Le due facce dell'artista



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03.06.2018
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PAUL  KLEE

BIOGRAFIA - "LE DUE FACCE DELL'ARTISTA"

Paul Klee nasce nel 1879 a Munchenbuchdce in una famiglia di musicisti; suo padre Hans, nato a Thann, studia canto, piano, organo e violino al conservatorio di Stoccarda dove conosce Ida Frick la quale studia canto. Nel 1875 si sposano e nel 1876 nasce la prima figlia, Mathilde e il 18 dicembre 1879 nasce Paul. Nel 1880 la famiglia si trasferisce in un cantone di Berna (Munchenbuchjee) fino a quando, nel 1897, si possono permettere una casa propria. Quindi Paul diventa cittadino tedesco nonostante sia cresciuto in Svizzera come il padre. Inizia le scuole nel 1886 dove incomincia a prendere confidenza con il violino, e allo stesso tempo studia e disegna. In quest'ultimo campo, però, non viene incoraggiato dai suoi genitori più propensi allo studio della musica. Paul, infatti, scrisse: "Prima dell'ultimo biennio avrei smesso volentieri, ma la volontà dei miei genitori non me lo permise. Lo sentivo come un martirio. Solo ciò che era proibito mi rendeva felice. Disegnare, scrivere [...]". Un carattere ribelle insomma, che si oppone allo studio della musica e alla volontà dei genitori e che contribuirà ad un primo passo verso la pittura. La decisione di scegliere la pittura ha un altro motivo, che viene spiegato dalla convinzione, da parte di Paul, che nella musica si è già raggiunto l'apice creativo in tempi passati. Musica e pittura verranno accostate nuovamente, ma la scelta di Klee fa capire come le due siano per lui arti completamente diverse e incomparabili, perché egli trova nella pittura motivo di creazione, assente, invece, nella musica. Si trova, a questo punto, tra due mondi: musicale borghese e pittorico; allo stesso tempo, cerca di ritrovare se stesso in relazione ai rapporti con le persone. Klee partecipa in seguito alle lezioni di pittura e lascia la classe con l'intento di entrare in quella di scultura; non accetta, però, di fare l'esame e quindi ritorna a Berna da suo padre dove integra la sua aspirazione di disegnatore. Egli prova un particolare interesse per l'acqueforte, tecnica che gli consente di finirne 11, definite "invenzioni", nel 1905. Da qui, grazie ad alcuni viaggi intrapresi, conosce impressionisti come Cezanne e Matisse. La sua formazione artistica progredisce con l'apprendimento di altre tecniche pittoriche.

 

VITA DOMESTICA - DA DISEGNATORE A PITTORE



Paul Klee e la compagna Lily Stumpf si sposano nel 1906 e conducono una vita tranquilla, appartati nel loro piccolo appartamento a Schwabing. Nel 1907 nasce il loro unico figlio Felix. Klee si occuperà molto di lui e della sua formazione culturale, dato che la madre è impegnata a dare lezioni di piano ed ha poco tempo a disposizione. Il padre lo porta con sé a Berna, dove fanno visita ai nonni e dalle lettere che arrivano da Berna a Lily si capisce che Paul ha più tempo libero da dedicare a se stesso. Da queste piccole situazioni di vita quotidiana si intravede una figura casalinga di Klee, che era ancora molto insolita all'inizio del secolo. Molto probabilmente, gli anni in cui accudisce il proprio figlio influiscono sullo sviluppo artistico del pittore. Infatti, la sua arte "infantile" e la ricerca della tradizione dell'infanzia vengono sempre sottolineate. Il periodo vissuto a Monaco (1908-1909) fa procedere molto lentamente il suo sviluppo artistico che non rinforza, di conseguenza, il successo. Nonostante questo, egli continua gli studi di grafica e colore. Il contenuto lascia sempre più spazio alla forma, si notano continui sforzi alla ricerca della tonalità, con l'approfondimento della tecnica con gli acquarelli neri e vi è il tentativo di conquistare il colore attraverso la pittura tono su tono. Klee incomincia ad affiancare alle tecniche grafiche i colori ed unisce il disegno a penna con gli acquarelli e il carboncino. Dà forma e delimita superfici attraverso linee e anche per mezzo di colori differenti tra loro per gradi di luminosità. A questo punto il concetto di "tonalità" diventa più comprensibile. Paul segue l'Impressionismo che, però, non lo cattura;anzi, lo invita ad approfondire i suoi studi sulla tonalità, dato che gli impressionisti cercano di rappresentare la luce. Sviluppa e conosce la pittura ad olio per continuare una pittura realistica, da lui molto distaccata. Il suo obiettivo, infatti, non è la rappresentazione della realtà esteriore, ma la ricerca di una realtà particolare, associata alla fantasia ed ottenuta grazie ai primi stati di colore sulla tela. Una sua frase storica è: "L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile". Paul dà spazio al colore nelle sue opere grafiche, quindi si può definire più grafico che pittore. In seguito, incontra Alfred Kubin che gli affida l'incarico di illustrare il romanzo "Candido" di Voltaire. Grazie anche a questo lavoro Klee raggiungerà un'ottima abilità e stile artistico. Nel 1911 Klee conosce Vasily Kandinsky e altri esponenti dell'avanguardia e prende parte a importanti mostre, come la seconda Blaue Beiter nel 1912 e l'Erster Deutscher Herbstsalon nel 1913. Nell'aprile del 1914, assieme ad August Macke e Louis Moilleit, intraprende un viaggio a Tunisi che si rivelerà di grande importanza. Esso verrà sempre descritto come "un'ora siderale dell'umanità". La partenza è più volte rimandata a causa di Moilleit che aveva proposto a Klee di viaggiare da solo. Queste, però, come scrive nel diario ("Andare a Tunisi da solo non era ciò che volevo. Doveva diventare un vero viaggio di studio, durante il quale l'uno avrebbe stimolato l'altro"), non erano le intenzioni di Paul. Quindi, quest'ultimo, prende l'iniziativa e invita i due pittori ad incontrarsi da Macke dove riusciranno ad accordarsi sul programma e, grazie a Moilleit, Klee riesce a vendere un discreto numero di quadri ad un farmacista di Berna, e, grazie ai ricavati ottenuti dalla vendita, si garantisce di coprire le spese per il viaggio. Il 7 aprile i tre arrivano a Tunisi dove vengono accolti dal dottor Jaggi (amico di Moilleit che lo aveva già invitato nella città). Protetti dalla polizia, Klee e Macke disegnano e dipingono nel porto e nei quartieri arabi. Vagando per altre città nei pressi di Tunisi, Paul non assimila molto e, quindi, decide di far ritorno a Berna, il 22 aprile, e, successivamente, a Monaco il 25 aprile. Egli è l'unico a tenere un diario del viaggio nel quale riporta la giornata, le osservazioni sul padrone sempre più antipatico all'artista, descrive gli scherzi dei suoi compagni (dei quali, per abbreviazione, sostituisce i loro nomi con le sigle Mo e Ma). Naturalmente, tra queste righe, ci sono anche dei discorsi riguardanti la pittura e gli scambi di opinione tra Macke e Moilleit. Klee descrive questo viaggio come una semplice esperienza comune condivisa con i due amici artisti. I tre sono accomunati dal fatto che a Tunisi lavoreranno molto bene. Durante la "spedizione" in Africa, però, Moilleit dipingerà pochissimo a differenza degli altri due. Paul e Macke, invece, avevano conosciuto due anni prima Delaunay, del quale avevano studiato le teorie sul colore e approfittarono per tradurle in realtà. Negli acquarelli di Klee, a differenza di Macke e Moilleit (solo alla fine del viaggio si nota un avvicinamento dei tre artisti sul piano pittorico), si nota una maggiore astrazione; dipinge parti molto piccole con passaggi di colore molto tenui e colori trasparenti posti l'uno sull'altro. Da una rete di forme geometriche hanno origine paesaggi architettonici e sempre con riferimenti alla natura. Dipingere in un luogo nuovo non è facile, in quanto bisogna prendere confidenza con il soggetto; solo dopo aver superato questa fase lavorativa Klee è in grado di distaccarsi da esso e di astrarre. Al ritorno dal viaggio, egli scriverà di essere diventato finalmente un pittore: rivaluterà ancora i quadri fatti a Tunisi, riproponendo uno di questi ("Davanti alle porte di Kairouan" trasposto nel Moderno) e di astrarlo ancora di più, inserendo piccoli e grandi quadrati e anche cerchi, colori e forme distribuite diversamente, delle quali all'esterno prevalgono quelle piccole con toni rossi e marroni e al centro quelle più ampie con maggior presenza di colori qual giallo, rosso e blu.Negli scritti del periodo della Bauhaus (scuola artistica tedesca), Klee definisce l'astratto: "Essere astratto come pittore, significa astrarre possibilità di confronto oggettive; la cosa si basa, indipendentemente da queste possibilità di confronto, sull'estrinsecare rapporti pittorici puri: il chiaro in rapporto allo scuro, il colore al colore, il lungo al corto, l'ampio allo stretto, l'opaco al vivace, il cerchio al quadrato e al triangolo". Klee concepiva l'astrazione come una sfida diretta al procedimento artistico dell'artista e non al messaggio del quadro in quanto tale.


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