La preistoria



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17.12.2019
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Varianti di ossidi

Pur essendo limitato il numero di colori espressi, è invece notevole il numero di composti utilizzati per esprimere questi colori.


Evidentemente ciò riflette la varietà mineralogica dei territori circostanti.
Alcuni studiosi francesi, analizzando i dipinti rupestri della sola regione francese, hanno identificato sulle superfici non meno di quindici tipi di pigmenti, tra i quali numerose varianti di ocre.
Queste ultime sono composte prevalentemente di ossidi di ferro anidri o idrati (idrossidi e ossiidrossidi aventi formula generica FenOmHm); tra questi composti si possono citare l’ematite (Fe2O3) e la magnetite (Fe3O4) tra gli ossidi anidri e la goethite (FeO·OH) e la limonite (idem + acqua assorbita) tra gli ossidi idrati.

Numerosi varianti si hanno tra gli ossidi di manganese, impiegati come pigmenti neri: sono stati identificati ossidi semplici, come la manganite (MnOOH), la pirolusite (MnO2), la bixbite (Mn2O3) e la hausmannite (Mn3O4) oppure ossidi con il bario e altri cationi, a stechiometria più complessa: BaMn9O16 (OH)4 ( romanechite), BaxMn2O10·2H2O, BaMn8O16, (un composto noto come hollandite), BaFeMn7O16 (hollandite ferrica), BaK2Mn8O16·nH2O (hollandite potassica), Al5Mn13O28·8H2O





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