La teoria freudiana della sessualità



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02.02.2018
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LA TEORIA FREUDIANA DELLA SESSUALITÀ

Come Piaget ed Erikson, anche Freud ha studiato lo sviluppo dell’individuo.

Piaget si è occupato del lato cognitivo; Erikson del lato sociale; Freud si occupa del lato affettivo.

La sua teoria sullo sviluppo si chiama “Psicosessuale”: perché?

Si chiama così perché lo sviluppo psicologico giungerà a maturazione soltanto quando l’individuo avrà raggiunto una dimensione sessuale altrettanto matura

La dimensione sessuale matura, o adulta, si manifesta dal momento in cui l’individuo sarà pronto per amare in senso fisico e spirituale, donandosi all’altro.

Dal punto di vista sociale, questo amore si concretizza nella coppia eterosessuale, aperta alla procreazione

TEORIA PSICOSESSUALE: il meccanismo dello sviluppo affettivo

Per comprendere il meccanismo generale che spiega l’evoluzione affettiva dell’individuo, innanzitutto dobbiamo pensare al fatto che anche questa teoria è “stadiale”, cioè prevede un percorso di maturazione che procede, come per Piaget, per stadi.

Ma, mentre gli stadi di Piaget descrivono il percorso del pensiero che matura, gli stadi di Freud descrivono il percorso della sessualità che matura

Immaginiamo il percorso della sessualità come il percorso di un treno che deve arrivare a una meta e gli stadi come una serie di stazioni ferroviarie

Ad ogni stadio, la sessualità che si manifesta attraverso la libido, raggiunge una tappa che corrisponde a una zona corporea specifica. Quando la libido avrà raggiunto la zona corporea “genitale”, l’individuo sarà sessualmente maturo

Riportiamo in sintesi ciascuno stadio e le caratteristiche relative



Fase orale: da 0 a 1 anno

Costituisce la prima zona su cui si concentra la libido.

La bocca

è ricca di terminazioni nervose matura più velocemente la motricità

particolarmente sensibile al piacere il neonato impara a : succhiare - mordere

sputare


La fase orale svolge le funzioni seguenti:

  • Assicura la sopravvivenza del bimbo

  • Gli permette di stabilire un rapporto affettivo con la madre

  • Fa da organizzatore cognitivo: ciò che è buono viene introiettato, ciò che è cattivo viene sputato

  • Favorisce la costituzione di modelli operativi interni, cioè modelli di comportamento che sperimentati dal bimbo con la madre, porteranno il bimbo stesso a riprodurli con gli altri, così come si vede dallo schema seguente

Costituzione di modelli operativi interni : il mondo è buono cattivo

La qualità dell’attaccamento fiducia sfiducia

presenza di un oggetto gratificante assenza di un oggetto gratificante

appagamento fantasie allucinatorie

ottimismo frustrazione

ricerca continua di soddisfazione

aggressività

pessimismo

isolamento

La prevalenza di una delle azioni sottostanti porta alla formazione di un tratto del carattere

mordere aggressività sotto forma fisica/verbale

succhiare apertura, disponibilità ad assumere, tendenza a imparare, ad identificarsi con qualcuno

sputare rifiuto, ostilità, isolamento, pessimismo

Fase anale: da 1 a 3 anni

Costituisce la seconda zona su cui si concentra la libido

Il bisogno fisiologico della defecazione produce

piacere frustrazione - ansietà

tensione e sollievo successivo pratica educativa che impone il controllo

La fase anale svolge le funzioni seguenti:



  • Permette al bambino di fare le sue prime esperienze di controllo sul corpo

  • Permette al bambino di entrare in relazione con l’altro nel ruolo di controllato e controllore

Un atteggiamento educativo eccessivamente rigido o, al contrario, troppo permissivo produrrà effetti differenti sul bambino. Poiché il controllo sfinterico rappresenta la strutturazione del primo rapporto del bambino con l’autorità, gli effetti derivanti dal modo di gestire questo tipo di relazione controllorecontrollato tenderanno a riprodursi da parte del bambino, futuro adulto, nel modo di gestire la medesima relazione con gli altri.

Rigidità educativa Permissività educativa ( trascuratezza)

ansia – frustrazione incapacità di controllo

defecazione eccessivamente controllata defecazione spontanea

possibile generalizzazione del sentimento possibile generalizzazione del sentimento

esteso ad altre situazioni esteso ad altre situazioni

personalità rigida improntata personalità trasgressiva

al senso dell’ordine e del controllo incapace di controllo emotivo

La prevalenza di una delle azioni sottostanti porta alla formazione di un tratto del carattere

Dare generosità – apertura agli altri – empatia – spontaneità

Trattenere chiusura – controllo – ordine

Fase fallica: da 3 a 5 anni

Costituisce la terza zona su cui si concentra la libido

L’interesse sull’area genitale come presenza/assenza del fallo maschio/femmina

Il maschio

La stimolazione produce piacere

L’impulso libidico è diretto

al genitore di sesso opposto

desiderio verso il genitore ammirazione/ timore genitore stesso sesso

di sesso opposto

inizio processo identificazione angoscia

da castrazione

La fase fallica svolge le funzioni seguenti:


  • permette la formazione super-io inteso come insieme di regole e divieti

  • favorisce il processo di caratterizzazione sessuale, cioè l’acquisizione del genere maschile o femminile attraverso l’imitazione e l’identificazione della femmina con la madre e del maschio con il padre

La prevalenza di una delle azioni sottostanti porta alla formazione di un tratto del carattere

Ammirare il genitore dello stesso sesso il maschio si sente orgoglioso di assomigliare al padre di cui ne riprodurrà i modi di essere e di comportarsi; la stessa cosa succede alla femmina verso la madre

Temere il genitore dello stesso sesso il maschio tende ad un carattere effeminato e ricerca la protezione della madre; la femmina tende ad avere un carattere mascolino e cerca un partner che le ricorda il padre

Proprio durante questa fase, Freud ravvisa un complesso, cioè un insieme di contenuti psichici di carattere universale: secondo lui, tutti i bambini provano un’attrazione intensa per il genitore di sesso opposto e sentimenti ambivalenti che vanno dalla gelosia all’ammirazione per il genitore “competitor” dello stesso sesso.

Freud chiama questo complesso “Complesso edipico” dal nome del leggendario re di Tebe, protagonista della tragedia di Sofocle “ Edipo re”. In quest’opera, il re laio morirà per mano del figlio che sposerà la madre.

Riportiamo in sintesi la storia



Il mito di Edipo

  • La profezia: Un oracolo predisse ai reali di Tebe, re Laio e regina Giocasta, che se avessero avuto un figlio, egli avrebbe ucciso il padre e sposato la madre

  • L’abbandono del fanciullo: per sfuggire alla profezia Giocasta consegnò il bambino a un pastore perché lo lasciasse morire nel bosco

  • Il bambino alla corte di Corinto: il pastore ebbe pietà del bambino e lo consegnò ad un servitore del re di Corinto, che a sua volta lo affidò al re. Il sovrano diede al bambino il nome Edipo e lo crebbe come un figlio, senza mai svelargli le sue origini

  • La profezia ad Edipo: l’oracolo di Delfi predisse ad Edipo che avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre. Spaventato dall’idea egli non tornò mai più dai suoi presunti genitori e si mise in viaggio

  • Lo scontro con il vecchio: tornando da Delfi Edipo incontrò un vecchio che viaggiava su un carro con il suo servo. Ebbero una lite ed Edipo li uccise entrambi. Il vecchio era in realtà suo padre Laio.

  • La sfinge: il mostro leggendario infestava la città di Tebe uccidendo i giovani e si sarebbe placata solo se qualcuno avesse risolto l’indovinello (qual è l’animale che al mattino cammina a quattro zampe, al pomeriggio con due ed alla sera con tre?). Chiunque risolvesse l’indovinello placando la furia della sfinge avrebbe ottenuto in sposa Giocasta, divenendo il nuovo re di Tebe.

  • Edipo re: risolto l’indovinello della sfinge (la risposta è “l’uomo”) ella si uccise ed Edipo fu incoronato re, sposando Giocasta, sua madre.

  • La verità svelata: la peste devastava Tebe e l’indovino Tiresia spiegò che si trattava di una punizione divina per il doppio peccato commesso da Edipo: parricidio e incesto. Quando Edipo e Giocasta scoprirono la verità il figlio si accecò e la madre si tolse la vita.

L’osservazione empirica sembra dar ragione a Freud: c’è effettivamente un periodo tra i 3 e 5 anni in cui le bambine civettano col padre e i maschietti sembrano “innamorati” della mamma.

Sicuramente, l’interpretazione freudiana del complesso edipico calza meglio riguardo i maschi, in quanto l’amore per la madre è la continuazione dell’attaccamento; è più complicato invece interpretare il complesso edipico relativamente alle femmine: occorrerebbe spiegare lo spostamento d’interesse dalla madre, figura di attaccamento primaria, al padre. Egli, infatti, per quanto figura importante non svolge un ruolo affettivo pari a quello che si instaura nell’attaccamento con la figura materna. Lo stesso Freud ammetterà in seguito che la “femminilità” resta un enigma



Fase di latenza: da 5 anni alla pubertà

Fase caratterizzata da un assopimento delle pulsioni libidiche

Prevalenza delle pulsioni dell’io

Pulsioni del’io

Interesse per obiettivi sociali ricerca dell’identità

Motivazioni – impegno -

Sfida

Narcisismo tendenza all’identificazione



con una figura di riferimento

La fase di latenza svolge le funzioni seguenti:



  • Distogliendo il bambino dall’azione di pulsioni sessuali, gli permette di concentrarsi su nuovi obiettivi sociali, come

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  • Favorisce la conoscenza di se stesso e la costruzione dell’identità



  • Getta le basi dell’autostima

La prevalenza di una delle arre d’interesse sottostanti porta alla formazione di un tratto del carattere

Prevalenza dell’interesse su se stessi: formazione di atteggiamenti narcisisti

Prevalenza dell’interesse verso l’altro-da-sé: formazione di atteggiamenti aperti alla collaborazione e di flessibilità mentale

Fase genitale: dalla pubertà

Costituisce la quinta ed ultima zona su cui si concentra la libido

I cambiamenti fisici e la produzione di testosterone e progesterone causano la comparsa dei caratteri sessuali primari e secondari

Affioramento pulsioni libidiche

attrazione sessuale innamoramento

persona di sesso opposto

relazione affettiva profonda

attraverso una donazione reciproca: la fase genitale coincide con la maturità

fisica – affettiva - sociale

La fase genitale svolge le funzioni seguenti:



  • Permette lo spostamento del senso di piacere, dal proprio corpo al corpo dell’altro

  • Favorisce la nascita del sentimento d’amore come affetto, dedizione, fedeltà all’altro

  • Consolida il senso di responsabilità necessario alla realizzazione di una famiglia propria




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