L’amministrazione europea e le sue regole capitolo I: le competenze dell’amministrazione europea


L’impatto verticale di Lisbona: verso un accentramento senza condivisione?



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2.3. L’impatto verticale di Lisbona: verso un accentramento senza condivisione?

La formula dell’accentramento con condivisione, valida per gli atti di esecuzione sia del passato (202TCE) sia del presente (291TFUE), non sembra valere per la nuova disciplina di atti quasi-legislativi, detti delegati (290 TFUE).

In passato, il Parlamento europeo si era a lungo opposto alla tendenza del Consiglio e della Commissione a utilizzare le misure esecutive dell’art.202 TCE per attuare, completare e modificare le norme comunitarie primarie. Nel 2006 con decisione 2006/512/CE è stata introdotta un’apposita procedura, detta di regolamentazione con controllo, che garantiva al Parlamento alcuni poteri di controllo su quelle misure di completamento e di modifica degli atti legislativi. Tuttavia Era rimasto in piedi il meccanismo di controllo primario, rappresentato dalla comitologia, che continuava ad assicurare al Consiglio poteri ulteriori. Con il Trattato di Lisbona si è realizzata la parità delle armi auspicata dal Parlamento. Gli atti delegati sono sottoposti al controllo diretto e paritario dei colegislatori e sottratti ai controlli di comitologia. L’esclusione della comitologia comporta il venir meno della condivisione con gli Stati membri del potere delegato alla Commissione per via dell’assunto per cui gli atti delegati riguardano la funzione legislativa: solo gli atti di esecuzione implicherebbero l’esercizio di competenze di natura propriamente esecutiva e richiederebbero la condivisione con i suoi detentori principali, gli Stati.

Ma è davvero così? NO! La Corte di giustizia privilegia una lettura continuista.

Per un verso, non è possibile separare nettamente l’ambito legislativo dall’ambito esecutivo e, perciò, è bene che la scelta tra atti delegati e atti di esecuzione non sia condizionata da criteri materiali, ma rimessa al legislatore (la scelta legislativa è discrezionale, non ci sono vincoli tra la scelta di atti delegati e atti di esecuzione, e il sindacato su di essa è debole, limitato agli errori manifesti di valutazione, ciò perché tra i due atti esiste un’ampia area grigia di sovrapposizione).

Per altro verso, respingendo l’idea che una misura di esecuzione non possa avere carattere discrezionale, la Corte avvalla lo status quo, nel quale gli atti di esecuzione prevalgono nettamente sugli atti delegati. La netta prevalenza degli atti di esecuzione dipende da motivi tecnici, cioè dal mancato allineamento degli atti legislativi di delega adottati prima del T di Lisbona e dalla conseguente sopravvivenza della vecchia procedura di regolamentazione con controllo. Dipende, però, anche dalla duplice esclusione, funzionale e procedurale, che l’art 290 TFUE decreta nei confronti delle amministrazioni nazionali. sul piano funzionale, la competenza quasi legislativa della Commissione non è sussidiaria rispetto a quella statale, come per gli atti di esecuzione, bensì primaria, esclusiva. Sul piano procedurale tale accentramento non è neppure compensato dalla condivisione tramite la comitologia. All’indomani dell’entrata in vigore di Lisbona: il Consiglio e la Commissione hanno concordato sulla necessità di coinvolgere le amministrazioni nazionali nella fase di elaborazione degli atti delegati, consultandole mediante i c.d. gruppi di esperti governativi, collegi transgovernativi assimilabili alla comitologia. Tale accordo contraddice l’esclusione della comitologia, operata dall’art.290 TFUE, perché la dimensione transgovernativa, uscita dalla porta, rientra dalla finestra. Tuttavia, non contraddice il principio dell’accentramento con condivisione, che è parte integrante dell’equilibrio istituzionale europeo. Se gli atti delegati sono utilizzabili anche per adottare misure di tipo regolamentare, materialmente esecutive, un più ampio ricorso a essi è immaginabile soltanto se si assicura agli apparati statali un adeguato coinvolgimento. La formula che ha accompagnato l’evoluzione del potere esecutivo europeo fin dalle origini resiste, perché la condivisione con gli Stati di quel potere è la condizione necessaria per il suo accentramento. E a tale condizione l’ordinamento composito europeo non è in grado, per ora, di rinunciare.


3. La Commissione europea: cuore dell’amministrazione europea e centro di coordinamento delle reti transgovernative che sorreggono il sistema di esecuzione del diritto dell’U.



Servizi amministrativi
Capitolo 3: tipologie di atti dell’amministrazione europea.
Delimitazione del rispettivo campo di applicazione:
Forza derogatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione
Capitolo 5: le amministrazioni europee. piani d’azione e regime dell’attivita’.
Procedimenti finali:
Procedimenti compositi:
Atti e contratti nella cura delle funzioni.
Efficacia e invalidità dell’atto europeo.
Partecipazione e trasparenza.
Accountability e responsabilità.
Capitolo 6: amministrazioni nazionali ed esecuzione del diritto europeo
Fondi strutturali e politica agricola comune.
Attuazione della normativa doganale.
Commercializzazione di acque minerali
Misure temporanee a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attività amministrative degli stati membri conformate dal diritto europeo.
Funzioni e procedimento.
Profili organizzativi
Regime dei provvedimenti.
Doveri di cooperazione con le istituzioni europee e gli altri stati membri.
Tutela nei confronti dell’attività amministrativa nazionale in funzione comunitaria.
Capitolo 7: strumenti di cooperazione per l’esecuzione del diritto europeo
Esecuzione indiretta.
Esecuzione coordinata.
Gestione e utilizzo di banche dati transnazionali.
Concetto e profili strutturali.
Profili funzionali.
Capitolo 8: sistema integrato di tutela
Organi giudiziari dell’unione.
Azione di annullamento.
Limitata impugnabilità dei regolamenti: requisiti del 263.
Sindacabilità degli atti individuali.
Sindacato di legittimità sugli atti degli organi e organismi dell’unione tra giudice comunitario e ricorsi amministrativi.
Azione di annullamento delle decisioni rese in procedimenti congiunti: ricerca del giudice competente.
Azione in carenza ed eccezione di illegittimità.
Azione di responsabilità e suo rapporto con azione di annullamento.
Sindacato sulla discrezionalità.


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