La strada verso la prevenzione


Intervista a Nico Cereghini



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26.03.2019
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Intervista a Nico Cereghini

La vista sulla strada


Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza. Questo era l’invito che il giornalista-motociclista Nico Cereghini, 66 anni, rivolgeva ai telespettatori della trasmissione Grand Prix. Oggi fa di più. Spiega anche l'importanza della vista sulla strada. Ne ha parlato, in veste di relatore, alla conferenza che si tenuta a Montecitorio in occasione della Giornata mondiale della vista del 9 ottobre.

Quali consigli si sente di dare a chi guida?

Oggi abbiamo visto le interrelazioni tra la vista e la sicurezza stradale. Io sono da sempre sensibile alla sicurezza stradale e questa storia della vista mi aveva preoccupato sin dall’inizio. Infatti avevo raccomandato ai motociclisti, sin dal 1985, di farsi vedere (nel senso di rendersi visibili, ndr), quindi di tenere le luci accese anche di giorno, come allora usava farsi in Francia, in Svizzera o in Svezia. In Italia, invece, il codice stradale era ambiguo. Poi, per un certo periodo, fu addirittura vietato tenere accese le luci; infine siamo arrivati all’obbligo “seguendo” l’Europa. Per le automobili siamo poi giunti all’obbligo solo sulle grandi strade e sulle autostrade.

Cosa si può fare per migliorare la situazione?

Direi che bisogna preoccuparsi di vedere bene e fare prevenzione: sapevo già delle patenti rilasciate con troppa superficialità, ma adesso vedo anche che nascono sempre più bambini con problemi alla vista (dunque sono necessarie le visite oculistiche). Quindi non solo è importante vedere bene, ma è sempre più importante farsi vedere.

Tornando al suo suggerimento?

Non dare mai niente per scontato potrebbe essere il suggerimento. Un colpo di clacson, un colpo al freno, qualsiasi cosa per non trovarti in situazioni dove poi non c’è più rimedio. Non bisogna dare per scontato di essere già stati visti perché spesso non è così: spesso chi ci incrocia non ha una buona vista, spesso siamo invisibili per qualche altra ragione…

C’è anche il problema dell’alcol del quale si parla molto: è stato dimostrato che altera anche la percezione visiva. Qual è la situazione?

Penso che sia ancora più terribile di quella che normalmente si sa, soprattutto laddove è avvenuto un incidente… non esistono sistemi di rilevamento efficace!

Non basta il cosiddetto “palloncino”?

No, il problema è che il rilevamento non viene fatto con un modulo unico da tante autorità di polizia differenti: non c’è un archivio generale, non c’è un modo univoco di raccogliere i dati. Quindi, credo che la situazione sia ancora più tragica di quel che sembra: tra alcol e droghe c’è troppa gente che guida in stato di alterazione. Le case automobilistiche, ad esempio, stanno lavorando su sistemi che richiamano il guidatore quando non è abbastanza vigile. Però, anche se l’auto ti può avvisare e suonare, è sempre lasciato alla sensibilità individuale se decidere di fermarsi. Solo i controlli e l’educazione (che purtroppo a scuola non si fa più) possono mettere a posto questa situazione.

C’è anche il problema della visite oculistiche che non vengono fatte con sufficiente frequenza… Perché, a tuo giudizio, è così trascurato un senso tanto importante qual è la vista?

A tanti genitori neanche viene in mente che il bambino possa avere problemi di vista. Trovo che bisogna informare molto di più e con maggiore incisività, soprattutto le coppie giovani con figli.

Quindi, secondo te, quali sono le priorità per ridurre ulteriormente il numero di vittime sulla strada?

I sistemi di controllo della velocità e la patente a punti prima hanno permesso di ottenere una riduzione della mortalità. Credo che quello che bisogna fare – per quanto riguarda la vista – è più informazione e visite. Bisogna ripartire dalla scuola ovvero bisogna formare. Poi – nei Paesi anglosassoni in particolare hanno fatto campagne di quelle molto “toste”, “terrorizzanti” (con immagini cruente), che hanno fatto molto.

Però si è perso talmente tanto tempo sul piano dell’educazione che, prima che si ottengano dei risultati validi, passano degli anni. Quindi, se vogliamo risultati più immediati dobbiamo fare campagne-shock (com’è avvenuto in Australia, Gran Bretagna, America e Francia, dove hanno funzionato bene).

Bisogna proprio abbinare i controlli della vista a controlli che sono ormai entrati nelle abitudini. Abbiamo visto che gli esami, sin dalla prima patente, sono troppo superficiali. Anche per quanto riguarda i rinnovi vedo troppi incidenti provocati da ultraottantenni. Per carità, tutti hanno diritto di guidare, ma devono essere in condizioni di poterlo fare davvero. (g.g.)




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