La Storia del Consorzio Pan pag. I numeri – 2004\2016 pag. Per Le Strutture a marchio Pan pag



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PRESENTAZIONE CONSORZIO PAN

INDICE

  1. La Storia del Consorzio Pan pag. 2

  2. I Numeri – 2004\2016 pag. 4

  3. Per Le Strutture A Marchio Pan pag. 5

  4. La Valutazione della Qualità Pan: Qualità e trasparenza pag. 6

  5. La Formazione pag. 12

  6. Il Piano di Comunicazione pag. 13

  7. Ricerche e Pubblicazioni pag. 14



  1. LA STORIA DEL CONSORZIO PAN

Pan – Servizi per l’infanzia, è un Consorzio senza fini di lucro, nato nel 2004 dalla sinergia delle più grandi Reti dell’imprenditoria sociale; il Consorzio nazionale DROM, il Gruppo Cooperativo CGM ed il Consorzio nazionale Con.Opera:

Ad oggi Il Consorzio è composto dal Gruppo nazionale CGM, il Consorzio Con.Opera ed Intesa Sanpaolo.

Alla base di questa innovativa Partnership sociale, ci sono alcuni valori Condirsi :


  • I bambini sono lo scrigno del futuro

  • La famiglia è protagonista indispensabile delle esperienze di crescita di processi educativi

  • L’educazione è una responsabilità collettiva

Il Consorzio si propone le seguenti finalità:


  • sviluppare e promuovere su tutto il territorio nazionale la presenza di asili nido e di servizi per l'infanzia in forma non profit, caratterizzati da qualità alta e standardizzata anche negli aspetti tariffari, presentandoli al pubblico attraverso efficaci iniziative di promozione e di comunicazione;

  • realizzare e promuovere attività di ricerca;

  • promuovere e sostenere la qualità dei servizi educativi per l'infanzia con adeguati processi culturali, di ricerca, di formazione e valutazione;

  • promuovere la diffusione di una cultura educativa e sulla qualità dell'educazione per la prima infanzia presso le famiglie e le istituzioni locali, attraverso adeguate strategie di comunicazione;

  • promuovere le caratteristiche e la qualità del progetto affermandosi in sede pubblica con la partecipazione a eventi e iniziative qualificanti;

  • favorire la costruzione e la rappresentazione di politiche sostenibili per l'offerta di contesti educativi di qualità.

La Nuova Mission del Consorzio è:

  • diventare un Centro di Ricerca e sviluppo applicata sul tema dei Servizi di qualità per la prima infanzia, e seconda infanzia, promossi da imprese non profit

  • attivare una efficace comunicazione e diffusione della cultura dell’infanzia verso le famiglie, la comunità e le Istituzioni

Il consorzio agisce queste sue finalità attraverso:

  • la gestione e diffusione del Marchio di Qualità depositato presso la Comunità Europea

  • Lo sviluppo di ricerche applicate

  • La realizzazione di 1 evento all’anno a carattere scientifico istituzionale

  • Campagna di comunicazione e diffusione della qualità dei servizi

Il Consorzio, con lo sviluppo di servizi, di qualità, ed attraverso il lavoro di ricerca del proprio Comitato Tecnico scientifico, intende dare un contributo ad alcuni problemi del Paese:



  1. Rilancio dell’occupazione femminile

  2. Rilancio della Generatività

  3. Integrare e migliorare gli strumenti per la conciliazione lavoro-famiglia

  4. Contrasto a lavoro di cura sommerso

  5. Inadeguata diffusione dei servizi all’infanzia in tutte le Aree del Paese

  6. Diseguaglianze sensibili in termini di Qualità dell’offerta educativa

  7. Impoverimento e problemi di solvibilità delle famiglie

  8. Scarsità delle risorse Pubbliche

Per raggiungere questi obiettivi, propone:

  1. Sviluppo, in forma di Impresa sociale di una Rete di Servizi Educativi di qualità, accessibili e sostenibili economicamente, in particolare nelle aree del Paese che ne sono strutturalmente prive

  2. Diffusione di standard di Qualità omogenei

  3. Promozione della cultura dell’infanzia

  4. Ricerca applicata

La Cornice della Nostra esperienza, infatti è:

  1. L’Impresa sociale Non profit quale strumento efficace , efficiente e coerente con la natura del Bene Comune dei servizi all’infanzia

  2. La Centralità del bambino, della famiglia e della comunità territoriale

  3. Qualità dei servizi

  4. Utilizzo di un dispositivo di Autovalutazione e valutazione a garanzia della Qualità del servizio

  5. Ricerca costante di forme gestionali e pedagogiche che mantengano il rapporto qualità\accessibilità del servizio al suo miglior equilibrio

La Forza e l’innovazione di Pan sta nelle differenze

La collaborazione tra realtà diverse, se pur non sempre facile, è stata certamente la forza trainante dello sviluppo di Pan e la sua innovazione.

La diversità diventa scambio e ricchezza ed in Pan questo è evidente in tutti i suoi aspetti:


  • Sguardo che unisce locale e nazionale

  • Formazione con esperti indicati da tutte le reti

  • Scambio tra educatori appartenenti a realtà diverse

  • Valutatori afferenti a reti, cooperative, provenienze differenti

  • Rapporti di connessione tra reti nazionali e mondo profit, con rilancio sulle pubbliche amministrazioni



  1. I NUMERI – 2004\2016

I risultati raggiungi in oltre 10 anni di attività, sono importanti. Abbiamo affiliato 465 servizi all’infanzia, con oltre 13.000 posti e quasi 3.300 addetti; di cui circa 150 sono nati con la collaborazione del Consorzio, rispondendo alle richieste delle famiglie con circa 4300 nuovi posti nido e assumendo più di 1000 nuovi addetti.

AD OGGI:


Dati nazionali

TOTALE DOMANDE AFFILIAZIONI

127

NUMERO DI POSTI NIDO

4.427


NUMERO DI OCCUPATI

975

NUMERO NUOVI SERVIZI ALL’INFANZIA

40

NUMERO NUOVI POSTI NIDO

1,247

 


NUMERO NUOVI POSTI DI LAVORO

278

 


Dati Regionali

REGIONE

SERVIZI

RECETTIVITA'

OPERATORI

BASILICATA

7

187

41

CALABRIA

1

100

16

CAMPANIA

1

37

7

EMILIA ROMAGNA

3

64

15

FRIULI VENEZIA GIULIA

1

52

7

LAZIO

7

266

65

LIGURIA

1

16

3

LOMBARDIA

43

1388

388

MARCHE

3

74

13

PIEMONTE

8

315

75

PUGLIA

6

258

66

REP. DI SAN MARINO

1

12

3

SARDEGNA

1

60

9

SICILIA

1

15

5

TOSCANA

23

863

159

TRENTINO ALTO ADIGE

5

178

15

UMBRIA

13

464

73

VALLE D'AOSTA

1

48

11

VENETO

1

30

4

TOTALI

127

4427

975



  1. PER LE STRUTTURE A MARCHIO PAN



  • VANTAGGI

    • Partecipazione alla ricerca annuale proposta dal Comitato scientifico Pan e che sarà pubblicata ed oggetto di un Evento annuale

    • Far parte della Rete più grande, nel privato sociale, di servizi all’infanzia di Qualità

    • avere maggior visibilità del proprio servizio, attraverso gli strumenti di comunicazione e il sito del Consorzio PAN

    • utilizzare il Manuale di Qualità di PAN (Marchio collettivo nazionale n°4132072)

    • Partecipazione ad Eventi, convegno, formazione, a costi agevolati

    • nessun costo per la propria organizzazione

    • prodotti finanziari ad specifici



  • IMPEGNI

    • Compilare annualmente il documento di autovalutazione secondo gli item definiti dal Manuale di Qualità PAN; da inviare entro novembre di ogni anno.

    • collaborare al buon esito della ricerca  individuata annualmente, compilando i questionari che saranno inviati dal comitato scientifico e fornendo i dati di ordine generale del proprio servizio, utili allo studio dei ricercatori

    • solo per la concessionaria di nuova affiliazione, partecipare, ad un momento formativo sul Manuale PAN

    • dare la disponibilità per l’eventuale  visita a campione del documento di autovalutazione



  1. LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ PAN

QUALITÀ E TRASPARENZA

  • Le strutture con marchio Pan rispettano requisiti di qualità del servizio, che riguardano tutti gli aspetti della gestione educativa e organizzativa dei servizi offerti (formazione degli educatori, qualità degli ambienti, organizzazione degli spazi, particolare cura dell'alimentazione ecc.)

  • Le strutture a Marchio Pan garantiscono un buon equilibrio tra qualità e prezzo

  • il Sistema di Qualità Pan è un processo dinamico che prevede una prima fase di auto-riflessione ed auto-valutazione da parte del gruppo di lavoro della struttura ed una seconda fase di valutazione da parte dei Valutatori Pan, sulla base di indicatori di Qualità definiti nel Manuale PAN che deve portare ad elaborare strategie di miglioramento

La logica sottostante al Manuale è di tipo processuale-ermeneutico: la valutazione è concepita come processo di ricerca sociale applicata. Non si tratta di un approccio mirato alla certificazione, ma all’avvio di processi prima di auto-riflessione e auto-valutazione, poi di valutazione, del proprio rapportarsi a variabili riconosciute come cruciali all’interno della comune cultura di riferimento dei servizi per l’infanzia, a partire dalle Linee guida assunte dal Consorzio PAN, che sono:

  • Welfare sussidiario, centralità del bambino e della famiglia

Le reti sociali promotrici del progetto PAN, portatrici di culture ed esperienze diverse tra loro, in merito a cultura organizzativa, prassi progettuali e gestionali, modalità di progettazione educativa, hanno riconosciuto un valore specifico nell’ individuazione prioritaria di elementi di unione, il primo dei quali è costituito dalla chiara opzione per la centralità del bambino intesa come riconoscimento del diritto soggettivo dei bambini piccoli di fruire di un’offerta educativa di qualità.

Il bambino è portatore di diritti che la comunità tutta è chiamata a tutelare e promuovere nel rispetto della soggettività del singolo, è portatore di risorse e bisogni propri che devono trovare spazi e luoghi di espressione, è protagonista di una esperienza di crescita e del processo educativo che l’adulto è chiamato a sostenere e favorire.

Il servizio all’infanzia deve offrire quindi opportunità educative grazie alla presenza di educatori che accompagnano il bambino tenendo conto dei processi di sviluppo individuali, rispettandone i ritmi personali e lasciando libero il bambino di organizzarsi autonomamente.

La famiglia è soggetto centrale nella creazione di comunicazione tra individuo e società, è interlocutore privilegiato per il processo di crescita e di sviluppo del bambino, è soggetto di diritto e tutela di bisogni molteplici e diversi di cui è portatrice, è soggetto capace/competente e quindi in grado di cooperare alla definizione dei bisogni, alla progettazione delle risposte ai bisogni, alla valutazione delle esperienze, è soggetto capace di partecipare in modo attivo al progetto educativo e in grado di condividere e partecipare alla promozione dei diritti dell’infanzia. Affinché ciò avvenga nel riconoscimento reciproco di una valenza sociale diviene necessario superare la logica unidirezionale della prestazione (tra chi offre e chi riceve), per favorire una logica del fare insieme in cui i bambini e le loro famiglie siano non più destinatari, ma soggetti la cui azione è imprescindibile per realizzare l’iniziativa, darvi spessore e contenuto nella valorizzazione del tessuto sociale locale.

Il tentativo di PAN di favorire servizi di qualità, senza voler definire una omologazione degli aspetti di qualità, ma, piuttosto, sostenendo uno sguardo valorizzante l’identità di ogni tentativo che favorisca dinamiche societarie di tipo reticolare che, se attuate, promuovono maggior ricchezza e benessere individuale e comunitario, consente di guardare ai servizi del Consorzio come particolari soggetti sociali che, unitamente alla famiglia, possono produrre “beni relazionali”, cioè beni indispensabili per una buona qualità della vita.

Infatti alla base del welfare societario e plurale risiede il principio di sussidiarietà: tale principio orienta le relazioni tra gli attori sociali, in primis tra stato, mercato, terzo settore e famiglie. Va precisato che il legame tra famiglia e terzo settore è strategico nell’area dei servizi alla persona, in quanto la famiglia è soggetto in grado di autocertificare i bisogni di attenzione alle relazioni di cura e di salute che la caratterizzano come nucleo e di cui sono portatori i suoi membri. Come tale la famiglia interpella gli altri attori sociali, in particolare i soggetti afferenti al terzo settore, nella ricerca di risposte ai propri bisogni.

La famiglia è al tempo stesso protagonista diretta della risoluzione dei propri bisogni e, in questa veste, può essere soggetto attivo all’interno della progettazione sociale ed educativa dei servizi a cui si rivolge, anche nella cura dell’infanzia.

Il terzo settore in PAN si fa promotore in primis di partnership che connettono attori sociali diversi, portatori di culture differenti, i quali concordano un agire insieme per un obiettivo comune, rappresentato dalla produzione di un servizio di qualità. Esiste, poi, una correlazione positiva tra partnership e capitale sociale. Nelle partnership può realizzarsi, in alcuni casi, una sinergia positiva tra gli attori che consente di generare entrambe le forme di capitale sociale, quello primario e quello secondario. Non solo quindi una risposta ai bisogni sociali delle famiglie, ma attraverso l’offerta di tale servizio, l’innescarsi di un processo sociale innovativo, di livello superiore che, aggregando più soggetti e realizzando pratiche “virtuose”, ottiene l’esito di elevare complessivamente la qualità della vita delle persone, delle famiglie e delle specifiche comunità territoriali e di riferimento.

Un “buon servizio” deve promuovere un patto educativo fra famiglia e servizi per l’infanzia che renda realmente la “famiglia sempre più famiglia” e che non si sostituisca semplicemente ai compiti ad essa assegnati, di crescita e di cura socio-educativa. Tutti i servizi per l’infanzia sono un’opportunità per costruire e mantenere relazioni nel territorio favorendo così la socialità del bambino e della famiglia. È quindi fondamentale una visione dell’agire orientata ad un lavoro di rete, attraverso cui i diversi soggetti (enti pubblici, privati, agenzie educative, ecc.) partecipano ad un’azione comune, nella condivisione e socializzazione di obiettivi, strategie, progetti.


  • Strategie per offerte di servizi di qualità

Intento prioritario del Consorzio Pan è quello di accompagnare lo sviluppo dei Servizi all’Infanzia, promossi sul territorio dai consorzi, dalle cooperative sociali associate, dalle organizzazioni di Terzo settore, con adeguati strumenti e iniziative capaci di promuovere una qualità crescente nella progettazione e nell’offerta dei servizi per la prima infanzia.

La scelta è stata fin da subito quella di pensare alla qualità come ad un processo che permette di ripercorrere e ripensare le esperienze attraverso processi di condivisione delle finalità, autovalutazione e miglioramento interni all’organizzazione nel suo complesso e al gruppo di lavoro. La qualità, infatti, non è solo rappresentata da un insieme di requisiti di accesso o di standard organizzativi, ma è soprattutto un metodo di lavoro, la capacità che ha ogni servizio di dotarsi di strumenti finalizzati, capaci di cogliere e rappresentare parametri e indicatori adeguati per descrivere i punti critici e punti di eccellenza del servizio stesso. L’interesse si è focalizzato quindi sulle modalità progettuali con cui viene definito, sperimentato, monitorato e migliorato il servizio stesso. Tale approccio tiene conto delle finalità, dell’autonomia organizzativa, della metodologia di ogni tipo di servizio e della dimensione progettuale che deve assolutamente essere presente in ogni unità operativa, individuando comunque i parametri e gli indicatori imprescindibili per assicurare su tutto il territorio l’effettiva valenza educativa e la qualità del servizio erogato.



  • Qualità delle relazioni

Perché il servizio possa essere vissuto dai genitori e dal bambino come un luogo che rende effettivo il diritto del bambino a crescere, occorre che si instauri un saldo rapporto fiduciario tra chi offre il servizio ed la famiglia.

Il servizio è quindi inteso non tanto come standard di prestazione offerta, quanto come contesto capace di osservare, accogliere e dare risposta alle molteplici esigenze espresse dagli interlocutori coinvolti. La consapevolezza che un buon rapporto con i genitori è fondamentale nel lavoro quotidiano con il bambino, rende quindi indispensabile da parte del personale educativo il coinvolgimento e la collaborazione con la famiglia. È importante creare un clima educativo coerente, unitario, non competitivo, dove il benessere del bambino è elemento guida nella relazione interpersonale educatore-genitore pur nel rispetto delle reciproche competenze e responsabilità.

Tale approccio è costantemente orientato all’acquisizione e consolidamento di modalità di rapporto con la famiglia che la coinvolga realmente come soggetto in grado di definire, personalizzandolo e mettendolo in relazione con quello altrui, il proprio bisogno.


  • Stabilità / continuità del contesto educativo

Considerando le delicate caratteristiche della crescita di bambini nei primi anni di vita, i servizi per la prima infanzia devono garantire una stabilità del contesto sia per i genitori che per il bambino relativamente ai seguenti aspetti:

• relazionale (gruppo degli adulti e gruppo dei bambini),

• spaziale (caratterizzazione e riconoscibilità degli spazi e delle loro funzioni);

• temporale (continuità/prevedibilità di ritmi interni al servizio);



In quanto tale il servizio non dovrà avere tentazioni di apprendimento astratto, ma dovrà curare la crescita dei bambini, ciascuno secondo il proprio ritmo, creando contesti capaci di stimolare in modo adeguato, graduale e sicuro il naturale protagonismo del bambino nei processi di apprendimento.

  • Flessibilità organizzativa e accuratezza dei particolari

Tutto ciò comporta una grande abilità nel realizzare una reale flessibilità organizzativa che risponda ai requisiti sopraddetti e nello stesso tempo che interpreti nei dettagli particolari una reale attenzione alla cura della persona e dei sui sistemi e reti relazionali.

  • Spazi adeguati e curati

Lo spazio deve essere predisposto in modo adeguato alle varie fasi di crescita con materiali congrui per la sicurezza, l’igiene e il benessere. La creazione di ambienti accoglienti, sicuri e favorevoli alla crescita del bambino è quindi criterio guida nell’allestimento degli spazi interni ed esterni alla struttura educativa.

  • Centralità della persona e delle sue esigenze fondamentali

Se si realizzano le prime condizioni (un rapporto fiduciario con i genitori e quindi con il bambino, una stabilità di riferimento relazionale, una effettiva flessibilità organizzativa e accuratezza dei particolari in spazi adeguati e curati) si predispone l’ambiente nella globalità della sua accezione ad accogliere le esigenze fondamentali del bambino che deve essere messa al centro della finalità del nido. Ciò comporta un continuo lavoro di osservazione da parte degli operatori e degli educatori per cogliere la valenza relazionale di ogni gesto e azione e per posizionarsi in modo corretto rispetto alla famiglia ed al bambino. Lo scopo deve essere sempre evidenziato: servire la crescita della persona nella sua unicità irripetibile.

  • Aggiornamento permanente

È garanzia imprescindibile della qualità del progetto educativo l’aggiornamento permanente di tutti gli operatori dei nidi, attorno a tutti i temi che coinvolgono la vita, lo sviluppo, l’educazione dei bambini e altri aspetti relativi alla formazione e all’attività professionale degli operatori. L’aggiornamento risponde alla necessità di integrare le conoscenze, confrontarsi con temi e problemi emergenti, rielaborare aspetti diversi del progetto educativo, ridefinire orientamenti e obiettivi, offrire occasioni di confronto tra diversi operatori, tra diverse professionalità, tra diversi contesti operativi. L’aggiornamento permanente è, quindi, momento centrale della sperimentazione e della innovazione del progetto educativo.

  • La qualità come soddisfazione

La valutazione della qualità non può prescindere dalla rilevazione della soddisfazione dei soggetti esterni ed interni a vario titolo interessati al servizio offerto (il bambino, la famiglia, gli operatori, l’ente locale, l’azienda). L’impegno a verificare la soddisfazione dei soggetti interni ed esterni del servizio è centrale per un esaustivo monitoraggio della qualità del servizio stesso.

  • La collaborazione con le istituzioni pubbliche

Il confronto costante con le istituzioni rappresenta un ambito fondamentale per la condivisione della finalità pubblica che accomuna PAN agli enti locali e costituisce uno spazio privilegiato per il confronto sulle politiche di programmazione dei servizi e per la costruzione congiunta di progetti in risposta ai bisogni territoriali.

  • La promozione per le pari opportunità educative e culturali

La diversità (genere, ceto, condizione, razza, religione) è una ricchezza che deve essere riconosciuta e valorizzata attraverso l’integrazione di situazioni di disagio, la promozione di uguaglianza e coesione sociale, per una società multietnica, equa e solidale, tesa al raggiungimento di obiettivi comuni.

PAN si è inoltre dotato fin dalla sua costituzione di una serie di strumenti di presidio della qualità, tra cui le Linee Guida, che costituiscono la base culturale educativa ed organizzativa dei servizi affiliati. Elaborate con il concorso del Comitato Scientifico, le linee guida si riferiscono a ricerche psico–pedagogiche ed educativa più avanzate e qualificate nel settore specifico dei servizi educativi alla prima infanzia. Oltre le Linee Guida che costituiscono la bussola dello strumento principale per il governo della qualità dei nidi affiliati a PAN, vi è poi il Manuale di Valutazione strutturato in 4 grandi aggregati, ad ognuno dei quali corrispondono numerosi items e relativa valutazione.



  • Per una qualità economicamente sostenibile

I servizi all’infanzia costituiscono in sé un’opportunità importante di sviluppo per l’impresa sociale. Esiste infatti una forte domanda inevasa; alcuni territori del Paese sono quasi privi di servizi (sud Italia, aree rurali).

Ad oggi solo il 23 dei bambini in Italia trova posto nei nidi e nei servizi innovativi (centri gioco, nidi integrati, nidi familiari e accoglienza nella scuole dell’infanzia di bambini negli ultimi mesi del terzo anno di vita). Su questo settore è sempre più forte l’impegno istituzionale. Infatti il Consiglio Europeo di Lisbona aveva impegnato i paesi dell’Unione Europea a raggiungere una copertura di servizi alla prima infanzia pari al 33% entro il 2010. Negli anni si sono succeduti provvedimenti diversi, ma ancora oggi tuttavia il ruolo più significativo per lo sviluppo, il potenziamento e la qualificazione del settore è esercitato dalle Regioni attraverso i piani regionali di sviluppo e dalle Amministrazioni Comunali mediante i propri bilanci.

Si avverte la mancanza di una legge nazionale che definisca il profilo dei servizi, detti le regole di funzionamento generale dei servizi, e che, a fronte della non solvibilità della domanda, assuma la necessità di creare un fondo nazionale stabile mirato allo sviluppo dei servizi stessi, intervenendo a favore dei costi di gestione oltre che di impianto.

Al momento la nostra società vive le contraddizioni di una realtà nazionale molto difforme che produce differenze profonde da regione a regione e da territorio a territorio, negando di fatto il riconoscimento del diritto all’accesso ai servizi da parte dei bambini e delle famiglie. Sulla scia dell’attenzione pubblica verso i nidi e, soprattutto, del disagio prodotto dalla forte domanda inevasa, sono sorte numerose iniziative private. Accanto ad esperienze di eccellenza (in particolare nelle cosiddette regioni forti come Emilia Romagna, Toscana, Lombardia) si assiste ad un proliferare di iniziative di privati prive dei minimi requisiti di qualità e sicurezza.

La sostenibilità economica dei servizi, inaccessibile a molte famiglie senza l’intervento perequativo pubblico, richiede di essere valutata per contribuire in maniera seria alla possibile diffusione di servizi di qualità sul territorio nazionale.

Il Manuale di Qualità PAN, quindi, presuppone la partecipazione diretta e attiva degli interlocutori coinvolti nel dare significato al processo di attribuzione di senso e valore alla rilettura valutativa della propria azione e del servizio erogato. Il Manuale è composto da 4 macroaree relative ai nodi centrali per l’erogazione di un servizio educativo come quello alla prima infanzia e il cui monitoraggio è imprescindibile per verificarne l’effettiva qualità: la realizzazione dei vari aspetti del servizio con particolare riferimento alle principali routine legate all’azione educativa nella fascia d’età 0-3 anni e le procedure e le strumentazioni caratteristiche della progettazione educativa (AREA PEDAGOGICA); la gestione del personale anche al fine di perseguire un’implementazione e uno sviluppo di azioni di miglioramento del proprio sistema manageriale ed educativo individuando realistiche aspettative di risultato e introducendo congruenti indicatori di monitoraggio (AREA PROFESSIONALE); le scelte di fondo che sottostanno all’impresa educativa e che si rifanno all’identità di ogni singolo soggetto teso a far crescere valore e generare reti fiduciarie solidali nell’ambito della propria organizzazione, del servizio e dell’ambiente in cui opera conservando le proprie caratteristiche distintive sul piano valoriale, educativo e organizzativo (AREA ORGANIZZATIVA); la gestione delle relazioni con l’utenza nell’ottica del miglioramento continuo anche in riferimento alle esigenze di riconoscibilità sociale, di trasparenza rispetto alla domanda formativa e di rispetto dei vincoli normativi e ambientali (AREA DEL TERRITORIO).

All’interno di ogni area sono stati quindi costruiti alcuni item, al fine di monitorare la qualità del servizio nel senso sopra indicato. In taluni casi l’impostazione dell’item specifica il soggetto di riferimento al fine di non attribuire valutazioni differenziate ed equivoche, mentre in altri casi l’osservazione/valutazione deve tener conto della molteplicità dei soggetti titolari della funzione monitorata.

Nel monitoraggio sono state pensate tre diverse tipologie di valutazione: 1) Valutazione in entrata: effettuata dai valutatori del Consorzio PAN in occasione della prima visita presso le strutture richiedenti l’affiliazione per decidere l’ammissibilità o meno al Consorzio; 2) Monitoraggio: valutazione condotta dai valutatori del Consorzio successivamente all’affiliazione; 3) Autovalutazione: valutazione periodica prodotta da membri del servizio stesso. L’autovalutazione è funzionale a coinvolgere i responsabili dell’Ente gestore e gli operatori nel dare maggiore intenzionalità alla propria attività, cercando di restituire visibilità e tangibilità alle dimensioni immateriali del proprio lavoro con attenzione alle esigenze dei vari stakeholders.

Il Comitato Tecnico Scientifico del Consorzio PAN è composto da:

Aldo Fortunati: Direttore dell'Area Educativa dell'Istituto degli Innocenti di Firenze e Presidente del Centro di Ricerca e documentazione sull'Infanzia La Bottega di Geppetto San Miniato, è docente a contratto dell'Università degli Studi di Firenze e membro della Segreteria del Gruppo Toscano di studio Nidi - Infanzia

Giovanna Rossi: Professore ordinario di Sociologia della famiglia presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Giuseppe Scaratti: Professore ordinario di Psicologia delle relazioni del lavoro e delle Organizzazioni, presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Oltre a professionisti esperti dell’area infanzia e dell’imprenditoria sociale nazionale, come Claudia Fiaschi, Francesco Neri, Guido Boldrin, Elena Silvestri


  1. FORMAZIONE

Dal 2005, ogni anno, il Consorzio organizza percorsi di formazione per educatori, coordinatori e valutatori, grazie alla collaborazione di esperti e professionisti, interni ed esterni alle reti Socie.

I temi più seguiti in questi anni, oltre a quelli legati alla Qualità dei Servizi, sono stati :



  • Finanza per l’impresa e per la famiglia

  • Sostenibilità dei servizi all’infanzia

  • Approfondimenti su laboratori creativi

  • Approfondimenti su progettazione pedagogica e documentazione

  • Il ruolo del coordinatore

In questi 10 anni quindi, il Consorzio si è arricchito dello scambio di esperienze tra singoli servizi, dei contatti con esperti relatori, della competenza ricevuta e trasmessa ai valutatori ed alle équipe dei servizi.

Per questo il Consorzio ha deciso d mettere a servizio degli affiliati (e Non solo) le competenze sin qui maturate, realizzando un Catalogo Di Formazione e Consulenza che vuole essere di aiuto per la nascita, il completamento e la crescita di servizi di Qualità per bambini e le loro famiglie.

I servizi possono scegliere il tema, il docente ed il percorso di cui hanno bisogno, tra diversi proposti; l’organizzazione della formazione o la consulenza avverrà all’interno delle strutture ed i costi sono molto vantaggiosi.


  1. PIANO DI COMUNICAZIONE

In questi 10 anni di attività il Consorzio ha realizzato seminari regionali e convegni, sia sul Sistema di Qualità Pan, sia su temi più strettamente legati alla progettazione pedagogica ed alla gestione dei Servizi all’infanzia.

Nello specifico, alcuni eventi Nazionali e Regionali sono stati:

2006 - Consorzio Pan... per crescere con qualità - a due anni dalla nascita – Convegno nazionale - Milano

2007 – Qualità per Crescere – seminario Regionale organizzato a Milano, Firenze e Riva del Garda

2009 - Servizi all’infanzia e territorio: perché aprirsi al territorio – Convegno nazionale - Napoli

Educare con qualità! la sostenibilità dei servizi all’infanzia per il diritto di ogni bambino – Torino

2012 - I servizi alla prima infanzia - fattore di crescita economica e sociale :esperienze, risultati, proposte- Convegno Nazionale Milano

2015 - Qualità, sostenibilità, politiche .....prospettive dei servizi all'infanzia – Seminario di lavoro, Milano

Inoltre dal 2006, grazie alla sponsorizzazione di Intesa Sanpaolo, il consorzio ha potuto organizzare:


  • un evento nazionale in tutti i servizi a Marchio Pan, denominato Festa dei Bimbi , coinvolgendo le famiglie ed il territorio, aprendo non solo le porte del Servizio, presentando il singolo progetto pedagogico e organizzativo, ma facendo vedere e sperimentare anche alle famiglie (come agli Enti Pubblici e Privati del territorio che spesso hanno partecipato alle Feste) alcuni aspetti legati alla Qualità del Marchio PAN.



  • Percorsi di ricerca, coinvolgendo sia gli operatori dei servizi che le famiglia, al fine di comprendere meglio le esigenze delle nostre realtà, dei territori, delle famiglie e migliorare i Servizi stessi.



  • Best Practice 2014\2015: il consorzio ha sostenuto le strutture che si sono distinte per elevata qualità del servizio reso ai bimbi e le loro famiglie, promuovendo e valorizzando il Manuale di Valutazione che recentemente è stato rivisto e reso più conforme alle esigenze degli operatori



  1. RICERCHE E PUBBLICAZIONI

Negli ultimi anni, grazie anche all’importante attività formativa e di scambio, tra il Consorzio e le reti, gli educatori i coordinatori e i valutatori, il Consorzio ha deciso di avviare anche alcuni filoni di ricerca, interni, grazie alla collaborazione del proprio comitato scientifico ed esterni, come la collaborazione con la Cifrel o la Aiccon.

In elenco alcune Pubblicazioni, scaricabili dal sito:



2012:

  • Indagine conoscitiva ed alcuni suggerimenti per le Politiche Pubbliche

A cura di: Comitato scientifico e Centro Interuniversitario per la Finanza Regionale e Locale (Cifrel) – Direttore Prof. M. Bordignon (U. Cattolica di MI) – sponsorizzazione Fondazione Cariplo

  • Qualità e sostenibilità dei Servizi all’Infanzia : riflessioni sul presente e suggerimenti per il futuro a partire dalla realtà PAN.

A cura del Comitato Scientifico Consorzio Pan

  • Parte prima: La Qualità del marchio Pan. Seconda ricerca valutativa su un campione di servizi affiliati al consorzio pan – analisi delle valutazioni in entrata e delle autovalutazioni del 2011 di 113 servizi pan.

Gruppo di ricerca: Comitato scientifico Pan e Prof. Giuseppe Scaratti

  • Parte seconda: I nidi affiliati Pan nella prospettiva delle Buone Pratiche: un’indagine quanto-qualitativa

Gruppo di ricerca:Comitato scientifico – Prof.sa Giovanna Rossi

  • Parte Terza: Costi di gestione e rapporto qualità\costi in un gruppo selezionato di Servizi PAN

Gruppo di ricerca:Comitato scientifico – dr. Aldo Fortunati

  • Il futuro dei servizi all’infanzia: le proposte del Consorzio Pan

A Cura del Consiglio di amministrazione e del Comitato Scientifico Consorzio Pan

2014\2015:

  • Famiglie Partecipazione qualità educativa. L’esperienza dei nidi Pan – Quaderno I° di Buone pratiche

  • Se lo spazio sostiene la Qualità del fare dei bambini – Quaderno II° di Buone Pratiche

A cura di: dr. Aldo Fortunati

  • Manuale di Qualità Pan 2014

A cura di: prof. Giuseppe Scaratti

  • Famiglie e servizi per l’infanzia. Una ricerca cone per le famiglie del consorzio PAN

A cura di: prof.ssa Giovanna Rossi

2016\2017: sono in fase di realizzazione :

  • La Documentazione – Quaderno III° di Buone Pratiche

A cura di: dr. Aldo Fortunati

  • Pan E Le Sue Famiglie – Indagine Longitudinale 2017 - 2019

A cura di: prof.ssa Giovanna Rossi

  • Esperienze, Pratiche, Sperimentazioni E Progetti 0 – 6 Nell’impresa Sociale

A cura di: Comitato Tecnico Scientifico Consorzio Pan, in collaborazione con la Società AICCON


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