La responsabilità degli Internet Service Provider (isp)



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La responsabilità degli Internet Service Provider (ISP)

Introduzione al problema

La Rete Internet in pochi anni ha notevolmente cambiato l’esistenza di tutti noi, con una velocità che per certi versi ci ha lasciato spiazzati.

Come tutte le realtà innovative Internet ha creato una serie di nuovi tipi di relazioni personali e commerciali fra soggetti dai nomi e dalle caratteristiche prima inedite, quali, tra gli altri, gli Internet Service Provider.

Il termine Internet Service Provider (ISP) fa riferimento a fornitori di servizi su Internet che si rivolgono agli utenti finali con un’offerta variegata di servizi.

Il primo e principale di questi servizi è la fornitura dell'accesso alla rete da parte dell'ISP (server/access provider), “propedeutica alla fruizione da parte dell'utente di tutti gli altri servizi telematici offerti da Internet quali quelli della navigazione sul World Wide Web, i servizi d’E-mail […] Questa è dunque la prima obbligazione dell'Internet Service Provider: garantire agli utenti la possibilità d’accesso alla rete”.1

Ci sono poi altre funzioni, quali ad esempio l’erogazione di spazi sul Web (hosting), la produzione di contenuti (Content Provider) e altri servizi come la messaggeria pubblica (newsgroup, chat) e privata, la fornitura di notizie (news-servers per esempio).

Per questi soggetti si pongono oggi diverse questioni di responsabilità rispetto a violazioni compiute sulla Rete in prima persona o da parte d’utenti che fanno uso delle loro piattaforme tecnologiche e dei loro servizi.
I minori costi di accesso e di pubblicazione infatti hanno generato un incremento numerico di soggetti che entrano in Rete e v’immettono i loro contenuti, con l'inevitabile aumento di probabilità che ve ne siano alcuni che compiono atti illeciti di vario tipo.2

In effetti “le enormi potenzialità diffusive di Internet, strumento che permette di inviare messaggi, immagini, filamati e ogni altro tipo di comunicazione all’interno di pagine web, chatline, mailing lists, newsgroup, ecc., ampliano la gamma dei possibili illeciti fino a ricomprendere fattispecie assai diverse fra loro”3 :

Tutte le forme di “limitazione preventiva” sono poco applicabili poiché è praticamente impossibile pensare ad Internet come ad uno strumento in qualche modo censurabile, a causa della sua dimensione e della sua continua mutevolezza, che deriva dalla struttura stessa con la quale è stato progettato4.
Allo stesso tempo però non si può nemmeno considerare la Rete come una sorta di zona franca in cui non si applichi la regolamentazione giuridica, la questione quindi resta scottante, anche ora che, come vedremo, sono stati presi alcuni provvedimenti normativi in proposito.
Sul piano del diritto infatti il problema di partenza è l’incertezza circa l’applicabilità analogica a Internet delle discipline giuridiche relative ai media tradizionali5, posto quindi che “ciò che è illegale off-line lo è anche on-line” 6 spesso la reale applicazione delle norme si scontra con la difficoltà di far rientrare le fattispecie concrete di Internet all’interno di quelle astratte previste dalla normativa.

Gli illeciti che possono avvenire attraverso la Rete sono molti, tra essi citiamo:



  • la violazione delle norme sul diritto d'autore, che si realizza quando documenti, immagini ed altre opere protette sono riprodotte e pubblicate sulla rete senza la necessaria autorizzazione da parte dell'autore o del titolare dei diritti su di esse;

  • la diffamazione, avvenuta mediante l'invio di materiale offensivo su un sito della rete;

  • la violazione delle norme sul buon costume e contro lo sfruttamento sessuale dei minori, con la pubblicazione di materiale pornografico con minori;

  • la violazione delle norme sull'ordine pubblico, con la pubblicazione, ad esempio, di materiale di stampo terroristico;

  • la violazione del diritto alla riservatezza, che si ha quando dati riservati o segreti relativi ad un individuo o ad un'organizzazione vengono resi pubblici su un sito internet ;

  • la concorrenza sleale, nel caso di informazioni false o diffamatorie messe in rete tra imprese concorrenti;

  • la violazione delle norme sulla protezione dei marchi 7

Tra le particolarità del mezzo che rendono estremamente difficile l’applicazione della normativa riferita ai mass-media tradizionali possiamo senz’altro citare la delocalizzazione, che pone problemi d’identificabilità dei soggetti oltre che di giurisdizione (su questo punto si veda ad esempio la sentenza Cassazione Sez.V Penale, 4741/2000, 17 Novembre 2000), le grandi possibilità d’anonimato concesse agli utenti, le modalità peculiari di pubblicazione dei materiali ed altre ancora. Su questo in ogni caso ritorneremo.

Queste considerazioni includono ed introducono la discussione sulla regolamentazione giuridica della responsabilità dei Provider, che è l’argomento di quest’approfondimento monografico, nel caso d’immissione in rete di materiali, immagini o testi, aventi contenuto illecito o d’altre violazioni commesse a mezzo informatico.

Come in tutti i settori ci sono due tipi di responsabilità per gli ISP, quella civile e quella penale. La prima sorge quando un soggetto, attraverso un comportamento illecito, provoca ad un altro soggetto un danno ingiusto. Se sono provati il danno, l'illiceità del comportamento e il rapporto di causa-effetto tra il comportamento e il danno, la sentenza del giudice dispone il risarcimento. Del tutto diversa è la responsabilità penale. Essa esiste solo se una norma di legge prevede un certo comportamento come reato. In linea di principio costituisce reato un atto che determina un diffuso allarme sociale e che l'ordinamento punisce per tutelare la collettività. Ma se un comportamento non è espressamente previsto come reato, semplicemente non è un reato. L'applicazione di una pena per analogia con altri reati non è ammessa. Inoltre la responsabilità penale è personale.

Partendo proprio dall’ultimo punto dunque dovrebbe essere l'autore dell’azione illecita a rispondere della violazione, visto che uno dei principi fondamentali che regolano la responsabilità penale è contenuto nell’art. 27, c. II della Costituzione, che ne sancisce la personalità. In altre parole “si risponde penalmente soltanto per avere commesso consapevolmente (per dolo, salvi i casi eccezionali della colpa) un atto tipico (cioè previsto dalla legge) e antigiuridico. Corollari di questa impostazione sono: l’impossibilità di rispondere per fatto altrui e quella di attribuire responsabilità penali alle persone giuridiche” 8.


Come si vede questo disegno normativo è applicabile con difficoltà ad Internet e, di conseguenza, ai provider. E’ possibile infatti individuare facilmente l’autore di un illecito (qualora non sia il provider stesso), visto che una delle caratteristiche peculiari di Internet è di consentire azioni a distanza senza dover essere fisicamente presenti nel luogo e che il riconoscimento del soggetto che ha posto in essere una data azione dipende, almeno in astratto, dalla sua precisa intenzione di farsi riconoscere? E qual è la posizione dell’ISP in questa violazione?

Più in generale è direttamente responsabile anch’esso, a livello civile e/o penale, dell’illecito? Il suo è un comportamento concorsuale o comunque negligente? O ancora infine non è soggetto a responsabilità in materia?

“Non è chiaro infatti se come responsabili della distribuzione, divulgazione, pubblicizzazione, detenzione o cessione a terzi debbano intendersi esclusivamente gli autori materiali dell’immissione in Rete dei dati illeciti […] ovvero anche i proprietari di infrastrutture di telecomunicazione[…] ed i fornitori di servizi”9.

Nonostante tali difficoltà per ogni violazione è necessario individuare un responsabile e il più facilmente rintracciabile resta l’Internet Service Provider, allo stesso tempo però “è pure evidente che l’attribuzione agli ISP di un regime troppo gravoso di responsabilità finirebbe per inibirne o, almeno, ridurne l’attività con conseguenze facilmente prevedibili sullo sviluppo delle Rete e sulle enormi possibilità che la stessa fornisce sia nel campo dei rapporti economici che in quello dello sviluppo della personalità e della libertà di manifestazione del pensiero”10.

Sono tutti problemi che andremo a trattare subito qui sotto.



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