Le avanguardie p. 6, 157, 178, 183 Le avanguardie storiche del novecento



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Le avanguardie

p. 6, 157, 178, 183



Le avanguardie storiche del novecento

Parliamo degli anni che precedono la prima guerra mondiale (fino al 1915), questi in Europa sono anni ricchi di fermento e si respira un’aria nuova, nuovi codici e nuova espressività culturale. Una inquietudine che si trasferisce dalla scienza alla letteratura e all’ambito letterario. Si parla di un fermento diffuso che favorisce la nascita delle avanguardie storiche, si divideranno poi in avanguardie. Storiche e neo-avanguardie. Si diffondono in tutta Europa, l’Italia è uno dei centri maggiori, queste avanguardie hanno suffissi in “sso”:



  1. cubismo

  2. Futurismo

  3. Dadaismo

  4. Surrealismo

  5. Astrattismo

La situazione italiana

L’Italia si esprime molto nel futurismo, in cui Filippo Tommaso Marinetti sarà fondatore. Altri elementi aderiscono, Palazzeschi aderisce anche se non completamente. La linea futurista in Italia sarà affiancata da un’altra corrente, la linea (o corrente) crepuscolare, attraverso un tipo di poesia più pacata e meno tonante ma non meno ricca di novità espressive. A questa parteciperà Corazzini.



L’origine del termine

L’origine del termine avanguardia è di tipo militare. (chi precede la truppa). Viene utilizzato per la prima volta da Baudelaire che parla ironicamente di avanguardia per intendere gli scrittori di sinistra che criticano la società borghese. A partire dall’uso di Baudelaire esso sta a indicare una posizione critica avanzata. All’inizio del 900 si intende per avanguardia ciò che vuole rompere con la tradizione, contestare il linguaggio della tradizione in modo esplicito, assumendo degli atteggiamenti provocatori.

Si associa ad avanguardia la parola “storica” per distinguerle dalle neo-avanguardie (come il neo-63 di Umberto Eco).

Il cubismo

In ordine cronologico la prima avanguardia è il cubismo. Il cubismo si esprime in modo pittorico (Pablo Picasso). Nasce a Parigi, Cézanne ispira Picasso. “Les demoiselles d’Avignon” (1907). In questo quadro comincia a parlare in modo diverso rispetto all’arte tradizionale, soggetti astratti, senza prospettiva e lontani dall’imitazione della natura. Le sue tele sembrano una scomposizione e una ricomposizione mentale. I soggetti vengono scomposti e ricomposti come se fossero visti da più parti contemporaneamente. Viene poi coniato un termine (da Matisse) “cubismo” perché i sui quadri sembrano fatti da piccoli cubetti.

Rappresentare un’oggetto scomposto vuole dire ribadire che non era più possibile vedere della realtà un solo aspetto, la realtà vera non è quella che si vede. Lo stesso discorso è possibile fare con la psicanalisi negli stessi anni: la realtà vera del soggetto non è ciò che si vede ma sta nell’inconscio. Anche il principio della relatività di Einstein (1905) e il principio di determinazione di Eisenberg mettono in discussione l’univocità della realtà.

Futurismo

Nel 1909 esce su “le figarò”, (formazione di Marinetti francese), il primo manifesto del futurismo. Come il cubismo voleva distruggere l’univocità, la prospettiva il futurismo nella letteratura si propone come distruttore delle idee di arte, di letteratura. Viene chiamato o futurismo o dinamismo poi si sceglie futurismo perché gli piace contrapporre il termine al termine passatismo per sottolineare ancora di più la contrapposizione. I futuristi sono contro maschilisti, critica delle donne considerate una parte debole e fragile. I futuristi non vogliono essere contagiati.

Principi:

i principi del futurismo si richiamano a ciò che all’epoca erano attuali:



  • energia

  • movimento

  • velocità

  • pericolo

si oppongono questi al sentimentale, come nella poesia “uccidiamo il chiaro di luna”. Si sviluppa anche nell’ambito pittorico, come Severini, Boccioni, Balla, Carrà.

Futurismo guerra e politica

Il legame con la guerra è centrale nella visione del futurismo, movimento aggressivo: schiaffo pugno lotta, connotati positivi e qualcosa di bello. La guerra è vitalismo, festa e pienezza sensoriale essa è vista come un atto evolutivo. Tutte le idee esaltano la guerra. La guerra sola igiene del mondo. Nel manifesto del 1909 (punto 9) si evince questo.

Sulle riviste che precedono la guerra i futuristi occupano molto spazio, caldeggiando in ogni caso l’intervento dell’Italia. Sottolineando come battaglie e guerre possano diventare esperienze spiritualmente stimolanti, perfette per descrizioni che possono avvenire (battaglia Adrianopoli) secondo i criteri (dettami) della poetica futuristica.

Conseguentemente il futurismo e la politica hanno un rapporto. Sin dal manifesto del 1909 il futurismo si scontra con la borghesia, violenta polemica anti-borghese. Si ha un diffuso e costante anti-parlamentarismo, bellicismo e nazionalismo. Del parlamento non viene criticata l’istituzione in sé ma la lentezza decisionale (dato che i futuristi cercavano velocità). Il modo irrazionale del futurismo è confuso e richiama l’anarchismo, liberismo e altri scontri sociali, con idee che portano al conflitto. Tutti questi comportamenti trovano sfogo nella campagna di Libia (definita da Marinetti “grande ora futurista”). [1911]

Dopo la campagna nel 1913 viene pubblicato un manifesto (del PARTITO futurista) futurista italiano (come anche nel fascismo del principio). Ideali condivisi:


  • Scelte repubblicane e anti-clericali

  • Suffragio universale

  • Abolizioni di grandi proprietà e privilegi (come socialismo)

  • Socializzazione delle terre (distribuzione)

  • Estensione della libertà di sciopero

  • Divorzio

Molto avanzato teoricamente ma poi le idee futuriste si incontreranno con le idee fasciste e non si avverò, molta delusione impressa da mussolini. I futuristi continuano ad appoggiare mussolini anche se prenderanno le distanze da alcune sue azioni (come le leggi razziali). Negli ultimi anni il futurismo si fa sempre più diradato e attuato a livello locale.

Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1876 e poi studia a Parigi, dove poi pubblicherà il manifesto. Si trasferisce in Italia, si laurea come avvocato a Genova ma decide di dedicarsi alla letteratura: articoli, letture opinioni. Pubblica il suo manifesto prima su una rivista italiana poi su le figarò che gli darà fama internazionale. Nel 1909 ha il suo massimo splendore. Nel 1911 va in Libia durante la guerra, interessato dall’evento, ed assiste alla battaglia di Adrianopoli che gli ispirerà la poesia tzang tzung tum. Nel 1929 è nominato accademico d’italia, una delle onorificenze fasciste più note. È molto legato agli ideali fascisti. Muore nel 1944. Una delle ultime poesie è “canto delle macchine della guerra mussoliniana”.



L’esaltazione della modernità (p. 6)

Considerato la miglior poesia di Marinetti (detto da Walter Binini).Messi in luce l’esaltazione della velocità, l’esaltazione della guerra. Vitalismo e ribellismo. Queste ideologie di oppongono ad altrettanti punti come: passatismo, immobilismo, cultura dei musei e cultura delle biblioteche. Nuova mitologia è definita in questo manifesto, la automobili da corsa, le capitali moderne, i paesaggi industriali, i mezzi che sfidano il tempo e lo spazio (piroscafi, locomotive, areoplani). Questi sono miti di bellezza assoluta contrapposti negativamente da la “vittoria di samotracia”.

Noi, Noi, Noi (punti 9, 10, 11) sono un’anafora, segue anche ripetizione di “Noi vogliamo”, tono della frase asservativo, tono forte. Andamento in più punti a climax ascendente.

Manifesto tecnico della letteratura futurista (p.183)

In questo testo pubblicato nel 1912 si annuncia il principio del paroliberismo. Esso consiste nella necessità di dare libertà alle parole attraverso vari procedimenti. Tra questi vi è:



  • L’eliminazione della punteggiatura

  • Accostare i sostantivi per analogia (uomo-torpediniera, donna-golfo)

  • Dominio dell’intuizione

  • La poesia deve esprimere una sorta di psicologia intuitiva della materia, secondo un principio di vitalismo indifferenziato (in grado di abbattere le gerarchie tra il bello e il brutto o tra il prima e il dopo).

  • Un altro principio di simultaneità, azzeramento del tempo.

  • Visività della scrittura e connubio con la grafica

Vengono qui individuati i bersagli:

  • Distruzione della sintassi tradizionale

  • Abolire l’aggettivo, poiché è sfumato necessita di una pausa e va tolto

  • Avverbio, vecchia fibbia che contiene una unità di tono

  • Verbi, vanno usati all’infinito

Queste tecniche realizzano “l’immaginazione senza fili” di Marinetti. L’analogia diventa pertanto il motore di tutto il pensiero. Con il fine di arrivare alla cancellazione della letteratura dell’“io”, in favore di una letteratura di una parola che sorga dalla materia (mimetico). Per questo motivo divengono importanti:

  • Peso

  • Rumore

  • Odore

Dopo il verso libero, ecco finalmente le parole in libertà!

Correzione di bozze + desideri di velocità (p186)

La lettura di un testo parolibero non è agevole a causa della mancanza di una sintassi.
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