L’amministrazione europea e le sue regole capitolo I: le competenze dell’amministrazione europea


CAPITOLO 3: TIPOLOGIE DI ATTI DELL’AMMINISTRAZIONE EUROPEA



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CAPITOLO 3: TIPOLOGIE DI ATTI DELL’AMMINISTRAZIONE EUROPEA.

1. Introduzione.

Appartiene ai caratteri essenziali dell’UE quello di avere istituzioni autonome che, in base ai Trattati, sono munite del potere di svolgere attività di natura imperativa. Questi compiti sono esercitati, o sotto la propria responsabilità o attraverso una interazione coordinata, principalmente da tre istituzioni: Parlamento, Consiglio e Commissione. L’istituzione competente e il procedimento applicabile dipendono dalla base giuridica di volta in volta utilizzata. Nella terminologia del T è denominato ‘atto giuridico’ o ‘atto’ il risultato di tale procedimento che viene versato in un documento, senza che con ciò sia esplicitato qualcosa sul suo carattere giuridico. Un atto giuridico può essere perciò anche una misura individuale o una comunicazione non vincolante. Gli atti dell’amministrazione europea sono parte integrante del diritto dell’Unione, non formano una classe separata di atti. La disciplina di un atto giuridico dell’UE dipende in modo essenziale dalla tipologia di atto al quale lo stesso è ascritto. Con tale espressione si intende una categoria di atti giuridici unificata da caratteri comuni. Gli elementi comuni possono riferirsi agli effetti giuridici, ai requisiti di validità o al controllo giurisdizionale. Nella prassi, l’ascrizione a una tipologia di atto del diritto dell’Unione risulta dall’intestazione così come da una serie di ulteriori connotati esteriori, in particolare dalle clausole tipiche della premessa e delle conclusioni. La Corte di giustizia si riserva di decidere ampiamente sull’accesso alla tutela giurisdizionale, indipendentemente dall’ascrizione a una data tipologia di atto. Art.288 TFUE: mette a disposizione delle istituzioni 5 tipologie di atti: regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri. Il Consiglio, e in modo più limitato anche la Commissione, possono concludere, in nome dell’UE, accordi con altri soggetti di diritto internazionale (art.218 TFUE). Per queste categorie di atti, il TFUE offre definizioni dei relativi effetti giuridici. Sin dall’inizio, nella prassi e in dottrina, si è concordato come questa canonizzazione non dovesse essere intesa in modo esaustivo, potendo le istituzioni utilizzare atti giuridici non tipizzati e sviluppare nella pratica categorie di atti con un autonomo profilo. Come confine generale si deve comunque rispettare il principio della certezza del diritto, in base al quale le disposizioni di un atto giuridico devono essere chiare e i relativi effetti prevedibili per gli interessati. Da ciò il principio della chiarezza delle forme. I poteri normativi attribuiti alla BCE nell’ambito della politica monetari sono esercitati attraverso regolamenti, raccomandazioni e pareri e non attraverso direttive 132 TFUE, tipologia di atti identici come definito ex 288, che come mostra, l’ascrizione ad una data tipologia dice qualcosa sull’efficacia di un atto giuridico, non necessariamente invece sull’istituzione che agisce e sul procedimento normativo utilizzato. L’art.288 prevede una gerarchia, solo in quanto gli atti vincolanti prevalgono su quelli non vincolanti. Per il resto, le diverse forme di azione sono di pari grado, sicché gli atti vincolanti si possono reciprocamente annullare o modificare (prevalenza del diritto più recente su quello previgente, ciò dipende solo dal fatto che la base giudirca, sulla quale si fonda l’atto più recente, e non da quale istituzione o con quale procedimento sia emanato l’atto annullato o modificato, consenta questo effetto). Nell’esercizio della loro potestà normativa le istituzioni godono di un ampio margine di discrezionalità circa la tipologia di atto da scegliere nel caso concreto, tra quelle in principio ammesse. Molte basi legali parlano in modo generico di misure, prescrizioni utilizzano analoghi concetti bianco, non individuando un atto specifico, solo in alcuni casi la scelta è espressamente definita. In base al principio di proporzionalità si deve preferire il tipo di atto che interferisce in modo meno intenso sulla sfera giuridica del singolo o sull’autonomia degli Stati 296.

La tipologia prescelta è innanzitutto rilevante per stabilire gli effetti che un atto giuridico concreto può conseguire. I regolamenti sono direttamente applicabili negli Stati membri, le direttive necessitano di una trasposizione nel diritto nazionale. Le decisioni indirizzate ad un determinato destinatario sono vincolanti solo per costui; quelle che non abbiano destinatari non producono effetti obbligatori per i singoli; le raccomandazioni non sono vincolanti. La tipologia ha anche significato per l’entrata in vigore degli atti giuridici, con particolare riferimento alla pubblicazione o alla notifica individuale. Solo in circostanze limitiate i requisiti di legittimità variano in connessione con la tipologia prescelta. Ciò riguarda innanzitutto la motivazione e il regime linguistico. I restanti requisiti di legittimità derivano dalle norme pertinenti così come dal diritto primario e non invece dalla singola tipologia.





Servizi amministrativi
Delimitazione del rispettivo campo di applicazione:
Forza derogatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione
Capitolo 5: le amministrazioni europee. piani d’azione e regime dell’attivita’.
Procedimenti finali:
Procedimenti compositi:
Atti e contratti nella cura delle funzioni.
Efficacia e invalidità dell’atto europeo.
Partecipazione e trasparenza.
Accountability e responsabilità.
Capitolo 6: amministrazioni nazionali ed esecuzione del diritto europeo
Fondi strutturali e politica agricola comune.
Attuazione della normativa doganale.
Commercializzazione di acque minerali
Misure temporanee a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attività amministrative degli stati membri conformate dal diritto europeo.
Funzioni e procedimento.
Profili organizzativi
Regime dei provvedimenti.
Doveri di cooperazione con le istituzioni europee e gli altri stati membri.
Tutela nei confronti dell’attività amministrativa nazionale in funzione comunitaria.
Capitolo 7: strumenti di cooperazione per l’esecuzione del diritto europeo
Esecuzione indiretta.
Esecuzione coordinata.
Gestione e utilizzo di banche dati transnazionali.
Concetto e profili strutturali.
Profili funzionali.
Capitolo 8: sistema integrato di tutela
Organi giudiziari dell’unione.
Azione di annullamento.
Limitata impugnabilità dei regolamenti: requisiti del 263.
Sindacabilità degli atti individuali.
Sindacato di legittimità sugli atti degli organi e organismi dell’unione tra giudice comunitario e ricorsi amministrativi.
Azione di annullamento delle decisioni rese in procedimenti congiunti: ricerca del giudice competente.
Azione in carenza ed eccezione di illegittimità.
Azione di responsabilità e suo rapporto con azione di annullamento.
Sindacato sulla discrezionalità.


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