L’amministrazione europea e le sue regole capitolo I: le competenze dell’amministrazione europea


Sindacabilità degli atti individuali



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Sindacabilità degli atti individuali.

Il 263 condiziona la proponibilità del ricorso al carattere lesivo dell’atto. Secondo un orientamento costante del giudice comunitario sono impugnabili i provvedimenti che producono effetti giuridici obbligatori e che sono idonei a incidere sugli interessi del ricorrente, modificando in forma caratterizzata la situazione giuridica di quest’ultimo. Non rileva a tal fine la forma dell’atto, né la sua denominazione ufficiale, ma esclusivamente la sua sostanza, essendo determinante il carattere diretto e personale della connessione tra l’atto e il soggetto che ne riceve gli effetti. Secondo tale approccio sostanzialistico, il giudice comunitario decide la ricevibilità dell’azione alla luce del contenuto reale dell’atto e degli effetti pregiudizievoli che questo produce sulla parte interessata. Ciò significa che la categoria delle decisioni non esaurisce il novero degli atti individuali impugnabili ai sensi del 263, procedendo il giudice, di volta in volta, a un0indagine in concreto della lesività di qualunque atto emanato dall’amministrazione comunitaria.

Anche le decisioni emanate nei confronti di altri destinatari sono ritenute impugnabili da soggetti terzi, quando questi ultimi dimostrino di esserne toccati direttamente e individualmente, secondo i criteri della giurisprudenza.

Il terzo può impugnare un atto anche quando, pur non essendone il destinatario e in mancanza della dimostrazione del carattere individuale della lesione, siano state violate le regole procedurali poste a garanzia dei suoi interessi dalla normativa comunitaria. La Corte di giustizia ha stabilito che il diritto di taluni terzi a essere regolarmente sentiti, a loro richiesta, nel corso di un procedimento amministrativo dinanzi alla Commissione, può, in linea di massima, essere sancito dal giudice dell’Unione solamente al momento del controllo della regolarità della decisione definitiva della Commissione, con la conseguenza che anche qualora tale decisione, in sostanza, non lo riguardi individualmente e/o direttamente, il ricorso deve essere dichiarato ricevibile allo scopo preciso di verificare se le garanzie procedurali alle quali aveva diritto sono state disattese. In tal caso, il giudice stabilirà, nel merito, se la decisione impugnata ha tenuto conto delle garanzie procedurali, se, in altre parole, la violazione delle norme procedurali ha effettivamente compromesso il diritto del ricorrente di far valere i propri interessi nella procedura.

Lo stesso vale anche per le decisioni adottate in materia di aiuti di Stato.

Un’ulteriore condizione di ricevibilità del ricorso è il carattere finale dell’atto impugnato e la sua provenienza da un organo che abbia l’autorità per emanarlo: per essere impugnabile, l’atto deve cioè esprimere in maniera definitiva la posizione dell’organo o dell’istituzione che lo emana, essendo esclusa l’attaccabilità di atti preliminari o meramente preparatori rispetto alla decisione finale o di atti emanati da un organo estraneo rispetto a quella specifica funzione. Secondo il giudice comunitario, quando si sia di fronte ad atti o decisioni elaborati in più fasi, costituiscono, in via di principio, atti impugnabili solo i provvedimenti che stabiliscono in modo definitivo la posizione dell’istituzione al termine della procedura, ad eccezione dei provvedimenti provvisori destinati a preparare la decisione finale.

In concreto, tuttavia, non sempre la lesività è stata ricondotta necessariamente ad atti formalmente conclusivi di una procedura.

Nel caso in cui l’azione di impugnazione sia preclusa in ragione del carattere preparatorio dell’atto, l’illegittimità di quest’ultimo potrà e dovrà essere sindacata al momento dell’impugnazione dell’atto finale, secondo quanto comunemente avviene nei diritti amministrativi nazionali.





Servizi amministrativi
Capitolo 3: tipologie di atti dell’amministrazione europea.
Delimitazione del rispettivo campo di applicazione:
Forza derogatoria degli atti delegati e degli atti di esecuzione
Capitolo 5: le amministrazioni europee. piani d’azione e regime dell’attivita’.
Procedimenti finali:
Procedimenti compositi:
Atti e contratti nella cura delle funzioni.
Efficacia e invalidità dell’atto europeo.
Partecipazione e trasparenza.
Accountability e responsabilità.
Capitolo 6: amministrazioni nazionali ed esecuzione del diritto europeo
Fondi strutturali e politica agricola comune.
Attuazione della normativa doganale.
Commercializzazione di acque minerali
Misure temporanee a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Attività amministrative degli stati membri conformate dal diritto europeo.
Funzioni e procedimento.
Profili organizzativi
Regime dei provvedimenti.
Doveri di cooperazione con le istituzioni europee e gli altri stati membri.
Tutela nei confronti dell’attività amministrativa nazionale in funzione comunitaria.
Capitolo 7: strumenti di cooperazione per l’esecuzione del diritto europeo
Esecuzione indiretta.
Esecuzione coordinata.
Gestione e utilizzo di banche dati transnazionali.
Concetto e profili strutturali.
Profili funzionali.
Capitolo 8: sistema integrato di tutela
Organi giudiziari dell’unione.
Azione di annullamento.
Limitata impugnabilità dei regolamenti: requisiti del 263.
Sindacato di legittimità sugli atti degli organi e organismi dell’unione tra giudice comunitario e ricorsi amministrativi.
Azione di annullamento delle decisioni rese in procedimenti congiunti: ricerca del giudice competente.
Azione in carenza ed eccezione di illegittimità.
Azione di responsabilità e suo rapporto con azione di annullamento.
Sindacato sulla discrezionalità.


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