Le donne nella mafia



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IL RUOLO DELLE DONNE NELLE MAFIE ITALIANE: L’INTERVENTO LEGISLATIVO E L’EVOLUZIONE DELLA GIURISPRUDENZA

PARTE I


LE DONNE NELLA MAFIA

§I) I TRATTI ESSENZIALI DELLA STRUTTURA DELLE MAFIE TRADIZIONALI E IL CONSEGUENTE RUOLO DELLA DONNA
A) Il rispetto della donna nelle associazioni mafiose
Uno dei più recenti “codici” della mafia è quello sequestrato al mafioso palermitano Salvatore LO PICCOLO nel 2007,:

-si ci deve portare rispetto alla moglie

-non può entrare in Cosa nostra chi ha tradimenti sentimentali in famiglia.
Non sono regole etiche ma utilitaristiche che servono a garantire l’integrità dell’associazione. Non si tratta del valore dell’unità della famiglia, né del valore del rispetto della donna consorte. Ma è garanzia di affidabilità dell’uomo d’onore: chi non rispetta la moglie, chi la tradisce, mette in pericolo l’associazione mafiosa. Perché la donna tradita, allontanata, può parlare e rivelare all’esterno cosa ha avuto modo di sapere e di vedere durante il periodo coniugale.
Esempi
B) La considerazione della donna nelle mafie tradizionali
-La mafia nasce come un’organizzazione maschile e formalmente è rimasta un’organizzazione maschile.
-Differenza tra Cosa nostra siciliana, ‘Ndrangheta calabrese, Camorra campana;
-Il maschilismo non è un valore assoluto delle mafie ma rispecchia il contesto sociale.
-Nel tempo, la figura della donna ha avuto nella mafia una lenta emersione allo stesso modo in cui i processi emancipativi femminili hanno avuto un percorso stentato, (pensiamo al diritto di voto conquistato nel 1946, all’accesso delle donne in magistratura solo nel 1965, e solo nei nostri giorni all’arma dei Carabinieri o alla Guardia di finanza), percorso stentato soprattutto nell’Italia meridionale (ove è ritardata la scolarizzazione, e l’impiego lavorativo)

-Dalla storia dei processi di mafia emerge che la donna, addirittura a partire dagli anni 30, cominciava ad assumere un ruolo ausiliario nella mafia, destinato, nel tempo, a incrementarsi e a divenire sempre più importante.

Ad esempio:

- Già nel processo delle Madonie del 1927/28 ci sono 7 donne (assistenza a latitanti, custodia soldi, riscossione pizzo).

-Negli anni ‘80, nel boom economico della mafia con le sue infiltrazioni nei tessuti politici e produttivi, l’ausilio della donna diventa la regola, soprattutto per l’intestazione fittizia di beni;

-Negli anni più recenti non è difficile trovare il nome di donne (in percentuale minima rispetto a quella degli uomini) nei procedimenti di mafia, sino a giungere anche a ruoli di vertice, direttivi, con capacità decisionali autonome (esempi).


Tuttavia, la partecipazione della donna all’associazione mafiosa, e finanche la sua assunzione del ruolo di comando, non ha ancora fatto mutare la connotazione di Cosa nostra che è e rimane un’organizzazione maschile. Infatti si tratta di:

- situazioni di eccezione (per condizioni di emergenza o necessità di supplenza);

-situazioni nate dalla necessità di avvalersi di ruoli tipicamente femminili (la preparazione del cibo per un latitante);

-figure comunque provenienti dal proprio ambito familiare e mai estranee.






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