Le anime gemelle



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LE ANIME GEMELLE


MAESTRO LUIGI


13.12.84
-Potremmo sapere la verità sulla nascita del primo uomo? Perché il primo uomo fu creato?

“La verità vera era nella creazione più completa, meravigliosa, dove ogni anima, ogni particella di Luce venuta da Dio, si staccava e giocava, dove le menti erano innocenti; potevano vagare e ritornare al Padre, come il Raggio della Luce Divina.

Tu puoi immaginare un raggio di sole? Fai conto che ogni raggio sia una vita e questo raggio, staccandosi dal Padre si accorga che può vivere e può essere un Dio! Non sapeva che era attaccato per attrazione a quella stessa Luce! Per attrazione Paterna poteva vivere e ritornare a Lui; si poteva staccare e vagare, ma solo allacciato a Dio, a questa Luce, come il raggio che si stacca dal sole.

Se talvolta tu chiudi gli occhi e li riapri, tu vedi il raggio che si allunga e ritorna indietro (ti porto questo paragone affinché tu possa comprendere).

E questo raggio un giorno può aver detto:

Ma dove vado illumino, dove vado vivo, perché devo tornare dal Padre?”

Il Padre che aveva compreso questo, gli diede vita, una vita maggiore. Gli diede personalità, gli donò la propria indipendenza perché si accorse che non era una luce pura.

Staccatosi, si raffreddò, come un carbone che, tolto dal fuoco, forma una crosta che lo circonda e non riscalda e la luce non esiste.

Si formò intorno a quella una specie di materia grigia, che lo avvolse, perché quel raggio che si staccava era stato alimentato dalla stessa Luce. Staccatosi non poteva fare che una vita propria, ma perdeva la propria conoscenza. Noi siamo in parte colpevoli di questo.

E formatesi come tante piccole cellule, racchiuse dentro tante piccole nicchie, formatesi da scorie, il raggio si era racchiuso e si era sperduto vagando nell’Universo senza forma.

Che cosa poteva scuotere l’amore di un Padre per il pianto e lo sbaglio di tanti figli che volevano tornare alla propria dimora?

Solo con la purificazione totale potevano tornare.

Creò un Mondo e l’Universo si popolò di tanti piccoli appoggi e molte forme si depositarono sui pianeti ed a poco a poco, presero a strisciare, a prendere le forme più strane. Impietositosi ancora, diede loro una nuova vita, la volontà di formarsi un corpo per poter tornare a Lui, ma un corpo che fosse completo e perfetto!

E queste tante piccole luci ricoperte di scorie, quasi indurite dai millenni, furono scagliate lontano, liberate da quelle. Si spaccarono e ripresero forma a brillare. Ecco le anime gemelle della forma favillare, che erano unite e si staccarono, esplosero in aria e si divisero. Anche queste col tempo destinate a riformarsi ed a ritornare insieme.

Liberate da quelle scorie, respirarono una vita nuova, presero le forme più svariate, che poi fu soltanto la forma umana.

Ecco come nacque l’uomo, il primo fu questo…”


* * *

MAESTRO LUIGI


19.04.86

Sommario: la luce unica che è nata dalla fusione di tutti noi – Per un attimo siamo stati spiritualmente uniti – le Scintille favillari si riformarono con le reincarnazioni e l’arrivo ad una uguale evoluzione dei loro frammenti – L’esplosione iniziale ed il percorso a ritroso –


Luigi vi saluta, pace a voi

Il Maestro ha parlato di una fusione di anime, una fusione per cui ognuno di voi, amando l’altro fratello, non gli dà il proprio amore umano ma non fa altro che dargli quella sua sensibilità, quel suo modo di vivere e di essere che si fonde in energia da energia. Ecco perché in ognuno di voi, fondendosi con l’altro nasce una Luce unica. Ecco perché il Maestro ha detto che la Luce chiama Luce. Questa è venuta incontro così palpitante perché ognuno di voi si è fuso all’altro. Non siete più stati per un attimo singolarmente separati, ma io vi dico, spiritualmente uniti.

Questa riflessione è molto facile da comprendere, poiché ognuno di voi, quando lascerà questa terra per il suo riposo, tornerà rinnovato, sì, ma se tornerà rinnovato, tornerà accompagnato da quella che era la sua sorella spirituale, quella che era la sua Scintilla favillare che dall’inizio della Creazione si era scissa; ritornando in eguale evoluzione si ricompie e si modifica e si plasma, ritorna insieme, unita. Ecco che allora, quell’essere umano che nasce più buono, più retto, più evoluto, ritrovando se stesso lungo la via, trova quelle sue sorelle che erano all’inizio la sua Scintilla favillare.

Cos’era la Scintilla favillare? Quell’esplosione divina di quando fummo espulsi, abbiamo fatto strade diverse: fate conto… una piccola palla incandescente si è divisa, è esplosa in tanti frammenti; ogni frammento è stato un corpo umano, e questo corpo umano ha avuto le sue evoluzioni, ha avuto il suo modo di vivere, ha fatto le sue esperienze facendo sempre di più le proprie conoscenze con la propria evoluzione, ritrovando, lungo il suo cammino, queste Scintille che erano parte di sé, e si sono riunite, tornando insieme in un corpo unico. Ecco perché molte menti sono più intelligenti, sono più evolute, più pazienti, più comprensive e soprattutto più umili.

Lascio a voi la facoltà di farmi qualche domanda affinché ognuno possa comprendere di più.
-Vorrei la spiegazione sul Globo di Luce perché non ho compreso tanto bene.

“Da dove non hai compreso?”


- Dall’esplosione delle Scintille e la formazione…

“Quando ognuno di noi fu espulso da quella che era la Luce - altrimenti nessuno di voi sarebbe sulla terra - si formarono tante piccole scintille che poi si ricoprirono di materia grigia, grezza, che le tenne imprigionate per mille anni… mille e mille e mille anni ancora. Vagando nell’Universo, ma intorno, attratte dalla loro origine di Luce, Dio, lo implorarono di perdonarle. Dio allora creò la terra; ma non poteva tenerle unite, tanto grandi come erano, e perché ognuno

nascesse, all’inizio, in una sua piccola parte provando ogni sensazione che non era più spirituale ma umana, fece esplodere queste - chiamale pure - palle grezze di luce.

Esplodendo andarono in frammenti: in 5, in 7 o in 3. Ognuno di questi, formando e prendendo un corpo cominciò il suo calvario su questa terra.

Facendo una dura esperienza, come tu sai, e come fate, mano a mano che la vostra evoluzione si completa e viene affascinata, affinata, ripulita sperimentando mille prove, ogni scintilla, in piani ben diversi, nei 7 piani evolutivi, ritrova quella che faceva parte di lei, che era la scintilla evolutiva, quella scintilla scissa dal proprio corpo, dalla propria sembianza, dalla propria sensibilità, dalla propria luce, dalla propria vibrazione, dal proprio calore, dalla propria emanazione. Incontrandosi nuovamente nello stesso piano evolutivo, non fanno altro che rifondersi, come essersi ritrovate; come due lampadine accese si fondono in una luce unica. Perciò, avendo superato sulla terra i primi fatti umani di evoluzione, ci tornano ancora per fare nuove esperienze, ma non più singolarmente, separate, ma unite, e questa unione rende una visione nuova, un intelletto più grande, un’intelligenza più pulita e più affinata, un sentire ed una vibrazione diversi. Ecco perché molti comprendono di più, molti comprendono meno, molti hanno doti più sviluppate, altri no: tutto questo fa parte dell’evoluzione. Hai compreso? (si, grazie.)
- Hai detto “siete nel calvario”; perché calvario?

“Perché come l’esempio che hanno dato i più grandi esseri, che voi chiamate umani ma noi chiamiamo Luci, venuti sulla terra, tutti hanno sofferto perché dovevano purificarsi, e nella purificazione hanno trovato le sembianze più strane. Ecco perché ho detto “calvario”: calvario come ci ha dato il Cristo sulla terra… fu un calvario, e non aveva bisogno di soffrire tanto anche se Lui non soffrì poiché visse accanto a quello che era un corpo solamente apparente all’occhio umano.

Un essere come il Figlio di Dio, Gesù Cristo, non poteva incorporarsi in un corpo umano in quanto non aveva macchia; allora gli visse accanto ed insegnò agli uomini a soffrire dicendo mille parabole: beati gli umili; beati i poveri; beati i perseguitati…

Perché queste parabole? Affinché l’essere umano, venuto sulla terra fosse in piena consapevolezza di dover sopportare questo peso per ritrovare quello che era se stesso alle origini, e solo nella sofferenza, come Cristo provò sulla croce versando il suo sangue, voi suderete il vostro pane quotidiano col sudore della fronte: questo è il calvario; non importa che uno sia sospeso sulla croce, il calvario viene fatto in mille maniere ben diverse.

La sofferenza è già un calvario; essere incompresi è già un calvario; non essere amati è già un calvario; sentirsi soli è già un calvario; essere poveri è già un calvario; ma questo calvario non è altro che la sostanza finale, una sola parola: evoluzione! Parlate pure.”

* * *
IL MAESTRO

21.01.87

La pace sia con voi,

Cari amati figli miei, molte volte in montagna, sulle vette più alte, dove tutto è puro e l’aria non è inquinata, si vede nascere sulla roccia un piccolo Fiore, tanto bello che nessuno quasi oserebbe togliergli la vita per portarlo con sé.

In effetti i fiori così alti non andrebbero mai colti, stroncati od odorati, perché quei fiori sono una riverenza, un godimento, agli occhi di tanta beatitudine Divina. Questa beatitudine si spande nel Cuore umano di ognuno che può conservarla.

Come nasce questo Fiore? Dal nulla o dalla stessa Creazione.

Piccole cellule vaganti sospinte dal vento da lontano, a poco a poco sentono la simpatia di altre piccole cellule che sono le stesse necessarie a comporre un Fiore.

Molte volte si radunano come per calamita, in una piccola cavità leggera di uno scoglio della montagna, tra i sassi, si raggruppano l’una intorno all’altra, come per voler ritrovarsi, riconoscersi, ed una piccola calamita che c’è nella loro esistenza, le unisce. Altre che si erano avvicinate, a poco a poco, vengono espulse ed allontanate.

Come fanno ad unirsi per formare un fiore così bello?

Oh! Io vi dico che ogni piccola “Cellula”, o piccolo frammento di “Seme”, comincia a sudare per simpatia verso l’altro “Seme”, identico a lui per composizione Divina, e sudando, forma una colla, una piccola quantità di gelatina, che prendendo forma, da trasparente a concreta, si attacca, si immedesima in altre parti di “Cellula”, formando un piccolo “Seme”, una “Cellula più profondamente completa.

Non poteva essere diversamente da così. Se tante piccole Cellule, non fossero state unite fra di loro, non avrebbero mai potuto formare quella piccola parte, quel piccolo Seme, che da Cellula trasparente, avrebbe potuto divenire con tante altre piccole Cellule, un Seme, per poter cominciare a dare vita a questo meraviglioso Fiore.

Fra di sé, uniti, la proprietà di ogni piccolo Seme, si fonde a quella dell’altro, scambiandosi, come una piccola tessitura, ognuno all’altro, formano questa meravigliosa nascita, questa meravigliosa Divinità, questa meravigliosa forma di Vita.

A poco a poco, aspettando ancora che il vento depositi un po’ di polvere, sfruttando, con le sue stesse proprietà altre Cellule vaganti, della stessa simpatia d’origine, sudando ancora fra di loro, dandosi forma e sfruttando la rugiada, l’umidità del mattino, tutto prende forma: il Fiore comincia a spuntare lentamente, formando a poco a poco, quella piccola Corolla, che a poco a poco, si apre in tanti piccoli PETALI.

Ma ogni petalo non è una Cellula.

Ogni piccolo Petalo è dato da sette, otto o dieci o venti Cellule messe insieme, fuse fra di loro. Non sarebbe stato possibile altrimenti, perché ogni Cellula, aveva bisogno dell’altra Cellula per potersi ricreare. Ecco che allora, voi potete vedere su ogni petalo di un fiore, tante piccole strisce e colori diversi, perché fra di loro, in questa iniziale tessitura, si sono scambiati in un attimo, in un attimo di amore e simpatia hanno formato e sono divenuti partecipi della Creazione Divina.

Ecco perché Io vi dico di non cogliere i fiori, di lasciarli così, perché loro stessi poi avranno un seme già pronto per farne nascere ancora.

Lo stesso procedimento è della vostra Anima.

Perché, direte,non è già completa la nostra Anima?

Certo, è già completo il vostro Spirito; la vostra Anima, però, non è completa nella sua lucentezza, non è completa nella sua ambizione di essere bella, di avere una Luce propria, perché quei tanti difetti o macchie, possono portare lungi dall’essere veramente simile, veramente bella. Perché questo? Perché nel lontano tempo, la scintilla Pineale, quella Scintilla che esplose, si deve ora ricomporre, per essere bella e lucente come i piccoli Semi di quel piccolo Fiore tanto bello.

Ecco perché vi incontrate ancora e per simpatia vi amate, per simpatia vi parlate. Nasce allora quella tessitura tanto bella da ricomporre quella Scintilla Divina, quella piccola Anima, quella piccola bellezza, quella grande meravigliosa Luce che appartiene a Dio e deve rincontrarsi a poco a poco .

E come togliere quelle piccole macchie per farla brillare e farla divenire lucente?



Oh Io vi dico figli miei, sono i vostri pensieri!

A volte nella vostra meditazione, nella vostra preghiera, voi, come una calamita, captate nuovi pensieri, buoni, belli, simili al vostro che li chiama. Giungono da molto lontano, dal più profondo dell’Universo, come una piccola goccia pura, candida, che si unisce al vostro pensiero. Unendosi scaccia via tutto quello che vi è di brutto.

Questo è l’unico mezzo per rendere pulita, meravigliosa l’Anima, e richiamare gli altri frammenti d’Anime che devono riunirsi.

Se non c’è questa gran calamita di simpatia e di vibrazione Divina, che vi chiama e vi riunisce e vi rende belli come all’inizio, voi non potete riformare questo meraviglioso Fiore di tanti colori e di tante bellezze.

Questa vostra anima, unica corolla divina, che brilla davanti ai raggi del sole, lascia senza elemosinare niente, i profumi più gradevoli, che purificano la vostra anima, la vostra esistenza ed il vostro cuore.

Perciò ricordatevi sempre che la vostra anima è come quel piccolo fiore tanto meraviglioso e puro, nato sulla roccia di quella montagna. Voi dovete richiamare, coi vostri pensieri meravigliosi, dal lontano spazio, quella vibrazione che si aggiunge al vostro pensiero ed alla vostra preghiera, fino a farne un richiamo ed una calamita più grande nei confronti di quei fratelli che fanno parte della vostra piccola anima esistente.

E questo è uguale ancora, nella formazione di un gruppo spirituale. Ogni essere ed ogni anima che fa parte di questo, deve sentire come una calamita, come una gioia interiore, nel poter comunicare, amare e confondersi l’uno nell’altro, fino a renderne una meravigliosa luce dei vostri occhi e del vostro spirito. E veramente, dalla vostra ghiandola pineale potranno uscire pensieri e scintille dorate, come voi dite nella preghiera. E queste scintille potranno veramente confondersi coi vostri fratelli, fino a formarne un solo pensiero, una sola vibrazione, un solo amore, una sola anima.

Voi avete il compito più arduo, forse il compito più grande, perché sapere amare, credetemi, non è veramente facile come formare questa calamita del vostro amore, per poter attirare a voi altre scintille e far sbocciare questo meraviglioso fiore della vostra Anima.

Il vostro Spirito non può confondersi e nulla si può confondere, poiché esso è unico, anche se è formato da tanti piccoli frammenti, fino a che non si confonderanno tra di loro come in una tessitura e riusciranno a rendersi l’uno all’altro meravigliosamente belli, intrecciati nell’unico sfogo dell’Amore divino. Fino ad allora il vostro Spirito non potrà prendere vita, non potrà prendere forma divina. La luce che appare ogni giorno e risplende sulla terra, cerca e guarda tante anime che si sono ritrovate e riunite e le benedice coi suoi raggi di amore.

La notte è fatta per pregare, per riposarsi, per cercare nel vostro intimo, quella vera solitudine, quella vera captazione di una calamita che attira Dio.

La pace sia con voi.

Voi non sapete quanto Io in quest’ora, vi abbracci e sia eternamente con voi.


* * *
MAESTRO NERI
1.2.92(21.1.87)


Il Maestro: come nasce questo fiore? Dal nulla o dalla stessa creazione. Piccole cellule vaganti, sospinte dal vento da lontano, a poco a poco, sentono la simpatia di altre piccole cellule che sono le stesse necessarie a comporre un fiore.

M. Neri: pensate, il vento che soffia, le cellule viventi che circondano intorno a noi il nostro corpo, il nostro respiro, vagano, il vento le sospinge fino a che si incontrano con altre cellule che sono della stessa simpatia, della stessa origine, della stessa bellezza. Queste cellule sono attratte da questa simpatia di luce e di energia divina, si attraggono, si sentono sospinte, si uniscono, si adagiano sulla roccia e lì nasce il fiore.

Infatti dice che sono le stesse necessarie a comporre un fiore.

Pensate quanto è importante tutto questo.


Il Maestro: molte volte si radunano come per calamita, in una piccola cavità leggera di uno scoglio della montagna, tra i sassi; si raggruppano l’una intorno all’altra, come per voler ritrovarsi, riconoscersi, ed una piccola calamita, che c’è nella loro esistenza, le unisce.

M. Neri: pensate si sentono proprio sospinte, proprio attratte fra di loro e questa è l’origine della creazione, quell’origine stessa che ha dato vita a noi.


Il Maestro: altre, che si erano avvicinate, a poco a poco, vengono espulse ed allontanate.

M. Neri: cellule che non si appartenevano, non avevano simpatia fra di loro perché queste sono cellule creatrici. Se noi si potesse respirare queste cellule creatrici, la nostra vita si allungherebbe, non di poco, ma di tanto.


Il Maestro: Come fanno ad unirsi per formare questo fiore così bello?

Oh Io vi dico che ogni piccola cellula, o piccolo frammento di seme, comincia a sudare per simpatia verso l’altro seme, identico a lui per composizione divina e sudando, forma una piccola colla, una piccola quantità di gelatina, che prendendo forma, da trasparente a concreta, si attacca, si immedesima in altre parti di cellula, formando un piccolo seme, una cellula più profondamente completa.

M. Neri: ecco la meraviglia della creazione! Dove tutto è già creato, composto nella sua origine, che nulla può distogliere e nulla si può distruggere. Queste opposizioni sono già attratte per simpatia divina, si incontrano, si uniscono e quando si abbracciano fra di loro sudano proprio, trasparenti si sciolgono,si attaccano quasi con una “gelatina”.

Ecco che queste tre o quattro parti bellissime formano questo meraviglioso “seme che poi darà vita a questo fiore.”

Sono già, dice, destinate a trovarsi. Questo è bello perché rientriamo nell’argomento delle anime gemelle. Già fanno parte, sono già destinate a ritrovarsi perché insieme si dovranno incontrare per formare un’unica forma, un’unica luce, un’unica forza che dà vita. Nulla viene a caso!


Il Maestro: Non poteva essere diversamente da così. Se tante piccole cellule, non fossero state unite fra di loro, non avrebbero mai potuto formare quella piccola parte, quel piccolo seme….

M. Neri: questo è chiaro, già destinati, la creazione dove tutto è completo, la composizione, la scomposizione di ognuno. Ci fu un giorno insegnato che una volta trapassati, una volta morti, il nostro corpo rende alla vita tutte quelle cellule necessarie per ritornare,esse si sciolgono,risalgono al cielo, si riuniscono nella parte della sua creazione e sono nuovamente generate per riformare altri corpi; questo non solamente fa parte dell’essere e del corpo umano, questo fa parte di tutta la creazione. Questo fa parte della perfezione della creazione.


Il Maestro:….che da cellula trasparente, avrebbe potuto divenire, con tante altre piccole cellule, un seme, per poter cominciare a dar vita a questo meraviglioso fiore.

M. Neri: e allora quasi si dovrebbe adorare la creazione, tutte le piante, tutti i fiori, perché fanno parte di noi, fanno parte della nostra bellezza. Noi ammiriamo un tramonto perché è concepito affinché per noi sia un godimento, un segno significativo di un sole che tramonta, è come una vita che si spegne, ma che non muore, dovrà rinascere il giorno successivo e tornare a brillare più forte che mai.

Se noi diamo vita e non togliamo la vita a questi piccoli fiori, poi per loro sarà molto più facile con il vento che trasporta, generare altri semi, evitando così che il vento faccia la composizione di altre piccole cellule che si incontreranno e così accadrà. Ma se noi si toglie la vita a tre piccole cellule che hanno già generato una vita, un fiore, la creazione dovrà ricominciare daccapo.

Pensiamo allora a questa sensibilità, pensiamo allora quanto è importate molte volte, perché questa creazione è per noi, per vederla, per goderla, non per bruciarla o stroncarla.

Questo fa parte della nostra vita terrena, fa parte della nostra evoluzione affinché nulla venga distrutto e tutto creato.

Noi siamo questo, noi siamo la creazione, noi si dovrebbe costruire, non distruggere.

Poichè si dice che Dio abbia “osato” dire: “vi ho fatto a somiglianza Mia”, non è solamente per la parte interiore, cioè questo Spirito che è dentro di noi, che noi si dovrebbe cercare di germogliarlo, portarlo avanti, illuminarlo, cercare di conoscerlo a poco a poco; ma dobbiamo cercare insieme al Creatore di costruire e non distruggere, poiché Lui rappresenta la vita e non la distruzione.

Noi siamo nati in un mondo nuovo, in un’epoca nuova, in un’epoca che è molto più evoluta di 100 o 500 anni fa, perciò se dentro di noi c’è il germoglio della vita di uno spirito che si deve evolvere, cerchiamo di dar vita e non distruggere ciò che abbiamo, ciò che Dio ha dato a noi nella Sua creazione.


Dice ancora il Maestro:...fra di sé, uniti, la proprietà di ogni piccolo seme, si fonde a quella dell’altro, scambiandosi, come una piccola tessitura, ognuno all’altro, forma questa meravigliosa nascita, questa meravigliosa divinità, questa meravigliosa forma di vita.

Questa, a poco, a poco, aspettando ancora che il vento gli depositi un po’ di polvere, sfruttando, con le sue stesse proprietà, altre cellule vaganti, della stessa simpatia di origine, sudando ancora fra di loro, dandosi forma: il fiore comincia a spuntare lentamente, costruendo a poco, a poco, quella piccola corolla, che a poco, a poco, si apre in tanti piccoli petali.

Ma ogni petalo non è una cellula, ogni petalo è dato da sette, otto o dieci o venti cellule messe insieme, fusi tra di loro. Non sarebbe stato possibile altrimenti, perché ogni cellula, aveva bisogno dell’altra cellula per potersi ricreare.

M. Neri: non può prendere vita se non ci sono tante cellule messe insieme, perché ogni cellula anche fra di noi se si pensa, c’è la cellula che fa crescere i capelli, la cellula che mantiene la nostra pelle, la cellula che ci fa scorrere il sangue, la cellula dei pensieri, la cellula degli occhi, la cellula che, noi respirando, dà vita a tutto l’organismo, la cellula di tutto quello che abbiamo dentro di noi che ci fa vivere.


Il Maestro: Ecco che allora voi potete vedere su ogni petalo di un fiore, tante piccole strisce e colori diversi, perché fra di loro, in questa iniziale tessitura, si sono scambiati in un attimo, in un attimo di amore e simpatia sono divenuti partecipi della creazione divina.

Ecco perché Io vi dico di non cogliere i fiori, di lasciarli così, perché loro stessi poi avranno un seme già pronto per farne nascere tanti altri ancora,lo stesso procedimento è della vostra anima, perché, direte, non è già completa la nostra anima? Certo è già completo il vostro spirito e la vostra anima, però non è completa nella sua lucentezza, non è completa nella sua ambizione di essere bella, di avere una luce propria, perché quei tanti difetti o macchie, possono portare lungi dall’essere veramente simile, veramente bella.

M. Neri: porta questo esempio meraviglioso, noi ci si crede già grandi, perfetti, niente, non siamo niente.


Il Maestro: Perché questo? Perché, nel lontano tempo, la scintilla pineale, quella scintilla che esplose, si deve ora ricomporre, per essere bella e lucente come i piccoli semi di quel piccolo fiore tanto bello.

M. Neri: porta l’espressione della nostra anima e dei fiori, perché quel seme che sarà il seme di quel fiore e il nostro spirito non avrà fine, non sarà mai finito, non si scomporrà mai perché continuerà a vivere, a godere della vita di questo stato attuale. Nei secoli, nei secoli tutto si ricrea, tutto si riforma e tutto rinasce in armonia, è il desiderio della creazione stessa.

: Tutto si deve ricomporre per essere una cosa unica, come le anime gemelle si devono ritrovare, ricomporre l’una e l’altra fra di sé, altrimenti non possono completare questa loro unione nella luce, nella bellezza, nell’intelligenza divina.

Finché non saremo completi, uniti l’uno all’altro, noi non possiamo dire veramente di essere completi. Ci dobbiamo unire e siamo qui per questo, dobbiamo essere cellule di vita, anime di vita. Queste anime si devono rincontrare per formare una luce unica, questa forza grande che nessuno di noi può sciogliere. Ci dobbiamo rincontrare e ci dobbiamo riunire e, si voglia o no, questa è la vita, questo è il nostro desiderio, è il desiderio divino. All’inizio questa nostra bellissima scintilla esplose, ci siamo divisi in tante piccole particelle, ci dobbiamo tutte ritrovare altrimenti non saremo unite, non saremo composte, non saremo una cosa sola.

Pensate se qualcuno prendesse una cellula o una parte di noi e la distruggesse? Che cosa sarebbero tutto il resto delle anime gemelle se non si rincontrano fra di loro? Sarebbe la perdizione o forse chissà quanto tempo ancora ci vorrebbe per potersi rincontrare, per potersi riunire e questo è uguale nei fiori.
Il Maestro: Ecco perché vi incontrate ancora e per simpatia vi amate, per simpatia vi parlate. Nasce allora quella tessitura tanto bella da ricomporre quella scintilla divina, quella piccola anima, quella piccola bellezza, quella grande meravigliosa luce che appartiene a Dio e deve rincontrarsi a poco a poco.

M. Neri: Pensate, Dio che ci ha diviso, se non ci desse la possibilità di poterci ritrovare, ricomporre…no, dice: voi vi ritroverete per simpatia, vi riconoscerete, sarete uniti l’uni agli altri e vi amerete, vi amerete perché vi sentirete.

Io per simpatia vi sento, vi amo per questo anche se ci si deve vedere una volta all’anno, chissà quando…ma quando vi rivedo il mio cuore fa festa, il mio cuore esulta, il mio cuore dice: ho ritrovato una parte di me che non andrà mai dispersa.

Ma questa è vita della mia vita, questa è luce della mia luce che si deve riunire per ricomporsi e per essere finalmente una volta insieme, perché se non saremo insieme tutti uniti nelle cellule che noi ci ritroveremo, non possiamo rientrare nell’argomento di una vita eterna.

Noi siamo vita!

Ahimè siamo anche tante piccole cellule disperse!

E io sento e soffro dentro di me quando non vi vedo, sento e soffro quando io non sento il vostro palpito e il vostro respiro, io soffro quando non sento la vostra voce, perché ognuno di voi fa parte di me e se questo non fosse così, che si sarebbe noi? Niente! Solo sbandati, solo esseri umani che vagano sulla terra per accumulare e uccidere.

Perché la Luce è una, è unità e non possiamo che essere così.

Dobbiamo essere così per sentire il calore che c’è dentro di noi, per sentire il palpito e sentire la vibrazione del sangue che corre; io sento il calore dell’altro e sento la bellezza di una unione, di un cuore che palpita perché lo stesso cuore che batte è in perfetta armonia col sangue che circola dentro di me. E solo sentendo questo calore io mi sento vicino a voi e faccio parte di voi, ma altrimenti io sento freddo e non sento più la bellezza ed il palpito del vostro cuore.

E così sono le anime gemelle che si devono rincontrare, si devono risentire, devono stare vicine, perché solo stando vicine si dovranno amare e sentirsi in perfetta armonia fra di loro.

Se non c’è questa armonia che palpita, noi siamo esseri perduti, noi siamo niente, noi siamo la confusione che nasce su questa misera terra.

Quante volte ci verrebbe da dire, e si dice mentalmente, quante volte io nel silenzio della mia stanza, prima di cominciare a meditare, dico: ma io chi sono? A chi appartengo? Perché io sono vita? Perché io ho vita? Perché sono vivo? Perché io ho un respiro? Perché io mangio? Mi guardo allo specchio e forse non so, non mi riconosco, chi sono?

Perché io sono solo e la solitudine mi uccide.

Perché la nostra sofferenza è di essere lontano l’uno dall’altro.

Perché non sentiamo il calore dell’anima gemella, dell’anima che ci ama e ci è vicino!

È questa la sofferenza dell’essere umano!

E se noi si soffre per essere tanto lontani dalla presenza di Dio, dalla presenza di un nostro fratello, quanto è più grande la sofferenza di essere lontani da Dio!

IL BAMBINO


Solitudine
Io sono la meravigliosa espressione

che esplose nell’aria senza rumore.

Mi trovai solo nella mia armonia,

e domandandomi, camminando per la via,

chi potevo essere io in quell’ora sola,

e camminando ancora,

non mi riconobbi e mi smarrii.

Nel lontano tempo mi ritrovai,

accanto ad una foglia che volava via col vento: la portava lontano.

Le corsi dietro e la presi per avere compagnia,

e dissii: tu foglia, chi sei?

Parlami ora, perché nella mia solitudine

Mi sento smarrito nella mia stessa via!

Ma era secca, si sfogliò tra le mani mie,

si sbriciolò e cadde via

e il vento la portò lontana, distrutta, disfatta,

lontana dalla mia mano.

Rimasi solo, ammutolito e non pensai

ancora chi fosse, nel cuore mio,

quella piccola foglia così sola come me.

Forse anche lei soffriva o cercava Iddio?

Camminando ancora,

vidi un uccello che cinguettava allora.

Io gli gridai: avvicinati amico mio,

parlami, parlami a modo mio

finché anch’io possa sentire la tua parola,

perché solo sono nella mia vita!

In quest’ora mi sento solo e senza compagnia!

Ma l’uccello che mi guardò, batté le ali,

un cinguettio e volò via.

Mi sentii smarrito ancora una volta nella mia vita!

E camminando ancora trovai

Una tartaruga che andava lentamente.

E a lei che le parlai,

dissi dolcemente:

tu che cammini così piano in questa mia via,

camminiamo insieme, facciamoci compagnia!

Essa mi guardò e continuò a camminare,

camminare lentamente,

poi fece una buca in terra e svanì via.

Rimasi ancora una volta solo nella mia via!

E allora, a chi dovevo rivolgermi anch’io

Per avere una compagnia mia!

Alzai gli occhi al cielo e gridai a Dio:

Dio, se ci sei,

rispondimi almeno Te, fammi compagnia!

Che possa sentire una voce accanto alla mia!

E il vento cessò di colpo

E non portò via più la mia fantasia.

Gli alberi si fermarono, gli uccelli tornarono,

e le foglie che cominciarono a sbocciare,

mi dettero armonia.

Mi girai intorno e dissi:

Ah, se almeno qualcuno mi potesse parlare ora,

in questa grande, meravigliosa armonia!

L’armonia era piena, ma io mi sentivo solo ancora,

ero solo nella mia vita!

Il sole bruciava la mia pelle.

Mi nascosi all’ombra

Per non sentire quel calore.

A poco, a poco sentii dei passi,

e vidi arrivare un vecchio ora,

canuto, appoggiato al suo bastone,

che brontolava e brontolava

e brontolava assai. Io gli dissi:

finalmente una vita, io vedo vita!

E il vecchio che mi guardò allora,

disse: la vita tu ce l’hai! Ce l’hai

nel tuo respiro e nella tua intelligenza.

Perché non mi hai chiamato prima alla tua presenza?

Eccomi, parla ora!

Ho già aspettato tanto che io son vecchio!

Anch’io me ne devo andare!

Ma se saprai aspettare,

prega e cerca nella tua fantasia

vedrai tanti fratelli

giungere nella tua stessa via.

E con loro dovrai camminare,

perché con loro dovrai conversare

e unirti ancora. La gioia troverai nel tuo cuore

se l’armonia con loro troverai con la parola amore!

E così rimasi solo ancora una volta!

Ma feci come quel vecchio

Mi aveva saputo dire.

Camminai per la via e pregai il Signore

A poco a poco intorno a me,

tanta gente mi veniva a salutare,

e d’intorno a un focherello,

ci si mise noi a parlare.

E ognun di noi, raccontando la sua storia,

mi accorsi che era uguale alla mia,

e dissi: perché non ci siamo incontrati

prima in questa via?

Perché soli non abbiam saputo

Ascoltare il nostro cuore!

Ma ora che ci siamo incontrati,

facciamo un patto, un patto d’amore,

rimaniamo insieme nella nostra armonia!

Camminiamo uniti nella via!

Così questa parola si fonda

In ognuno di noi, ci dia vita e calore,

e tanto, tanto amore!

Dice dopo, così bello il Maestro: …..E come togliere quelle piccole macchie per farla brillare e farla diventare lucente? Oh Io vi dico figli miei, sono i vostri pensieri! I pensieri che a volte, nella vostra meditazione, nella vostra preghiera, voi, come una calamita, captate; nuovi pensieri, buoni, belli, simili al vostro che li chiama, giungendo da molto lontano, dal più profondo dell’universo, come una piccola goccia pura, candida, che si unisce al vostro pensiero. Unendosi, scaccia via tutto quello che vi è di brutto. Questo è l’unico mezzo per poter rendere pulita, meravigliosa l’anima e richiamare gli altri frammenti di anime che devono riunirsi.

M. Neri: pensate, noi non ci siamo uniti prima perché forse il nostro pensiero non era forte, non è stato tanto puro da richiamare altri simili a noi!

Non li abbiamo invitati al nostro banchetto di ogni giorno, non li abbiamo chiamati con la nostra intelligenza. Si doveva forse gridare dentro di noi così forte, pensando nella nostra meditazione: oh! essere vivente , ovunque tu sia senti questa parola che ti chiama, cerca di venire a me perché tu fai parte della mia armonia, tu fai parte di quell’essere che io desidero, mi completa in questa mia richiesta d’amore.

Senza di te e da solo senza di te non troverò mai quell’armonia col mio Signore!

Ecco forse noi non abbiamo mai desiderato così con quella passione, con quella forza tanto grande di chiedere, di amare, di sentire nuovi fratelli che non conosciamo, ma dovremmo sentire la gioia più grande, più forte di chiamarli per conoscerli.

Forse mi sono sempre chiuso nel mio egoismo, mi sono sempre chiuso in me stesso dicendo: Io, basta!

Io prego Dio, sono con Lui! E mai pensare: ma se questa terra è un gioco, è come se tante piccole anime facessero nascondino, che ognuna si nasconda l’una all’altra; ma se io ti chiamo e poi dico: ti ho visto! Vieni tra le mie braccia! Ti tocco, ti vedo, ti sento, sei mio! Tu fai parte della mia armonia! Io ti sento, io vivo con te, vieni allora! Se ci siamo incontrati, ci siamo visti e se ci siamo amati, nulla è a caso, troppo breve è la vista di ognuno di noi, così piccola, così leggera, così breve. Ognuno che si allontana lentamente, si perde fra la sua gente e non sa ritrovare allora quel motivo suo, quella musica così leggera e così ardente che li fa unire e ballare ancora.

Ma se la musica li unisce in un ballo suo, che è un ballo volgare, umano, che non si san dare parola e questa musica però li unisce e li fa sentire una cosa sola, quanto mai sarà grande quella luce divina da farci ritrovare in poesia perfetta insieme. Balliamo insieme, uniamoci e amiamoci nell’universo, balliamo nel cosmo attaccati per la mano l’uno all’altro e sentiremo l’armonia di una musica che noi non conosciamo.

È la musica del richiamo ardente di una vita così possente che Dio ci da, che ha organizzato, l’ha costruita, l’ha fatta per noi, composizione di luce e di note messe insieme, armonie perfette per farci poi incontrare, per farci poi sentire l’uno all’altro.

Tutti i mezzi sono buoni per farci sentire fratelli amati del nostro avvenire. Storditi in questa strana forma di luce e di amore di possente presenza di ognuno di noi in una Cerchia così che non a caso si chiama Sentiero.

Se dobbiamo camminare in questa, camminiamo per la mano, consoliamoci, amiamoci fra di noi. La musica della creazione se ci ha fatto incontrare, ritrovare, in armonia perfetta di cellule viventi che si avvicinano a noi, con quel calore così frementi noi le respiriamo, le assorbiamo perché dà forza, calore e vita al nostro corpo. Sentiamoci vivi in questa armonia della creazione , è questo forse che ci voleva dire.
Il Maestro: Se non c’è questa grande calamita di simpatia e di vibrazione divina, che vi chiama e vi riunisce e vi rende belli come all’inizio, voi non potete riformare questo meraviglioso fiore di tanti colori e di tante bellezze. Questa vostra anima, unica corolla divina, che brilla davanti ai raggi del sole, lascia, senza elemosinare niente, i profumi più gradevoli, che purificano la vostra anima, la vostra esistenza ed il vostro cuore.

M.Neri: pensate con quanta armonia Dio ci ha dato la vita. Questa anima, unica corolla, però ha una parte divina che brilla davanti ai raggi del sole, lascia senza elemosinare niente i profumi più gradevoli. Essa dà i suoi profumi, non abbiamo bisogno di chiederli, non fa elemosina a nessuno, nè ai buoni, nè ai cattivi, questo profumo tutti lo possono odorare, sentire.

E allora noi che siamo parte spirituale, noi che siamo esseri superiori, così ci si crede, poi c’è da vedere quanto sia vero, non sappiamo dare una parola, non sappiamo dare quella parte di noi che ci unisce continuamente, perché non sappiamo dare tanto?
Il Maestro: Perciò ricordatevi sempre che la vostra anima è come quel piccolo fiore tanto meraviglioso e puro, nato sulla roccia di quella montagna. Voi dovete richiamare, coi vostri pensieri meravigliosi, dal lontano spazio, quella vibrazione che si aggiunge al vostro pensiero ed alla vostra preghiera, fino a farne un richiamo ed una calamita più grande nei confronti di quei fratelli che fanno parte della vostra piccola anima esistente.

M. Neri: possiamo essere divisi, ma siamo tutte anime esistenti, perciò unite l’una all’altra. Noi siamo anime esistenti, nessuno ci può dividere, è impossibile! Perché se anche un’anima trapassa, essa non ci lascia , torna qui, si aggiunge, continua con noi a fare la nostra vita, perciò è un’anima che non ci lascerà mai!


Il Maestro: E questo è uguale ancora, nella formazione di un gruppo spirituale…Ogni essere ed ogni anima che fa parte di questo, deve sentire come una calamita, come una gioia interiore, nel poter comunicare, amare e confondersi l’uno nell’altro, fino a renderne una meravigliosa luce dei nostri occhi e del nostro spirito. E veramente, dalla nostra ghiandola pineale potranno uscire pensieri e scintille dorate, come voi dite nella preghiera.

M. Neri: ecco quello che io ho già spiegato prima. Ci hanno detto le nostre Guide: siamo un’anima sola! Questo gruppo è perfetto: un’anima sola!

È bello! Lo voglio rileggere questo pezzetto, affinché ognuno di voi lo debba assimilare maggiormente.

Ecco! Pensate che dalla nostra ghiandola pineale uscisse come una voragine, scintille dorate, scintille di pensieri, scintille di amore, scintille di bellezza infinita, fino al punto che queste scintille si confondano con le vostre, fino ad essere una luce sola.

Come la foggia che il fabbro batte su un ferro rovente e mille scintille che scorrono via da tutte le parti, bisogna pensare e meditare che tutte queste escono dallo stesso ferro.

E noi, come una foggia, foggiamoci veramente, siamo uniti, siamo amanti dei nostri pensieri e delle nostre riflessioni.


Il Maestro: Voi avete il compito più arduo, forse il compito più grande, perché sapete amare, credetemi, non è veramente facile come formare questa calamita del vostro amore, per poter attirare a voi altre scintille e far sbocciare questo meraviglioso fiore della vostra anima.
* * *
MAESTRO NERI
25.3.95(21.1.87)
Il Maestro: “La grande Potenza di questa grande Misericordia, di questo grande Amore che ci illumina e si fa presente nel nostro spirito e nella nostra mente, noi siamo oggi una cosa Divina…”

M. Neri: come tante piccole cellule che il vento ha trasportato, le ha unite a Sé e ha dato la vita a questo meraviglioso fiore, Lui ci ha dato la cellula del Suo stesso Spirito e ci ha dato la Vita!

E se tante piccole molecole o cellule si sono unite per dare la vita ad un fiore, noi non siamo portati dal vento ma da una volontà Divina, noi siamo stati trasportati sulle ali dell’Angelo nostro e ci ha depositato sulla terra.

E così le nostre anime, debbono essere riunite, perché Dio manda questa Sua Grande Volontà di darci la vita di un piccolo spirito che prende il suo corpo e vaga sulla terra. Perché? Ci ha dato un grosso insegnamento, che è il più grande mistero che non è stato svelato: ognuno di noi è venuto sulla terra in cerca di un altro.

Tutti noi siamo profeti, tutti noi siamo essere divini!

Tutti noi siamo profeti per cercare quel fratello che si perde; ecco allora che il nostro piccolo spirito è come una cellula che vaga sulla terra, trova altre cellule per riunirle a sé per formare un Fiore nuovo, il Fiore della Sacra Trinità, il Fiore della Vita! È Resurrezione! È bellezza di Vita! È bellezza d’Amore.

Il Maestro: “Molte volte si radunano per calamita, in una piccola cavità leggera di uno scoglio della montagna, tra i sassi, si raggruppano l’una intorno all’altra, come per voler ritrovarsi, riconoscersi, ed una piccola calamita che c’è nella loro esistenza, le unisce. Altre che si erano avvicinate, a poco a poco, vengono espulse ed allontanate.”

M. Neri: Quando vedono questa meraviglia di rinascita tante vengono come una calamita, vorrebbero anche loro nascere per prendere forma, ma la forma di un fiore che è di là, al di sopra di ogni nostra immaginazione.

Non possono accettare altri semi, altre entità, piccoli fiori di entità.

Perché non fanno parte di quel fiore.

Quanti vengono e poi qualcuno si allontana? Arrivano e vanno via; sono loro che se ne vanno o forse sono espulsi? Perché non fanno parte di questo meraviglioso fiore che è la spiritualità. Il fiore che noi abbiamo creato è spiritualità, è Vita, innocenza, umiliazione, miseria di spirito, per essere i più grandi fra tutti gli esseri della terra.


IL Maestro: Perché, direte,non è già completa la nostra Anima?

Certo, è già completo il vostro Spirito; la vostra Anima, però, non è completa nella sua lucentezza, non è completa nella sua ambizione di essere bella, di avere una Luce propria, perché quei tanti difetti o macchie, possono portare lungi dall’essere veramente bella. Perché questo? Perché nel lontano tempo, la scintilla Pineale, quella Scintilla che esplose, si deve ora ricomporre, per essere bella e lucente come i piccoli Semi di quel piccolo Fiore tanto bello.
M. Neri: Che meraviglia! Questa grande esplosione, queste tante piccole anime gemelle si devono ricomporre, perché solo quando il fiore, queste anime, si saranno ricomposte perbene, potrà nascere il fiore più bello, il fiore più grande: sarà un Fiore di Dio.
IL MAESTRO: Ecco perché vi incontrate ancora e per simpatia vi amate, per simpatia vi parlate. Nasce allora quella tessitura tanto bella da ricomporre quella Scintilla Divina, quella piccola Anima, quella piccola bellezza, quella grande meravigliosa Luce che appartiene a Dio e deve rincontrarsi a poco a poco .

E come togliere quelle piccole macchie per farla brillare e farla divenire lucente?

Oh Io vi dico figli miei, sono i vostri pensieri!

A volte nella vostra meditazione, nella vostra preghiera, voi, come una calamita, captate nuovi pensieri, buoni, belli, simili al vostro che li chiama. Giungono da molto lontano, dal più profondo dell’Universo, come una piccola goccia pura, candida, che si unisce al vostro pensiero. Unendosi scaccia via tutto quello che vi è di brutto.

Questo è l’unico mezzo per rendere pulita, meravigliosa l’Anima e richiamare gli altri frammenti d’Anime che devono riunirsi.
M. Neri: Da quanto tempo io vi parlo delle anime gemelle, l’importanza, la bellezza di riunirsi, parlare insieme, dialogare, aprirsi con correttezza, senza mistero, ma la verità sulle labbra; perché quando sulle labbra c’è una verità, c’è un grande fuoco dentro di noi che ci riscalda e ci purifica.

È difficile trovare le anime gemelle.

* * *

MAESTRO LUIGI

04.03.87
-Le anime gemelle, come hanno la loro dualità?

“Nella maniera di come se la sono creata. Qui non si parla più di anima gemella. L’anima gemella non è altro che un piccolo pezzettino unito e diviso. Ma pensa, quando tutto era unito e tutto si era diviso, le anime gemelle erano pezzi più piccoli, e poi accanto ancora, e poi accanto ancora, e poi accanto ancora. Praticamente, tutto era gemello e tutto è stato diviso.”

* * *
MAESTRO LUIGI

05.04.87

La pace sia con voi,

Se avete da fare una domanda fatela!


- Luigi, anche questa sera siamo riuniti ed ho visto, come in noi, in certi fratelli in particolare modo c’è questo desiderio, questo attaccamento, questo rammarico, questo cercare anche i fratelli che sono trapassati, i cari. Ecco Luigi, puoi darci qualche consiglio sul come affrontare questo problema?
“Questo è un problema di tutte quelle anime terrene che credono di aver perso il loro caro. Ma Io ti dico che nulla è perso, tutti hanno questo desiderio, ma Io penso, se loro veramente amano i propri cari perché non pregano di più? Se loro amano veramente i loro cari perché non li ricordano nel cuore e per fare cosa gradita non cercano di evolversi?

Questa è la cosa più bella : che ogni anima trapassata ha il desiderio vivo, vero, di vedere la persona amata sulla terra fare evoluzione. Molte anime si preoccupano di come stanno loro, mentre non si preoccupano della vita che conducono qua sulla terra.

Io dico invece, se volete la salute per far gioire i vostri cari, cercate voi di fare evoluzione, di esser buoni e, in tutto quello che fate, dovete dire: Signore io Ti offro le mie pene, affinché la persona cui ho voluto bene, trapassata, possa trovare la pace e stare sempre meglio.

Tutti cercano di avere soccorso da quello che è trapassato, ma bisogna pensare che il trapassato ha bisogno del soccorso di chi è sulla terra, allora come fare?

Chi è rimasto sulla terra deve ricordare il proprio caro con anima serena, con anima retta, pregarlo: Signore benedici quella persona cara che mi ha lasciato, fai ti prego che ogni giorno lei possa essere sempre migliore, piena di vita e che io possa sentirla, affinché sia ricambiato nell’aiuto di questa.

E’ un dare e un avere, un dare, un avere, che rende simili, rende unite l’anima passata e l’anima rimasta sulla terra, diventa un contatto, un contatto così fine, leggero, di un filo così percettibile di luce che non finisce e che rimane, rimane sempre più vivo e splende sempre di più ogni qualvolta che ogni anima sulla terra o l' anima trapassata riescono a farsi capire, a farsi intendere, a dialogare, a donare se stessi verso quelle anime che più amano.

Allora il problema è presto risolto: per l’anima trapassata il suo desiderio è di aiutare l’anima che è rimasta sulla terra; l’anima della terra vorrebbe aiutare l’anima trapassata e allora per questo patto di amore se veramente esiste, incondizionatamente pregate! Pregate per migliorarvi, pregate per raggiungere quel fine che Dio vi ha stabilito, quella legge e quella strada che vi ha tracciato; non c’è che una cosa, la preghiera, è l’unico mezzo che può essere di comunicazione perfetta fra voi e loro.

Quando è il momento giusto, loro si faranno vivi a voi, non temete!

Se volete vedere i vostri cari trapassati felici, pregate, pregate sempre senza stancarvi mai.

Volete fare ancora una domanda?

L’essere che vi lascia su questa terra, torna in un piano superiore, questo piano superiore può vedere, sentire, ascoltare, aiutare anche senza muoversi, ogni vostro gesto, ogni vostro passo, perciò è legata da un sentimento grande, da un affetto che nutre, su questo piano vorrebbe portare con se tutte le persone che l’hanno amata. Chi sono quelle anime che si amano di più, che hanno trovato la perfezione nella vita terrena?

Sono quelle anime gemelle, quelle anime gemelle che si sono scambievolmente donate l’una all’altro senza mai soffrire, perché la sofferenza è già un segno di non saper accettare, perché chi soffre veramente non accetta e non è pronto per soffrire.

La sofferenza dà gioia, dà amore!

La sofferenza redime!”

* * *




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