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7. Le fasi della sperimentazione
La sperimentazione, ideata, pianificata e progettata nel corso di un anno, si è realizzata concretamente nell’arco di cinque mesi, da febbraio a giugno 2010 ed ha previsto incontri di due o tre ore, due volte alla settimana, nelle classi sedi del progetto.

L’intero percorso è stato articolato in tre fasi: una fase di osservazione e preparazione, una fase dedicata all’azione sperimentale vera e propria ed infine una fase incentrata sulla valutazione, intesa come analisi descrittivo-qualitativa del percorso sperimentale ed interpretazione dei risultati.


Fase 1: osservazione e preparazione
Nella prima fase si è proceduto all’osservazione della sezione, delle relazioni alunni-alunni e insegnante-alunni. Attraverso la scheda di rilevamento e disegno libero sul corpo umano, si sono individuati i punti di partenza e si è potuta effettuare l’analisi dei bisogni dei bambini ricalibrando il progetto di sperimentazione in relazione alle abilità espressivo-comunicative rilevate in entrata.

In seguito ad una serie di colloqui esplorativi iniziali con l’alunno, gli insegnanti di sezione e la famiglia, si è proceduto all’osservazione dei bambini in situazione, tempo nel quale si sono proposte attività incentrate su sollecitazioni e stimoli non verbali, il test dell’omino399 ed è stata somministrata la scheda di rilevamento del comportamento linguistico e relazionale degli allievi stranieri.400 A ciò è seguita una prima restituzione dei dati raccolti e la individuazione dei bisogni linguistici così come delle risorse da attivare lungo il percorso sperimentale.

Un secondo momento di osservazione in itinere della sfera linguistica ha previsto attività motorie vere e proprie, alcune tipologie di gioco psicomotorio ed esercizi di interazione comunicativa; il tutto è stato registrato su una griglia di osservazione predisposta all’uopo.401 Nella griglia sono stati messi a sistema i comportamenti motori, le

abilità percettive sensoriali e lo sviluppo della competenza linguistica, articolata in ricezione dell’input e produzione. Per la valutazione degli item osservati, si è scelto un criterio numerico triadico: 0 = NO, 1 = IN PARTE, 2 = SI. La griglia è stata compilata per ciascuna attività e per ognuna delle classi coinvolte; se ne riporta una esemplificazione:




Attività …….. ……………..…………….…………

data…………………………classe…….………….


Bambino

allofono

Bambina

allofono

Bambini

italofoni

Percezione uditiva:

Riconosce e denomina il suono percepito;

Distingue diversi timbri sonori

Sa marciare ascoltando una musica

Riconosce la voce degli animali

Riconosce il rumore di utensili






 




Fonazione ed articolazione:

Sa controllare il movimento della lingua

Controlla bene il movimento delle labbra

Articola correttamente le consonanti

Articola correttamente le vocali e i dittonghi

Pronuncia correttamente il proprio nome

Pronuncia correttamente il nome

di persone e degli oggetti che conosce












Percezione corporeo-visiva:










Risponde fisicamente a semplici consegne (TPR)




 




Risponde fisicamente a domande a risposta chiusa

(con movimenti del capo)






 




Risponde oralmente a domande con espressioni

del tipo frastiche nome/verbo/compl.oggetto.






 




Riconosce e denomina le immagini proposte dall’insegnante.




 




Sa analizzare verbalmente un’immagine




 




Sa individuare e/o sa usare nel discorso le

sequenze temporali (prima, adesso, dopo).






 




Ha coscienza del proprio corpo




 




Conosce le varie parti del corpo




 




Motricità grossa:

Corre


Salta

Nuota


Striscia sul ventre a serpentello

Segue linee tracciate camminando






 




Motricità fine:

Sa disegnare

Sa colorare





 




Percezione visiva




 




Conosce i colori fondamentali

Sa distinguere correttamente tutti i colori














La ricerca sul tipo di osservazione da utilizzare con i bambini nella pratica linguistica e psicomotoria ha preso l’avvio dalla riflessione su uno dei principi teorici comuni sia alla Psicomotricità sia alla Glottodidattica, ovvero la globalità dell’allievo inteso come persona e considerato nella sua interezza.

La metodologia utilizzata è stata l’osservazione diretta e partecipante, alla presenza del bambino con il quale s’interagisce. Si tratta di un’osservazione interattiva
nel corso della quale non si indica soltanto la partecipazione a livello dell’agire, ma anche una disposizione emotiva interiore di ricettività e di ascolto verso tutto ciò che proviene dall’altro. Ricettività intesa come capacità di silenzio e spazio per accogliere e contenere l’intero oggetto osservato, badando di non incorrere in uno dei più comuni rischi dell’osservazione, che è quello di vedere soltanto delle parti, dei settori e non la persona nella sua unità. Nel caso specifico della scuola dell’infanzia e dei bambini stranieri si tratta di sviluppare la capacità di cogliere il processo evolutivo dell’alunno, la sua spinta a crescere, al di là delle limitazioni linguistico-culturali che possono in qualche misura condizionare lo sviluppo del senso identitario.


Nel corso del progetto sperimentale si sono alternate una osservazione iniziale e una osservazione in itinere.402 Nel primo caso sono stati osservati i bambini incontrati per la prima volta. L’osservazione iniziale, oltre a fornirci elementi di conoscenza del mondo interno del bambino, ha permesso anche di intravedere le sue possibilità di evoluzione. Ascoltare la “storia” del bambino straniero, narrata sia dall’insegnante di classe sia dall’incontro con i genitori, ha fornito informazioni utili prima di cominciare l’attività scolastica ed ha consentito di calibrare l’intervento educativo sui bisogni effettivi del bambino.

L’osservazione in itinere, gestita continuativamente per l’intero intervento progettuale, ha permesso al docente esperto di modulare costantemente le strategie dell’intervento, aggiustandolo in funzione dell’evoluzione del bambino ed in relazione alle aree indagate orientamento senso-motorio, comunicazione pre-simbolica e simbolica. In particolare, l’osservazione del gioco psicomotorio del bambino si è basata su parametri precisi che si rifanno alle categorie tipiche della comunicazione non verbale: la relazione del bambino con lo spazio, il tempo, gli oggetti e gli altri. Il bambino, soggetto delle relazioni, è stato osservato nella sua espressività motoria, cioè nel modo tutto originale che ha di essere se stesso, di esprimere ciò che sta vivendo nel qui ed ora e, allo stesso tempo, di raccontare la propria storia.
Fase 2: l’azione in classe
Nella seconda fase si è proceduto alla conduzione delle attività vere e proprie, sia nella classe di controllo sia nella classe sperimentale. Con entrambi i gruppi si è scelto di lavorare sullo sfondo integratore di ‘Pesce Giramondo’ e della continuazione ‘Pesce Giramondo è diventato uomo’, che si prestano particolarmente bene ad un lavoro combinato Psicomotricità ed Educazione Linguistica, grazie alle sollecitazioni offerte dalla ricchezza di verbi di moto nonché dall’ampia varietà lessicale e semantica relativa a diversi ambiti contenutistici. La favola ‘Pesce Giramondo’, scritta e riadattata da V. Riccio403, è la storia di un pesce che girava per il mondo e che voleva diventare uomo. Il pesce nuota in lungo e in largo per il mare fino a quando giunge in un’isola in cui le persone, per parlare, usavano solo la A, e non gli piace; poi giunge nell’isola in cui le persone dicevano solo O e nell’altra in cui usavano solo la E e che non gli piacciono entrambe. Finalmente giunge nell’isola delle UI e questo posto gli piace. Gli abitanti dell’isola erano uomini e il pesce giramondo, che voleva camminare, inizia a strisciare, ad andare carponi e finalmente si alza in piedi. Il pesce voleva fare amicizia con gli abitanti ma nessuno gli dava conto e interloquiva con lui perché aveva coda e pinne. Un giorno il pesce giramondo incontra un uomo che gentilmente gli indica il viso, le braccia, la pancia, le gambe, e con una filastrocca, gli spiega come è fatto l’uomo. Il pesce, contento di avere imparato queste cose, prende carta e matita e fa centinaia di disegni di un uomo per non dimenticare quanto gli è stato spiegato.

L’utilizzo di ‘Pesce Giramondo’ ha seguito due itinerari differenti. Mentre nel gruppo di controllo l’azione didattica è stata incentrata sul racconto della favola, prediligendo la ricezione orale dell’input linguistico ed attivando la comprensione soltanto mediante il disegno, nel gruppo sperimentale la favola è stata presentata ed elaborata attraverso tecniche psicomotorie ed esercizi specifici legati allo sviluppo della competenza linguistico-comunicativa. In altri termini, mentre nella sezione di controllo si è deciso di lavorare sull’acquisizione dell’italiano come L1, non facendo un preciso distinguo tra apprendenti italofoni e allofoni, nella sezione sperimentale si è proceduto ad una sequenza di interventi imperniati sulle strategie di acquisizione dell’italiano come L1 per i bambini italofoni e come L2 per quelli allofoni.

Sia nel caso del gruppo di controllo sia nel caso del gruppo sperimentale, ciascuna azione è stata progettata seguendo una precisa articolazione interna in step operativi, pur nel rispetto della specificità degli interventi:


  1. Warm up o fase di riscaldamento,

  2. presentazione orale della favola in assetto di circle-time (gruppo di controllo),

  3. presentazione orale e per immagini della favola in assetto di circle-time (gruppo sperimentale),

  4. rielaborazione verbale della favola,

  5. animazione delle sequenze chiave della favola mediante mimo corporeo (sezione sperimentale), disegno (sezione di controllo),

  6. rielaborazione corporea della favola mediante movimenti intenzionali e movimenti spontanei (solo per il gruppo sperimentale),

  7. pratica intensiva di rivisitazione del testo, mediante giochi psico-motori, linguistici e senso-motori (gruppo sperimentale) o giochi simbolici e linguistici (gruppo di controllo),

  8. rielaborazione rappresentativa del testo con schede strutturate da colorare (gruppo di controllo e gruppo sperimentale), creazione dello schema corporeo con disegno libero, disegno con modello, tecnica del ritagliare e del collage, del riempimento e di manipolazione (gruppo sperimentale), realizzazione del “testo impertinente”404(gruppo sperimentale) e del “book405 (gruppo di controllo) relativo alla favola (nella duplice versione di ‘Pesce Giramondo’ e ‘Pesce Giramondo è diventato uomo’),

  9. verifica degli apprendimenti mediante breve racconto della favola rispettando la sequenza temporale prima/dopo, mediante giochi linguistici e/o di memoria, mediante disegno libero sullo schema corporeo.


Le attività con il gruppo di controllo

L’intervento sulla favola ‘Pesce Giramondo’ con il gruppo di controllo è stato articolato in una serie di micro-attività di ascolto, fruizione, disegno e gioco finalizzate alla realizzazione finale del book.

Dopo una prima lettura a voce alta della favola in circle time e la rielaborazione orale da parte dell’insegnante si è passati al breve racconto libero sollecitato nei bambini e controllato in fase di esecuzione. Durante il racconto l’insegnante ha utilizzato il linguaggio verbale e paraverbale, marcando particolarmente le pause, il tono interrogativo e/o quello esclamativo. Obiettivo del racconto libero era quello di fare estrapolare agli stessi bambini alcune semplici battute rispettando l’esecuzione temporale del prima-dopo.

I bambini hanno quindi improvvisato dei giochi simbolici nella sezione riutilizzando le stesse stringhe linguistiche desunte dal racconto e successivamente hanno tradotto le parole in attività grafica finalizzata alla elaborazione del book sia sul “Pesce Giramondo” sia la continuazione “Pesce Giramondo è diventato uomo” composto da schede prestampate sulla favola colorate dagli stessi bambini con la tecnica dei colori a matita. L’attività iconica, ha contribuito a rilassare i giovani allievi ed ha consentito loro di esprimersi liberamente esplorando la realtà proiettata da/nella favola. Il gioco simbolico sulla traccia della favola, con l’uso di gesti, e qualche battuta verbale, ha coinvolto i bambini sul piano emotivo e ciò ha favorito un percorso di esternazione del proprio vissuto emozionale all’interno del cerchio magico innescato dal racconto della favola. Si è proceduti con l’ascolto e la memorizzazione della filastrocca ‘Tocca, tocca!’ e la memorizzazione di alcune piccole frasi idiomatiche. In chiusura dell’intervento, è stata proposta l’attività ludica articolata in: gioco libero, simbolico, gioco strutturato e gioco dello specchio. Per ogni attività si è proceduto dalla verbalizzazione orale alla rappresentazione iconica sino alla rappresentazione simbolica.

Si riportano di seguito le schede sintetiche relative alle attività realizzate nella sezione di controllo. Per ciascuna attività, attuata in più incontri, si sono precisati gli obiettivi specifici e le modalità di esecuzione:

Attività 1

Obiettivo specifico:
Ascoltare e comprendere semplici messaggi orali attraverso la favola
Pesce Giramondo

Modalità:


  1. Narrazione della favola ‘Pesce Giramondo’.

  2. Lettura di immagini che rappresentano la favola.

  3. Rielaborazione verbale da parte dell’insegnante.

  4. Breve racconto orale da parte dei bambini.

  5. Gioco simbolico.

  6. Colorazione delle singole schede strutturate.

  7. Costruzione di un piccolo book sulla favola ‘Pesce Giramondo’.


Attività 2

Obiettivo specifico:
Ascoltare e comprendere semplici messaggi orali con la favola ‘Pesce Giramondo è diventato uomo’.


Modalità:

  1. Narrazione della favola ‘Pesce Giramondo è diventato uomo’;

  2. Lettura di immagini che rappresentano la favola;

  3. Rielaborazione verbale da parte dell’insegnante.

  4. Breve racconto orale da parte dei bambini.

  5. Gioco simbolico.

  6. Colorazione delle singole schede strutturate;

  7. Costruzione di un piccolo book sulla favola ‘Pesce Giramondo è diventato uomo’;


Attività 3

Obiettivo specifico:
Ascoltare e memorizzare filastrocche.

Conoscere i vocaboli delle parti del corpo.

Modalità:

  • Ripetiamo e impariamo oralmente la filastrocca ‘Tocca tocca!’.

  • Gioco dello specchio: attraverso l’uso dello specchio ogni bambino dovrà riconoscersi, descriversi e denominare le varie parti del proprio corpo.


Attività 4

Obiettivo specifico:
Conoscere vocaboli che denominano l’identità di genere.

Modalità:

  • Con alcune immagini reali impariamo a conoscere il nome dei compagni e gli oggetti del vestirsi e formuliamo le prime brevi frasi: maschio “Io sono un maschio”; femmina “Io sono una femmina”; pantalone “Io mi vesto con il pantalone”; gonna “Io mi vesto con la gonna”, etc.


Attività 5

Obiettivo specifico:
Esprimere i propri bisogni e le proprie necessità.

Modalità:

Domande/risposte per soddisfare le proprie necessità: ho sete, posso bere?; posso andare al bagno?; mi piace quel gioco, posso usarlo?, etc.


Attività 6

Obiettivo specifico:

Sviluppare il gesto grafico.

Modalità:

Si invitano i bambini a sviluppare delle produzioni grafiche libere e con modello sul corpo umano.


Le attività con il gruppo sperimentale

L’apertura delle attività con il gruppo sperimentale ha previsto un warm up linguistico articolato in giochi mirati all’esercizio dell’articolazione della lingua e dei suoni. Si è, quindi, passati all’imitazione del linguaggio neonatale emettendo alcune sillabe di base (la-la-la, ta-ta-ta, ma-ma-ma) ripetute in diverse tonalità: sussurrando, gridando, a voce bassa. Gli alunni sono stati invitati a pronunciare, con la mano sul collo, le vocali in modo esagerato, con tono ora alto ora basso e alzando o abbassando le mani nell’immissione di una vocale. Si è fatto ripetere il proprio nome scandendo bene le lettere. Infine, è stato chiesto loro di imitare il rumore o il suono prodotto dal trapano, dalla sega, dalla zanzara, dal serpente, dalla sirena e la voce degli animali (il cane, l’asinello, la pecora, la mucca, la gallina).

Si è quindi è proceduto al racconto della favola ‘Pesce Giramondo’. Il testo narrato è stato suddiviso in sequenze e battute per avviare un role-play semi-strutturato che comprendesse l’imitazione delle azioni motorie principali presenti nella favola, nonché la rielaborazione verbale della favola stessa. Questa è stata presentata in assetto di circle-time oralmente con immagini illustrate. Nel raccontare la favola, l’insegnante ha mimato i vari movimenti di ‘Pesce Giramondo’ ed ha poi raccontato la favola una seconda volta facendo partecipare i bambini alla narrazione con i movimenti. Ad ogni battuta della favola è stata, quindi, associata l’azione motoria, prima da parte del docente e poi, su base mimetica, da parte degli alunni.

A ciò ha fatto seguito l’attività di colorazione delle illustrazioni che i bambini hanno usato per costruire il “testo impertinente” di ‘Pesce Giramondo’ e di ‘Pesce Giramondo è diventato uomo’. I bambini hanno osservato il libro prodotto da loro stessi. Infine, si è passati all’attività motoria vera e propria in cui la favola è stata utilizzata come input per il movimento. Durante la narrazione, i bambini disposti a semicerchio e seduti sulle sedie hanno ascoltato il racconto dell’insegnante che imitava i movimenti del nuoto. In un secondo momento sono stati i bambini ad imitare ripetendo ad ogni bracciata: ‘Nuota, nuota, nuota!’ Lo stesso tipo di associazione movimento/parola è stato reiterato per le diverse azioni presenti nel testo e a ciascun movimento si è fatto corrispondere un termine (generalmente un verbo) o alcune vocali o gruppi vocalici. La ripetizione di parole o suoni è stata effettuata sempre a voce alta e marcata dal battito delle mani che contribuiva alla fissazione mnemonica attraverso il ritmo.

Per ciascuno dei verbi di moto presenti nel testo fiabesco, all’imitazione del movimento da parte dell’insegnante seguiva l’attività di imitazione dei bambini i quali hanno sperimentato una gamma di posture e azioni motorie quali strisciare per terra, il muoversi a carponi, la camminata, il salto, tutte finalizzate al controllo del corpo, all’acquisizione della dimensione di orientamento nello spazio e al raggiungimento dell’equilibrio.

Successivamente, si è passati alla fase più propriamente ludica. Il gioco dello specchio ha contribuito a rafforzare le azioni di riconoscimento, auto-descrizione e denominazione delle parti del proprio corpo; con il gioco della danza (su musica etnica e tarantelle siciliane) i bambini hanno connesso il libero movimento del corpo alla cadenza ritmica imposta dal fraseggio musicale e del ritmo; il gioco a coppie per memorizzare la filastrocca ‘Tocca, tocca!’, il gioco dell’indovinello ‘passaparola’ e del traduttore simultaneo sono serviti alla messa a fuoco delle abilità linguistiche ed hanno visto i bambini impegnati rispettivamente nelle attività di interazione comunicativa, di passaggio interlinguistico dalla L1 alla L2 e viceversa, di recupero mnemonico dei termini appena appresi.

Infine, attraverso l’elaborazione grafica e la manipolazione i bambini hanno potuto sviluppare con spontaneità una serie di riproduzioni grafiche sullo schema del corpo, hanno copiato il modello del corpo umano ed hanno, quindi, costruito la sagoma di un corpo attraverso la tecnica del “taglia e incolla”. Nel fare ciò, i bambini hanno lavorato in piccoli gruppi, costantemente monitorati dall’insegnante e gli esiti dell’attività sono stati appesi alle pareti della classe sottoforma di cartelloni.

Durante la conduzione degli insegnamenti si è cercato di mantenere una congruenza fra il linguaggio verbale e il comportamento non verbale, curando l’espressione del volto, gesti, movimenti, la posizione del corpo, l’inflessione della voce, il ritmo e la cadenza, nonché la sistemazione degli oggetti nello spazio. Si è cercato di facilitare la comprensione delle consegne utilizzando non solo il linguaggio verbale, ma anche quello iconografico e mimico attraverso l’uso del corpo, imitando oggetti o persone. I bambini erano molto motivati durante lo svolgimento delle attività didattiche e hanno dimostrato buone strategie di elaborazione dell’apprendimento, per cui sono riusciti a mantenere il passo senza perdere il filo connettivo tra le diverse tipologie di attività proposte.

Il ricorso ad attività strutturate ha consentito, soprattutto ai bambini di quattro e cinque anni, il conseguimento di alcuni micro-obiettivi specifici: l’acquisizione delle competenze simbolico-culturali (logiche temporali e spaziali), della competenza linguistica in lingua italiana (denominazione e verbalizzazione delle parti dello schema corporeo), della competenza espressivo-corporea (drammatizzazione motoria delle scenette della favola). Di contro, l’insegnamento semi-strutturato, con alternanza di apprendimento guidato e attività grafiche libere, ha consentito lo sviluppo delle abilità senso-percettivi estrinsecate mediante la realizzazione di disegni liberi, costruzione del cartellone sul corpo e del “testo impertinente” basato sul ‘Pesce Giramondo’. Per ogni attività si è proceduto dalla esperienza senso-motoria, alla rappresentazione iconica sino alla rappresentazione simbolico-verbale. Sul piano metodologico, il docente si è avvalso delle indicazioni fornite dall’esperto, sia per l’ambito linguistico sia per quello psicomotorio, così come della mediazione didattica,406 delle strategie di gruppo,407 dei mediatori iconici, analogici e simbolici,408 del gioco inteso come strumento socializzante e condizione necessaria per stimolare i processi intellettivi su base esperienziale.409 I bambini sono, infatti, in grado di riconoscere, discriminare, selezionare, classificare, interiorizzare, ordinare, dati che provengono dai loro sensi (suoni, rumori, odori, profumi, colori, forme, sapori e contrasti tattili) attraverso l’esperienza diretta.

Le micro-attività sono state condotte in assetto didattico laboratoriale. Il laboratorio, spazio sinergico del fare, dell’agire e del pensare, favorisce la trasversalità dei saperi e promuove le capacità metacognitive (imparare ad imparare) e fantacognitive (imparare a creare/inventare). Lavorare in un’ottica laboratoriale significa attivare conoscenze dichiarative (ciò che si sa), competenze procedurali (come si fa), abilità metacognitive (riflessione sull’esperienza), e processi relazionali (l’interazione tra i pari).410 Quest’ultimo aspetto conferisce un valore aggiunto alla specificità formativa dell’attività laboratoriale la quale, offrendo la possibilità a ciascun individuo di agire all’interno di un sistema cooperativo e non competitivo, favorisce un processo di insegnamento/apprendimento flessibile e differenziato.

Non a caso, nel corso del progetto sperimentale, la forma privilegiata di attività è stata il gioco poiché, proprio per la sua componente fortemente laboratoriale esso consente al bambino di conoscere e sperimentare il mondo esprimendo pienamente le proprie abilità. Sono state utilizzate tutte le forme di gioco senso-motorio, simbolico, con regole, strutturato e non, proponendo attività vissute in forma ludica capaci di attivare la partecipazione, l’entusiasmo ed atteggiamenti di ricerca personale. L’attività ludica (dal gioco psicomotorio a quello simbolico ed alla drammatizzazione), spontanea e guidata, ha creato diverse occasioni educative che hanno spinto i bambini ad utilizzare ogni mezzo linguistico ed una pluralità dei linguaggi: verbale, paraverbale e non-verbale.

Si riportano di seguito le schede sintetiche relative alle attività realizzate nella sezione sperimentale. Per ciascuna attività, attuata in più incontri, si sono precisati gli obiettivi specifici e le modalità di esecuzione:




Esiti sociologici e sociolinguistici
Le teorie sull’apprendimento linguistico della l2
Didattica della l2 in un contesto plurilingue e pluridisciplinare
Capitolo iii motricità e lingua nella scuola dell’infanzia multiculturale
Attività 1 obiettivi specifici:

: retrieve -> handle -> 10447
10447 -> Degli studi di palermo scuola di dottorato in diritto sovranazionale e diritto interno dottorato di ricerca in diritto comparato ius
10447 -> Il lavoro culturale a scuola
10447 -> In tal senso vedremo in che modo I testi di Camilleri subiscono un effetto di rifrazione
10447 -> Prefazione
10447 -> Questo lavoro nasce con l’intenzione di comprendere in che modo si costruisce IL significato all’interno di una struttura predicativa
10447 -> Il diritto della navigazione nasce nel 1942 e fu opera della commissione Scialoja (politico ed economista) che diede vita al R. D. n. 327 del 30 marzo di quell’anno
10447 -> La nullita’ delle societa’ per azioni ex art. 2332 del codice civile
10447 -> Capitolo I
10447 -> M-fil/05 L’oggettività del giudizio morale. Un’interpretazione retorica
10447 -> Alle origini delle consuetudini marittime mediterranee


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