L’amministrazione europea e le sue regole capitolo I: le competenze dell’amministrazione europea


L’accentramento della funzione di esecuzione normativa. Dalle origini a Lisbona: la comunitarizzazione dell’esecuzione normativa



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2. L’accentramento della funzione di esecuzione normativa. Dalle origini a Lisbona: la comunitarizzazione dell’esecuzione normativa.

La Comunità delle origini nasce con il chiaro intento di far fare, cioè di avvalersi degli apparati nazionali come suoi terminali esecutivi, salve le poche ipotesi di esecuzione diretta. Questa scelta è condizionata dall’assenza di un apparato amministrativo sovranazionale. Perciò, nel Trattato di Roma del ’57, il potere di attuare il diritto comunitario è saldamente ancorato alla sfera di autonomia (e sovranità) degli Stati membri. Lo conferma il principio di leale cooperazione art 10 TCE, che obbliga le amministrazioni nazionali ad adottare tutte le misure di carattere generale o particolare atte ad assicurare l’esecuzione del diritto comunitario. L’adempimento dell’obbligo è monitorato dalla Commissione, in veste di guardiano dei Trattati. Tuttavia essendo la Comunità priva di una potestà coercitiva e di un apparato amministrativo, l’attuazione del suo diritto da parte degli S conserva un ineliminabile fondamento volontario. Il potere di decisione è concentrato nelle mani del Consiglio al quale spetta di adottare le decisioni primarie della Comunità e decidere se conferire alla Commissione le competenze per l’attuazione delle norme da esso stabilite. Quindi, benché il potere esecutivo sia riservato agli S, la Commissione può dare esecuzione alle norme comunitarie, a condizione che i governi nazionali diano il loro consenso, deliberando all’unanimità in Consiglio. A questa condizione se ne aggiunge un’altra, non scritta nei T: quando nel 1962 il Consiglio comincia ad avvalersi della possibilità prevista dall’art. 155 T CEE, il controllo statale sulle misure esecutive della Commissione viene affidato a collegi amministrativi composti da funzionari nazionali (c.d. comitologia). La comitologia opera come incentivo all’accertamento dei poteri di esecuzione normativa, perché agevola la cooperazione tra funzionari europei e nazionali, in seno ai comitati, la commissione definisce le modalità di attuazione del diritto comunitari d’intesa con le amministrazioni nazionali. Rispetto all’equilibrio istituzionale delle origini si determina, così, una duplice torsione. In orizzontale, nel rapporto tra Commissione e Consiglio, l’equilibrio si sposta a favore della prima. L’istituzione sovranazionale è meglio attrezzata per svolgere compiti esecutivi, sia perché via via acquisisce maggiori risorse, sia perché può avvalersi di reti amministrative che, attraverso i comitati coinvolgono le amministrazioni nazionali. In verticale, nel rapporto tra SM e U, è quest’ultima a guadagnare terreno, perché tra la normativa primaria del Consiglio e la sua attuazione a livello statale si interpone un numero crescente di norme comunitarie di natura regolamentare. Gli SM non ostacolano l’interferenza della Commissione nella sfera esecutiva, ma la promuovono: sia in consiglio, concedendo alla Commissione deleghe molto ampie; sia nei comitati, che raramente adottano pareri sfavorevoli alle proposte della Commissione. Il risultato è l’accentramento della funzione di esecuzione normativa. La potestà regolamentare primaria degli SM è erosa dalla Comunità, le cui misure esecutive, pur derivando da una competenza sussidiaria, prevalgono sul diritto interno. L'atto unico europeo del 1986 formalizza la duplice torsione. Con la modifica dell’art 145 T CEE, poi art. 202 TCE, da un lato costituzionalizza la comitologia, specificando che il Consiglio, nel conferire le competenze di esecuzione alla Commissione, può sottoporre l’esercizio a determinate modalità. Dall’altro, stabilisce che il consiglio può anche riservarsi in casi specifici, di esercitare direttamente competenze di esecuzione e così, pur non obbligando il Consiglio a delegare il potere di esecuzione alla Commissione, riconosce a quest’ultima come esecutivo di diritto comune. In questa prima fase, la separazione dei poteri è assente sia in orizzontale che in verticale. In orizzontale, si instaura una bicefalia esecutiva: il Consiglio assume, per conto degli esecutivi nazionali in esso rappresentati, la titolarità del potere di esecuzione, quando questo transita a livello europeo, mentre l’altra testa dell’esecutivo europeo, la Commissione, esercita di regola quel potere. In verticale, la Commissione condivide tale competenza con gli SM, principalmente per adottare misure di natura regolamentare volte a definire i modi di attuazione del diritto comunitario ed armonizzare le prassi applicative nazionali. L'equilibrio appena descritto si fonda su un paradosso: proprio rinunciando alla Commissione come formale detentrice del potere esecutivo europeo, la Comunità riesce ad accentrare le competenze di esecuzione normativa e a condividerle con gli S, promuovendo, in ultima istanza, l’effettività del proprio diritto.


Servizi amministrativi
Capitolo 3: tipologie di atti dell’amministrazione europea.
Delimitazione del rispettivo campo di applicazione:
Forza derogatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione
Capitolo 5: le amministrazioni europee. piani d’azione e regime dell’attivita’.
Procedimenti finali:
Procedimenti compositi:
Atti e contratti nella cura delle funzioni.
Efficacia e invalidità dell’atto europeo.
Partecipazione e trasparenza.
Accountability e responsabilità.
Capitolo 6: amministrazioni nazionali ed esecuzione del diritto europeo
Fondi strutturali e politica agricola comune.
Attuazione della normativa doganale.
Commercializzazione di acque minerali
Misure temporanee a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attività amministrative degli stati membri conformate dal diritto europeo.
Funzioni e procedimento.
Profili organizzativi
Regime dei provvedimenti.
Doveri di cooperazione con le istituzioni europee e gli altri stati membri.
Tutela nei confronti dell’attività amministrativa nazionale in funzione comunitaria.
Capitolo 7: strumenti di cooperazione per l’esecuzione del diritto europeo
Esecuzione indiretta.
Esecuzione coordinata.
Gestione e utilizzo di banche dati transnazionali.
Concetto e profili strutturali.
Profili funzionali.
Capitolo 8: sistema integrato di tutela
Organi giudiziari dell’unione.
Azione di annullamento.
Limitata impugnabilità dei regolamenti: requisiti del 263.
Sindacabilità degli atti individuali.
Sindacato di legittimità sugli atti degli organi e organismi dell’unione tra giudice comunitario e ricorsi amministrativi.
Azione di annullamento delle decisioni rese in procedimenti congiunti: ricerca del giudice competente.
Azione in carenza ed eccezione di illegittimità.
Azione di responsabilità e suo rapporto con azione di annullamento.
Sindacato sulla discrezionalità.


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