L’amministrazione europea e le sue regole capitolo I: le competenze dell’amministrazione europea


Fondi strutturali e politica agricola comune



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Fondi strutturali e politica agricola comune.

Settore dei fondi strutturali: di importanza centrale perché rappresenta la seconda voce di spesa del bilancio dell’UE e nel quale da sempre vi è una gestione affidata agli Stati membri, prima qualificata come decentrata e oggi definita concorrente in merito ai metodi di esecuzione del bilancio.

I motivi che rendono questa modalità di amministrazione indispensabile per il settore sono da un lato la mancanza di risorse sufficienti per poter gestire i programmi da parte della Commissione, dall’altro la necessità di acquisire nel procedimento le volontà e le competenze tecniche degli Stati membri, e infine l’opportunità di rendere l’applicazione della normativa adattabile alle differenti esigenze e realtà di ciascuno Stato membro.

La disciplina dei fondi strutturali si fonda sulle previsioni del Trattato che affidano all’Unione il compito di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, e di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni meno favorite, attraverso l’erogazione di fondi di sostegno.

Il quadro normativo attuale consta di un regolamento generale volto a dettare disposizioni comuni per i c.d. fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e di diversi regolamenti specifici che dettano la disciplina di dettaglio relativa alla gestione di ciascun fondo.

Principio fondamentale è quello secondo cui gli Stati membri sono responsabili della preparazione e dell’esecuzione dei programmi.

L’assegnazione dei fondi si basa innanzitutto su un Quadro strategico comune, allegato al regolamento 1303/2013, che svolge fondamentalmente la funzione di assicurare il coordinamento della programmazione dei fondi SIE con le politiche dell’Unione. Prima fase: gestione, ha natura programmatoria e vede gli Stati membri e la Commissione operare a stretto contatto.

Nel caso dei fondi strutturali (FESR, FSE e Fondo di coesione), la fase di programmazione è seguita da un programma operativo, che costituisce l’asse portante della successiva attività di gestione.

In questa prima fase la Commissione mantiene un peso forte nella gestione dei programmi, anche se importanti scelte sono condivise con gli Stati membri.

La responsabilità delle successive fasi è invece delle amministrazioni nazionali, a cui compete l’adempimento degli obblighi di gestione, controllo e audit, nonché la garanzia che i sistemi funzionino in modo efficace.

Alla Commissione spettano, in parallelo con quelli svolti dalle amministrazioni nazionali, poteri di controllo sulla regolarità della gestione, che possono essere effettuati anche sul posto, previo preavviso alle autorità nazionali.

Non diversa nell’architettura è la disciplina della Politica agricola comune (PAC), che si avvale dei due fondi FEAGA (Fondo europeo agricolo di garanzia), la cui finalità è quella di regolare e sostenere i mercati agricoli attraverso l’erogazione diretta agli agricoltori e FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), che finanzia attività di sostegno allo sviluppo rurale.

Anche in questo caso, un regolamento detta le disposizioni comuni, lasciando ad altri atti normativi la disciplina di dettaglio relativa ai singoli fondi.

Vi è una gestione concorrente che affida agli Stati membri il compito di predisporre i programmi di sviluppo rurale e di sottoporli alla commissione per l’approvazione. Le amministrazioni nazionali eseguono in autonomia la gestione dei programmi e in particolare l’erogazione dei fondi ai beneficiari, che avviene attraverso organismi pagatori designati dagli Stati membri ed è sottoposta ai controlli di organismi di certificazione e di revisione, anch’essi facenti capo alle amministrazioni nazionali (c.d. sistema integrato di gestione e di controllo). Spetta agli Stati membri effettuare controlli, accertare eventuali irregolarità o frodi e sanzionare, anche con la revoca totale o parziale dell’aiuto, l’indebita percezione di pagamenti. Agli Stati membri è in prima battuta rimessa anche la comminazione di sanzioni amministrative, rispetto alle quali la Commissione può adottare atti di esecuzione volti a disciplinare in dettaglio le procedure e i presupposti per l’applicazione delle sanzioni.

La Commissione esercita poteri di controllo sulla regolarità della gestione contabile, nonché su irregolarità di vario tipo e svolge relazioni periodiche sull’andamento della gestione dei fondi.

Sia nei fondi strutturati che nella PAC, vi è una concorrenza bidirezionale tra Commissione e Stati membri. Tale concorrenza nella fase di programmazione si spiega con la necessità di rendere coerente la politica dei fondi con gli obiettivi strategici dell’Unione, al tempo stesso consentendo agli Stati membri di modularla sulle singole peculiarità territoriali, economiche e sociali, mentre nella fase più propriamente esecutiva si giustifica con la necessità per l’Unione di vigilare sulla sana gestione finanziaria, al fine di limitare irregolarità e frodi che i singoli Stati membri avrebbero meno interesse a sanzionare.





Servizi amministrativi
Capitolo 3: tipologie di atti dell’amministrazione europea.
Delimitazione del rispettivo campo di applicazione:
Forza derogatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione
Capitolo 5: le amministrazioni europee. piani d’azione e regime dell’attivita’.
Procedimenti finali:
Procedimenti compositi:
Atti e contratti nella cura delle funzioni.
Efficacia e invalidità dell’atto europeo.
Partecipazione e trasparenza.
Accountability e responsabilità.
Capitolo 6: amministrazioni nazionali ed esecuzione del diritto europeo
Attuazione della normativa doganale.
Commercializzazione di acque minerali
Misure temporanee a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attività amministrative degli stati membri conformate dal diritto europeo.
Funzioni e procedimento.
Profili organizzativi
Regime dei provvedimenti.
Doveri di cooperazione con le istituzioni europee e gli altri stati membri.
Tutela nei confronti dell’attività amministrativa nazionale in funzione comunitaria.
Capitolo 7: strumenti di cooperazione per l’esecuzione del diritto europeo
Esecuzione indiretta.
Esecuzione coordinata.
Gestione e utilizzo di banche dati transnazionali.
Concetto e profili strutturali.
Profili funzionali.
Capitolo 8: sistema integrato di tutela
Organi giudiziari dell’unione.
Azione di annullamento.
Limitata impugnabilità dei regolamenti: requisiti del 263.
Sindacabilità degli atti individuali.
Sindacato di legittimità sugli atti degli organi e organismi dell’unione tra giudice comunitario e ricorsi amministrativi.
Azione di annullamento delle decisioni rese in procedimenti congiunti: ricerca del giudice competente.
Azione in carenza ed eccezione di illegittimità.
Azione di responsabilità e suo rapporto con azione di annullamento.
Sindacato sulla discrezionalità.


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