La strada verso la prevenzione


Intervista al prof. Mario Stirpe



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26.03.2019
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Intervista al prof. Mario Stirpe

La crisi del sistema universalistico

Prof. Stirpe, quali passi avanti ha fatto la Commissione ministeriale1 per la prevenzione della cecità dal momento della sua istituzione?

Diciamo innanzitutto che il ruolo della Commissione per la prevenzione della cecità è proiettato molto avanti negli anni perché fa parte nel progetto Vision2020 (confluito nel Piano d’azione mondiale Oms 2014-2019, ndr). Poi noi, avendo una sede ministeriale, essendo a conoscenza di una serie di problemi – che riguardano la prevenzione e, a volte, il cattivo funzionamento di alcune strutture – ci siamo posti altri compiti che il Ministro della Salute ci ha permesso di svolgere, come quelli sui ricoveri.

Cambieranno alcune regole sui ricoveri?

Io spero: è auspicabile perché oggi, purtroppo, la sanità non ce la fa più a dare assistenza a tutti.

A causa dei tagli?

Soprattutto a causa dei tagli, delle grandi affluenze, ecc.2 Insomma, bisognerà avvicinarsi un pochino al costume di altri Paesi, con le categorie più deboli che devono essere protette al 100%.

Così non è più in Italia?

No, perché alcuni hanno dei tempi [troppo lunghi per ottenere una visita o un esame diagnostico], che pregiudicano poi la vista. Mentre chi è abbiente può andare in un istituto privato e risolvere il problema immediatamente, gli altri (che non hanno queste possibilità) devono fare una trafila lunga che, qualche volta, è pregiudizievole per la vista.

L’emergenza-urgenza è inadeguata o parzialmente adeguata oggi in Italia?

È parzialmente adeguata. Quindi, naturalmente l'emergenza-urgenza deve essere estremamente efficiente, deve essere potenziata; mentre per una serie di malattie – che possono essere la cataratta, l’appendicite o altre –, per chi è al di sopra di un certo reddito, bisognerebbe introdurre le assicurazioni sotto il controllo dello Stato e una detrazione parziale dalle tasse.

Secondo lei, quindi, il sistema universalistico di assistenza così come oggi è in Italia non è più sostenibile?

Non lo è. La componente assicurativa dovrebbe essere più presente (se entrasse in vigore in un certa maniera): col controllo dello Stato – come in altre nazioni – avrebbe anche un effetto di “moralizzazione” e di calmiere sulle tariffe della prestazioni nella professione privata. Le faccio un esempio. Quando io operavo alla Johns Hopkins University (Usa) il chirurgo che faceva la cataratta – parlo di diversi anni fa – prendeva quattromila dollari per un intervento. Poi sono subentrate le assicurazioni, che hanno detto: quattromila dollari sono tanti, tu ne prenderai ottocento. Quindi un sistema ben condotto – che oggi potrebbe essere mal interpretato – può portare dei vantaggi: il governo potrebbe spendere meno, la gente che ne ha necessità potrebbe avere un accesso più rapido alle prestazioni sanitarie e le persone che se lo possono permettere avrebbero accesso a prestazioni coperte dalle assicurazioni.

Lei pensa che la Commissione possa dare un contributo in tal senso?

No, in questo senso assolutamente no. È il governo che deve pensarci. Però io ho visto – anche con una certa sorpresa – che le Commissioni parlamentari riunite di economia e di sanità hanno dimostrato un’apertura alle assicurazioni. Io auspicherei che questo avvenga, sempre però con il controllo dello Stato.

La Commissione per la prevenzione della cecità cosa intende invece fare?

La Commissione ha dato delle linee guida. Lei sa che la prevenzione della cecità è diversa nelle varie parti del mondo perché, ad esempio, nei Paesi meno sviluppati la malattia che incide di più a livello di cecità è la cataratta.

Adesso però state lavorando su progetti epidemiologici…

Sì, però è affidato a persone che hanno una competenza specifica, io stesso non avrei la competenza per uno studio epidemiologico corretto.

Quando si avranno dei risultati e si prenderanno delle decisioni in merito?

Per ora quello che abbiamo cercato di fare è sensibilizzare le persone sulle malattie per cui c’è maggiore incidenza di ipovisione e di cecità: glaucoma, maculopatia, retinopatia diabetica, malattie genetiche e, in particolare, quelle pediatriche. (g.g.)


1 costituita presso il Ministero della Salute sulla base di una raccomandazione dell’Oms, anche dietro sollecitazione della IAPB Italia onlus, ndr

2 tra l’altro a causa dell’invecchiamento demografico, ndr


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