L’amministrazione europea e le sue regole capitolo I: le competenze dell’amministrazione europea



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5. Unioni amministrative di settore.

Concetto e profili strutturali.

In molte normative il legislatore europeo utilizza gli strumenti illustrati per costruire ambienti collaborativi, chiamate unioni amministrative di settore. Il concetto si riferisce ai criteri di divisione del lavoro e all’insieme delle tecniche di collaborazione amministrativa (necessarie ed eventuali) stabilite dal legislatore per l’esecuzione di singole normative; criteri e tecniche che spesso mutano in presenza di situazioni problematiche.

L’utilizzo di questa nozione è utile per numerose ragioni. Consente di mantenere un certo grado di differenziazione nell’analisi positiva di questi fenomeni. Permette di considerare tutte le attività che le diverse amministrazioni pongono in essere nel governo di una determinata materia. Chiarisce che spesso l’esecuzione delle norme europee avviene attraverso il bilanciamento, il confronto e a volte lo scontro tra diversi interessi pubblici, che si svolgono in vari momenti di vita di ogni unione. Mette in luce che l’integrazione europea non è disciplinata da norme generali, ma da regole differenti nelle singole legislazioni. Infine, il riferimento ai settori permette di comprendere che spesso queste funzioni amministrative sono caratterizzate da una marcata tecnicità.

Poteri decisionali individuali: si può osservare che in ogni unione di settore si riscontra la mediazione tra contrapposti principi. In particolare, l’art.291 e il principio di sussidiarietà presidiano le competenze di attuazione degli Stati membri. Tutela che vale anche nei confronti di altri Stati. A garanzia di esigenze unitarie l’art.291 ammette lo spostamento di compiti esecutivi a livello europeo.

Per bilanciare questi principi, in ciascun ambito il legislatore dosa quattro elementi.

Primo: in ogni unione di settore si ha una gradazione tra l’autonomia decisionale delle singole amministrazioni (statali ed europee) e l’intreccio decisionale con altre amministrazioni. Di regola, l’ordinamento riconosce l’autonomia decisionale degli Stati per attività esecutive che riguardano un solo ordinamento o quando, pur producendo effetti transnazionali, esse si inseriscono in contesti fortemente armonizzati; nelle ipotesi di esecuzione indiretta del diritto europeo.

Autonomia decisionale si ha pure quando l’esecuzione di norme europee deve avvenire da parte delle amministrazioni nazionali in forma coordinata, anche se non vanno trascurate le intense forme di collaborazione informativa stabilite. Lo stesso accade a livello europeo. Quando non si debba agire secondo le regole della procedura in esame, la Commissione gode di autonomia decisionale.

Vi è intreccio decisionale se è stabilita l’esecuzione congiunta del diritto europeo, quando cioè una procedura deve essere condotta e conclusa da una singola amministrazione (nazionale o europea), previo assenso di altri apparati. In linea di principio, la modalità risponde all’esigenza di assicurare un ampio coinvolgimento dei soggetti pubblici interessati in ragione della delicatezza di una determinata materia. Lo stesso si può affermare per le decisioni della Commissione assunte secondo la procedura d’esame o per le decisioni di agenzie europee, adottate da organi composti dai rappresentanti di tutti gli Stati membri e di istituzioni europee.

Secondo: in ogni unione di settore, si può riscontrare una tensione tra competenza nazionale e quella europea, che si esprime nel potere della Commissione di assumere decisioni circa attività amministrative nazionali. La Commissione non ricopre sempre una posizione di sovraordinazione nei confronti degli uffici statali. Ciò non si verifica se l’organo comunitario svolge funzioni di coordinamento informativo o quando, in base alla procedura di esame, debba definire un procedimento nel quale uno Stato abbia sollevato un’obiezione; sussiste quando la Commissione può imporre a un’autorità nazionale di revocare o modificare un proprio precedente provvedimento. La differenza tra le due situazioni appare rilevante per quanto riguarda la responsabilità per il singolo atto. Una linea di discrimine va cercata nel grado di intensità delle forme di collaborazione con i soggetti pubblici interessati e nel grado di unilateralità di ciascuna misura europea.



Servizi amministrativi
Capitolo 3: tipologie di atti dell’amministrazione europea.
Delimitazione del rispettivo campo di applicazione:
Forza derogatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione
Capitolo 5: le amministrazioni europee. piani d’azione e regime dell’attivita’.
Procedimenti finali:
Procedimenti compositi:
Atti e contratti nella cura delle funzioni.
Efficacia e invalidità dell’atto europeo.
Partecipazione e trasparenza.
Accountability e responsabilità.
Capitolo 6: amministrazioni nazionali ed esecuzione del diritto europeo
Fondi strutturali e politica agricola comune.
Attuazione della normativa doganale.
Commercializzazione di acque minerali
Misure temporanee a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attività amministrative degli stati membri conformate dal diritto europeo.
Funzioni e procedimento.
Profili organizzativi
Regime dei provvedimenti.
Doveri di cooperazione con le istituzioni europee e gli altri stati membri.
Tutela nei confronti dell’attività amministrativa nazionale in funzione comunitaria.
Capitolo 7: strumenti di cooperazione per l’esecuzione del diritto europeo
Esecuzione indiretta.
Esecuzione coordinata.
Gestione e utilizzo di banche dati transnazionali.
Profili funzionali.
Capitolo 8: sistema integrato di tutela
Organi giudiziari dell’unione.
Azione di annullamento.
Limitata impugnabilità dei regolamenti: requisiti del 263.
Sindacabilità degli atti individuali.
Sindacato di legittimità sugli atti degli organi e organismi dell’unione tra giudice comunitario e ricorsi amministrativi.
Azione di annullamento delle decisioni rese in procedimenti congiunti: ricerca del giudice competente.
Azione in carenza ed eccezione di illegittimità.
Azione di responsabilità e suo rapporto con azione di annullamento.
Sindacato sulla discrezionalità.


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