La partecipazione politica dei cattolici non sarà l’unico problema, infatti “fatta l’Italia”…



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03.04.2019
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La partecipazione politica dei cattolici non sarà l’unico problema, infatti “fatta l’Italia”…

  • Il 18 febbraio 1861, nasce lo Stato italiano unitario: si riunisce infatti a Torino il 18 febbraio 1861 il nuovo Parlamento d'Italia per proclamare l'unita' del Regno affidato a Vittorio Emanuele secondo, e decidendo di trasferire la capitale d'Italia a Firenze. Approvata dal Senato il 26 febbraio e dalla Camera il 14 marzo, la legge venne promulgata tre giorni piu' tardi. Con la liberazione del Veneto, nel 1866, e l'occupazione di Roma, nel 1870, si concluderà il processo di unificazione, anche se gli italiani di Trento e Trieste, rivendicano ancora la liberazione dal dominio austriaco. 

  • Nel 1861 i cittadini del Regno d'Italia sono 25. 756.000, ed hanno un reddito pro capite (calcolato in Lire del 1938) di 1845 lire. Il prodotto interno lordo, sempre calcolato con la stessa moneta, è di 49,7 miliardi di lire, di cui il 54,4% proveniente dall'agricoltura, il 18,7% dall'industria, il 21,5% dal terziario ed il 5,4% dall'amministrazione pubblica.

  • Le scelte che la nuova classe dirigente adotterà per il nuovo Stato saranno determinanti per i successivi decenni. Infatti l'unificazione doganale e l'estensione dell'amministrazione piemontese a tutto il territorio nazionale provocano profondi cambiamenti e turbative nelle varie regioni, soprattutto in quelle meridionali, lasciando trasparire le distanze economiche di queste terre rispetto alle regioni del Nord. Gli anni che seguono saranno anni di profonda trasformazione: vengono poste le basi per l'industrializzazione del Paese, vengono ampliate considerevolmente le reti stradali e ferroviarie, viene stimolata la partecipazione politica, con la formazione dei primi partiti di massa.



…I GRAVI PROBLEMI DEL NUOVO REGNO



agricoltura

































Il rifiuto della dottrina luterana della giustificazione

  • Il rifiuto della dottrina luterana della giustificazione

  • Ogni tentativo di svincolare la giustizia dalla responsabilità e dal merito umano è destinato a produrre frutti perversi, come è accaduto con Lutero, che ha voluto ignorare i comportamenti dei singoli per proclamare l’uguaglianza uniforme di tutti gli uomini nel peccato. Ed è proprio a partire dal concetto di giustizia che Bruno nello Spaccio attacca con grande durezza la dottrina luterana della salvezza per sola fede, mettendone in discussione sia il valore teologico che la portata etica, e affermando con forza che «le giustizie interiori mai sono giustizie senza la prattica esterna». Lutero, presentando una religione che riconduce premi e punizioni ultraterrene al dono gratuito e casuale della grazia, ha infatti predicato una morale dell’ozio e dell’attesa passiva della salvezza divina, che è antitetica al ruolo proprio dell’uomo.



Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto. (G.Bruno)

  • Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto. (G.Bruno)







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