legittimo il protesto contro avallante dell’obbligato in via principale.

La cambiale attribuisce competenza, a procedere al protesto, a notai ed ufficiali giudiziari in mancanza dei segretari comunali. Il pubblico ufficiale è responsabile a risarcire i danni, sia nei confronti del portatore (per mancato adempimento incarico o per invalidità protesto), sia nei confronti del protestato (per illegittimità richiesta). Poiché il protesto è soggetto a pubblicità sul bollettino periodico della camera di commercio, se effettuato illegittimamente, esso è fonte di danno risarcibile, del quale risponderanno il solo portatore richiedente (se l’illegittimità della richiesta di pagamento non sia desumibile dalla lettera del titolo), il solo pubblico ufficiale (se l’illegittimità del protesto è dovuta a sua negligenza), o entrambi laddove l’illegittimità della richiesta è desumibile dal contesto del titolo.

Oltre la possibilità concessa, al pubblico ufficiale o al richiedente, di presentare entro 5 gg dal protesto, richiesta di cancellazione, non esistono forme di tutela preventiva dal protesto illegittimo.
Gli adempimenti formali possono esser omessi in determinate ipotesi, in particolare la dispensa dalla preventiva presentazione del titolo, ricorre in caso del fallimento del soggetto designato a pagare in via principale, cui si affianca (per la sola cambiale tratta) quella del fallimento del traente di una tratta non accettabile,essendo sufficiente, per esercitare il regresso, la presentazione della sentenza dichiarativa.

Ipotesi di esonero dal protesto: dichiarazione di rifiuto (scritta sul titolo e firmata dal designato a pagare in via principale, con la quale si respinge la richiesta di pagamento) e clausole “senza spese” (che ha efficacia generale nei confronti di tutti gli obblighi di regresso se opposte dal creatore del titolo) -->> il protesto è superfluo.

L’azione di regresso contiene: ammontare del titolo non pagato, interessi compensativi e di moro, spese presentazione titolo ed levata protesto. Analoga azione può esser proposta dall’obbligato di regresso che ha pagato, verso gli altri firmatari di grado inferiore al suo.

La legge pone onere al portatore di dare,entro 4gg dal protesto, comunicazione a girante, traente ed obbligati di regresso, i quali dovranno fare la stessa cosa, nei due giorni successivi, ai loro giranti ?ratio.; predisporre l’obbligato di regresso al pagamento e di premunirsi nei confronti degli altri obbligati verso i quali ha diritto di rivalsa. Il mancato adempimento di tali termini non comporta la perdita dell’azione di regresso, ma solo il risarcimento in caso di danno.

L’esercizio dei diritti cambiari

La disciplina degli artt. 65 l. cambiaria e 57 l. assegni, permettono al debitore di eccepire al portatore la nullità del titolo per difetto dei requisiti formali e tutte le eccezioni diverse da quelle fondate su rapporti personali con i portatori precedenti.

Rimane la peculiarità del titolo cambiario con la distinzione fra eccezioni assolute (opponibili da qualunque obbligato) e relative (opponibili solo da un obbligato determinato).

Sotto il profilo processuale, merita di essere menzionato il particolare trattamento che riceve l’esercizio dei titoli cambiari, rispetto a quello dei diritti cartolari, laddove in giudizio d’esecuzione, al titolo cambiario è riconosciuta, purché regolarmente bollato, la qualità di titolo esclusivo (normalmente riservata ad atti pubblici o provvedimenti giudiziari).



L’azione causale e di arricchimento

L’azione causale

Azione derivante dal rapporto fondamentale; presenta particolari caratteri, dovuti alla potenziale presenza di una pluralità di obbligati -->> vi è la possibilità che il soggetto passivo dell’azione inerente il rapporto sottostante, abbia pretese cartolari di rivalsa.

Chi vuole esercitare l’azione causale deve adempiere a tutte le formalità necessarie per conservare al debitore le azioni di regresso che possono competergli (anche le formalità dell’azione diretta). Il portatore deve presentare, con risultato infruttuoso, il titolo cambiario all’obbligato in via principale e deve far contestare la circostanza mediante protesto -->> ciò deve esser adempiuto indipendentemente dalla spettanza al debitore di ulteriori azioni cartolari di regresso.

L’azione d’arricchimento

È la possibilità riconosciuta al portatore che ha perduto, per prescrizione o decadenza, l’azione cartolare nei confronti di tutti gli obbligati cambiati, di agire nei confronti di un firmatario del titolo per la somma della quali si sia ingiustamente arricchito a suo danno.

Normalmente l’arricchimento è ravvisabile, sia in capo al primo sottoscrittore del titolo sia al trattario accettante.

LA CAMBIALE

Il termine cambiale disegna due fattispecie distinte che sono la cambiale tratta ed il pagherò cambiario.



  • Cambiale tratta: ordine incondizionato, rivolto al traente verso il trattario, di pagare una somma di denaro al portatore del titolo.

  • Pagherò cambiario: promessa incondizionata, rivolta dall’emittente al portatore, di pagare una somma determinata.

I requisiti formali che una cambiale deve possedere sono elencati negli artt. 1 – cambiale tratta - e 100 – pagherò – delle leggi speciali, e sono:

  1. Denominazione titolo espressa nella lingua in cui esso è redatto: cambiale tratta, vaglia/pagherò

  2. Ordine o promessa di pagare una somma determinata

  3. La sottoposizione di questi due elementi comporta la nullità del titolo.

  4. Indicazione della scadenza del titolo: per esigenza di certezza del portatore, può essere:

    1. A vista: l’esigibilità del titolo è rimessa al portatore che procede alla presentazione per il pagamento, la presentazione coincide con l’esigibilità immediata.

    2. A certo tempo vista: l’esigibilità del titolo è rimessa al portatore che procede alla presentazione per il pagamento. La presentazione fa decorrere un certo tempo alla fine del quale si può ottenere la prestazione.

    3. A data certa: è predeterminata all’atto dell’emissione, titolo esigibile in un giorno determinato

    4. A certo tempo data: è predeterminata all’atto dell’emissione, il titolo è esigibile se decorsa una frazione di tempo dall’emissione

    5. L’omissione indica che la cambiale è esigibile a vista.

  5. Indicazione del luogo di pagamento: non deve essere oggetto di enunciazione espressa, in quanto se non indicato si considera luogo de pagamento, il luogo indicato accanto al nome del trattario (nella tratta) o quello accanto al nome dell’emittente (se pagherò). Il luogo del pagamento spesso non coincide con il domicilio dell’obbligato in via principale -->> se viene fatta presso un terzo avremo: domiciliazione propria, se il pagamento deve essere effettuato dal terzo, o impropria se il pagamento deve essere comunque effettuato dal debitore.

  6. Indicazione nominativa del primo prenditore: essendo la cambiale un titolo all’ordine, al mancanza di tale requisito implica inammissibilità di cambiali al portatore. La legge consente che il primo prenditore coincida con il traente, poiché si hanno cmq esigente meritevoli di tutela.

  7. Indicazione espressa della data d’emissione: necessaria come punto di riferimento per valutare la capacità legale e patrimoniale di rappresentanza del sottoscritto e per computare il temine massimo di presentazione per cambio a vista o a certo tempo vista.

  8. Luogo d’emissione deve risultare dal titolo, ma cmq non è oggetto di enunciazione espressa, dal momento che in mancanza di esso coincide con il luogo indicato accanto al nome del traente o dell’emittente;

  9. Sottoscrizione traente o emittente riferibile ad una persona astrattamente esistente.

La mancanza di uno di tali requisiti presuppone l’invalidità del titolo come cambiale: la loro presenza è perciò necessaria solo alla presentazione del titolo al portatore in via principale, mentre possono essere apposti durante la circolazione, dando così luogo al fenomeno della cambiale in bianco al momento dell’emissione (equiparabile a quella incompleta, cioè priva di uno o più requisiti formalina entrata in circolazione senza un accordo tra emittente e primo prenditore, in ordine al suo successivo riempimento); la decadenza della possibilità di riempirla è 3 anni dall’emissione, ma cmq è in opponibile al terzo in buona fede.

La cambiale di favore

L’apposizione della firma cambiaria, avviene da parte di un soggetto favorente, in base ad un accordo con l’immediato prenditore, allo scopo di facilitargli la spendita del titolo ma con l’intesa che, al momento del pagamento il favorente potrà eccepire al favorito il carattere di favore della firma.



La cambiale tratta

Ordine di pagamento, sia pure di regresso, dell’ordinate, il quale risponde dell’accettazione del pagamento -->> delegazione di pagamento: delegante, debitore del delegatario, ordina ad un delegato suo debitore di pagare al delegatario; se si è obbligato verso un terzo, il delegato non può far valere nei confronti del terzo le eccezioni relative, sia ai suoi rapporti con il delegante, sia si rapporti di questo con il delegatrio. L’obbligazione cartolare che il trattario assume verso il portatore, è insensibile sia al rapporto di valuta sia al rapporto di provvista.

Prima dell’accettazione il trattario non è obbligato nei confronti del portatore, a meno che non abbia assunto un preventivo impegno -->> responsabile cartolare, non nei confronti del portatore ma nei confronti del traente.

Accettazione
Occorre presentare titolo al trattario; normalmente tale presentazione è facoltativa, specie se il portatore ha fiducia del trattario (a parte l’ipotesi scadenza a tempo vista dove la presentazione è necessaria).
Sull’accettazione può influire la facoltà del traente, facendo obbligo al portatore ovvero vietandola. In questo caso abbiamo la figura della tratta non accettabile (vi è esclusione di responsabilità di regresso del traente per mancata accettazione); l’accettazione può consistere nell’apposizione della firma del trattario che deve essere incondizionata e conforme all’ordine ricevuto.

Garanzie del credito cambiario

Se l’emissione della cambiale è accompagnata da una garanzia reale (pegno o ipoteca) personale (fideiussione), la garanzia è accessorio del credito e si trasferisce come tale a titolo derivativo. Se si ha ipoteca, il trasferimento della garanzia dovrebbe rispettare le regole della nominatività (procedere di volta in volta all’iscrizione del nuovo portatore nel registro immobiliare); per evitare tale incombenza si è introdotta la cambiale ipotecaria (da trasmissione automatica a favore di ogni successivo giratario).

Le leggi speciali hanno introdotto la cambiale tratta garantita mediante cessione della provvista, clausola che determina l’automatica acquisizione del credito di provvista che il traente vanta verso il trattario, senza bisogno di separate cessioni o notifiche al debitore; il tutto alle condizioni:


  • Che il credito di provvista derivi da forniture di merci

  • Che il primo prenditore sia una banca.

Pagamento cambiario

La legge stabilisce i termini entro i quali la cambiale deve essere presentata all’obbligato in via principale: data certa, certo tempo data o certo tempo vista, ciò implica che la cambiale va pagata o il giorno di scadenza o entro i due feriali successivi, per le cambiali a vista entro un anno dall’emissione.

Mentre nell’ultima ipotesi l’inosservanza del termine determina la perdita di qualsiasi azione cambiaria, negli altri casi si perde solo la possibilità d’esercizio dell’azione di regresso, mentre il primo prenditore resta obbligato fino alla prescrizione (ma può comunque liberarsi, c.d. liberazione coattiva, di tale termine per impossibilità d’identificare la controparte, depositando la somma oggetto dell’obbligazione presso la Banca d’Italia).

In deroga alle norme sulle obbligazioni cambiarie, il creditore può rifiutare un pagamento parziale; l’art. 45 l.cambiaria stabilisce che il portatore è tenuto ad accettare il pagamento parziale per tutelare l’obbligato di regresso; altra deroga al diritto comune, secondo il quale il tempo per adempiere l’obbligazione si considera stabilito a favore del debitore, si ha sempre con il su citato articolo che stabilisce che il portatore non è tenuto ad accetta il pagamento prima della scadenza, se comunque effettuato, questo si considera a rischio e pericolo del debitore, in quanto non vi è liberazione cartolare.



L’azione di regresso per mancato pagamento è consentita, oltre che per l’infruttuosa presentazione del titolo, anche anticipatamente, quando si verifichi la sottoposizione del trattario o dell’emittente a procedure concorsuali le quali implicano o la presunta o la certa insolvenza del credito.

La cambiale di rivalsa

Cambiale attraverso la quale si figura come traente, il titolare dell’azione di regresso e come trattario l’obbligato cambiario che è tenuto ad accettarle, pena risarcimento del danno.



Intervento cambiario

È costituito dall’iscrizione di un soggetto, che interviene prestando l’accettazione o pagando il titolo, allo scopo di evitare l’azione di regresso verso un obbligato cambiario e verso tutti colore che hanno firmato successivamente. L’intero può essere spontaneo o già programmato al momento della creazione, con l’indicazione de un soggetto (sul titolo) al quale il portatore può, o deve, rivolgersi preventivamente, prima di esercitare l’azione di regresso



Accettazione per intervento

Può essere fatto ogni qual volta il portatore di una tratta accettabile può esercitare regresso anticipato; può essere anche rifiutata dal portatore, a meno che, non provenga da un soggetto indicato all’uopo sul titolo. Ha per effetto, costringere il portatore ad attendere il pagamento del titolo alla scadenza e a sottoporsi all’onere del doppio protesto.



Pagamento per intervento

Può avere luogo in qualunque cambiale e non può essere rifiutato dal portatore (pena la perdita della possibilità dell’azione di regresso verso coloro che sarebbero stati liberati dall’intervento); il pagamento deve essere integrale e tempestivo, entro il giorno successivo all’ultimo giorno utile per la legata del protesto.



Prescrizione

  • L’azione del portatore contro gli obblighi in via diretta si prescrive in 3 anni dalla scadenza e, nel caso di cambiale a vista, dall’avvenuta presentazione infruttuosa.

  • L’azione di regresso dell’ultimo portatore si prescrive in 1 anno dalla data del protesto o della scadenza se vi è clausola senza spese.

  • L’azione di ulteriore regresso si prescrive in 6 mesi dal giorno in cui l’obbligato di regresso ha pagato la cambiale o è stata promossa azione nei suoi confronti.






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