Laboratorio di apprendimento organizzativo



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Massimo Tomassini

LABORATORIO DI APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO

Dispensa




Release 3


Roma, marzo-aprile 2009

INDICE


1. Significati di “organizzazione” 3

2. Significati di apprendimento 6

3. Apprendimento organizzativo 15

4. Il professionista riflessivo 21

5. Evoluzione del concetto di apprendimento organizzativo 22

6. Apprendimento organizzativo, apprendimento riflessivo 28

1 33

JACK MEZIROW 33



APPRENDIMENTO E TRASFORMAZIONE. IL SIGNIFICATO DELLA RIFLESSIONE NELL’APPRENDIMENTO DEGLI ADULTI 33

2 48


MASSIMO TOMASSINI 48

UN COMMENTO A “APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO. TEORIE, METODI E PRATICHE” DI C. ARGYRIS E D.A. SCHOEN 48

3 50

DONALD SCHOEN 50



“REFLECTION-ON-ACTION” 50

4 51


SILVIA GHERARDI E DAVIDE NICOLINI 51

VECCHIO E NUOVO APPRENDIMENTO ORGANIZZATIVO 51

5 54

MASSIMO TOMASSINI 54



IPOTESI E STRUMENTI PER LO SVILUPPO DELL’APPRENDIMENTO RIFLESSIVO NEI SISTEMI EDUCATIVI E FORMATIVI 54

54


55

Il tema “apprendimento organizzativo” viene sviluppato a partire da alcune definizioni che riguardano i due aspetti dell’ORGANIZZAZIONE e dell’APPRENDIMENTO.



1. Significati di “organizzazione”

Consultando un qualunque dizionario o Wikipedia è possibile mettere insieme diverse idee che hanno a che fare con il termine “organizzazione”:




  • è uno strumento (dal greco organon) che serve a raggiungere finalità collettive

  • queste finalità richiedono che si svolgano attività coordinate tra loro;

  • le attività devono essere controllate perché si svolgano in modo efficace (ossia per raggiungere le finalità) e efficiente (ossia utilizzando bene le risorse disponibili);

  • queste attività si svolgono in un ambiente che ha confini determinati, rispetto ad altri ambienti;

  • le attività sono svolte da persone;

  • le persone si servono di tecnologie di diverso tipo;

  • il lavoro delle persone è specializzato per ruoli e funzioni (es. persone che provvedono alla fabbricazione, persone che curano la contabilità, persone che si occupano delle campagne pubblicitarie, etc., etc..);

  • il lavoro è tradizionalmente diviso tra ruoli e funzioni in cui prevalgono gli aspetti esecutivi (fare le cose secondo modalità pre-definite), aspetti di coordinamento e controllo (controllare che le cose siano fatte in modo rispondente a tali modalità), aspetti di ideazione e strategici (definire quali cose vanno fatte).

Nell’ambito del laboratorio vengono sviluppati diversi esempi di come questi tratti si attagliano a diversi contesti che possiamo definire organizzazione (da un piccolo negozio a conduzione familiare – organizzazione semplice – fino a una grande multinazionale che opera in un settore d’avanguardia – organizzazione complessa).


Attraverso il concetto di organizzazione possiamo mettere a fuoco le realtà dei nostri più importanti contesti di vita e di lavoro: aziende, pubbliche amministrazioni, scuole e università, strutture sanitarie, etc.. Ma non dimentichiamo che fondamentali esempi di organizzazioni li troviamo negli eserciti e nelle chiese.
A titolo introduttivo è utile richiamare alcune definizioni più strutturate, legate a diverse immagini e metafore dell’organizzazione. Un autore importante (Morgan, 1985) ha stilato una serie di metafore che hanno un forte potere esplicativo. A quelle di Morgan se ne possono aggiungere alcune altre, derivanti da studi organizzativi più recenti.
Lo schema seguente raccoglie le definizioni connesse diverse visioni dell’organizzazione.


Organizzazione come”:


Definizione

Macchina


L’organizzazione è una struttura rigorosamente definita in tutte le sue parti, tra loro connesse in base a rapporti precisi e stabili nel tempo.

Questo tipo di organizzazione è caratteristico di molte strutture burocratiche. Si attaglia inoltre perfettamente alla fabbrica tayloristica in cui ogni lavoratore deve eseguire mansioni rigidamente pre-determinate e inserite in una catena gerarchica molto ben definita.




Sistema


L’organizzazione è un sistema composto da parti (sub-sistemi) ciascuna delle quali svolge una funzione specifica cooperando al raggiungimento della finalità del sistema.

Il sistema è finalizzato a elaborare risorse in input di varia natura (lavoro, capitali, conoscenze, etc.) per produrre i propri output tipici (prodotti, servizi)




Sistema aperto

Le organizzazioni trasformano gli input in output in rapporto alle continue evoluzioni dei altri sistemi (esterni) con cui esse interagiscono.

La sopravvivenza e lo sviluppo di ogni sistema dipendono dal modo in cui esso riesce contingentemente nell’adattamento alle variazioni esterne (i suoi “ambienti” di riferimento) e nell’integrazione delle proprie risorse interne.




Sistema vivente

auto-referenziale

Questa visione rappresenta un’evoluzione della precedente in quanto il sistema è visto non come aperto e interdipendente con i suoi ambienti, ma come chiuso, autonomo, attento soprattutto alla propria riproduzione.

In questo senso il sistema deve 1. curare soprattutto le sue risorse interne (in particolare le competenze che riconosce come distintive, capaci di assicurarne l’equilibrio dinamico); 2. definire internamente i modi con cui assorbire le variazioni esterne.




Cultura

Ogni organizzazione è una micro-società nella quale si stabilizzano nel tempo forme di identità condivise, valori, modelli di giudizio, sistemi etici.

Le organizzazioni possono essere osservate attraverso i riti che strutturano i modi di fare le cose da parte dei membri dell’organizzazione, i miti che riguardano le forme di autorità e gli obiettivi collettivi, le storie e i modi di dire attraverso cui i membri tramandano i modi più importanti di fare le cose.




Insieme di routine


Le organizzazioni sono insiemi di routines che si strutturano nel tempo in forme consapevoli o inconsapevoli. Le routine

sono modi costanti e riconosciuti di fare le cose che si sedimentano nelle procedure formali in uso nell’organizzazione, nel funzionamento delle tecnologie, nelle modalità di acquisizione e esplicazione delle competenze delle persone.

Alcune organizzazioni (es. le aziende innovative) riescono a monitorare come le routine si strutturano nel tempo e a governarne gli effetti. Altre organizzazioni (in particolare le burocrazie) sono di fatto prigioniere delle loro stesse routine che le rendono sempre più inefficienti e inefficaci.


Insieme di pratiche


Le organizzazioni sono contesti nei quali prendono diverse forme di pratica lavorativa (modi di fare le cose caratterizzati dal punto di vista dell’essere sociali, dotati di senso, specifiche di un particolare contesto).

Intorno alle pratiche possono aggregarsi nel tempo specifiche comunità di pratica al cui interno le persone sentono di condividere obiettivi del lavoro comune, esprimono forme di solidarietà e apprendimento reciproco, sviluppano nel tempo storie e modi di dire caratteristici attraverso i quali si riproducono le conoscenze e le competenze più importanti per quella specifica organizzazione.


Questo elenco potrebbe essere arricchito con numerose altre visioni dell’organizzazione. Soprattutto le singole definizioni potrebbero essere molto approfondite, fino ad arrivare per ciascuna a una trattazione abbastanza estesa.

Nell’economia di tempo e di argomenti del laboratorio, tuttavia, questo elenco ha valore introduttivo. Spinge soprattutto a farci riflettere intorno a una domanda fondamentale: “che cosa significa apprendimento?” all’interno di queste visioni dell’organizzazione. Per ciascuna delle visioni dell’organizzazione potrebbe essere infatti proposta una serie di significati di apprendimento.



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