La riforma della pubblica amministrazione 1996 2001 bilancio e prospettive



Scaricare 0.73 Mb.
13.11.2018
Dimensione del file0.73 Mb.


LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 1996 - 2001 BILANCIO E PROSPETTIVE

  • Franco BASSANINI

  • Ministro per la Funzione Pubblica

  • www.funzionepubblica.it

  • - aprile 2001 -


Le ragioni della Riforma nei primi anni ‘90

  • Un’amministrazione obsoleta: nessuna riforma organica dal 1865

  • Un’amministrazione inefficiente, nonostante isole di eccellenza

  • Un’amministrazione costosa: la Pubblica Amministrazione contribuisce alla crisi della finanza pubblica



Le ragioni della Riforma Stock del debito pubblico (% del PIL)



Le aree della Riforma

  • Uno Stato leggero: il “Federalismo amministrativo”

  • Riforma dei Ministeri

  • Semplificazione di norme e procedure

  • Un’amministrazione orientata alla qualità e ai risultati

  • Riforma del lavoro pubblico



IL PROCESSO DI RIFORMA (estratto dal rapporto OCSE sull’Italia)



Uno Stato leggero che fa meno per farlo meglio

  • La sussidiarietà orizzontale: ripensare la missione dello Stato focalizzandola sul suo core-business

  • dismettere funzioni non essenziali

  • esternalizzare o privatizzare servizi che possono essere meglio svolti dal mercato o da organizzazioni non-profit

  • liberalizzare le public utilities



Uno Stato leggero liberalizzazioni e privatizzazioni

  • Liberalizzazioni

  • 110 licenze di telefonia fissa e 86 operatori invece del monopolio Telecom Italia

  • Liberalizzazione di altre trenta attività produttive (che richiedevano autorizzazioni o licenze) nell’ambito del federalismo amministrativo

  • Il controllo del mercato dell’energia da parte dell’ENEL passerà dal 90% nel 1990 a meno del 40% nel 2003

  • Privatizzazione delle public utilities: ENI, BNL, INA, ENEL, Telecom, Alitalia, Autostrade

  • il più grande programma di privatizzazioni del mondo (circa 176.000 miliardi di lire )



IL PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE (estratto dal rapporto OCSE sull’Italia)



Entrate da privatizzazioni nei Paesi OCSE (1996 - 1999)



Il programma di privatizzazioni e liberalizzazioni ha contribuito alla crescita del mercato azionario



Uno Stato leggero difficoltà e resistenze

  • Sussidiarietà orizzontale, privatizzazioni e liberalizzazioni frenate dal persistere di una cultura statalista ancora ampiamente diffusa nelle amministrazioni, negli organi giurisdizionali e di controllo, negli schieramenti politici di destra e di sinistra. I casi delle liberalizzazioni:

    • delle attività professionali
    • delle attività commerciali
    • dei servizi pubblici locali


Federalismo amministrativo la sussidiarietà verticale

  • Stabilità e legittimazione dei governi locali

  • con l’elezione diretta di sindaci (1993), presidenti delle Province (1993), presidenti delle Regioni (dal 2000)

  • Autonomia finanziaria dei governi locali: il “federalismo fiscale”

  • con la trasformazione dei trasferimenti dello Stato in tributi locali o partecipazione ai principali tributi nazionali (2000)

  • Sovranità dei governi locali

  • il Parlamento ha approvato il disegno di legge del Governo sull’ordinamento federale dello Stato: sarà sottoposto a conferma mediante refrendum popolare

  • Efficienza e funzionalità delle amministrazioni locali

  • con riforma dei controlli, city managers, dirigenti a contratto anche dal privato, stipendi legati alle performance (1997)



Federalismo amministrativo la devolution in cammino

  • 1997: la legge di delega n. 59 identifica le funzioni che restano allo Stato e prevede il trasferimento di tutti gli altri compiti a Regioni, Enti locali e Autonomie funzionali

  • 1997-1998: cinque decreti legislativi definiscono in dettaglio la nuova mappa delle funzioni da trasferire

  • 1999-2000: 97 decreti del Presidente del Consiglio identificano e le risorse umane e finanziarie, insieme alle funzioni (tutti concordati all’unanimità tra Governo, Regioni e Enti Locali nella Conferenza unificata)

  • 1° gennaio 2001: la devolution va a regime



Federalismo amministrativo i numeri

  • 96 provvedimenti per l’attuazione del federalismo amministrativo già definiti

  • 1 provvedimento all’esame della Commissione bicamerale

  • 29.000 mld. di lire trasferiti alle regioni e ai comuni

  • 7.000 mld. di lire trasferiti alle regioni a statuto speciale

  • 23.000 unità di personale da trasferire dallo Stato alle regioni e agli enti locali



Federalismo amministrativo difficoltà e resistenze

  • L’ostruzionismo di (alcune) burocrazie centrali contro il decentramento di poteri e risorse

  • Il centralismo regionale contro le deleghe agli enti locali

  • L’inefficienza di molte amministrazioni regionali (si spera negli effetti positivi dell’elezione diretta dei Presidenti…)



Federalismo amministrativo la valutazione della riforma



Riforma dei Ministeri gli obiettivi

  • La prima riforma organica dai tempi di Cavour

  • Eliminazione di duplicazioni, di frammentazioni, di sovrapposizioni di competenze e strutture

  • Organizzazione interna più flessibile. Libertà di scelta tra i modelli organizzativi

  • Per ogni missione un solo Ministero: 22 Ministeri nel 1990, 18 oggi, 12 nel 2001

  • Le Agenzie: strutture tecnico-operative di tipo “aziendale”

  • Gli uffici territoriali del Governo raggruppano nelle Prefetture numerosi uffici periferici dello Stato



Riforma dei Ministeri la nuova Presidenza del Consiglio



Riforma dei Ministeri la nuova architettura - 1

  • 1 - Esteri

  • 2 - Interno

  • 3 - Giustizia

  • 4 - Difesa

  • 5 - Economia e finanze



Riforma dei Ministeri la nuova architettura - 2

  • 8 - Ambiente e tutela del territorio



Riforma dei Ministeri lo stato dell’arte

  • Il Governo ha approvato tutti i provvedimenti necessari affinché dalla prossima legislatura la Presidenza del Consiglio e i 12 ministeri previsti dalla riforma siano immediatamente operativi:

  • i regolamenti di riorganizzazione e degli uffici di staff

  • gli statuti di 7 agenzie (le 4 agenzie fiscali, dell’Agenzia Industria Difesa, dell’Agenzia per la proprietà industriale e dell’Agenzia per le normative ed i controlli tecnici)

  • la riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato negli Uffici territoriali del Governo



Semplificazione i problemi

  • Inflazione legislativa:

    • oltre 35.000 leggi
  • Costi della regolazione:

    • rigidità e oneri non necessari su cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione
  • Inquinamento legislativo:

    • la giungla delle leggi genera l’incertezza del diritto
  • Costi burocratici:

    • l’enorme crescita dei poteri autorizzativi dell’amministrazione e la macchinosità delle procedure generano alti costi burocratici


Semplificazione gli strumenti

  • Autocertificazioni al posto del 90% dei certificati

  • Denuncia di inizio di attività e silenzio assenso (in 194 casi) invece di autorizzazioni, licenze e altri atti amministrativi

  • Una conferenza di servizi al posto di molti provvedimenti

  • Termini certi per concludere le procedure

  • Testi unici al posto di centinaia di leggi e regolamenti



Semplificazione gli strumenti

  • Leggi annuali di semplificazione:

  • ogni anno il Governo chiede al Parlamento il potere di:

  • sopprimere procedimenti, autorizzazioni, licenze non necessarie

  • semplificare i procedimenti ancora necessari

  • raccogliere in testi unici tutte le norme relative a un settore

  • delegificare normative finora regolate per legge (per poterle aggiornare più facilmente)

  • La legge di semplificazione 1999:

  • semplifica la procedura e riduce i costi per la costituzione di società e per le fusioni e scissioni di società, sopprimendo l’omologa e la pubblicazione su GU

  • introduce l’asta telematica permanente per gli acquisti di beni servizi sul mercato da parte delle P.A.

  • accelera le conferenze dei servizi ( decideranno a maggioranza )



Semplificazione numero di procedure per la costituzione di società e ditte individuali



Semplificazione costi per la costituzione di società e ditte individuali (euro)



Semplificazione tempo necessario per il perfezionamento delle procedure per la costituzione di società e ditte individuali (settimane)



Semplificazione per una nuova regolazione di qualità

  • Analisi dell’impatto della regolazione

  • prevista dalla legge 50 (Bassanini-quater) per misurare i costi delle nuove iniziative normative su cittadini e imprese (e, magari, decidere che è meglio lasciar perdere…). E’ in funzione dalla primavera 2000.

  • L’Osservatorio per la semplificazione

  • per confrontarsi sulle regole con i firmatari del patto sociale: opera dal 1999

  • Il Nucleo per la semplificazione

  • una task-force di esperti per tutelare la qualità della regolazione

  • Coordinamento con OCSE e UE

  • per una better regulation comunitaria e internazionale. I Consigli europei di Lisbona e Feira hanno accolto la proposta italiana di un’azione europea comune per la semplificazione e la sburocratizzazione



Semplificazione le resistenze

  • La tela di Penelope

  • Governo e Parlamento reintroducono quotidianamente nuove regolazioni e nuove complicazioni burocratiche:

    • resistono (a destra e a sinistra) la cultura statalista e la disattenzione ai costi da regolazione e ai carichi burocratici imposti a imprese, famiglie e amministrazioni
    • permane la tendenza a legiferare in modo dettagliato: dalla delegificazione alla rilegificazione
  • Il freno a mano delle amministrazioni:

    • scarsa collaborazione nella stesura e nell’applicazione dei provvedimenti di semplificazione
    • resistenze culturali: la semplificazione riduce l’arbitrarietà e il potere della burocrazia


PROGRESSI NELLA QUALITA’ DELLA REGOLAZIONE (estratto dal rapporto OCSE sull’Italia)





PROGRESSI NELLA QUALITA’ DELLA REGOLAZIONE (estratto dal rapporto OCSE sull’Italia)







Semplificazione un primo bilancio

  • 184 procedimenti amministrativi delegificati dalle leggi 59/97, 191/98 e 50/99

  • 100 procedimenti semplificati di cui 50 in vigore (tra cui lo sportello unico per gli impianti produttivi) e 50 deliberati dal Consiglio dei ministri e al parere del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e del Parlamento (tra cui lo sportello unico dell’automobilista)

  • 42 procedimenti soppressi dalla legge 340/2000

  • 7 procedimenti in via di approvazione (entro aprile)

  • 8 Testi unici (tra cui: enti locali, documentazione amministrativa, edilizia, espropriazione, università, pubblico impiego)



La semplificazione Riduzione dello stock normativo conseguente alla semplificazione e al riordino (articoli)



Testo unico sulla documentazione amministrativa

  • In un unico testo tutte le norme sulla documentazione amministrativa e sul documento informatico

  • Oltre il 95% dei certificati sostituibile da autocertificazioni non autenticate in carta semplice

  • Sempre ammesso l’uso di strumenti informatici e telematici, oltre che del fax

  • Divieto per le Pubbliche amministrazioni di richiedere certificati in tutti i casi in cui è ammessa l'autocertificazione

  • Verso la decertificazione: soppressione totale dei certificati attraverso lo scambio dei dati per via telematica tra le amministrazioni



Autocertificazione e Sportello Unico (estratto dal rapporto OCSE sull’Italia)



Autentiche di firme richieste dalle amministrazioni: 1996-2000



Semplificazione Certificati per anno



Semplificazione risparmi annuali per certificati e autentiche di firma







Semplificazione l’esempio dello sportello unico

  • Un solo procedimento per lo start up degli impianti produttivi, invece delle 43 autorizzazioni richieste in precedenza

  • Prima: 2-5 anni per avere una risposta dall’amministrazione

  • Ora: non più di 3 mesi nei casi più frequenti, al massimo 11 mesi

  • (tempi medi: 65,2 giorni in un campione di 461 sportelli “a regime”)

  • Un unico interlocutore per le imprese e un nuovo ruolo per il comune nello sviluppo del territorio

  • Una struttura informatizzata e accessibile per via telematica



Sportello unico

  • Tempi medi del procedimento in 461 sportelli “a regime”

  • 65,2 giorni dalla presentazione della domanda

  • Sportelli realizzati (dati al 10/01/2001)

  • 48,7% dei Comuni con il 68,6% della popolazione residente

  • Con la realizzazione degli sportelli “chiavi in mano” entro la fine di giugno si prevede che i comuni coperti saranno il 59,2% e la popolazione il 77,1%



SPORTELLI UNICI: IL MEZZOGIORNO ALL’AVANGUARDIA (estratto dal rapporto OCSE sull’Italia)







Sportello unico risultati gennaio 2001

  • ROMA 14455/12461

  • PALERMO 7772/6983

  • BOLOGNA 5700/5200

  • S. GIOVANNI IN PERSICETO (BO) 2095/2077

  • PRATO (PO) 1993/1436

  • CESENA (FO) 1666/1038

  • MODENA 1537/1300

  • VIAREGGIO (LU) 1364/1222

  • FORLI’ 1200/1000

  • SIENA 1045/869

  • LUCCA 999/749

  • MANTOVA 901/860

  • BISIGNANO (CS) 855/796

  • CASCINA (PI) 808/764





Sportelli unici

  • Le difficoltà

  • Metà dei comuni ne è ancora privo (40% della popolazione italiana)

  • Ostruzionismo o scarsa collaborazione di molte amministrazioni statali e regionali

  • Riluttanza dei piccoli comuni ad associarsi

  • Le risposte

  • E’ stato modificato il regolamento per semplificare e accelerare ed aver effettivamente un unico procedimento ed un unico responsabile (all’esame della Corte dei Conti)

  • E’ in corso di attuazione un action plan del Governo per diffondere gli sportelli unici su tutto il territorio e migliorarne il funzionamento



Una P.A. performance-oriented una rivoluzione culturale

  • Prima: un approccio giuridico-formale

    • contano solo regole e procedure, non c’è attenzione a qualità e risultati
  • Ora: al servizio del cittadino-utente

    • qualità del servizio e customer satisfaction come criteri direttivi dell’attività delle Pubbliche Amministrazioni
    • un nuovo controllo sulle performance, accanto a controlli di legittimità più efficaci ma meno invasivi
    • promuovere la crescita professionale: un piano straordinario per la formazione
    • maggiore trasparenza: al momento sono registrati presso il Dipartimento della Funzione Pubblica 1700 URP




Una P. A. performance-oriented il nuovo management

  • Il ruolo unico dei dirigenti dello Stato

  • Accesso per concorso pubblico; fino al 5% dal privato con contratto a termine

  • Fine dell’inamovibilità dei dirigenti: incarichi a termine (da 2 a 7 anni); licenziamento dei dirigenti incapaci; valorizzazione dei capaci e meritevoli

  • Trattamento accessorio variabile in relazione alle performance



Una P.A. performance-oriented i nuovi controlli interni

  • Definizione annuale degli obiettivi

  • Un’unità di valutazione in ogni ministero o agenzia

  • Controllo strategico e controllo di gestione

  • Coordinamento della Presidenza del Consiglio su valutazione e controllo strategico

  • Banca dati con le direttive dei ministri e gli indicatori di performance

  • Carte dei servizi

  • Verso standard di qualità a livello europeo



Una P.A. performance oriented le resistenze

  • Il persistere di una cultura legalistica e statalistica nelle amministrazioni, nella magistratura ordinaria, nella magistratura amministrativa e contabile

  • La difesa dell’inamovibilità e dell’irresponsabilità degli alti burocrati in nome della neutralità dell’amministrazione

  • Lo spauracchio dello spoil system (c’è negli Usa , ma non in Italia……)

  • Il rifiuto della cultura della valutazione e del merito



Riforma del lavoro pubblico distinzione fra Politica e Amministrazione

  • “I politici sono responsabili delle scelte politiche”:

  • eliminazione di ogni ingerenza politica nella gestione delle pubbliche amministrazioni

  • Compiti dell’autorità politica:

  • definire politiche e strategie; valutare i risultati; nominare i direttori generali

  • “I dirigenti sono responsabili dell’amministrazione”:

  • i dirigenti hanno poteri più ampi, maggiori responsabilità e stipendi adeguati alle responsabilità e ai risultati



Riforma del lavoro pubblico la “privatizzazione” del pubblico impiego

  • Diritto privato per i dipendenti pubblici

  • Contrattualizzazione del rapporto di lavoro:

  • estensione della disciplina contrattuale (anche ai dirigenti generali) e valorizzazione dei contratti integrativi aziendali e individuali per promuovere professionalità e produttività

  • Riforma della rappresentanza sindacale

  • Giudice unico per tutte le cause di lavoro:

  • la giurisdizione sul lavoro pubblico dal giudice amministrativo al giudice del lavoro; soluzioni extragiudiziarie delle controversie (conciliazione, arbitrato)



Il sistema di garanzie per i dirigenti

  • Il sistema di garanzie previsto dalla riforma evita gli abusi e le prevaricazioni del potere politico sulla dirigenza attraverso i seguenti strumenti:

  • certezza dei criteri e pubblicità nell’affidamento degli incarichi

  • indicatori di prestazione oggettivi e trasparenti

  • previsione di organi di garanzia (Comitato di Garanti)

  • revoca anticipata dell’incarico solo in presenza di una valutazione negativa dei risultati, previo il parere vincolante del Comitato di Garanti

  • valutazione complessiva dei risultati a conclusione del contratto; se la valutazione è positiva conferma nello stesso incarico o in uno equivalente



Dall’inamovibilità del dirigente alla valorizzazione del suo ruolo

  • Prima: irresponsabilità e inamovibilità dei dirigenti in nome della neutralità dell’amministrazione (con la possibilità, discrezionale, del potere politico di procedere ad “avvicendamenti organizzativi”)

  • Ora: ampia capacità di scelte gestionali e di autonomia nell’arco dell’incarico; con il contratto è stabilita la durata e il termine dell’incarico; introduzione della cultura della valutazione e del merito con la possibilità di rimuovere i soli dirigenti che si sono dimostrati incapaci



Dirigenza: distinzione tra rapporto di lavoro e di servizio

  • il quadro delineato dalla riforma è basato sul merito e prevede un sistema di garanzia e di tutela, quindi è completamente diverso dallo spoil system

  • per le sole posizioni di raccordo tra politica e burocrazia (Segretari generali e Capi dipartimento, circa 30 top managers della PA) è prevista, a discrezione dell’autorità politica, la revoca del rapporto di servizio ma non del rapporto di lavoro



Il sistema retributivo della dirigenza

  • Prima: retribuzioni generiche e generalizzate hanno portato all’appiattimento senza nessuna distinzione nelle retribuzioni dei dirigenti

  • Ora: retribuzioni collegate a sistemi di valorizzazione della persona, alla rilevanza dell’incarico e alla capacità di raggiungere i risultati



Rapporto tra retribuzione fissa e variabile prima e dopo la riforma (dirigenti degli Enti locali)



Riforma del lavoro pubblico le resistenze

  • Restano contraddizioni e incoerenze:

  • nelle organizzazioni sindacali:

    • la scelta di principio per la professionalità e il merito, la responsabilità e il decentramento è talvolta contraddetta dai comportamenti quotidiani
  • nei comportamenti di politici, amministratori e dirigenti

    • aumenti retributivi a pioggia
    • per converso difesa strisciante dei privilegi e della giungla degli incarichi
  • nelle scelte del Parlamento:

    • la scelta di principio per la contrattualizzazione, la meritocrazia, la qualità contraddetta da uno stillicidio di disposizioni clientelari: promozioni ope legis, assunzioni di precari senza concorso ecc.


Riforma del bilancio pubblico da un bilancio finanziario a un bilancio economico

  • Prima: un bilancio frammentato in oltre 6.000 capitoli

  • Ora: circa 1.000 unità previsionali di base, una per ciascun obiettivo

  • Ogni struttura amministrativa è responsabile del proprio budget

  • Ogni budget evidenzia il rapporto tra costi e obiettivi, verificato ogni anno (fine del bilancio incrementale)



Riforma del bilancio pubblico nuove procedure di spesa

  • Rigorosa analisi dei costi della legge finanziaria e delle leggi di spesa

  • Controllo sui costi degli emendamenti in Parlamento

  • Mandato informatico

  • Federalismo fiscale

  • Programmazione delle assunzioni



Riforma del bilancio pubblico resistenze e difficoltà

  • Responsabilizzazione e autonomia di budget delle amministrazioni: restano resistenze centraliste e burocratiche

  • Tesoro: dal “freno a mano” alle suggestioni neo-centralizzatrici

  • Ministeri e enti territoriali: chi scommette sulla responsabilità e l’autonomia dei dirigenti?



E-government verso l’amministrazione digitale

  • La tecnologia informatica: una straordinaria opportunità e lo strumento principale per l’ammodernamento della P.A.

  • Fisco telematico (40 mil. di dichiarazioni fiscali e 200 milioni di documenti annessi sono presentate per via telematica e trattate elettronicamente)

  • Carta d’identità elettronica (è in atto la sperimentazione)

  • Firma digitale prevista dalla L. 59/97 che ne riconosce la validità giuridica (operano 8 società di certificazione)



L’action plan sull’e-government

  • Il cittadino potrà ottenere ogni servizio pubblico rivolgendosi a qualsiasi amministrazione di front-office abilitata al servizio.

  • Il cittadino dovrà comunicare una sola volta all’amministrazione la variazione delle informazioni che lo riguardano.

  • Ogni amministrazione dovrà essere in grado di reperire le informazioni richieste, ovunque esse risiedano (tutti i servizi pubblici on line).

  • Tutti i servizi pubblici per i quali è tecnicamente possibile usare la rete saranno erogati on line



I punti dell’action plan

  • Portali informativi

  • Portali per l’erogazione dei servizi

  • Portale per i servizi alle imprese

  • Reti nazionali

  • Informatizzazione degli enti locali

  • Integrazione delle anagrafi

  • Indice anagrafico nazionale



Ripartizione delle risorse per l’informatizzazione dell’amministrazione (miliardi di lire)









QUALE PARERE CONDIVIDE DI PIU’, RISPETTO A QUESTO PROGETTO DI INNOVAZIONE INFORMATICA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?



Global Forum On Reinventing Government

  • L’Italia ha organizzato a Napoli, tra il 15 e il 17 marzo scorso, il III Global Forum On Reinventing Government il cui tema è stato: Fostering democracy and development through e-government

  • Il Global Forum ha visto:

  • la partecipazione di delegazioni di 122 paesi, di cui oltre 60 a livello governativo; 140 speakers e oltre 1000 partecipanti

  • il riconoscimento unanime del ruolo di avanguardia dell’Italia nell’e-government

  • l’adozione di un documento con raccomandazioni concrete per G8, ONU e singoli governi



Riforma della formazione, dell’Università e della ricerca

  • Nella società dell’informazione, del sapere e della conoscenza, istruzione, formazione, università e ricerca rappresentano la missione strategica del paese e del suo sistema istituzionale.

  • Sulla base della legge 59/97 sono stati riformati:

    • Il sistema dell’istruzione pubblica primaria e secondaria
    • Il sistema universitario
    • Il sistema della ricerca scientifica
    • I principali enti di ricerca (CNR, ENEA, ASI, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ecc.)
    • Il MURST
    • Il sistema di formazione dei dirigenti e e dei dipendenti pubblici


Riforma della formazione, dell’Università e della ricerca

  • L’autonomia principio fondamentale della riforma:

    • Autonomia organizzativa, didattica e scientifica delle università
    • Autonomia organizzativa e scientifica degli enti di ricerca
    • Autonomia degli istituti scolastici.
  • Introduzione di elementi competitivi nel sistema pubblico della formazione e della ricerca

  • Rottura della rigidità degli ordinamenti didattici

  • Centralità dell’apprendimento e della sua valutazione

  • Ora: priorità alla formazione, all’istruzione e alla ricerca nell’allocazione delle risorse: l’investimento nel capitale umano e nella ricerca è l’investimento strategico per il futuro del paese e la sua competitività



L’applicazione della riforma attraverso l’innovazione

  • Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha avviato un programma di azioni di sostegno all’innovazione amministrativa, che ha coinvolto ministeri, regioni, comuni e provincie. Gli ambiti d’intervento sono:

      • La nuova gestione del personale;
      • Il controllo di gestione
      • La semplificazione della documentazione amministrativa
      • Lo sportello unico
      • Le forme di lavoro flessibile
      • Il decentramento
      • La esternalizzazione di funzioni amministrative
      • La valutazione dell’impatto della regolazione
      • La carta di identità elettronica
      • La comunicazione istituzionale


L’applicazione della riforma attraverso l’innovazione (Gli Strumenti - 1)



L’applicazione della riforma attraverso l’innovazione (Gli Strumenti - 2)



L’applicazione della riforma attraverso l’innovazione (Gli Strumenti - 3)



Verso “Lo spazio amministrativo europeo” (i principi)

  • l’organizzazione dei diversi sistemi amministrativi è prerogativa esclusiva degli Stati Membri dell’UE (i trattati comunitari non toccano le PA)

  • tuttavia, il governo italiano ritiene indispensabile arrivare a standard omogenei a livello europeo dei risultati dell’azione amministrativa



Verso “Lo spazio amministrativo europeo” (le ragioni)

  • La qualità della regolazione e dell’azione amministrativa è infatti rilevante per:

  • la competitività dell’Europa nel suo complesso

  • l’effettività del mercato interno (la concorrenza può essere alterata dai “costi burocratici”)

  • dare sostanza ai diritti dei cittadini europei



Verso “Lo spazio amministrativo europeo” (i primi passi)

  • Lettera dei ministri della funzione pubblica italiana e spagnola ai loro colleghi europei (dicembre del 1997)

  • vengono indicati una prima serie di temi: qualità della regolazione e semplificazione delle procedure; formazione dei dirigenti; individuazione di parametri per misurare le performance delle amministrazioni pubbliche

  • Conferenza di Manchester su Miglior governo con una regolazione più efficace (marzo 1998)

  • Conferenza europea dei Ministri responsabili per le riforme amministrative e la funzione pubblica (novembre 1998)

  • nella conferenza, chiesta dall’Italia, viene deciso il ricorso al benchmarking ed allo scambio delle best practices; vengono avviate iniziative per confrontare i livelli di qualità delle amministrazioni e di formazione europea dei funzionari e manager pubblici



Verso “Lo spazio amministrativo europeo” (gli sviluppi recenti)

  • Il Consiglio europeo straordinario di Lisbona per l’occupazione (marzo 2000):

  • viene riconosciuto che l’importanza dell’azione amministrativa e la qualità della regolazione sono fattori di crescita per l’occupazione e per la creazione di ricchezza

  • La conferenza di Lisbona (maggio 2000):

  • vengono illustrate le iniziative per attivare meccanismi di benchmarking e scambio delle migliori pratiche nonché per la costituzione di un metodo comune di valutazione

  • Il Consiglio europeo di Feira (giugno 2000)

  • grazie anche ad una specifica azione italiana viene evidenziato nelle conclusioni il ruolo delle amministrazioni pubbliche e della regolazione di qualità per la competitività dell’Unione e degli Stati membri. Viene anche approvato il piano di azione globale “eEurope 2002”



“Lo spazio amministrativo europeo” (Il Consiglio di Strasburgo - novembre 2000)

  • I Ministri della pubblica dell’UE, in una risoluzione generale unanimemente approvata, concordano sulla importanza di una “azione di modernizzazione concertata” delle pubbliche amministrazioni, e della costruzione di uno “spazio europeo di qualità delle amministrazioni pubbliche”.

  • Vengono adottate risoluzioni specifiche in materia di dialogo sociale, e-government, qualità della regolazione e dei servizi pubblici. Si concorderanno indicatori di qualità europei e una procedura di benchmarking

  • Il Consiglio europeo di Nizza ha citato le risoluzioni di Strasburgo incoraggiandone l’attuazione



I primi risultati della riforma Spesa per il personale pubblico (% del PIL)



Dipendenti pubblici un confronto tra Italia e Francia



IL PESO DELLO STATO SULL’ECONOMIA - 1999 Spesa pubblica in % del PIL al netto degli interessi



Spesa primaria pubblica in Italia e UE (% del PIL)



I primi risultati deficit pubblico (% del PIL) avanzo (+) disavanzo (-)



Stock del debito pubblico (% del PIL)







Il futuro della Riforma

  • La fase cruciale dell’attuazione

  • la riforma è ormai tutta definita nelle leggi e nei decreti: ma le leggi da sole non cambiano la vita dei cittadini

  • Le riforme camminano con le gambe delle donne e degli uomini

  • l’attuazione della riforma dipende da milioni di amministratori e dipendenti pubblici. C’è anche chi rema contro…

  • Restano resistenze culturali e burocratiche

  • formalismo giuridico, centralismo burocratico, rifiuto dell’innovazione non si eliminano in pochi mesi a colpi di leggi e di decreti





Il futuro della Riforma la semplificazione: da una fase artigianale ad una industriale

  • con i nuovi strumenti costruiti in questi anni e ormai operativi (Nucleo per la semplificazione, Osservatorio per la semplificazione, Analisi dell’impatto della regolazione) si può raggiungere in cinque anni l’obiettivo di:

  • raccogliere le 35.000 leggi esistenti in 100 testi unici e non più di 1.000 leggi speciali



Il futuro della Riforma

  • Investire sulle pubbliche amministrazioni attraverso:

  • le tecnologie informatiche, per utilizzare le grandi opportunità della rivoluzione digitale

  • la formazione, per migliorare la conoscenza, la consapevolezza e la professionalità dei protagonisti della riforma

  • gli incentivi economici, per promuovere la qualità dei servizi e la crescita professionale

  • Un investimento strategico per la crescita e la competitività del paese



Conclusioni (dal rapporto OCSE)





Condividi con i tuoi amici:


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale