La statistica, grazie anche allo sviluppo scientifico e tecnologico, domina la nostra esistenza, poichè essa è un'insostituibi



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Università degli studi di Messina

Facoltà di Economia

Corso di

ECONOMIA E GESTIONE DEI SERVIZI TURISTICI






TURISMO & AMBIENTE


Analisi, strategie, strumenti, norme per un

“TURISMO SOSTENIBILE”





I


Cap. 3 Economia del turismo

3.1 Sistema turistico in generale pag. 91

a) Il turismo proprio pag. 92

b) Il turismo improprio pag. 92

c) L’escursionismo pag. 92

3.2 Articolazione dell’offerta turistica pag. 93

3.3 Riforma della legislazione nazionale sul turismo pag. 94

3.4 Il sistema turismo e ambiente nelle sue interazioni



con i sistemi reali, concettuali e astratti

a) Il sistema turistico pag. 127

b) le evoluzioni del turismo negli ultimi decenni pag. 128

3.5 Dati tendenziali della domanda turistica pag. 129

3.6 Evoluzione della domanda turistica pag. 130

a) la domanda turistica pag. 131

b) turismo, mostro o fattore di sviluppo? pag. 132

c) Lo sviluppo dell’economia turistica pag. 132

d) L’effetto macroeconomico ed equilibratore pag. 133

e) L’effetto moltiplicatore pag. 134

f) Il turismo Friendly pag. 134

Cap.4 Analisi della domanda e dell’offerta turistica

4.1 Lo sviluppo del turismo mondiale

a) Il turismo nell’economia globale pag. 135

b) La posizione dominante pag. 135

4.2 Il turismo in Italia pag. 136

a) L’industria turistica italiana pag. 136

b) l’offerta turistica italiana pag. 137

c) L’evoluzione del turismo in Italia pag. 138

d) le dinamiche della domanda turistica pag. 139

e) La distribuzione della domanda turistica pag. 140

4.3 Il trend dei flussi turistici in Italia pag. 141

4.4 Le valutazioni dell’OMT pag. 142

a) La distribuzione dell’offerta turistica pag. 144

b) La stagionalità pag. 144



Cap 5 Il sistema turistico e ambientale nelle

interazioni con i sistemi reali negativi

e positivi

5.1 Il sistema turistico ed il sistema ambientale

a) Evoluzione positiva ambiente turismo pag. 145

b) Alcuni effetti del turismo pag. 146

c) Le prime conflittualità pag. 146

d) il mercato turistico libero e le diseconomie pag. 147

e) Il limite allo sviluppo turistico pag. 148

f) Il declino turistico pag. 149

5.2 Localizzazione di un’impresa turistica pag. 150

a) fattori di attrazione pag. 150

b) fattori di esclusione pag. 150

c) fattori che determinano la scelta pag. 150

5.3 L’antropizzazione, l’ambiente ed il turismo

a) Attività turistica e ambiente pag. 151

b) L’espansione spontanea degli abitanti pag. 151

c) i possibili rimedi pag. 152

5.4 I rapporti tra l’agricoltura e il turismo

a) Binomio positivo pag. 153

b) Binomio negativo pag. 153

5.5 I rapporti tra turismo, industria e artigianato

a) I conflitti pag. 154

b) Le interdipendenze pag. 154

5.6 I rapporti tra turismo e attività commerciali

a) l’indotto pag. 155



ndice pag. 2

Mappa concettuale della tesi pag. 4

Premessa pag. 5

Cap. 1 Economia dell’ambiente generale


  1. L’ambientalismo pag. 10

  2. Boulding “la nave spaziale” pag. 10

  3. Le due scuole di pensiero pag. 10

  4. Il principio precauzionale pag. 11

  5. Il fallimento del mercato pag. 11

  6. Il fallimento dell’intervento pubblico pag. 12

  7. L’ambiente e il fisco pag. 12

  8. L’imposta ecologica pag. 13

  9. Il principio precauzionale pag. 13

  10. Principi di politica ambientale pag. 14

  1. Conclusioni pag. 14

Cap. 2 Analisi dei fattori ambientali sul territorio

2.1 Effetti dell’inquinamento atmosferico



sul benessere e sulla salute dell’uomo

  1. Storia pag. 15

  2. Esposizione pag. 15

  3. Studi epidemiolocici pag. 16

  4. Studi tossicologici pag. 17

2.2 Monitoraggio della qualità dell’aria

attraverso bioindicatori: licheni, epitefiti

e funghi pag. 18

  1. Bioindicazione della qualità dell’aria pag. 19

  2. I licheni come bioindicatori pag. 21

  3. Area di studio pag. 24

  4. Rilevamento licheni pag. 24

  5. Misura dell’indice di purezza atmosf. pag. 26

  6. Proposta d’impiego de funghi come

Bioindicatori della qualità dell’aria pag. 26

  1. Protocollo oper. Sporobolomyces pag. 28

2.3 I fattori inquinanti (emissioni)

  1. I maggiori inquinanti dell’aria pag. 30

  2. Periodo di campionamento pag. 31

  3. Alcuni valori della normativa vigente pag. 33

2.4 L’inquinamento da rifiuti solidi urabani (RSU)

  1. L’aumento incontrollato dei rifiuti pag. 40

  2. La questione rifiuti pag. 41

  3. La produzione dei rifiuti pag. 43

2.5 L’azione di Legambiente

  1. Le iniziative di Legambiente pag. 45

  2. Assenza d’investimenti pag. 46

  3. Le proposte di Legambiente pag. 48

  4. Obiettivi del decreto Ronchi pag. 51

2.6 Le modifiche al decreto Ronchi pag. 54

a) Decreti tecnici approvati pag. 56

b) Decreti tecnici non approvati pag. 57

c) Situazione leggi regionali pag. 58

d) Situazione piani gestione rifiuti pag. 59

2.6Gli accordi di programma sul territorio pag. 62

2.7 Il CDR pag. 65

2.8 Il documento di Legambiente



  1. Premessa pag. 68

  2. Campania pag. 72

  3. Calabria pag. 76

  4. Puglia pag. 82

  5. Sicilia pag. 85

5.7 Valutazione d’impatto ambientale pag. 155

5
5.21 Le deduzioni di legambiente per un

turismo sostenibile e durevole pag. 217

a) turismo e vacanza pag. 218

b) L’industria del turismo oggi ed in

prospettiva pag. 219

c) Il turismo insostenibile pag. 220

d) Strategie per un turismo sostenibile pag. 221

e) codici etici di comportamento pag. 223

f) Carta d’identità per i viaggi sostenibili pag. 223

g) Codice globale di etica per il turismo pag. 224

h) Un settore turismo – Legambiente pag. 225

i) Un’esperienza già in corso: gli alberghi

ecologici pag. 226

5.22 Quale futuro per lo sviluppo sostenibile ?

a) il Vertice di Johannesburg pag. 227

Elenco allegati pag. 229

Bibliografia pag. 230




.8 Turismo ed ambiente Italia

a) Le esternalità negative e le diseconomie pag. 156

b) Relazione tra turismo e ambiente pag. 158

c) I termini della pressione turistica e degli

effetti ambientali in Italia pag. 159

d) La disponibilità idrica pro capite pag. 160

e) Il divario nord sud positivo pag. 160

f) la tutela del territorio pag. 161

g) l’abusivismo edilizio pag. 161

h) I mezzi di trasporto per il turismo pag. 162

i) La depurazione delle acque reflue pag. 162

5.8 Verso uno sviluppo equilibrato e sostenibile

a) Limiti allo sviluppo pag. 163

b) Concetto di sostenibilità turistica pag. 164

c)Gli impegni internazionali e la carta

del turismo sostenibile pag. 164

d) 1999 L’anno del turismo – l’agenda 21 pag. 165

e) I codici di condotta e gli audit ambientali pag. 166

5.9 La strategia dell’Unione Europea per un turismo sostenibile

a) Programma d’azione dell’UE pag. 166

b) Le priorità pag. 167

c) Le linee guida pag. 168

5.10 Gli strumenti volontari di sostenibilità

in Italia nel turismo per una politica di

sviluppo

a) La qualità ambientale e la certificazione pag. 170

b) Le certificazioni ambientali pag. 171

c) La gestione ecocompatibile pag. 172

d) Le regole pag. 173

e) Verifica ambientale per i comuni pag. 173

f) Il marchio di qualità pag. 174

5.11 Jesolo per l’ambiente (caso pratico) pag. 177

5.12 Gli accordi volontari

a) Gli accordi volontari e agenda 21 locale pag. 181

5.13 La politica ambientale della catena

Jolly Hotel pag. 185

5.14 I consumi energetici nell’impresa turistica

a) indicatori di performance pag. 187

5.15 La risorsa acqua nelle strutture ricettive

a) Rinnovabilità della risorsa acqua pag. 193

b) Il trattamento delle acque reflue pag. 195

5.16 Risparmio energetico ed edilizia biologica

a) Il risparmio energetico e lo standard

dei servizi pag. 197

b) la bioarchitettura pag. 199

5.17 Energia e sviluppo sostenibile pag. 204



  1. esempi di consumi energetici nel

settore turistico pag. 205

b) Opportunità pag. 210

c) conclusioni pag. 211

5.18 Gli strumenti di comunicazione ambientale



  1. L’impatto ambientale e le politiche

Aziendali pag. 212

  1. Scheda d’indagine statistica per

l’orientamento al turismo sostenibile pag. 213

5.19 L’Italia e l’agenda 21 locale

a) Il quadro generale italiano pag. 215

5.20 La comunità Europea, il Turismo e l’ambiente

a) la politica comunitaria pag. 216

Mappa concettuale dell’elaborato





form

Premessa


L’Economia dell’ambiente è una scienza giovane legata alla complessità dell’evoluzione storica, sociale, economica e culturale dell’ultimo secolo.

Non poche sono le difficoltà, che gli economisti hanno incontrato, nell’analizzare i fenomeni economici-ambientali; dal punto di vista sociale prevale il grande valore etico della difesa dell’ambiente, nel mentre il contesto economico-produttivo, meno nobile ma altrettanto importante, fa prevalere il rapporto costi benefici, legati anche all’uso dell’ambiente, che si misura costantemente con il maggiore o minore benessere complessivo della collettività.

I problemi maggiori sono rappresentati: - dall’analisi costo-benefici dell’uso dell’ambiente, - dalla difficoltà dell’imputazione dei costi, dall’attribuzione di un valore, certo o di mercato, all’ambiente, - dalla difficoltà delle imprese di sostenere il totale del costo senza pregiudicare la vita dell’impresa, - dal livello soggettivo di valutare il costo ed il beneficio marginale, ecc...

Nell’economia tradizionale le aziende mirano a massimizzare i profitti, considerando un “Beneficio Privato Marginale Netto (BPMN)” imputando al prodotto il costo privato ed escludendo il costo sociale (ambientale); in definitiva l’Ambiente, che pure ha una capacità d’assorbimento degli “scarti o rifiuti” limitata nel tempo e nello spazio, come “bene limitato” dovrebbe avere un costo ed un prezzo; in effetti, è considerato un bene comune dove ognuno gode dei benefici e nessuno sopporta i costi (“tragedia del bene comune” Hotelling), o meglio, in molti casi, si tende a godere dei benefici presenti, demandando, la sopportazione dei costi, alle generazioni future (sviluppo insostenibile). Di contro, già dal 1920, l’economista Pigou enunciava “il principio del chi inquina paga PIP” ma solo negli ultimi anni le direttive europee, e gli Stati facenti parte, hanno mandato segnali in questa direzione.

Secondo quanto riportato nel documento dal titolo "Progettiamo il futuro" di Educazione Ambientale (supplemento a "Legambiente notizie), il concetto di sviluppo sostenibile sintetizza un problema di grande complessità. Le riflessioni intorno a questo nodo sono scaturite dalla consapevolezza, emersa nel corso degli anni settanta, di una "sostanziale contraddizione tra la crescita continua del prodotto lordo materiale dei diversi paesi e la limitatezza delle risorse, nonché della capacità dell'ambiente di assorbire i rifiuti e le emissioni inquinanti" (Bresso M., 1995). In sede internazionale la prima sistematizzazione della materia risale al rapporto redatto dall'UNEP nel 1987, conosciuto come "Rapporto Brundtland" dal nome della sua coordinatrice (pubblicato in Italia con il titolo "Il futuro di noi tutti"),

d

CONCETTO



DI

SVILUPPO SOSTENIBILE


ove si afferma che per sviluppo sostenibile si debba intendere quello sviluppo capace di "assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni.

Il concetto di sviluppo sostenibile implica dei limiti, non limiti assoluti ma quelli imposti dal presente stato dell'organizzazione tecnologica e sociale nell'uso delle risorse ambientali e dalla capacità della biosfera di assorbire gli effetti delle attività umane". Tale concetto presuppone la conservazione dell'equilibrio generale e del valore del patrimonio naturale, la ridefinizione dei criteri e strumenti di analisi costi/benefici nel breve, medio e lungo periodo in modo da rispecchiare le conseguenze ed il valore socio-economico reale dei consumi e della conservazione del patrimonio naturale, ed una distribuzione ed uso equi delle risorse tra tutti i paesi e le regioni del mondo. A tale proposito la relazione Brundtland rileva che i paesi sviluppati, che rappresentano solo il 26% della popolazione del pianeta, sono responsabili dell'80% del totale dei consumi energetici, di acciaio, di altri metalli e di carta e di circa il 40% dei consumi alimentari. Successivamente le definizioni di sviluppo sostenibile si sono moltiplicate: nel 1991 se ne registravano ben 25. Un tentativo riportato da Andriola nell'articolo "Il Nuovo Piano nazionale di Sviluppo Sostenibile" pubblicato sul IX Rapporto sul Turismo Italiano di ridurre l'ambiguità che circonda l'espressione di sviluppo sostenibile si è concretizzato attraverso l'indicazione di principi e norme che definiscono la sostenibilità per l'industria turistica. 1 concetti fondamentali della sostenibilità e dell'impegno ambientale sono espressi già da alcuni anni in molti documenti che delineano in maniera generale come il turismo possa essere pianificato e svolto in modo tale da salvaguardare il patrimonio e le risorse naturali per le generazioni future, come ad esempio: la Carta Etica dei Turismo e dell'Ambiente approvata dall'AITR (Alliance Internationale de Tourisme) presentata a Rio nel 1992, la Carta del Turismo Sostenibile (Conferenza di Lanzarote, 1995), i documenti LTNEP di Manila e di Calvià (1996), la Dichiarazione "Turismo durevole e sviluppo sostenibile" di Berlino del 1997, ed infine l'Agenda 21, un ampio ed articolato "Programma di Azione" per la Comunità internazionale, l'ONU, i Governi, le ONG, redatto dalla Commissione Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite durante la conferenza di Rio (1999). A livello nazionale, vale la pena di ricordare il documento "Turismo responsabile: Carta d'Identità per viaggi sostenibili (AITR, Verona 1997), e La Carta di Rimini presentata alla Conferenza Internazionale per il Turismo Sostenibile del 2001.

Il fenomeno turistico, per le sue peculiarità quantitative e qualitative, ha bisogno di un approccio che si presenta complesso e non privo di difficoltà sostanziali, le quali mettono in dubbio addirittura la sua stessa esistenza come settore a se stante, problema recentemente affrontato anche dalla legge n. 135 del 29.3.2001, poiché la pluralità e l’eterogeneità dei prodotti turistici che lo compongono, prodotti che appartengono anche ad altri settori non turistici, rendono lo studio impegnativo e attento nell’analisi dei fattori che lo determinano.

Rimane chiaro che un trattamento approfondito è necessario per essere esaustivo, l’obiettivo che mi prefiggerò sarà di evidenziare il più possibile spunti di riflessione su questo fenomeno tanto interessante quanto affascinante, tanto complesso quanto utile allo sviluppo dei popoli, soprattutto quelli in ritardo di sviluppo economico e sociale.

Il binomio turismo-ambiente sarà trattato, non solo nelle interrelazioni e interdipendenze che lo caratterizzano, ma anche perché i consumatori turistici sono per lo più consumatori di ambiente, il quale, in genere, è un consumo sostenibile valorizzante dei beni ambientali; anche se spesso si è rivelato il contrario, quando una politica di sviluppo non è stata programmata o la programmazione non ha tenuto conto di tutte le variabili endogene ed esogene di carattere economico, sociale ed ambientale.

L’impostazione della tesi è su una ricerca sull’economia dell’ambiente in generale, degli effetti dell’inquinamento e degrado dell’ambiente sull’economia, e quindi anche sul turismo, in particolare, attraverso un’analisi degli strumenti di rilevazione, semplici e complessi, con esempi pratici ed attuali di rilevazione; per passare ad una esposizione analitica dell’economia del turismo con le sue interazioni con l’ambiente, reali, concettuali, astratte.

Le ricerche sono arricchite da dati statistici attuali che sostanziano e confortano le affermazioni.

Nell’analisi delle problematiche legate all’ambiente e trasversalmente al turismo, particolare attenzione è data alla “questione rifiuti”, in considerazione anche del fatto che le regioni in emergenza risultano proprio quelle nel meridione che necessitano maggiormente di un ambiente spendibile nel settore turismo.

Infine, grande spazio è dedicato alla sostenibilità dell’economia turistica, in tutti i suoi aspetti e contraddizioni, anche attraverso l’esposizione di tutta una serie di norme, iniziative e documenti.

Particolare ringraziamento, per la mole di materiale di ricerca raccolto, va fatto alla Legambiente, da sempre impegnata per un turismo sostenibile, della quale il sottoscritto è esponente attivista da un decennio, ed al gruppo di scuole, operanti nella Regione Calabria, nel progetto in rete “Helianthus”, del quale il sottoscritto è un referente.

Cap. 1

L
a)


L’AMBIENTALISMO
e origini dell’Economia dell’Ambiente risalgono agli anni sessanta attraverso una prima diffusione di intuizioni politiche riunite sotto il nome di ambientalismo nei paesi maggiormente sviluppati o industrializzati.
Interessante, per avere una comprensione ed una visione complessiva della problematica ambientale, è la tesi di Boulding (concetto della nave spaziale).

B
b)

BOULDING
LA NAVE SPAZIALE
oulding puntualizza l’importanza del “bilanciamento dei materiali”, dove la terra va vista appunto come una nave spaziale, quindi con dei limiti abbastanza circoscritti a:

- capacità assimilative dei rifiuti



  • stock di risorse

costruendo così le basi per un passaggio da un’economia chiusa ad un’economia aperta o estesa.

c) Le due scuole di pensiero:



  1. T


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