La territorialità indica il rapporto tra l'uomo e l’ambiente



Scaricare 445 b.
24.01.2018
Dimensione del file445 b.













la territorialità indica il rapporto tra l'uomo e l’ambiente

  • la territorialità indica il rapporto tra l'uomo e l’ambiente

  • Più precisamente rappresenta:

  • l'insieme delle relazioni che le società intrattengono con il mondo ecologico, biologico ed antropologico per il soddisfacimento dei propri bisogni e nella prospettiva di ottenere il più elevato livello di autonomia.













L’oggettivazione del territorio quale mero supporto all’agire sociale oscura la complessità dei processi che regolano la produzione del territorio stesso (il territorio senza attori), impedendo al tempo stesso la comprensione delle dinamiche attoriali o focalizzando l’attenzione esclusivamente su queste (gli attori senza territorio).

  • L’oggettivazione del territorio quale mero supporto all’agire sociale oscura la complessità dei processi che regolano la produzione del territorio stesso (il territorio senza attori), impedendo al tempo stesso la comprensione delle dinamiche attoriali o focalizzando l’attenzione esclusivamente su queste (gli attori senza territorio).





In altre parole, l'analisi della territorializzazione “comprende” il processo attraverso il quale le collettività umane conferiscono allo spazio naturale un valore antropologico e, così facendo, costruiscono i loro quadri di vita, le loro geografie (Turco, 1988).

  • In altre parole, l'analisi della territorializzazione “comprende” il processo attraverso il quale le collettività umane conferiscono allo spazio naturale un valore antropologico e, così facendo, costruiscono i loro quadri di vita, le loro geografie (Turco, 1988).



Quest'ultimo assume, ovviamente, una molteplicità di azioni che coprono un'ampia gamma di possibilità. In un certo senso potremmo sostenere che ogni atto, nella sua dimensiome reiterata, produce territorio ed è quindi espressione di un agire territoriale, implicito o esplicito (Dematteis, 1985).

  • Quest'ultimo assume, ovviamente, una molteplicità di azioni che coprono un'ampia gamma di possibilità. In un certo senso potremmo sostenere che ogni atto, nella sua dimensiome reiterata, produce territorio ed è quindi espressione di un agire territoriale, implicito o esplicito (Dematteis, 1985).











Se è vero che la strutturazione sembra possedere una maggiore rilevanza in quanto chiama direttamente in causa la progettualità dei diversi attori e il loro potere di trasformare il territorio conformemente a tali progetti e che la reificazione si impone all'attenzione in virtù della sua evidenza e della sua capacità di produrre effetti protratti nel medio e nel lungo periodo, è altrettanto vero che nessuno di questi due processi di territorializzazione può prescindere dalla produzione di significati territoriali.

  • Se è vero che la strutturazione sembra possedere una maggiore rilevanza in quanto chiama direttamente in causa la progettualità dei diversi attori e il loro potere di trasformare il territorio conformemente a tali progetti e che la reificazione si impone all'attenzione in virtù della sua evidenza e della sua capacità di produrre effetti protratti nel medio e nel lungo periodo, è altrettanto vero che nessuno di questi due processi di territorializzazione può prescindere dalla produzione di significati territoriali.





Ogni modello interpretativo del territorio propone nuovi schemi e modelli che rischiano di CANCELLARE LA COMPLESSITA’ ORIGINARIA

  • Ogni modello interpretativo del territorio propone nuovi schemi e modelli che rischiano di CANCELLARE LA COMPLESSITA’ ORIGINARIA

  • La Sardegna preistorica era più o meno complessa di quella attuale?

  • Morfologia, relazioni, dinamiche:

  • MA OGNI CONTESTO CONTIENE LA CULTURA INTERA DI QUEL LUOGO



Trasgressioni e delimitazioni

  • Trasgressioni e delimitazioni

  • Ogni territorio ha una sua delimitazione/descrizione che viene superata attraverso una trasgressione:

  • Ogni nuovo territorio implica l’esistenza di una territorialità e di possibili trasgressioni legate a una cultura, a un atteggiamento e a un insieme di relazioni.



Il territorio è, quindi, IMPERFETTO:

  • Il territorio è, quindi, IMPERFETTO:

    • è una concretizzazione non compiuta per l’effetto delle scale dello spazio e del tempo e che fanno sì che la territorialità si sviluppi a un ritmo differente da quello del territorio


Dunque: discordanza tra

  • Dunque: discordanza tra

    • territorio (che presenta delle RIMANENZE)
    • Territorialità (più rapida e veloce)
    • Il territorio è paradossalemente NON CONTEMPORANEO alla territorialità che vi si svolge
    • Il territorio è ristrutturato continuamente per permettere lo sviluppo delle nuove forme di territorialità


Gentrification

  • Gentrification

  • industrializzazione

  • Turistizzazione

  • I sistemi di relazione TRASGREDISCONO limiti del vecchio territorio

  • Cinte murarie

  • Trasporti



Processo complesso da comprendere e descrivere al fine di poterlo riprodurre e modificare attraverso la PIANIFICAZIONE TERRITORIALE e così perfezionarlo e progettarlo.

  • Processo complesso da comprendere e descrivere al fine di poterlo riprodurre e modificare attraverso la PIANIFICAZIONE TERRITORIALE e così perfezionarlo e progettarlo.



Spazio e territorio non sono sinonimi

  • Spazio e territorio non sono sinonimi

  • Lo spazio è in posizione ANTECEDENTE rispetto al territorio

  • Il territorio

    • è prodotto a partire dallo spazio
    • è il risultato di una azione condotta da un ATTORE che realizza un PROGRAMMA a qualsiasi livello


Appropriandosi concretamente o astrattamente (anche in modo simbolico-rappresentativo) di uno spazio un attore lo TERRITORIALIZZA.

    • Appropriandosi concretamente o astrattamente (anche in modo simbolico-rappresentativo) di uno spazio un attore lo TERRITORIALIZZA.
    • Per costruire un territorio un attore proietta nello spazio un lavoro (energia e informazione) adattando le condizioni date ai fabbisogni di una comunità o di una società.


Lo spazio è la PRIGIONE ORIGINARIA (Olson) o la GABBIA (Brunhes)

  • Lo spazio è la PRIGIONE ORIGINARIA (Olson) o la GABBIA (Brunhes)

  • Il territorio è (al contrario) la PRIGIONE CHE GLI UOMINI SI COSTRUISCONO riorganizzando le condizioni di partenza



  • Non è la geografia che fa la storia ma la storia che fa la geografia rilevando (attraverso il tempo) le potenzialità di un fiume, di una spiaggia…. di un ghiacciaio



Dimensione diacronica e sincronica del rapporto con lo spazio

  • Dimensione diacronica e sincronica del rapporto con lo spazio

  • - un fiume è ostacolo, via di comunicazione, canale irrigabile a seconda del tempo (diacronica)

  • - Fiumi diversi e comportamenti diversi nello stesso tempo (sincronica)



Modello di interpretazione della territorializzazione

  • Modello di interpretazione della territorializzazione



  • A : attore

  • (individuale o collettivo) combina diversi mezzi per realizzare un’azione sull’ambiente inorganico/organico/sociale

  • In un modello e in una analisi peculiare la definizione di attore potrebbe essere maggiormente precisa individuando categorie più di dettaglio



Il fatto di distinguere gli universi sociali per genere o per tipi (uomini o donne, militari o civili, borghesi o proletari ecc.), risponde innanzitutto a esigenze cognitive, di necessità di conoscenza e di sistematizzazione, di “messa in ordine” razionale degli elementi di un certo contesto. In questa linea è possibile costruire una o molte tassonomie legate ai tipi, ai generi, appunto, accorpando le coerenze o distinguendo le incoerenze comportamentali o funzionali

  • Il fatto di distinguere gli universi sociali per genere o per tipi (uomini o donne, militari o civili, borghesi o proletari ecc.), risponde innanzitutto a esigenze cognitive, di necessità di conoscenza e di sistematizzazione, di “messa in ordine” razionale degli elementi di un certo contesto. In questa linea è possibile costruire una o molte tassonomie legate ai tipi, ai generi, appunto, accorpando le coerenze o distinguendo le incoerenze comportamentali o funzionali



Le classi sociali rappresentano una partizione classica operata per gruppi apparentemente omogenei: Platone ne individua 3 nella città greca:

  • Le classi sociali rappresentano una partizione classica operata per gruppi apparentemente omogenei: Platone ne individua 3 nella città greca:

  • gli artigiani, classe più bassa con l'obiettivo di lavorare e procurare i beni materiali;

  • i guardiani, che proteggono lo Stato e

  • i governanti o filosofi, in grado di governare lo Stato.

  • Molto più tardi, Marx individuerà le classi soprattutto negli aggregati sociali in lotta gli uni contro gli altri, ispirandosi all’idea del superamento del dominio dell’una sull’altra. La concezione marxista contiene una doppia condizione del concetto di classe:

  • la prima finalizzata alla costruzione di un ordine concettuale

  • e la seconda di natura ideologica volta al disvelamento delle logiche di dominazione sociale e della loro messa in discussione.



  • Da una concezione europea di ispirazione marxista legata alla partecipazione al processo produttivo : Classe è un insieme di individui che hanno lo stesso rapporto con i mezzi di produzione (da cui derivano i concetti di coscienza di classe e di lotta di classe) = Borghesia vs proletariato/sotto-proletariato

  • a une concezione nord-americana in cui si riconosce una sorta di unica grande middle class, : « .... nous appellerons classes moyennes les secteurs sociaux compris entre la bourgeoisie (patronat, responsables économiques, haute fonction publique) et le peuple ou les classes populaires (paysans et ouvriers);

  • in continuum sociale che sottintende lo schema non dicotomico) e quindi

  • una upper middle class,

  • una medium middle class,

  • una lower middle class

  • (A. Rouquié)



La società urbana d’epoca fordista, nella quale s’individuavano classi distinte specularmente al processo di produzione, appare ora trasformarsi in un insieme fluido di comportamenti, pratiche, bisogni, esigenze, capacità differenti. Per quanto traspaia dalle pratiche sociali dell’epoca contemporanea, questa trasformazione è peraltro determinata anche dall’interpretazione e dalle categorie in uso nelle scienze sociali contemporanee (Di Méo e Buléon, 2005).

  • La società urbana d’epoca fordista, nella quale s’individuavano classi distinte specularmente al processo di produzione, appare ora trasformarsi in un insieme fluido di comportamenti, pratiche, bisogni, esigenze, capacità differenti. Per quanto traspaia dalle pratiche sociali dell’epoca contemporanea, questa trasformazione è peraltro determinata anche dall’interpretazione e dalle categorie in uso nelle scienze sociali contemporanee (Di Méo e Buléon, 2005).



Alla distinzione in classi del corpo sociale si oppone una distinzione dei contesti umani che fa riferimento piuttosto all’azione (individuale e/o collettiva) all’interno di un processo sociale, relativa dunque a tutto ciò che produce “degli atti” nella realtà sociale.

  • Alla distinzione in classi del corpo sociale si oppone una distinzione dei contesti umani che fa riferimento piuttosto all’azione (individuale e/o collettiva) all’interno di un processo sociale, relativa dunque a tutto ciò che produce “degli atti” nella realtà sociale.

  • Nell’azione sociale è possibile distinguere schematicamente gli attori (intendendo coloro che sono provvisti di una intenzionalità, di una capacità strategica autonoma: l’individuo che opera la scelta di risiedere in un certo determinato quartiere);

  • dagli agenti (coloro che non detengono una competenza strategica e che, dunque, sono dominati da strategie esterne, ovvero il “realizzatore” materiale dell’azione che non decide o concepisce l’azione stessa: lo stesso individuo che da attore sceglie il quartiere dove risiedere, questa volta visto nel suo ruolo di conducente di autobus) (Lévy, 2003, p. 47).



Questa visione legata alla teoria dell’azione (Parsons, 1937; Touraine, 1965; 1984), la società comprende innumerevoli attori e agenti le cui quantità e qualità evolvono continuamente.

  • Questa visione legata alla teoria dell’azione (Parsons, 1937; Touraine, 1965; 1984), la società comprende innumerevoli attori e agenti le cui quantità e qualità evolvono continuamente.

  • Mutando costantemente nel tempo e nella composizione, questi aggregati sociali (di individui e collettività) riformulano anche le qualità spaziali determinate dall’agire territoriale.

  • Tali letture dei fatti sociali e territoriali non elidono l’ipotesi che le relazioni sociali siano frutto di dominazione tra attori (la volontà degli individui dipende anche dalla loro posizione sociale, Bourdieu, 1980),

  • anzi riaffermano che «Ogni relazione sociale è un rapporto gerarchico. Non esiste una relazione di eguaglianza» (Touraine, 1990 p. 4).

  • E, d’altro canto, consentono l’emersione e l’osservazione di comportamenti e pratiche inusuali, minime, interstiziali, di frammenti di società e di spazio non parimenti evidenti attraverso categorie generali inerenti le strutture sociali e non le relazioni a queste interne.



Emerge una “società plurale” distinta non più esclusivamente tra categorie del lavoro, delle appartenenze ideali o di classe, degli obiettivi e delle aspettative, quanto distinta per una dimensione variabile di operatori (individui, famiglie, istituzioni, imprese, del capitale, della politica ma anche associazioni, comunità, gruppi e lobby, criminalità, ma anche marginali, migranti, singoli, disoccupati, poveri, anziani ecc.) che, di volta in volta, assumo la forza dell’attore o la debolezza dell’agente sulla scena territoriale.

  • Emerge una “società plurale” distinta non più esclusivamente tra categorie del lavoro, delle appartenenze ideali o di classe, degli obiettivi e delle aspettative, quanto distinta per una dimensione variabile di operatori (individui, famiglie, istituzioni, imprese, del capitale, della politica ma anche associazioni, comunità, gruppi e lobby, criminalità, ma anche marginali, migranti, singoli, disoccupati, poveri, anziani ecc.) che, di volta in volta, assumo la forza dell’attore o la debolezza dell’agente sulla scena territoriale.



L: lavoro

  • L: lavoro

  • a disposizione dell’attore. Definendo il lavoro umano come una combinazione di energia e informazione

  • Le quantità variabili di energia e informazione determinano i tipi di lavoro (di riproduzione o invenzione). Nel corso della storia il lavoro d’invenzione è diventato più espressivo di quello di riproduzione.



M: Mediatori materiali

  • M: Mediatori materiali

  • Strumenti diversi e/o immateriali , conoscenze, algoritmi, a disposizione dell’attore

  • Tutti gli strumenti di lavoro a disposizione in un luogo e in un momento peculiari. Usiamo mediatori che non sono contemporanei gli uni degli altri.



P: programma dell’attore

  • P: programma dell’attore

  • Insieme delle intenzioni realizzabili e degli obiettivi e degli scopi

  • Produrre un sistema rurale, urbano, industriale costituisce un programma generale



R: relazione intrattenuta dall’attore con l’ambiente generale

  • R: relazione intrattenuta dall’attore con l’ambiente generale

  • Relazione composta da una grande varietà di azioni condotte con l’intento di raggiungere un preciso scopo



Sn : ambiente organico e/o inorganico

  • Sn : ambiente organico e/o inorganico

  • Secondo l’ecologia:

  • l’organico è assimilato al concetto di biocenosi

  • L’inorganico al concetto di biotopo

  • La nozione di scala va esplicitata in ogni contesto



il termine biocenosi (o comunità) deriva dalle parole di lingua greca βιος (bios = vita) e κοινος (koinosis = comune) ed indica la comunità delle specie che vive in un determinato ambiente, o, meglio, in un determinato biotopo (dal greco βιος = vita e τοπος = luogo), cioè un'area in cui le condizioni fisico-chimiche ed ambientali sono costanti.

  • il termine biocenosi (o comunità) deriva dalle parole di lingua greca βιος (bios = vita) e κοινος (koinosis = comune) ed indica la comunità delle specie che vive in un determinato ambiente, o, meglio, in un determinato biotopo (dal greco βιος = vita e τοπος = luogo), cioè un'area in cui le condizioni fisico-chimiche ed ambientali sono costanti.

  • Il biotopo, per le sue caratteristiche, può essere definito come l'unità fondamentale dell'ambiente. Di conseguenza la biocenosi sarà l'unità biotica fondamentale, dato che i diversi biomi (tundra, foresta di conifere o taiga, foresta temperata, prateria, deserto, foresta tropicale ecc.) che ricoprono la superficie terrestre sono formati da un'associazione di varie biocenosi e che tutti i biomi terrestri, con tutti gli organismi che li abitano, compongono la biosfera.

  • Anche la barriera corallina è un esempio di biocenosi. Da questo punto di vista tutta la biosfera può essere considerata un'unica grande biocenosi.

  • La biocenosi è dunque un insieme di popolazioni di specie diversa che vivono in uno stesso ambiente naturale e fra le quali si vengono a creare dei rapporti di interrelazione e interdipendenza.

  • La comunità ecologica ha delle caratteristiche proprie dette proprietà emergenti, che non si riscontrano a livelli di organizzazione biologica precedenti (singolo individuo e popolazione), fra le quali la diversità specifica, i rapporti di distribuzione delle varie popolazioni e l'organizzazione trofica (catena alimentare).



So : ambiente sociale

  • So : ambiente sociale

  • Tutti i sottosistemi sociali, dall’economia alla politica e alla cultura, sono gli elementi dell’ambiente sociale



S : ambiente generale (Sn + So)

  • S : ambiente generale (Sn + So)



T : territorio prodotto dall’attore nell’ambiente

  • T : territorio prodotto dall’attore nell’ambiente



Ta: insieme delle relazioni sviluppate dall’attore nel territorio o territorialità

  • Ta: insieme delle relazioni sviluppate dall’attore nel territorio o territorialità



L’attore deve possedere L(lavoro) M(mediatori) P (programma) in termini di caratteristiche minime e come mezzi di intervento nell’ambiente

  • L’attore deve possedere L(lavoro) M(mediatori) P (programma) in termini di caratteristiche minime e come mezzi di intervento nell’ambiente

  • Proiettata l’azione dell’attore A sull’ambiente S attraverso una relazione R finisce per produrre un territorio T e una territorialità Ta

  • Ovvero un insieme di relazioni che permettono di soddisfare i fabbisofgni sociali o comunitari:

  • T è il recto, Ta è il verso, (T/Ta)

  • T è il materiale, Ta è l’immateriale



La prima fase della formula riassume L’ANTROPO-LOGICA

  • La prima fase della formula riassume L’ANTROPO-LOGICA

  • La seconda

  • L’ECO-LOGICA, LA BIO-LOGICA E LA LOGICA CULTURALE CRISTALLIZATA

  • La terza

  • pone l’INTRECCIO TRA TERRITORIO E TERRITORIALITA’ ovvero le interrelazioni e le relazioni tra le logiche



Ogni elemento della formula non si presenta da solo ma fa parte di un sistema:

  • Ogni elemento della formula non si presenta da solo ma fa parte di un sistema:

    • quello degli attori che producono beni, servizi o consumano;
    • quello delle diverse tipologie di lavoro;
    • quello dei mediatori;
    • quello dei programmi;
    • quello delle mediazioni.
  • Si tratta di sistemi dinamici che attraversano tempo storico e spazio geografico



Appartenenza al mondo occidentale ma tra America e Europa esistono profonde differenze: di Sn (organiche e inorganiche)

  • Appartenenza al mondo occidentale ma tra America e Europa esistono profonde differenze: di Sn (organiche e inorganiche)

  • Nell’ambiente S le scelte dell’attore si compiono sulla base dei sistemi locali a disposizione e i vincoli morfologici (ad es.) svolgono un ruolo importante



Ma le possibilità di scelta non sono rigide: l’ambiente sociale aiuta a trovare soluzioni sempre più ampie.

  • Ma le possibilità di scelta non sono rigide: l’ambiente sociale aiuta a trovare soluzioni sempre più ampie.

  • I risultati territoriali si esprimono attraverso i sistemi agrari, rurali, urbani, industriali, commerciali, turistici, le reti, le infrastrutture

  • I Territori T/Ta sono SINTAGMI prodotti dalla combinazione di elementi presi dagli attori nei diversi sistemi a disposizione.



Oggi possiamo INVENTARE un territorio combinando elementi che NON si trovano naturalmente riuniti nello spazio geografico.

  • Oggi possiamo INVENTARE un territorio combinando elementi che NON si trovano naturalmente riuniti nello spazio geografico.

  • L’invenzione costringe ad accettare costi molto alti e a rinunciare ad ogni principio economico.

  • Invenzione da zero,

  • Nella produzione territoriale c’è sempre un punto di partenza che non è mai indenne dalle azioni del passato.



Il processo territoriale si sviluppa nel tempo partendo sempre da una forma precedente, altro stato di natura o altro territorio: solo Dio è partito dal caos!

  • Il processo territoriale si sviluppa nel tempo partendo sempre da una forma precedente, altro stato di natura o altro territorio: solo Dio è partito dal caos!

  • Quindi la formula precedente va aggiornata:



A partire da A’ questo processo può significare una continuazione o una decomposizione (deterritorializzazione), seguita da una ricomposizione (riterritorializzazione). Si tratta di un processo illimitato:

  • A partire da A’ questo processo può significare una continuazione o una decomposizione (deterritorializzazione), seguita da una ricomposizione (riterritorializzazione). Si tratta di un processo illimitato:



Quando si analizza la produzione di territorio si vede soltanto T (la parte materiale) il resto è osservabile solo con grande difficoltà (osservazione archelogica) L, M, P, R sono reperti come Sn/So…

  • Quando si analizza la produzione di territorio si vede soltanto T (la parte materiale) il resto è osservabile solo con grande difficoltà (osservazione archelogica) L, M, P, R sono reperti come Sn/So…



A partire dal Territorio si deve ricostruire un sistema alla rovescia:

  • A partire dal Territorio si deve ricostruire un sistema alla rovescia:

  • Le forze che si trasmettono nel tempo sono STRUTTURE RESISTENTI o PRESISTENZE STORICHE

  • Come gli strati geologici il legame tra passato e presente è sempre reperibile.



Si parla di IMPRINTING : il gesto iniziale che nell’uomo del passato remoto compiva operazioni semplici, elementari, essenziale « dettate » dalla natura

  • Si parla di IMPRINTING : il gesto iniziale che nell’uomo del passato remoto compiva operazioni semplici, elementari, essenziale « dettate » dalla natura

  • Come fosse deterministicamente deciso dallo ius loci o dalla médiance che esprime il rapporto mediatico tra l’uomo (come organismo che recepisce il messaggio dell’ambiente e che è figlio di una cultura) e l’ecosistema



Ma il territorio non è « innocente » allo sguardo di chi guarda: l’osservazione (e la rappresentazione) produce paesaggio e territorio.

  • Ma il territorio non è « innocente » allo sguardo di chi guarda: l’osservazione (e la rappresentazione) produce paesaggio e territorio.

  • Lo sguardo Sg possiede una temporalità che dipende da una peculiare semiosfera:

  • Sg T/Ta ___ Sg’ T’/Ta’ ___ Sg’’ T’’/Ta’’



Ha senso proiettare sguardi del passato sul presente?

  • Ha senso proiettare sguardi del passato sul presente?

  • O uno sguardo dalla campagna alla città o viceversa?

  • Esiste una storicità del territorio materiale e una dello sguardo che consente (attraverso un linguaggio) l’invenzione di paesaggi diversi



Sg/Li (T/Ta) = immagine o paesaggio

  • Sg/Li (T/Ta) = immagine o paesaggio

  • Il paesaggio può rilevarsi come fattore empirico della territorialità “quando un osservatore è capace di organizzare in una unità visiva il processo di territorializzazione e le traiettorie logiche e storiche che ne hanno inquadrato il dispiegamento simbolico, materiale e strutturale ” (A. Turco)






©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale