L’amministrazione europea e le sue regole capitolo I: le competenze dell’amministrazione europea


CAPITOLO 5: LE AMMINISTRAZIONI EUROPEE. PIANI D’AZIONE E REGIME DELL’ATTIVITA’



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CAPITOLO 5: LE AMMINISTRAZIONI EUROPEE. PIANI D’AZIONE E REGIME DELL’ATTIVITA’.
1. INTRODUZIONE

Con la locuzione Amministrazione europea diretta si intende che uffici e organi dell’UE curano direttamente funzioni amministrative mediante l’adozione di misure finali rivolte a privati o che condizionano l’agire di altre amministrazioni, quelle degli SM La prima è una funzione eccezionale e secondaria rispetto la seconda. Il diritto amministrativo ha avuto originariamente scarso rilievo. Le Comunità furono concepite come una variante delle organizzazioni internazionali, solitamente dotate di piccoli apparati amministrativi con compiti serventi di missione. Poiché si riteneva che la normazione fosse lo strumento principe per l’integrazione, i compiti amministrativi al livello sovranazionale erano limitati, e se non s’immaginava potessero crescere. Di qui una struttura amministrativa europea snella ed essenziale. Allora, per l’attuazione delle politiche europee si è scelta l’esecuzione indiretta o ‘federalismo esecutivo’ che rimette l’attuazione del diritto europeo alle amministrazioni nazionali. Ne è espressione il processo di armonizzazione degli ordinamenti nazionali mediante direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli SM. Direttive che sono divenute sempre più dettagliate e precise per lasciare limitati margini di adattamento. Ciò, tuttavia, non ha impedito agli Stati di omettere, ritardare o recepire male le previsioni europee. Per correggere questa disfunzione si è progressivamente elevato l’elemento amministrativo con l’enfasi sull’obbligo di cooperazione da parte delle amministrazioni nazionali (art.10 TCE) e ancor di più con l’estensione dei compiti dell’amministrazione europea. Essa diviene in parte titolare di compiti diretti, in altra parte è chiamata a raccordare il corpo amministrativo europeo con quelli nazionali. Il Trattato di Lisbona 2009 conferma che le amministrazioni nazionali attuano le politiche europee. Fa riferimento all’amministrazione diretta dell’UE e prevede criteri generali del suo funzionamento: nell’assolvere i loro compiti, le istituzioni, organi e organismi dell’Unione si basano su un’amministrazione europea aperta, efficace e indipendente (art.298 TFUE).


2. I PIANI DI AZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE EUROPEA

La Commissione e gli altri apparati europei hanno un ruolo anche nella formazione dell’indirizzo politico, nella funzione normativa, nella vigilanza sui poteri pubblici nazionali, oltre che nell’espletamento di compiti amministrativi. La Commissione occupa una posizione centrale nella nomopoiesi europea. Pur avendo limitati poteri di normazione primaria, condiziona col potere di iniziativa gli atti aventi forza legislativa e può esserle attribuito il potere di emanare atti normativi privi di valore legislativo, equivalenti alle nostre fonti secondarie, e altri atti di esecuzione di valenza generale, accostabili alla figura degli atti amministrativi generali o di programmazione. Più in generale, la Commissione gioca un ruolo rilevante nella formazione degli indirizzi politici e a ciò concorrono anche gli apparati amministrativi europei grazie alla loro capacità di acquisire ed elaborare informazioni fondamentali. La Commissione vigila sull’osservanza da parte degli Stati membri del diritto dell’UE (art.258 TFUE). È della Commissione un’attribuzione relativa ai finanziamenti pubblici alle imprese (artt.107-108 TFUE). Oltre che vigilare sugli aiuti concessi, la Commissione autorizza o nega quelli da conferire.

Altra rilevante forma di vigilanza si ha col procedimento di sorveglianza multilaterale sulle politiche di bilancio, economiche e sociali degli Stati, avente il fine di impedire disavanzi pubblici eccessivi. Il controllo è congiunto della Commissione e del Consiglio, e può sfociare in ordini e sanzioni. Altra procedura concerne gli squilibri di tipo macroeconomico e mira a estendere la sorveglianza delle politiche economiche degli Stati membri al di là della sorveglianza di bilancio, al fine di prevenire squilibri macroeconomici eccessivi e di aiutare gli Stati membri interessati a istituire piani correttivi.

La Commissione è titolare di compiti amministrativi finali, cioè rivolti all’esterno verso destinatari che possono essere privati o pubblici poteri; e strumentali, ossia volti all’organizzazione e al funzionamento dell’amministrazione europea stessa. I compiti strumentali riguardano l’uso delle dotazioni organizzative e finanziarie, la gestione del personale, i controlli interni. Tra i compiti finali, alcuni hanno contenuto direttivo traducendosi in piani e programmi; altri compiti finali riguardano la gestione degli ausili finanziari destinati a soggetti privati per il conseguimento d’interessi europei. L’amministrazione dell’UE concorre alla raccolta e all’organizzazione delle informazioni. Lo fa sia attraverso Eurostat, sia per mezzo di numerose agenzie.

Le agenzie europee, oltre a compiti strumentali, hanno anche altre funzioni che si traducono in misure finali.

Vi è quindi un’amministrazione europea in senso oggettivo. Essa dispiega un’attività di cura d’interessi pubblici tutelati, che si manifesta in atti generali (programmazioni, regolazioni, indagini conoscitive e istruttorie ecc.) e negoziali (contratti). Però, le attività svolte dalle amministrazioni europee non coincidono in tutto con quelle degli Stati.

Conclusivamente, nonostante originariamente fosse esclusa, in seguito si è sviluppata una consistente attività delle amministrazioni europee. Manca ancora una fonte unitaria e sistematica che ne fissi il regime. Tuttavia, vi sono numerosi principi e istituti giurisprudenziali e positivi che formano il sostrato normativo dell’azione dei corpi amministrativi europei.



Servizi amministrativi
Capitolo 3: tipologie di atti dell’amministrazione europea.
Delimitazione del rispettivo campo di applicazione:
Forza derogatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione
Procedimenti finali:
Procedimenti compositi:
Atti e contratti nella cura delle funzioni.
Efficacia e invalidità dell’atto europeo.
Partecipazione e trasparenza.
Accountability e responsabilità.
Capitolo 6: amministrazioni nazionali ed esecuzione del diritto europeo
Fondi strutturali e politica agricola comune.
Attuazione della normativa doganale.
Commercializzazione di acque minerali
Misure temporanee a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attività amministrative degli stati membri conformate dal diritto europeo.
Funzioni e procedimento.
Profili organizzativi
Regime dei provvedimenti.
Doveri di cooperazione con le istituzioni europee e gli altri stati membri.
Tutela nei confronti dell’attività amministrativa nazionale in funzione comunitaria.
Capitolo 7: strumenti di cooperazione per l’esecuzione del diritto europeo
Esecuzione indiretta.
Esecuzione coordinata.
Gestione e utilizzo di banche dati transnazionali.
Concetto e profili strutturali.
Profili funzionali.
Capitolo 8: sistema integrato di tutela
Organi giudiziari dell’unione.
Azione di annullamento.
Limitata impugnabilità dei regolamenti: requisiti del 263.
Sindacabilità degli atti individuali.
Sindacato di legittimità sugli atti degli organi e organismi dell’unione tra giudice comunitario e ricorsi amministrativi.
Azione di annullamento delle decisioni rese in procedimenti congiunti: ricerca del giudice competente.
Azione in carenza ed eccezione di illegittimità.
Azione di responsabilità e suo rapporto con azione di annullamento.
Sindacato sulla discrezionalità.


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