Le attività di recupero gli stage e le uscite



Scaricare 70.41 Kb.
03.06.2018
Dimensione del file70.41 Kb.

LE ATTIVITÀ DI RECUPERO GLI STAGE E LE USCITE

  • CARRARA

    • Proporre visite guidate solo se ben strutturate e programmate,

    • prevedere un preventivo lavoro di ricerca in classe,

    • testimonianze di artigiani finalizzate ad informare e motivare al futuro lavoro,

    • promuovere testimonianze del passato,

    • educare alla dimensione estetica,

    • collegarsi alla realtà circostante e cogliere la dimensione pluridisciplinare della realtà di lavoro1




  • CASTELFIORENTINO

    • Potenziare le visite aziendali e nel territorio2

    • Le attività di recupero sono efficaci?3




  • COLLE V.E.

    • Ricondurre l’attività di recupero all’organizzazione ordinaria del curricolo svolgendolo nel pomeriggio sia su materie di area comune che su materie professionalizzanti4

    • utilizzare le codocenze per meglio individualizzare l’attenzione a studenti in difficoltà, con percorsi di studio assistito,

    • potenziare, attraverso le codocenze, attività che integrino area professionale e area delle competenze di base

    • ma … è opportuno utilizzare il progetto per le attività di recupero?5

    • Adattare le modalità di svolgimento delle visite aziendali all’età degli alunni proponendo un curricolo verticale dalla prima alla quinta di attività di alternanza scuola lavoro,

    • selezionare in un elenco le aziende che garantiscono maggiore qualità nella relazione con gli alunni, che dispongano di imprenditori sensibili rispetto ai processi di sviluppo delle risorse umane6

    • Concordare con le aziende il percorso di studi da proporre agli alunni nella prospettiva di costruire un curricolo territoriale7




  • FIRENZE

    • Prevedere attività di recupero ricorrendo a sostegni individuali8

    • Promuovere lo studio individuale9

    • Prevedere, per i più grandi, stage anche nel biennio10

    • Progettare con più cura le uscite e incrementarle11

    • Coordinare e integrare tra di loro diversi progetti rivolti alle prime classi12




  • GROSSETO

    • Utilizzare le ore curricolari normali per sistematizzare gli apprendimenti che emergono nelle attività13

    • Visitare le aziende prevedendo attività di simulazione14

    • Preparare in classe le visite aziendali e gli stage, con un percorso di lavoro mirato,

    • progettare la funzione dei tutor15




  • LIVORNO

    • Potenziare le attività di recupero delle competenze di base e trasversali – ad es. linguistiche e di problem solving –

    • il sostegno scolastico al bisogno, svolto da tutor esterni, con l’obiettivo di fornire sicurezza agli alunni16

    • Utilizzare le uscite sul territorio che prevedano la partecipazione di insegnanti e tutor, siano inserite in un raccordo stabile tra scuola e territorio e vengano utilizzate come luogo per approfondire i contenuti dei percorsi svolti in classe e facilitare le dinamiche sociali nel gruppo classe17




  • LUCCA

    • Potenziare, attraverso le attività di recupero da svolgere entro novembre, soprattutto le conoscenze in matematica e le abilità nella lingua18

    • Prevedere attività fuori dalla classe che permettano ai ragazzi di assumersi responsabilità e presentare loro prodotti19




  • ORBETELLO

    • Andare oltre le attività di recupero20

    • Riqualificare la proposta di visite guidate nel territorio,

    • ampliare il campo di interessi,

    • costruire un percorso in base all’attivazione di interesse negli alunni

    • promuovere un maggiore contatto con la realtà sociale del territorio,

    • utilizzare l’uscita per “fare cose pratiche”, discutere, ampliare gli orizzonti delle opportunità di lavoro, migliorare il clima interno alla classe21




  • PIEVE S.S.

    • Investire principalmente sulle abilità di base come leggere, scrivere, parlare, ascoltare22 anche con forme espressive come teatro, recitazione, poesie, diari e connessioni con l’archivio dell’autobiografia

    • Mantenere l’investimento su visite guidate in cui si “fanno cose di lavoro” e sugli stage, anche prevedendo la partecipazione dei docenti e per potenziare l’immagine della scuola nel territorio23, partecipare a competizioni fuori Regione con istituzioni affini

    • Personalizzare le attività di recupero disciplinare24




  • PISA

    • Farli viaggiare e recitare25

    • Prevedere, per coloro che abbiano compiuto 16 anni, stage osservativi e comportamentali anche in seconda26




  • PISTOIA

    • Ipotizzare, tra insegnanti, lo sviluppo e gli esiti di apprendimento potenziali di un viaggio di istruzione, condividerlo con gli studenti,

    • stabilire funzioni e ruoli degli alunni e dei professori,

    • creare condizioni per elaborare il valore di ciò che scoprono, riflettere con loro, in situazione, sulle questioni più significative che emergono, stupirli, sorprenderli,

    • documentare mappe di viaggio e riutilizzarle27




  • PRATO

    • Proporre testimonianze di professionisti di settori diversi,

    • discussioni e studi sul territorio, stage osservativi di circa 50 ore, contesti – stage osservativi - in cui verificare la capacità a rispettare orari e regole28 saper stare in una azienda

    • Co-progettare e co-gestire con le agenzie formative soprattutto il reclutamento delle aziende per gli stage e le azioni di tutoraggio

    • mantenere alla scuola l’amministrazione e la gestione didattica29




  • S.GIOVANNI V.

    • Utilizzare le ore del progetto per interventi sulle discipline in cui gli studenti hanno più difficoltà, come diritto matematica e lingua straniera, e in quelle nelle quali sono previsti laboratori professionali che li attraggono30

    • Offrire uscite e viaggi, coinvolgendoli in attività operative e facendoli scoprire ambienti non famigliari31

    • Proporre stage già in seconda32 e definire un protocollo per la loro gestione e organizzazione responsabilizzando l’amministrazione provinciale




  • SIENA

    • Potenziare le uscite come punto di arrivo di un percorso svolto in classe,

    • cercare finanziamenti mirati alle uscite33

    • Utilizzare le uscite e valutarne gli esiti per esercitare abilità di osservazione, descrizione, sintesi, per fare ricerca34

    • Mantenere l’impegno della scuola sugli stage per fare sperimentare ai ragazzi attività pratiche,

    • monitorarne frequentemente gli esiti35




  • VIAREGGIO

    • Organizzare per le seconde classi attività di alternanza scuola lavoro, laboratori professionalizzanti protetti, giornate di stage osservativo per piccoli gruppi, avvalendosi del supporto di agenzie esterne, per rispondere ad interessi di singoli allievi o di gruppi di allievi ed analizzarne, in classe, le esperienze36

1 Nei progetti realizzati finora sono state inserite uscite per conoscere le potenzialità del nostro territorio, gli sbocchi lavorativi a conclusione del ciclo di studi intrapreso nell'istituto; penso che queste uscite siano utili per far comprendere agli studenti che cosa un domani potranno andare a fare, cosa potranno diventare, per stimolarli a seguire con impegno e profitto le materie proposte dalla scuola.

Le visite quindi li motivano… Si, anche per capire cosa andranno a fare, perché spesso a scuola non si rendono conto che certe abilità devono essere acquisite per il loro futuro lavorativo.

Oltre il laboratorio…l’uscita dalla scuola, cosa ne pensa? Portarli fuori e prendere spunto da qualunque cosa, abbiamo una città ricca di storia in ogni suo angolo. Uno studio calato nella realtà è fondamentale per la crescita dei ragazzi. Contatto con l’arte che esiste all’esterno della scuola, testimonianza del nostro passato, curarne la dimensione estetica, appassiona i ragazzi vedere le opere altrui, ma la visita deve essere curata (evitare la scampagnata del 1° Maggio).

Abbiamo fatto una visita da un disegnatore esperto e i ragazzi sono rimasti stupiti. La creatività è solo sul disegno, il resto è automatizzato.

L’artigiano del marmo è storicamente molto legato a questa scuola, c’è un legame stretto e molto positivo, che conviene sviluppare. Abbiamo contatto continuo anche con l’associazione industriale, che ci aiuta anche per le sponsorizzazioni economiche.

Se vogliamo il rapporto tra studente e mondo del lavoro, meglio l’artigiano.

Abbiamo convenzioni con artigiani per lo stage e il tirocinio nelle aziende, seguita da due insegnanti come “ funzione strumentale”.

Sulle uscite, si devono programmare e progettare, devono leggere, interessarsi. Con una mia classe (2^A) abbiamo svolto un lavoro sul giorno della memoria, dopo una documentazione storica si sono prodotti degli elaborati tridimensionali sul tema; in previsione di un viaggi presso i campi di concentramento in Polonia siamo andati a teatro vedere “mio padre sanguina storia”, sempre sul tema della persecuzione perpetrata dai nazisti, gli ho chiesto di comprare dei testi sul tema (“Se questo è un uomo”, “La tregua” e “Il diario di Anna Frank”). Ecco come una lezione di discipline plastiche possa diventare un momento multidisciplinare e preparare gli studenti ad una visita didattica in maniera adeguata.

2 Le visite poi, siccome hanno funzionato, abbiamo pensato di potenziarle.

3 Per quanto riguarda le attività di recupero, io non me ne sono occupata e quindi la mia classe non ha fatto attività di recupero. Io credo che rappresenti una scelta del consiglio di classe e della motivazione ed esperienza del corpo docente. Ma non ha una vera e propria funzionalità all’interno di un progetto contro la dispersione scolastica, perché se sono rimasti indietro con lo studio non serve insistere con lo stesso metodo di studio che hanno rifiutato.

Quelli ad esempio che hanno molti debiti vedono queste attività come una seconda chance che consente di loro di avere un secondo punto di vista, una ulteriore possibilità e in un contesto completamente diverso.

4 Le materie trattate nel recupero? prima di tutto erano 16 ore con materie centrali. Ma l’affluenza è stata molto limitata.

Le attività sono state due. Composte da recupero e esperienze con le imprese. Ma la codocenza ed il recupero è qualcosa che esiste in modo strutturato nel nostro istituto e che abbiamo inserito nel progetto. Nel pomeriggio è più facile lavorare anche se l’affluenza non è così ampia. Nella fase iniziale non ci sono problemi, poi col passare del tempo la loro presenza diminuisce e questo rende più semplice lavorare con loro.

Per quanto riguarda il recupero pomeridiano questo ha funzionato. A parte la poca presenza dei ragazzi che comunque ci ha permesso di seguire bene i ragazzi.

Il recupero era destinato alle materie di area comune? Sì, ma per il prossimo anno abbiamo pensato di avere anche materie professionalizzanti.

Il progetto non ha previsto di inserire nelle materie di recupero le discipline professionalizzanti. Secondo me invece questo deve essere una tappa obbligata e che poteva vedere una affluenza maggiore dei giovani.

5 Come le dicevo prima di iniziare il progetto avevamo iniziato con le codocenze a sostenere i ragazzi più deboli. La scelta delle codocenze era giustificata dal gestire meglio gli studenti e dall’avere più tempo per coinvolgere gli studenti. Questo lo facciamo già da quattro anni. Con l’intervento della Regione questo anno abbiamo ampliato un’attività che facevamo già. Inoltre, abbiamo iniziato un percorso di studio assistito non rigidamente per classe ma che consentiva di sostenere quelli più deboli.

La codocenza già strutturata nell’Istituto è stata utilizzata anche nel progetto.

6 Alcuni ragazzi molto interessati hanno chiesto di ritornare a dare una seconda occhiata all’azienda. L’età sicuramente non gioca a favore, ha più successo fare progetti di questo tipo (….) con ragazzi più grandi.

Il problema del settore moda è di non poter fare due uscite (non esistono aziende).

Vorrei sottolineare che noi già da una decina di anni abbiamo rapporti strutturati con le aziende dove abbiamo fatto le visite. Febbraio le terze, giugno le quarte e settembre le quinte. Poi il personale delle aziende viene nella nostra scuola.

7 Al terzo anno facciamo un percorso di studi che ci è stato richiesto dalle aziende e che prevede di unire il meccanico con il settore elettrico.

8 Io, ad esempio, svolgo attività di recupero sugli argomenti che ritengo sia necessario soffermarsi maggiormente perché magari alcuni alunni presentano lacune, senza però fare dei gruppi suddivisi per "livello", li suddivido io in gruppi senza una particolare logica di suddivisione.

9 I percorsi di recupero potrebbero supplire ai compiti a casa…Credo proprio di no. C’è bisogno che studino di più e che rielaborino da soli, magari in solitudine per concentrarsi, riassumere, schematizzare e poi rielaborare gli argomenti.

10 Ci sono anche ragazzi che abbondano pensando di farlo per lavorare subito, ma spesso non accade. Potrebbero aver senso sperimentare anche attività di tirocinio e stage anche nel biennio, perché stimolerebbe molto i ragazzi.

11 Le attività esterne ampliano il loro bagaglio culturale, però si deve offrire un motivo valido per l’uscita. E’ necessario una progettazione condivisa anche per le uscite ed andrebbero potenziate.

12 In questo istituto, infatti (oltre i progetti), vi sono alcune ore utilizzate per il recupero e anche per l’ approfondimento, per chi è più bravo e interessato allo studio e non ha necessità di recuperare.

In queste ore alcuni gruppi svolgono anche attività di recupero di francese, scienze e matematica.

In alcune ore della settimana ciascuna classe viene divisa in due gruppi per realizzare attività di sostegno in matematica, scienze e inglese.

13 L’oggetto della simulazione e il modo con cui svolgerla li hanno scelti loro. Poi via via che mancavano nozioni e informazioni le abbiamo fornite noi insegnanti durante il lavoro. Quindi nelle ore curriculari ho ri-sistematizzato l’esperienza anche per farla riconoscere teoricamente ai ragazzi. I ragazzi devo dire che non si annoiavano molto, sono vivaci ma non sono maleducati, sono dei ragazzini certo, magari è faticoso per me, per noi docenti, ma riesco a tenerli.

Io come insegnante di matematica ho talmente poche ore che talvolta è difficile parlare al di fuori della mia disciplina.

14 Un’altra attività svolta con economia aziendale è stata la visita in aziende, con ricerche su campo: domande per verificare il tipo di impresa (familiare o altro), Sono state fatte proprio delle simulazioni aziendali.

15 Io come insegnante di matematica, come dicevo, ho fatto la tutor per le visite esterne, e li ho accompagnati alle visite, ma credo che si dovrebbe preparare maggiormente la visita con gli allievi, progettare le attività del tutor, poiché da progetto, era separata dalla funzione di docenza. Sarebbe auspicabile che il tutor partecipasse alla progettazione.

Nelle visite guidate di cui accennavo prima i ragazzi conducono delle interviste attive, e sono già preparati prima in classe a svolgere e condurre delle domande ai dipendenti, al titolare, su come si svolge il lavoro pratico, ecc. Tra le visite svolte, abbiamo fatto una visita ad un caseificio, itticoltura, agenzia di viaggio, una vetreria artistica, ecc. Le visite guidate quindi compongono un percorso di lavoro con gli studenti.

Si, poi nel secondo modulo sugli itinerari turistici, abbiamo completato il lavoro organizzando l’attuazione di uno degli itinerari progettato dagli alunni :la visita all’Isola d’Elba

Lo stage in seconda dovrebbe essere maggiormente elemento di creazione di reti anche con associazionismo di categoria.

16 Abbiamo lavorato in particolare sul modulo del recupero e su quello di potenziamento delle competenze di base, ogni docente ha fatto il suo lavoro rispetto alla propria materia; è stato un lavoro più di recupero che di potenziamento. Il potenziamento sarebbe auspicabile, per dare possibilità ai piu dotati di migliorarsi, di fare lo scatto in più, ma nei professionali mancano gli elementi. Diventa così importante l’attività di recupero: la ripetizione degli elementi basilari che -venendo a mancare- spingono i ragazzi all’abbandono scolastico. L’obiettivo è dare sicurezza ai ragazzi per evitare l’abbandono dovuto a demotivazione; lavorare per rafforzare le conoscenze di base che potenziano le capacità iniziali, che gli permettano di andare avanti (es. errori di ortografia, rilavorare su ortografia, insegnare a sapere scrivere, per dare sicurezza): serve il recupero, lo chiedono i ragazzi, contro l’abbandono scolastico.

Le attività svolte dai docenti sono state di recupero delle competenze trasversali e di base (scientifico-matematiche), mentre l’attività del tutor si è svolta in modo non strutturato, singolarmente, è stata di sostegno scolastico al bisogno. Sono state svolte attività cognitive e linguistiche, di problem solving, tutto svolto in modo ludico, giochi logici, scrittura creativa (prendendo spunto da G.Rodari). I risultati sono stati buoni, si è innescato tra i ragazzi un meccanismo di competizione positiva; purtroppo il tempo limitato ha dato consapevolezza delle possibilità, ma non ha sviluppato specifiche competenze: il poco tempo è stato il problema grosso di questo progetto.

17 L’uscita serve al potenziamento, suddividendo uscite generali e uscite specifiche; uscite con insegnanti e tutor. Orientamento psicologico, orientamento professionale, uscite, recupero scolastico, potenziamento: radunare queste attività, anche se è difficile. L’uscita è un elemento di raccordo tra le varie attività dette.

I ragazzi hanno voglia di uscire dalla scuola, apprendono di più sia per comportamento che per contenuti (d’altra parte c’e resistenza da parte dei docenti perché e faticoso!). L’attività didattica deve essere integrata con questi momenti di socializzazione e i contenuti (sempre per aree) sviluppati in attività destrutturate svolte in classe per migliorare la motivazione. E’ necessaria una preparazione a monte di tutti per evitare una schizofrenia del progetto.

L’ uscita non è mirata all’apprendimento disciplinare, ma è un momento per stare insieme; è un fatto positivo, ma –curioso- molti non sono venuti, indice di disagi all’interno della classe. Fare uscite all’inizio dell’anno, nella fase di strutturazione del gruppo classe, per lavorare sulle dinamiche di gruppo. Uscite non guardano il bisogno disciplinare ma il bisogno di stare insieme.

Uscite per vedere mostre, visite al centro per l’impiego, anche se è estemporaneo, si va dove capita, ma non c’è legame stretto tra attività scolastica e uscita sul territorio; difetto del progetto è estemporaneità, manca capacità progettuale nel tempo, negli anni. Manca a monte il rapporto con il territorio e la progettualità, soprattutto nella parte professionale.

18 Il recupero viene fatto per matematica ed italiano.

Ci sono studenti stranieri con difficoltà di lingua. Viene fatto anche un laboratorio di scrittura.

Matematica non attiva trasversalità con le altre discipline.

Abbiamo lavorato tanto sulla comprensione e analisi del testo.

In quale periodo pensa debbano essere attivate le attività di rinforzo? A novembre.

Avete fatto scelte, tagli sul programma? Noi non facciamo la geometria, puntiamo di più all’algebra forse perché serve di più alle altre materie, le recuperiamo nel fare geometria analitica.

19 Le uscite servono per conoscere il territorio, per la socializzazione. In questo lavoro viene fuori la personalità di qualcuno, c’è qualcuno che ha esposto con tanta professionalità, qualcuno sente il senso di responsabilità, serve anche per obbligarsi ad esporsi in prima persona. in questo progetto non c’è una valutazione.

20 Poi c’è il tema del recupero… Non basta il recupero inteso come ore di lavoro in più, io in alcune materie non sono riuscita a smuoverli alcuni alunni, con altri si hanno delle soddisfazioni. Con alcuni davvero non si riesce a stabilire un contatto, non si riesce a stabilire un rapporto e la scuola fallisce.

21 Le visite guidate…I ragazzi dicono che sono ripetitive… Forse il percorso è troppo orientato al settore ittico, legato alla laguna. Il nostro If è un percorso di anticipazione del PF per il profilo itticoltore.

Rispetto alle uscite… Fare delle uscite ai Musei, magari.

Io con la collega di scienze abbiamo portato i ragazzi dentro al territorio e questo è importante.

Ho imparato anche dalla mia collega che è più giovane ed ha molte idee, andremo poi a Giannutri ed i ragazzi si sono interessati. Il lavoro sul territorio è stato davvero importante.

I ragazzi dicono che facevano le stesse cose nelle visite… Le visite nel territorio avevano un senso: si passava dal centro ittico, poi l’azienda, seguivamo il flusso dell’attività, la filiera, in realtà non erano le stesse cose.

Non è che i ragazzi sono troppi piccoli? Si, forse non è stato facile per loro capire tutto il processo lavorativo, il passaggio dalla idea acquario all’economia di impresa… forse può essere difficile.

Farli uscire è importante per loro, li apre e li coinvolge, però è più difficile. Si dovrebbero introdurre le conoscenze legandole a qualcosa che conoscono di già.

Dove conviene investire? Sul territorio, non come gita scolastica, ma come storia del territorio, l’economia del territorio, le imprese. Da qui a realizzare le cose e vedere le prospettive i tempi sono anticipati. L’obiettivo non è professionalizzare ma creare contatto con la realtà economica e sociale.

Dovremo dare qualche cosa di concreto per i ragazzi, non tanto le uscite perché si distraggono, si dovrebbe fare delle cose pratiche.

Sono poco interessati perché non interagiscono, hanno bisogno di muovere le mani. Il problema è che il territorio offre poco, si dovrebbe inventare qualcosa anche su come si pulisce il pesce, è una battuta ma servirebbe.

Il laboratorio fuori dalla scuola, non deve essere solo vedere una cosa, ma fare perché “mi rendo conto che so fare” e “mi pongo delle domande” e quindi i ragazzi apprendono di più. Il problema è molto di tenuta dei ragazzi. …quindi…funziona un laboratorio dove lavorano, fanno delle prove, con discussioni, è importante l’uscita per migliorare il clima interno e il senso di ciò che si impara, non troppe e non se è un alibi per non fare….

Per gli stage, andrebbero migliorati? …le possibilità nella nostra zona sono quelle. Forse andrebbe allargato il raggio di azione degli interventi, sebbene non si può mandare un ragazzo di prima chissà dove. Anche perché le aziende sono sempre le stesse e i ragazzi si annoiano. Cambiare le imprese aumenta la motivazione: abbiamo avuto un ragazzo del nautico che ha fatto uno stage nel settore orafo ed era contentissimo.

22 Facciamo recupero delle abilità di base. Io faccio fare esercizi di recupero legati anche al settore professionale. Le abilità di base sono condivise. Ad esempio io ho come obiettivo “analisi del testo letterario” poi quando è necessario privilegiamo l’aspetto del linguaggio tecnico. E’ vero che è fondamentale prepararli professionalmente ma sono importanti anche le 4 abilità principali (leggere, scrivere, parlare, ascoltare). Gli studenti comprendono l’importanza di recuperare tali abilità per dare dignità alla loro persona. Aumenta l’autostima, si aprono di più, si relazionano meglio anche tra di loro. Sono condivisi nel consiglio di classe obiettivi trasversali a tutte le discipline.


23 Ci è stato donato un bosco, abbiamo pullman e i ragazzi vengono portati a fare visite. I ragazzi sono così motivati che quando organizziamo gli stages didattici non ce né uno che non và. Questo ci dà grande soddisfazione, partecipano al massimo, non se ne ritira uno. L’Istituto professionale funziona se è dinamico. Non è facile, è un impegno, i docenti non stanno in cattedra ma prendono la motosega e il casco, riusciamo nonostante la 626, a fare attività pratiche, c’è un responsabile sulla sicurezza che ha fatto corsi ovunque, abbiamo due ingegneri che si sono prestati. I ragazzi vengono subito messi a contatto con il modo del lavoro, arrivano apprezzamenti, abbiamo vinto concorsi, questo dà entusiasmo ai ragazzi più di un 8 in storia.

Inizio la prossima settimana con 4 ore teoriche + 4 in azienda (interna all’istituto). Da noi da novembre a marzo è difficile fare attività all’esterno quindi andiamo fuori successivamente. C’è una rispondenza alle aspettative perché vedono in pratica quello che hanno imparato in classe. I professori hanno un monte ore limitato rispetto alle aree di indirizzo, ci siamo posti l’obiettivo di rispondere concretamente alle aspettative dai ragazzi. Se ci riesce faremo simulare settori di azienda in cui i ragazzi lavoreranno in maniera diretta: percorso di colture biologiche, officinali e altro ancora.

Abbiamo fatto il calendario delle attività., poi visite, e lavoro individualizzato a piccoli gruppi. Per la visita nelle aziende del settore abbiamo deciso che dovesse essere interessata l’intera classe. Abbiamo fatto visite ad aziende (es. settore domotica), hanno incontrato anche ex alunni che ci lavorano. Abbiamo acquistato materiale indispensabile (macchina fotografica digitale). Andranno alla Buitoni, dove potranno avere opportunità di lavorare. La richiesta di personale specializzato c’è. La nostra scuola andrebbe rilanciata. Prima era collegata con scuole lontane, l’immagine è di scuola marginale dove vanno a finire i ragazzi meno capaci. In realtà è complessa come scuola.

Come vengono organizzate le uscite? Il tutor prende contati con l’azienda e andiamo con l’intera classe con il pullman della scuola, incontrando anche con ragazzi che vi lavorano. I ragazzi vedono sia il lavoro che faranno in futuro che la possibilità di lavoro che avranno. Voglio fargli fare un elaborato scritto per chiedere cosa ne pensano.

24 Facciamo attività di recupero nella scuola con lezioni individualizzate o a gruppi piccoli. Essendo pochi alunni, è possibile lavorare meglio perché riusciamo a seguirli in maniera più approfondita e allo stesso tempo anche loro mantengono un’attenzione maggiore

Quante ore di recupero per le varie aree di intervento? 9 ore per tecnica professionale, 10 matematica, 10 ore italiano-storia, diritto 5 ore più inglese.

25 Il lavoro extrascolastico, come l’ultima visita ai campi di concentramento, l’esperienza del viaggio, il teatro, provoca forte emozione negli alunni.

26 Stage in seconda classe con aziende vicine.

27 Abbiamo prima descritto un esempio pratico di partecipazione attiva dei ragazzi in una visita guidata ad una città, poi riproposta secondo il punto di vista dei ragazzi, un metodo di lavoro da utilizzare nelle situazioni di gita. Gli studenti hanno condiviso ogni fase della gita, definendo chi vidima i biglietti, chi si occupa di cosa, etc.

È difficile lavorare con loro con materie tipo l’italiano. Li ho portati in giro per la città e ho fatto visitare il tribunale. Questo è stato molto stimolante per loro. Avere la consapevolezza che quello che fanno ha un valore e che una visita in un luogo come il tribunale può essere adatta anche al loro percorso e che non vi sono percorsi che appartengono ad un percorso di studi invece che un altro (alcuni di loro la ritenevano riservata agli studenti del liceo). Anche fare queste visite è di estrema importanza perché è la faccia concreta, pratica di quello che insegno. Un’altra cosa su cui li ho motivati è: “che tipo di cittadini si sentono? Cittadini europei?” la cittadinanza come tema trasversale in classe è molto importante e serve per motivarli ad avere un ruolo attivo e diverso da quello che l’ambiente esterno chiede loro di interpretare. Fondamentale è sorprenderli e stupirli con cose innovative. Questo perché ricevono tanti stimoli dall’esterno, tanti e di tipo diverso, così rovesciare la situazione li motiva.

28 E’ possibile pensare ad un progetto di accoglienza che per 2 mesi lavori sull’accoglienza e sul gruppo classe. Poi in una seconda fase ritornare sull’individuo attivando per quanto possibile una didattica che tenga conto della diversa motivazione con cui i giovani sono a scuola. Diventa quindi necessario per alcuni di loro orientarli alle attività formative presenti sul territorio, anche con visite guidate, anche in prima.

La visita che interessa al ragazzo è quella che funziona, come la testimonianza di un professionista, un’osservazione in loco (ad. es. vediamo il meccanico cosa fa) deve essere strutturata dopo aver rilevato una mappatura degli interessi. Un orientamento quindi multiprofessionale che preveda nella prima parte dell’anno una discussione e analisi sui possibili lavori e prospettive territoriali di formazione. Da questa analisi diventa poi possibile far svolgere stage anche su settori professionali nel quale la scuola non ha indirizzi, anche per confermare o meno se i loro interessi sono praticabili. Spesso i ragazzi si ritrovano qua, un po’ con scelte forzate.

La parte comportamentale..dei ragazzi necessaria per poter lavorare.. Viene analizzata e sperimentata anche nello stage, dove è necessario soprattutto verificare il rispetto delle regole di base presenti in contesti diversi da quello scolastico (orario, correttezza, capacità relazionali con persone diverse). I ragazzi se non avessero avuto la possibilità di fare lo stage sarebbero comunque stati fuori a cercare un lavoro o lavorare e quindi orientarli a questo, anche in prima, gli permette di “aggiustare il tiro”, cioè di fare una scelta formativa motivata dal voler raggiungere un obiettivo affiancandosi al mondo del lavoro più informati. L’importante è lavorare prima sul comportamento, perché quando sono inseriti in un contesto da loro scelto rispettano gli orari. L’esperienza è quindi positiva. L’azienda ha quindi per loro una funzione autoregolativa

poi erogare un’offerta individualizzata ognuno per quello che ha bisogno, con un’attività di stage…Proporre questo a tutti, con stage osservativi di 48 ore in media, alla fine della scuola, completa la visione dei ragazzi del mondo del lavoro.

Abbiamo partecipato al Progetto Pinocchio mandando in stage orientativo in alcune realtà lavorative studenti delle classi prime e seconde . Lo stage era finalizzato a motivare gli studenti a iscriversi ai corsi di formazione professionale o a rientrare nel percorso scolastico

29 Per la segreteria l’attività più impegnativa è lo stage orientativo e formativo. E’ un grosso impegno per noi, non tanto per trovare le aziende, ma per le convenzioni ecc. Da soli con il nostro personale non potrebbe riuscire a coprire tutte le attività. Vi è poi un tutor aziendale. Il modello migliore…è che l’agenzia formativa si occupi dello stage da un punto di vista di reclutamento delle aziende e maggiore raccordo organizzativo La parte amministrativa e la parte di gestione didattica è svolta dalla scuola

30 Dal momento che le basi non erano solide anche in altre materie abbiamo deciso in consiglio di classe di dividere il monte ore tra i docenti delle materie dove i problemi erano più gravi e tra quelli dell'area pratico professionale, quella più amata dai nostri studenti, e di usarle per dare agli studenti un supporto individuale e per fargli fare più esperienza in laboratorio.

Abbiamo cercato di mettere insieme esigenze diverse, come dalle indicazioni della Regione, dal recupero delle abilità di base, al supporto sullo studio, anche sul metodo di studio, per acquisire un metodo di studio.

Il collega di matematica ha fatto un recupero di disegno geometrico che serviva per la sua materia ma anche per le attività professionalizzanti, modulo che non avrebbe potuto fare altrimenti,

L’intervento che ho scelto di fare è stato di recupero a piccoli gruppi nelle materie dove i ragazzi trovano più difficoltà.

L’obiettivo era di cercare di far raggiungere a tutti gli allievi le conoscenze di base di alcune materie, molto più teoriche che pratiche.

Questo progetto dovrebbe coprire tutto il periodo scolastico e non solo gli ultimi mesi e dovrebbero essere di più le ore settimanali dedicate al recupero delle conoscenze di base.

In una classe abbiamo fatto un recupero globale, nell’altra classe (elettrica) abbiamo lavorato in modo diverso.

31 Molti ragazzi hanno apprezzato sia le uscite specifiche fatte grazie a questo progetto, in particolare la visita al Museo della scienza e della tecnica di Milano, ma anche e soprattutto l'aumento sensibile delle ore passate nei laboratori e nelle aule specializzate.

Grazie al progetto abbiamo avuto la possibilità di fare un viaggio di istruzione a Milano al Museo della Scienza e della Tecnica, sono stati coinvolti anche in attività pratiche da un’operatrice, molti non erano mai stati in un’altra città è stato positivo per la socializzazione, siamo andati con classi maschili e femminili.

La proposta come è stata recepita? Francamente non tutti lo volevano fare. Noi, con il Preside, abbiamo cercato di spiegare che era importante. I ragazzi hanno fatto cose che non avrebbero potuto fare, come andare in visita a Milano.

abbiamo comprato materiale utile ai ragazzi e abbiamo fatto le uscite.

32 Riguardo a questo progetto nella I elettronici fanno già tanta pratica, quello che abbiamo fatto gli anni scorsi era portare i ragazzi fuori a fare stage nelle aziende, chi organizzava era preoccupato per i comportamenti dei ragazzi, ma il risultato fu che le ditte che li seguivano si dissero molto soddisfatte dei ragazzi.

33 Le uscite sul territorio sono importanti. Il problema delle uscite è economico essenzialmente, e legato ad una buona organizzazione dell’uscita, per far in modo che l’uscita abbia buon esito.

34 Anche per quanto riguarda le uscite, vengono inserita nell’attività curricolare, con relazioni e valutazione. Le uscite hanno migliorato le prestazioni dei ragazzi, perché hanno sviluppato capacità trasversali: la chiarezza dei contenuti, la capacità di prendere appunti, il modo diverso di affrontare la disciplina attraverso un maggiore coinvolgimento, importante che sia introdotta e spiegata come attività curriculare a pieno titolo, compresa la valutazione dell’attività stessa. Le uscite servono per “ritrovare nel mondo” quello che hanno fatto in classe. I ragazzi hanno fatto ricerche autonome sul turismo nella zona, abbiamo prodotto un libretto,ecc.

35 Fanno stages generalmente in aziende al termine del secondo anno o dal terzo anno in poi. I datori di lavoro sono di solito molto soddisfatti e alcuni almeno, una volta terminata la scuola, vengono richiamati dalle stesse aziende; gli stages sono svolti sui contenuti.

Per tre mattine, i ragazzi si sono recati presso questo locale ed hanno visto materiale nuovo, smontato e rimontato caldaie di ultima generazione, (caldaie a condensazione) ed hanno appreso concetti sulla trasmissione del calore. Questo tipo di lavoro ha avuto un riscontro positivo, perché per i ragazzi che frequentano un Istituto Professionale non è chiaramente facile lavorare su concetti astratti.

36 Il modello di organizzazione degli stage è quello previsto dalla normativa regionale: incontri con analisi delle esperienze e interesse dell’allievo a livello individuale ed eventualmente di gruppo (domande di approfondimento).

Contattiamo poi delle aziende tramite database od altro o in collaborazione alla scuola, poi la convenzione di stage, le varie valutazioni dell’allievo e dell’azienda. Questo lavoro viene svolto in collaborazione e supporto con il tutor di stage inserito nel progetto con il quale si è instaurato un positivo rapporto di lavoro ed umano.





©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale