La psiche del consumo


Il registro affettivo primario



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3.3.3 Il registro affettivo primario
Assieme alla decodifica razionale le esperienze assumono per l’uomo anche sempre un significato emotivo, simbolico, abbiamo fantasie che danno un senso alla esperienza non attraverso il giudizio e la codifica logica ma attraverso sensazioni, sentimenti, emozioni. Le cose e le esperienze non sono solo coerenti o efficaci o funzionali o utili, ma anche piacevoli o spiacevoli, belle o brutte. La logica affettiva ha un suo linguaggio, dei suoi percorsi, e costruisce una esperienza di significatività o non che può non essere per nulla in accordo con il versante razionale. Noi siamo abituati a dare senso alle esperienze e percezioni attraverso il registro conscio, incardinato sull’Io cognitivo che organizza il senso delle percezioni e delle esperienze in base al principio di realtà. Costruisce una immagine di sé coerente e cerca conferma a questo schema di base per la autopercezione. In sostanza il registro conscio tesse la tela del senso in funzione della autopercezione del soggetto. Il registro inconscio, invece, risale alla fase in cui il bambino era già animato da bisogni e desideri, ma mancava delle strutture di base cognitive e razionali. In questa fase l’obiettivo è pur sempre quello di sopravvivere ed avere successo, possibile garantendosi la cura e l’amore di chi è intorno. Il registro inconscio permane al di sotto di quello conscio anche quando questi si afferma e prevale, e pilota la ricerca di piacere e di soddisfazione, intervenendo nel dare all’Io cognitivo degli ordinamenti e delle preferenze. Contenuti e modalità del registro inconscio traggono alimento dalle forme di esperienza primarie e si determinano a seconda dell’esperienza individuale. Il registro inconscio di una determinata persona è accessibile solo con una sensibilità alla storia personale ed al caso individuale (quindi con metodo clinico). I nuclei di bisogni affettivi sono legati alla relazione oggettuale primaria (attaccamento, dipendenza) e secondaria (possesso), legati all’esperienza del proprio corpo e delle sue prime autonomie (potenza, forza), legati al narcisismo secondario (esibizione) o connessi all’ambivalenza edipica (tradimento, amore/odio, doppio senso).

Bisogni e modalità di funzionamento producono delle “figure retoriche” che organizzano il senso della percezione e della esperienza confrontando gli stimoli sopravvenienti con gli schemi già noti (eroe, grande distruttore, vendetta). In sostanza, mentre il registro conscio tesse la trama di un controllo delle cose, il registro inconscio tesse una trama nella quale il significato dell’esperienza nasce dai bisogni primari. Questo livello costituisce un grande filtro della coscienza finale delle cose, è cronologicamente più antico e quindi posto “sotto” il livello di conoscenza (ved. disegno pag. 123). Siccome il registro inconscio ha a che vedere con la relazione affettiva primaria, si attiva soprattutto con la sfera della interazione interpersonale.





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