La vita spirituale di un giovane



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22.12.2017
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LA VITA SPIRITUALE DI UN GIOVANE
Che cosa intendiamo per “vita spirituale”
La vita spirituale è la vita cristiana, nel senso che non si dà vita cristiana senza vita spirituale. Il cristiano o è un uomo/donna ragazzo/ragazza spirituale oppure semplicemente non è cristiano.
Chi è il cristiano? Rispondendo a questo interrogativo saremo in grado di rispondere anche all’interrogativo: che cosa è la vita spirituale? La vita cristiana si definisce in virtù di tre riferimenti.
a-Il riferimento a Cristo

Il cristiano non è semplicemente un uomo religioso o un uomo credente; il cristiano è colui per il quale tutta la sua vita è qualificata dal riferimento ultimo a Gesù Cristo. Per un cristiano la verità dell’umano sta in Gesù di Nazaret: allora io mi misuro su Gesù e il riferimento ultimo della mia vita è Lui. Un cristiano è un uomo per il quale il riferimento a Gesù Cristo è come una forza dinamica che a poco a poco prende tutti gli aspetti della vita che così vengo illuminati, prendono un senso e un significato. Divento cristiano quando faccio l’esperienza di me che vado prendendo i contorni del Signore, magari con lentezza e fatica, e del Signore come colui che dà i contorni alla mia vita. Divento cristiano quando nel mio cuore riconosco davvero che Gesù è la mia Via, la mia Verità, la mia Vita. Finché uno fa le cose della vita cristiana (dice le preghiere, va a Messa, fa qualche opera di carità…), ma non ha incontrato Cristo nel suo cuore, in realtà non è cristiano.

Tutto ciò lo ha espresso in modo mirabile Papa Benedetto XVI nella sua prima enciclica “Deus caritas est”: “ All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”.

b-Il riferimento allo Spirito Santo

Quando io ho riconosciuto che Gesù Cristo è la mia Via, la mia Verità e la mia Vita, il lasciarmi costruire secondo Gesù Cristo è un’esperienza che può avvenire solo con l’azione dello Spirito Santo. Una pagina di san Paolo descrive bene questa situazione dell’uomo che si lascia costruire dallo Spirito Santo: “Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Romani 8, 5-11).

San Paolo contrappone uomo spirituale a uomo carnale: il primo è quello che si lascia costruire dallo Spirito di Dio, mentre il secondo è invece quello che rimane al di fuori, ragiona in una maniera che è completamente lontana dalla prospettiva della fede. L’aggettivo “spirituale” non va dunque frainteso: non si intende qualcosa di astratto, di vagamente ascetico, che va bene per certi settori della vita, che riguarda problemi particolari del privato, della coscienza, che non ha nulla a che fare con la concretezza del quotidiano. Che cosa vuol dire allora “spirituale”? Lo spirituale è lo Spirito Santo, Dio in noi. I teologi parlano di “inabitazione”. Lo Spirito che ognuno di noi ha ricevuto nel Battesimo (cf Rm 8,9), nel quale siamo stati segnati (cf Ef 4,30). «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (1Cor 3,16).



La vita spirituale è «il camminare secondo lo Spirito» (Gal 5,16) per vivere da figli di Dio, liberi dalla schiavitù della carne.

La vita spirituale non è prima di tutto una disciplina o un’ascesi, è un’arte di sinergia con lo Spirito Santo, l’arte di far fruttificare la sua presenza nella nostra vita. La vita spirituale è l’arte del tener conto dello Spirito Santo. Lo Spirito è il Maestro interiore che ci orienta sempre di nuovo verso Gesù Cristo.

3- Il riferimento alla Chiesa

Se la vita cristiana è l’incontro con Cristo mediante lo Spirito, dobbiamo aggiungere che tale incontro si realizza in una comunità storica concreta di credenti, si realizza nella Chiesa. Non vi è alternativa tra il credere a Gesù e il credere la Chiesa, perché si crede a Gesù nella Chiesa e la Chiesa non è fuori o all’esterno della fede, ma è dimensione essenziale del credere. Il singolo credente è un membro di un corpo più grande – la Chiesa – e non può non riferirsi a questa. E’ nella Chiesa che è custodita l’autenticità del riferimento a Gesù Cristo nello Spirito.


Consigli per la vita spirituale
Se la vita spirituale (la vita cristiana) consiste nel costruire “l’uomo secondo lo Spirito” che si contrappone all’ “uomo secondo la carne”, ci chiediamo: come può avvenire questo? Esistono delle esperienze che consentono questo? La risposta è si. Cito alcune esperienze.

La preghiera (mi riferisco alla preghiera personale tralasciando quella liturgica)

Pregare è accogliere una presenza, la presenza di un Dio che è vicino. Ora, per giungere realmente ad accogliere tale presenza di Dio occorre anzitutto ascoltare. La preghiera cristiana è anzitutto ascolto. Scrive E. Bianchi: “Se per Dio in principio è la Parola (Gv 1,1) per l’uomo in principio è l’ascolto…La preghiera autentica germoglia là dove c’è l’ascolto…l’ascolto è il primo atto della preghiera ed ha un primato assoluto…”. Nella lettera ai Romani (10, 17) san Paolo afferma: “fides ex auditu – la fede nasce dall’ascolto”. Noi possiamo senz’altro trasporre questa affermazione anche in riferimento alla preghiera: “oratio ex auditu – la preghiera nasce dall’ascolto”. Cosa ascoltare? La Parola di Dio contenuta nelle sacre Scritture. Come? Oltre alla liturgia (luogo eminente dell’ascolto della Parola di Dio) è nella meditazione personale che si può ascoltare la Parola di Dio.



La direzione spirituale o accompagnamento spirituale

E’ l’esperienza di chi decide di scegliere una persona adulta che, come un fratello maggiore,

condivida con lui un tratto di strada perché possa discernere l'azione dello Spirito e decidere di

rispondervi in libertà nella maturazione della propria identità. Concretamente è una sorta di “dialogo nella fede”, in cui il “diretto” viene aiutato, sostenuto, confermato nella sua vita cristiana, soprattutto nel discernimento della propria vocazione.



Il sacramento della Penitenza o Confessione

Il cammino di costruzione dell’”uomo secondo lo Spirito” non è lineare, non è senza ostacoli; al contrario si caratterizza per tante “battute di arresto”. Il peccato fa parte della nostra esperienza di fede. Del resto Gesù ha detto: “Non sono venuto per i giusti ma per i peccatori”. La vera minaccia della vita spirituale (cristiana) non è il peccato ma il suo non riconoscimento. La Confessione è il momento in cui riconosco il mio peccato, chiamo per nome il peccato; ed è il momento in cui sperimento il perdono del Signore. Confessandomi io permetto allo Spirito Santo di continuare la sua opera in me. La Confessione è il gesto in cui io dico: “Signore sono debole, ma so che tu sei più forte della mia debolezza!”. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1,8-9).



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