La sussidiarietà come strategia di partecipazione alla vita politica e sociale nelle comunità locali in un quadro di Europa unita



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La sussidiarietà come strategia di partecipazione alla vita politica e sociale nelle comunità locali in un quadro di Europa unita

Simona Beretta

Cremona, Centro «Maria Sedes Sapientiae»

29 novembre 2014

Una ‘mappa fotografica’ dell’Europa



… e altre mappe



Mappa geografica



La mappa delle quote del PIL mondiale nel 2015 (stime)



La mappa delle quote del PIL mondiale nel 1960



La mappa delle quote del PIL mondiale nel 1500



La mappa del numero dei nati (2000)





Che cosa è l’Europa?



Le radici della civiltà europea

Molte grandi civiltà si sono ‘bloccate’! (Moulin 1991). Come spiegare la straordinaria permanenza avventura europea (incluse le sue ‘rivoluzioni’)?
  • Ordine civile e umanizzazione dei rapporti;

  • Nessun conflitto fra fede e ragione;

  • La distinzione capitale fra Dio e Cesare

  • Un uomo «a immagine e somiglianza», un mondo da dominare (tecnologia!)

  • Invenzione e scoperta, fenomeno «di gruppo»

  • Lo spirituale fa «surgere» l’economico

  • Aperta alle «alluvioni» straniere

  • Il pluralismo



Un problema di fiducia

L’Europa sembra aver perso fiducia in se stessa a cominciare dal proprio avvenire, come documenta il drammatico calo demografico.

“…Si deve purtroppo constatare che l’Europa sembra incamminata su una via che potrebbe portarla al congedo dalla storia. Ciò, oltre a mettere a rischio la crescita economica, può anche causare enormi difficoltà alla coesione sociale e, soprattutto, favorire un pericoloso individualismo, disattento alle conseguenze per il futuro. Si potrebbe quasi pensare che il Continente europeo stia di fatto perdendo fiducia nel proprio avvenire. …”.

Benedetto XVI,

Valori e prospettive per l'Europa di domani, 25 marzo 2007

Un problema di consenso

Il processo stesso di unificazione europea si rivela non da tutti condiviso, per l’impressione diffusa che i vari “capitoli” del progetto europeo siano stati “scritti” senza tener adeguato conto delle attese dei cittadini… Non si può pensare ad edificare una autentica “casa comune” europea trascurando l’identità propria dei popoli di questo nostro Continente.

Si tratta infatti di un’identità storica, culturale e morale, prima ancora che geografica, economica e politica, un’identità costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare…

Non è motivo di sorpresa che l’Europa odierna, mentre ambisce di porsi come una comunità di valori, sembri sempre più spesso contestare che ci siano valori universali e assoluti? Questa singolare forma di apostasia da se stessa… non la induce forse a dubitare della sua stessa identità?

Benedetto XVI,

Valori e prospettive per l'Europa di domani, 25 marzo 2007

Un problema di fondamento

Qual è il fondamento della polis ?

“L’Unione Europea per essere valida garante dello stato di diritto ed efficace promotrice di valori universali, non può non riconoscere con chiarezza l’esistenza certa di una natura umana stabile e permanente, fonte di diritti comuni a tutti gli individui…”

Se così non è, ci ritroviamo inevitabilmente immersi in

“… quell’atteggiamento pragmatico, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso sui valori umani essenziali, come se fosse l'inevitabile accettazione di un presunto male minore. Tale pragmatismo, presentato come equilibrato e realista, in fondo tale non è, proprio perché nega quella dimensione valoriale ed ideale, che è inerente alla natura umana”.

Benedetto XVI,

Valori e prospettive per l'Europa di domani, 25 marzo 2007

Le difficoltà di oggi



La disoccupazione nell’area dell’Euro



Importazioni ed esportazioni nette



La parabola dello spread: dalla ‘luna di miele’ al ‘peccato originale’





Fare della crisi attuale una occasione per un nuovo inizio, anche economico



Le questioni «reali» che la crisi finanziaria ha messo in luce (non ha creato)

  • Risorse

    • Non solo terra e capitale (fisico o monetario): centralità del lavoro, inteso secondo la sua natura reale (libertà in azione, risposta alle sfide della realtà)
  • Tecnologia

    • La schizofrenia teorico/pratico, studio/lavoro
  • Preferenze

    • Dove si impara la “vita buona”? Cioè a cercare quel che vale, quel che ci soddisfa davvero?
  • Istituzioni

    • Dove si impara la passione per la res publica?


Attenzione a non confondere: questioni «reali» e questioni «materiali»

  • Aspettative, convinzioni, motivazioni:

le dimensioni non-materiali (di senso) muovono dal di dentro la dimensione materiale (economica) dello sviluppo.
    • Basta guardare alla propria esperienza …
    • All’esperienza di un territorio (Brianza)
    • Alle vicende storiche di un paese (Italia)
    • Di un continente (Europa)… e oltre


Verso il futuro con speranza

La risorsa più nuova della società contemporanea non è costituita dalla terra o dalle fonti energetiche

ma da uomini adeguatamente motivati a cercare liberamente di offrire risposte agli infinti bisogni propri e degli altri

e sostenuti da una solida cultura del lavoro libero.

(Marco Martini, Rapporto CEI 2013 “Sul lavoro”)

Riconquistare le ragioni del nostro esistere comunitariamente, per un nuovo inizio



La sfida della pluralità per il bene comune

  • Una domanda ineludibile: che cosa abbiamo in comune?

  • il «nucleo incandescente» (Scola) dell’umano da cui ripartire, che è la cosa essenziale

  • per non sperperare il bene della democrazia sostanziale: anche la democrazia, come la pace e la prosperità, deve essere continuamente rigenerata



La cosa essenziale

In base alla storia degli effetti del monachesimo possiamo dire che, nel grande sconvolgimento culturale prodotto dalla migrazione di popoli e dai nuovi ordini statali che stavano formandosi, i monasteri erano i luoghi in cui sopravvivevano i tesori della vecchia cultura e dove, in riferimento ad essi, veniva formata passo passo una nuova cultura.

Ma come avveniva questo? Quale era la motivazione delle persone che in questi luoghi si riunivano? Che intenzioni avevano? Come hanno vissuto? Innanzitutto e per prima cosa si deve dire, con molto realismo, che non era loro intenzione di creare una cultura e nemmeno di conservare una cultura del passato.

La loro motivazione era molto più elementare. Il loro obiettivo era: quaerere Deum, cercare Dio. Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenzialeDel monachesimo fa parte, insieme con la cultura della parola, una cultura del lavoro, senza la quale lo sviluppo dell’Europa, il suo ethos e la sua formazione del mondo sono impensabili.

Benedetto XVI, Bernardins, 2008.

Comunicare la vita, non il moralismo di ‘valori’ astratti

“Testimonianza e racconto. Non si possono più separare queste due parole, bisogna vivere ciò che si intende comunicare. E ciò che non è comunicato non è interamente compreso; e se non è compreso, è perché non è adeguatamente vissuto.”

(Card. A. Scola, Omelia, 11 febbraio 2014)

Quattro regole per il bene comune e la pace sociale

  • Il tempo è superiore allo spazio: significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi (EG 223)

  • L’unità prevale sul conflitto: sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo (EG 226)

  • La realtà è più importante dell’idea: evitare diverse forme di occultamento della realtà: i purismi angelicati, i totalitarismi del relativo, i nominalismi dichiarazionisti, i progetti più formali che reali, i fondamentalismi antistorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza saggezza (EG 231)

  • Il tutto è superiore alla parte: Il modello non è la sfera, che non è superiore alle parti, dove ogni punto è equidistante dal centro e non vi sono differenze tra un punto e l’altro. Il modello è il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità





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