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337 R. Collois, Les jeux et les hommes, Gallimard, Paris, 1957; tr. it. I giochi e gli uomini, Bompiani, Milano, 1981, p. 72.

338 G. Zanniello, Condizioni per educare attraverso il gioco, in “Scuola Materna per l’educazione dell’infanzia” 19-20 (2000), pp. 9-11.

339 Nicolodi, op. cit., p. 20.

340 Ibidem, p. 58.

341 Si possono utilizzare altri tipi di linguaggio, quali quello iconico o musicale. Per esempio, l’insegnante può organizzare attività che stimolino nel bambino l’utilizzo di altre forme di linguaggio (disegni, filastrocche, immagini, canti, gioco dei mimi, etc.), in quanto, non sempre le parole permettono di esprimere e spiegare i sentimenti più profondi. Tuttavia, suscitare l’interesse per le attività e mantenerlo nel tempo è sicuramente uno dei problemi educativi più importanti con cui ogni insegnante deve continuamente fare i conti.

342 Raffigno, Occhini, op. cit., p. 321.

343 M. Dallari, Il corpo insegnante, in Prospettive pedagogiche e didattiche, a cura di Balduzzi, pp. 97-98.

344 www.notiziariostranieri.it [ultimo accesso:17.03.2010].

345 www.stranieriinitalia.it, Censis: così la crisi colpisce gli immigrati, Roma [ultimo accesso: 22.09.2009].

346 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, Gli Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano A.S. 2008/2009, Roma,2009, p. 2.

347 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, op. cit., Grafico 1: Alunni con cittadinanza non italiana per livello scolastico A.S. 96/97 al 2008/09, p. 11.

348 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, Gli Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano A.S. 2008/2009, Roma, 2009, p. 2.

349 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi - Servizio Statistico, Gli Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano A.S. 2008/2009, Roma, 2009,

350 Governo Italiano, Rapporto sulle politiche contro la povertà, in: www.governo.it/ Governo Informa/ Dossier/rapportopoverta/ [ ultimo accesso:15.12.2007].

351 Mentre per la scuola primaria l’aula di appartenenza è definita “classe”, per la scuola dell’infanzia l’aula di appartenenza è definita “sezione”.

352 Legge n. 53/2003.

353 www.ec.europa.eu, Piano d’Azione varato dalla Commissione dell’Unione Europea, Luglio 2003.[ultimo accesso: 20.07.2008]

354 M.I.U.R. - Ufficio scolastico regionale per la Toscana, Ufficio IX ambito territoriale della provincia di Firenze, Bambini stranieri nella scuola italiana, pp. 1-2: http://www.toscana.istruzione.it/ [ultimo accesso: 17.1.2011].


355 Giusti, op. cit., p. 58.

356 N.Capaldo, S. Neri, L. Rondanini, Il manuale della scuola elementare, Fabbri, Milano, 1999, p. 269

357 Capaldo, Neri, Rondanini, op. cit., p. 112.

358 Giusti, op. cit., p. 59.

359 Giusti, op. cit., p. 60.

360 Capaldo, Neri, Rondanini, op. cit., p. 118.

361 M.I.U.R., Atto di Indirizzo del Ministro M. S. Gelmini punto 1.3.b, Roma, 8 settembre 2009, p.7.

362 Capaldo, Neri, Rondanini, op. cit., p. 475.

363 D. Demetrio, G. Favaro , Bambini stranieri a scuola, La Nuova Italia, Firenze, 1997, p. 3

364 Id., Didattica interculturale. Nuovi sguardi, competenze, percorsi, cit., pp. 171-176

365 Tratto dalle Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia, in M.P.I, Le Indicazioni per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione, cit., pp. 27-39

366 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, op. cit., Tavola 8: Iscritti con cittadinanza non italiana per anno di corso scuola dell’infanzia, p. 5.

367 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, op. cit., Tavola 2: Alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia per livello scolastico 08/09, p. 6

368 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, op. cit., Tavola 4: Numero di scuole per percentuale di presenza di alunni con cittadinanza non italiana e livello scolastico 08/09, p.8

369 Nelle scuole della Lombardia 43 alunni con cittadinanza non italiana su 100 sono nati in Italia, un dato superiore alla media italiana (37%). In Lombardia inoltre i nuovi ingressi a scuola costituiscono il 7,4% della popolazione scolastica straniera,e evidenzia una maggiore stabilità dei flussi migratori in Lombardia in: www. Stranieriinitalia.it, Censis: così la crisi colpisce gli immigrati, Roma [ultimo accesso: 22.09.2009].

370 www. Stranieriinitalia.it, Scuola. Quasi 600 mila alunni stranieri, Roma [ultimo accesso: 19.05.2009]

371 Dati che emergono da un’indagine nazionale del Ministero dell’Istruzione sugli studenti con cittadinanza non italiana, in www.istruzione.it [ultimo accesso: 17.03.2010].

372 V. Ongini, Il mantello di Arlecchino. Alunni che non hanno cittadinanza italiana: l’indagine annuale del Ministero dell’Istruzione, in “Studi Emigrazione” 40 (151), 2003, pp. 523-538



373 www.tecnicadellascuola.it, [ultimo accesso: 14/11/2009]

374 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, op. cit.,pp.24-30

375 www.Sicilia.Informazioni.com, Rapporto Caritas, in Sicilia più alunni e occupati stranieri. [ultimo accesso: 26 ottobre 2010].

376 www.Siciliainformazioni.com, Rapporto Caritas, in Sicilia più alunni e occupati stranieri. [26 ottobre 2010].

377 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, op. cit., Appendice, p.30.

378 M.I.U.R., Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e per i Sistemi Informativi – Servizio Statistico, op. cit., Appendice, pp.24-30.


379 A. Amitrano Savarese, Multiculturalità a Palermo, un’integrazione impossibile?, in Cultura, culture, dinamiche sociali, educazione interculturale, cit., pp.137-146 a p. 140.

380 Francescato, Putton, Cudini, op. cit., p. 63.

381 O. Schindler, Comunicazione e linguaggio, Fogliazza, Milano, 1992, p.69.

382 Spini, Ferrarotti, op. cit., p. 95-97.

383 G. Fantauzzo, Recensione del vol. Giuseppe Gatto, La fiaba di tradizione orale, Milano, LED, 2007, in Bollettino della Fondazione Vito Fazio-Allmayer, N.1-2, (Gennaio-Dicembre) 2008, pp. 85-89.

384 A. La Marca, Personalizzazione e apprendimento, Armando, Roma, 2005, p. 43-45.

385 T. Taeschener, L’insegnante magica: la lingua straniera nella scuola dell’infanzia,

Borla, Roma, 2002, p. 90



386 E. Borella, C. Lanzani, C. Mantovani, B. Novara, M.A. Sgaramella, M. Tagliabue., Insieme alla scuola materna, FrancoAngeli/Le Comete, Milano, 1996, p. 81

387 Schindler, op. cit. p. 19

388 Spini, Ferrarotti, op. cit., p.347

389 Fantauzzo, Roccella, op. cit. p. 51.

390 Il TPR è una strategia che introduce lo studio di una lingua a partire dall’esecuzione di istruzioni verbali: i comandi. L’insegnante dà un comando associato al movimento corrispondente, l’apprendente esegue l’azione appropriata (es. Alzati! L’insegnante si alza e invita l’alunno ad alzarsi). Il TPR attraverso “una risposta fisica totale” fa acquisire la lingua con il fare come funzione automatica di risposta ad un invito verbale. Vedasi A. Mastromarco, Introduzione, in Imparare l’italiano con il TPR: Total Physical Response, a cura di A. Mastromarco, Giunti, Firenze, 2009, pp. 6-11. Differente invece è far acquisire la lingua attraverso l’azione motoria in cui l’azione non è di risposta ad un comando verbale ma è esperire la lingua. Attraverso l’esperienza, che è un’azione motoria sulla realtà, di un percorso psicomotorio sul corpo si va a definire e sollecitare lo sviluppo dello schema corporeo e ad acquisire e consolidare i nuovi termini linguistici corrispondenti. Il TPR è una metodologia appropriata nell’ambito della scuola primaria in cui il bambino è nello stadio di pensiero operatorio concreto, ma non nella scuola dell’infanzia in cui il bambino è nello stadio di pensiero pre-operatorio.

391 I. C. Amari-Roncalli, Piano dell’offerta formativa dell’anno scolastico 2009/2010 dell’Istituto Comprensivo Amari-Roncalli, in www.scuolaamari.it [ultimo accesso: 18.01.2010].


392 I. C. Amari-Roncalli, Piano dell’offerta formativa dell’anno scolastico 2009/2010 dell’Istituto Comprensivo Amari-Roncalli, in www.scuolaamari.it [ultimo accesso: 18.01.2010].

393 M.P.I, Le Indicazioni per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Indicazioni per il curricolo, D.M. 31/07/07, Tecnodid, Napoli, 2007.


394 Si vedano R. Boudon, Metodologia della ricerca sociologica, Il Mulino, Bologna, 1996; L. Calonghi, Sperimentazione nella scuola, Armando, Roma, 1990; C. Coggi, L. Calonghi, Ricerca e Scuola, Lisciani e Giunti, Teramo, 1990; G. Corallo, La ricerca in campo educativo, Adriatica, Bari, 1988; Petracchi, op. cit., p. 115.

395 I. Gamelli , Pedagogia ed educazione motoria, cit., pp.109-112.

396 L’uso dei nomi reali dei bambini, nonché delle immagini che li ritraggono e che documentano le attività svolte nel corso del progetto, è reso possibile grazie alla Liberatoria di consenso sulla privacy, rilasciata dai genitori e depositata agli Atti della Direzione Didattica presso l’I.C. Amari-Roncalli.



397 V. Riccio, Laboratorio delle attività motorie. Consapevolezza corporea, orientamento spazio-temporale e educazione alla salute per la scuola dell’infanzia e primaria, Erickson, Trento, 2009, pp. 11-15 e pp. 24-26

398 G. Maragliano, Manuale di didattica multimediale, Laterza, Roma-Bari, 1994, p. 86.

399 Denominato anche test di Machover-Goodenough, dal nome delle due psicologhe che lo hanno ideato e sperimentato, serve per misurare la maturità mentale globale dei bambini, proponendo ai bambini di elaborare un disegno libero sul corpo umano. Tale test può essere interpretato non solo in rapporto ad elementi quantitativi relativi al punteggio, ma anche ad elementi qualitativi in ordine di caratteristiche nella rappresentazione del corpo umano, della spazialità, del disegno come espressione del realismo intellettivo, elementi che si accrescono con l’età in relazione allo sviluppo mentale. Vedasi M. De Negri, Manuale di neuropsichiatria infantile, Piccin, Padova, 1996, pp. 423-429; G. V. Thomas, A. M. J. Silk, Psicologia del disegno infantile, Il Mulino, Bologna, 1998, pp. 35-39.

400 Scheda di rilevazione del comportamento linguistico e relazionale a uso degli insegnanti che hanno bambini stranieri in classe/ sezione in Facile! guida per l’insegnante, a cura di F. Della Puppa, M. C. Luise, Theorema libri, Petrini, Torino, 2001 pp. 10-15

401 Per gli indicatori e la strutturazione della scheda di osservazione si è fatto riferimento al testo di L. Genovese, S. Kanizsa, Manuale della gestione della classe, FrancoAngeli, Milano, 1991, pp. 475-481.

402 Genovese, Kanizsa, op. cit., pp.137-154.

403 Riccio, op. cit., pp. 11-15 e pp. 24-26; La motivazione della scelta di tale favola risponde a due criteri: il primo è che la favola si presta all’attività motoria presente nei movimenti del personaggio e all’attività linguistica presente nei vocaboli che descrivono il corpo umano; il secondo criterio è la presenza della pronuncia delle vocali A, E, O, UI, che risponde ai criteri di logopedia di apertura della bocca e non alla forma tradizionale di pronuncia delle vocali A, E, I, O, U, inoltre la presenza dei movimenti di strisciare, di andare carponi e di alzasi in piedi per camminare corrisponde allo sviluppo ontogenetico del bambino che rispecchia le tappe dello sviluppo psicomotorio.

404 Per testo impertinente, si intende un testo o libro gioco in cui non vi sono regole da seguire; libri pazzi costruiti con fogli di diversa grammatura, spessore, forma, disegnati su vari tipi di carta (velina, rigida, oleata, cartonata), con incise frasi nonsense o in lingue diverse in vari stili di scrittura e con colori diversi, in A. Nobile, Gioco e infanzia, La Scuola, Brescia, 2004, pp. 82-84. Nell’ambito, del gruppo sperimentale, si è scelto di costruire il libro impertinente della storia usando schede prestampate colorate dagli stessi bambini, attraverso l’utilizzo di varie tecniche di colorazione: a matita, a cera, a spirito, digito pittura, brillantina, acquarello, etc.

405 Per book s’intende una raccolta delle schede prestampate della favola colorate dai bambini con colori a matita.

406 Francescato, Putton, Cudini, op. cit., p. 32.

407 F. De Bartolomeis, La pratica del lavoro di gruppo, Loescher, Torino, 1981, p.54.

408 Schindler, op. cit., p.10.

409 Frabboni, Pinto Minerva, op. cit., p. 498.

410 Frabboni, op. cit., p. 83.

411 Nell’ambito della sperimentazione si è ritenuto opportuno utilizzare come mediatore linguistico, la risorsa interna alla scuola, sono stati coinvolti due bambini di quinta classe della stessa scuola, rispettivamente per le due diverse lingue: cinese e tamil.

412 M., Baldacci, Metodologia della ricerca pedagogica, Bruno Mondadori, Milano 2001, p. 144.

413 Cfr. M. Baldacci, La ricerca-azione come ricerca educativa di base, in Progettare, innovare, ricercare in campo educativo. Otto esperienze in Emilia Romagna, a cura di C. Dellucca, M.C. Gubellini, M. Levratti, Editore Editcomp, Bologna, 2003, pp. 1-8; J.P. Pourtois, La ricerca-azione in pedagogia, in, Manuale critico della sperimentazione e della ricerca educativa, a cura di E. Becchi, B. Vertecchi, FrancoAngeli, Milano, 1984, p. 135.

414 La Marca, op. cit., pp. 128-129

415 Per i bambini della scuola dell’infanzia si deve fare riferimento alla valutazione formativa. Il criterio si fonda sul “progresso personale” basato sul confronto tra le prestazioni, gli atteggiamenti, i comportamenti del singolo bambino rispetto a sé stesso. Si deve tenere conto dello sviluppo ontogenetico del bambino, delle fasi di maturazione dei processi cognitivi e delle abilità linguistico-motorio, in itinere, rispetto a se stesso e non in confronto al gruppo sezione vista l’eterogeneità dell’età presente in sezione, degli apprendimenti e dei due diversi sistemi linguistici. Inoltre il bambino straniero è sottoposto ad una doppia valutazione sia in riferimento al suo percorso d’ italiano come seconda lingua sia in riferimento ai contenuti del curricolo comune dei sistemi simbolico culturali. Vedasi come bibliografia di riferimento G. Favaro, op. cit., pp. 201-202.

416 De Negri, op. cit., pp.423-429.

417 I sistemi simbolico-culturali sono forme di rappresentazione della realtà intese come significati (lingua scritta ed orale, musica, sistema numerico) e strumenti simbolici (grafemi, cifre, note musicali). Tali sistemi permettono al bambino della scuola dell’infanzia di “codificare il sapere”, insegnandogli ad usare la parola, a differenziare oggetti, e azioni, a classificarli con nomi e verbi, a cogliere le categorie dello spazio e del tempo, infine a giungere alla capacità di astrazione e di simbolizzazione.

418 Si veda la scheda di osservazione inserita alla fine del paragrafo. Per gli indicatori e la strutturazione della scheda di osservazione si è fatto riferimento al testo, Genovese, Kanizsa, op. cit., pp. 475-481.

419 Dallari, Il corpo insegnante, in Balduzzi, op. cit., pp. 97-98.

420 MLT (memoria a lungo termine) e MBT (memoria a breve termine) in Miller, op. cit., p. 105.


421 Wille, La corporeità e l’azione nella costruzione dell’identità, cit., pp. 3-6.

422 Si veda A. Zorrillo Pallavicino, Gioco musicale e apprendimento, La Scuola, Brescia, 2000, pp. 59-75, L. Morini, R. Rossena, Giocare con i suoni e con il corpo, La Scuola, Brescia, 2002.

423 M. Saville-Troike, Private Speech: Evidence for Second Language Learning Strategies during the silent period, in “Journal of Child Language” 15 (1988), pp. 567-590. Dalle informazioni raccolte in tale progetto di ricerca non è naturalmente possibile ricostruire nei dettagli le strategie di apprendimento dei bambini stranieri. La distinzione di Saville-Troike delinea un’opposizione che può essere valida per descrivere meglio i due bambini alloglotti presenti in tale progetto di ricerca.

424 Saville-Troike, op. cit., p. 568.

425 Ibidem.

426 G. Pallotti, Gli aspetti linguistici di socializzazione nell’inserimento dei bambini stranieri nei servizi per l’infanzia, in Incontro di infanzie. I bambini dell’immigrazione nei servizi educativi, a cura di G. Favaro, A. Genovese, Bologna, CLUEB, 1996, pp. 201-239.




Esiti sociologici e sociolinguistici
Le teorie sull’apprendimento linguistico della l2
Didattica della l2 in un contesto plurilingue e pluridisciplinare
Capitolo iii motricità e lingua nella scuola dell’infanzia multiculturale
Attività 1 obiettivi specifici:

: retrieve -> handle -> 10447
10447 -> Degli studi di palermo scuola di dottorato in diritto sovranazionale e diritto interno dottorato di ricerca in diritto comparato ius
10447 -> Il lavoro culturale a scuola
10447 -> In tal senso vedremo in che modo I testi di Camilleri subiscono un effetto di rifrazione
10447 -> Prefazione
10447 -> Questo lavoro nasce con l’intenzione di comprendere in che modo si costruisce IL significato all’interno di una struttura predicativa
10447 -> Il diritto della navigazione nasce nel 1942 e fu opera della commissione Scialoja (politico ed economista) che diede vita al R. D. n. 327 del 30 marzo di quell’anno
10447 -> La nullita’ delle societa’ per azioni ex art. 2332 del codice civile
10447 -> Capitolo I
10447 -> M-fil/05 L’oggettività del giudizio morale. Un’interpretazione retorica
10447 -> Alle origini delle consuetudini marittime mediterranee


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