Langue”  “Parole”. IL segno linguistico. Esercizio leggete attentamente I seguenti testi che trattano rispettivamente dell’opposizione



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12.11.2018
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Università Stendhal 3 Dipartimento di Italiano Corso di Linguistica Generale

Esercitazioni Elena Tea Omar Colombo




3. La lingua come sistema di segni (5).



    1. Langue”  “Parole”.

    2. Il segno linguistico.


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Leggete attentamente i seguenti testi che trattano rispettivamente dell’opposizione « Langue » / « Parole » e della teoria del segno linguistico, poi rispondete ai test.
a) LANGUE vs PAROLE
Coppia di termini introdotta da Saussure e poi passata nell’uso della disciplina linguistica. La giusta interpretazione del senso dei due termini è stata a lungo uno dei problemi più seri dell’interpretazione saussuriana.

Per Saussure il Linguaggio è l’insieme di Langue e Parole, e la prima costituisce il reale e unico oggetto scientifico della linguistica. Se si separa la prima dalla seconda si attua una separazione tra ciò che è sociale da ciò che è individuale.

La Langue è depositata nei parlanti di una stessa comunità linguistica grazie alla pratica della Parole. La Langue è il sistema presente virtualmente nel cervello di ciascuno; essa viene registrata passivamente senza premeditazione. La Parole è, invece, un atto individuale volontario e intelligente nel quale intervengono due fattori :


  1. le combinazioni con cui ogni locutore utilizza il codice della lingua per esprimere il proprio parere personale;

  2. il meccanismo psico-fisico che gli permette di esternare queste combinazioni.

Abbiamo quindi detto che la Langue è un codice, cioè un repertorio potenziale di strumenti linguistici. Tale repertorio comprende tutti gli elementi di cui ci si può servire nel parlare e tutte le regole che determinano le possibili combinazioni di questi elementi.

La Parole, invece è l’atto linguistico concreto col quale ogni parlante esterna le possibilità previste dalla Langue. La Parole, è diversa da parlante a parlante e variabile in uno stesso parlante da momento a momento.

Le Parole realizza la Langue :



  • dal punto di vista dell’espressione, la Parole permette di realizzare fonie irripetibili e sempre diverse;

  • dal punto di vista del contenuto, individua sensi (significati) cioè situazioni dell’esperienza concrete e non paragonabili.

Il rapporto tra Langue e Parole è di reciproca implicazione. Tra le due c’è interdipendenza: la Langue è contemporaneamente strumento e prodotto della Parole.

Pare così chiaro che la Langue è quella struttura reticolare che, da un lato, funge da “regolatore” poiché tutti i parlanti di una lingua devono rispettare il “codice Langue” e dall’altro, concede al parlante la sua libertà d’azione, lo spazio entro il quale produrre la Parole.

La Parole è quindi l’esecuzione1 della “norma” contenuta nella Langue.

Allora → la Langue è il sistema dei limiti imposti al comportamento linguistico potenzialmente realizzabile da ogni parlante; la Parole è la maniera peculiare in cui ogni parlante si comporta linguisticamente entro i suddetti limiti.
Per chiarire ulteriormente i due concetti prendiamo un esempio. Consideriamo, dal punto di vista della pronuncia la parola cane. Immaginiamo che questa parola venga pronunciata da un romano che dirà [‘kane] e da un barese, il quale dirà [‘kæne]. Siamo in presenza di due fatti foneticamente diversi [a] ed [æ], sono due realizzazioni di una stessa unità fonemica. Questo perciò non impedisce agli altri italiani di capire le due diverse pronunce perché esse sono comunque state realizzate all’interno dello stesso spazio reticolare del “codice Langue” che, come dicevamo fa da “regolatore”. Se così non fosse stato, se cioè la variazione fonetica fosse stata maggiore, non avrebbe potuto essere considerata come appartenente allo stesso spazio reticolare. Questo significa che si sarebbe realizzata una unità di Langue.

Prendiamo gli stessi 2 locutori; un romano e un barese che devono pronunciare la parola pare. Supponiamo che il romano dica [‘pare] mentre il barese si sbagli e, invece di dire [‘pære] come ci aspetteremmo, dica [‘pere]. In questo caso la parola non significa più “sembra” bensì “frutto dalla forma bislunga e dalla buccia color ruggine”.


Come si vede la Langue non ha realtà concreta, ma è un sistema astratto che si delinea solo a posteriori sulla base dei fatti (infiniti) della Parole.
La distinzione tra Langue e Parole in ambito fonologico è stata chiarita da Martinet. Egli paragona un classe fonematica astratta ad una circonferenza. Ogni realizzazione concreta (ogni atto di Parole) prodotta può cadere dentro o fuori da questo cerchio. Ogni comunità linguistica determina quale sia la “realizzazione normale” di suddetto fonema. Quest’aspetto di fonema standard corrisponde, per Martinet al centro della circonferenza.

Tutte le altre realizzazioni prodotte dai parlanti che, pur restando all’interno del cerchio, si discostano dallo standard costituiscono il cosidetto Campo di Dispersione del fonema considerato. Se invece le altre realizzazioni emesse cadono fuori dal cerchio allora esse possono entrare in un altro cerchio cioè nel campo di dispersione di un altro fonema oppure restare al di fuori di qualsiasi circonferenza = non avere senso nella lingua in cui è stato prodotto.


Test 1 : Langue / Parole


Domanda

Ipotesi 1

Ipotesi 2

Ipotesi 3

1) La Langue è 

Un sistema virtualmente presente nel cervello di ciascun parlante di una stessa comunità linguistica

Un repertorio potenziale di strumenti linguistici che comprende tutti gli elementi, le regole di cui un locutore si può servire

Un atto linguistico contingente ed individuale

2) La Parole è

Una struttura arbitraria e convenzionale

L’esecuzione concreta ed individuale della “norma” contenuta nella Langue

Diversa da locutore a locutore e diversa in uno stesso parlante da momento a momento

3) Per Saussure, l’oggetto principale della linguistica è

La Parole

La Langue

Né la Parole, né la Langue

4) Per Saussure

Si studia la Langue partendo dalla Parole

Si studia la Parole partendo dalla Langue

Si studia contemporaneamente Langue e Parole

5) La manifestazione orale della lingua è

Successiva alla Langue

Contemporanea alla Langue

Non ha nessuna relazione con la Langue

6) Possiamo definire la Langue come

Un codice (il codice della lingua)

Un elemento isolato di un codice superiore

Un elemento che non ha nessuna relazione con il codice lingua

7) La Parole è

Il significato di un segno linguistico

La realizzazione concreta (fisica) della Langue da parte dell’individuo

Una forma particolare della Langue, entrambe elementi linguistici astratti

8) Possiamo affermare che

Langue= fenomeno individuale
Parole= fenomeno collettivo

Langue e Parole= fenomeni collettivi (sociali)

Langue= fenomeno collettivo (sociale)
Parole= fenomeno individuale

9) La Langue è appresa

Volontariamente

Involontariamente

Diversamente a seconda della comunità d’appartenenza

10) La Parole è espressa

Volontariamente

Involontariamente

Diversamente a seconda della comunità d’appartenenza

11) La Parole

È diversa da un individuo all’altro e senza variabilità per lo stesso individuo

È diversa da un individuo all’altro. Inoltre, in un individuo è variabile da un momento all’altro

È diversa da un individuo all’altro ma sempre la medesima per un individuo, senza nessuna variabilità soggettiva


b) IL SEGNO LINGUISTICO
Abbiamo definito precedentemente il « segno » come qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro. Il segno è utilizzato, dunque, con degli intenti comunicativi e con una certa intenzionalità da parte del locutore che lo emette (l’emittente). Il qualcosa e il qualcos’altro sono le due facce inseparabili del segno e costituiscono insieme una proprietà fondamentale, la biplanarità del segno.

Ora specifichiamo le caratteristiche di queste due facce del segno, ed in particolare del segno linguistico :




  1. una faccia è il significante, (forma, espressione), la parte fisicamente percepibile del segno, percepibile ai nostri sensi : udito (suono, quello che Saussure definisce come « l’immagine acustica »), vista (scrittura, immagini, disegni), olfatto (odore). E’ il nostro “qualcosa”, per esempio la parola “gatto” scritta o pronunciata, o il disegno di un gatto.

  2. l’altra faccia, o parte, del segno è il significato, (contenuto), non materialmente percepibile ai nostri sensi, è il “qualcos’altro” : il significato del segno linguistico è il concetto mentale formato linguisticamente, la cui informazione o conoscenza è veicolata dal significante. Nel nostro esempio è l’idea che abbiamo di “gatto”, ossia il “mammifero domestico, felino, dal corpo flessuoso, il capo tondeggiante, ecc., e con un gran numero di razze”.

In altre parole, il significante è ogni modificazione fisica a cui sia associabile un significato, un certo stato concettuale o mentale (il contenuto). Dunque un codice (linguistico) è l’insieme delle associazioni fra i significanti ed i relativi significati (linguistici).



Per convenzione si rappresenta il significante con le parentesi uncinate gatto, e il significato tra virgolette doppie “ gatto”. Pronunciando o scrivendo il significante, non si evoca un oggetto gatto particolare con tutte le sue caratteristiche, ma l’idea generale di gatto, astratto, con un valore classificatore, che non tiene conto delle differenti razze di gatti, né dei colori o delle taglie differenti. La parola gatto, evoca una categoria specifica e in opposizione con tutte le altre categorie che abbiamo registrato nella nostra memoria : è l’idea di tutto ciò che rappresenta l’essere gatto.
Non bisogna pensare che il significante sia la parola e che il significato sia la realtà che designa : è il segno con le due sue facce, in opposizione a tutti gli altri segni presenti nel sistema della lingua che conosciamo, che ci permette (quando lo utilizziamo in una frase) di fare “referenza” all’oggetto extralinguistico (esterno alla lingua, il referente, per l’appunto), reale o immaginario, astratto o concreto, conosciuto o meno. Dunque il segno è indipendente dalla realtà, e se non lo utilizziamo in contesto (in una frase), allora non ha più referente, ma è semplicemente un “valore”, un senso, rispetto ed in opposizione agli altri segni linguistici. Il legame tra il segno e il referente extralinguistico non è né naturale né obligatorio, ma unicamente convenzionale, ossia prestabilito da parte di una comunità, e collettivamente/socialmente accettato come tale. Per esempio, si poteva chiamare il gatto altrimenti, senza con ciò modificare il significato del segno e la realtà extralinguistica.
Test 2 : Il segno linguistico


Domanda

Ipotesi 1

Ipotesi 2

Ipotesi 3

1) Il segno linguistico è composto da

Significato e referente

Significante e referente

Significante e significato




2) Il significante è

Un concetto, la rappresentazione mentale di un’idea o di una cosa

La faccia percepibile (sonora) del segno linguistico

L’oggetto extralinguistico indicato dal segno linguistico




3) Il significato è

Un concetto, la rappresentazione mentale di un’idea o di una cosa

La faccia percepibile (sonora) del segno linguistico

L’oggetto extralinguistico indicato dal segno linguistico




4) Il referente è

Un concetto, la rappresentazione mentale di un’idea o di una cosa

La faccia percepibile (sonora) del segno linguistico

L’oggetto extralinguistico indicato dal segno linguistico




5) Il segno linguistico è prodotto

Intenzionalmente dal locutore per comunicare qualcosa

Non intenzionalmente dal locutore

Intenzionalmente dal locutore ma senza la volontà di comunicare




6) Qual è la nozione che corrisponde alla definizione seguente?
È la realtà del segno linguistico: è attribuito da una società a un significato come anche a un significante. È qualcosa di astratto, che differenzia un segno linguistico da un qualsiasi altro segno linguistico, mettendoli in opposizione tra loro. L’insieme di tali opposizioni costituisce il sistema linguistico.
1. Il valore di un segno linguistico

2. La sostanza (il contenuto) di un segno linguistico



3. La forma di un sistema linguistico




7) Il segno linguistico

E’ l’unione indissociabile di un’ “immagine acustica” e di un “concetto”

Appartiene all’ordine della Langue e non a quello della Parole

Unisce i suoi due componenti attraverso un legame chiaramente prestabilito e motivato




8) Le due caratteristiche principali del segno linguistico sono 

Convenzionalità e successività

Linearità e arbitrarietà

Iconicità e analogia




9) Il « valore » del segno linguistico è 

Un qualcosa di puramente astratto

Un qualcosa attribuito sia al significante che al significato

Un insieme di qualità positive




10) Il significante può essere espresso

Con la voce unicamente

Con la voce, con la scrittura e con un disegno

Solamente in associazione con altri segni linguistici




11) Il significato della parola ferita è

La parola ferita detta ad alta voce dopo un incidente

La rappresentazione che abbiamo nel cervello di una ferita

La realizzazione concreta di una ferita (per esempio con la relativa fuoriuscita di sangue dopo un incidente stradale)




12) Il referente della parola ferita è

La parola ferita detta ad alta voce dopo un incidente

La rappresentazione che abbiamo nel cervello di una ferita

La realizzazione concreta di una ferita (per esempio con la relativa fuoriuscita di sangue dopo un incidente stradale)




13) Il significante è

La parola ferita detta ad alta voce dopo un incidente

La rappresentazione che abbiamo nel cervello di una ferita

La realizzazione concreta di una ferita (per esempio con la relativa fuoriuscita di sangue dopo un incidente stradale)







1 Esecuzione sempre concreta ed individuale, fortemente variabile in base alla varietà costituzionale dei parlanti e alla varietà delle situazioni alle quali i parlanti si riferiscono quando si esprimono.









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