Le forme tecniche di raccolta: gli strumenti di raccolta diretta Giuseppe Squeo



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02.02.2018
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Le forme tecniche di raccolta: gli strumenti di raccolta diretta

  • Giuseppe Squeo


Le categorie di depositanti

  • Le motivazioni che possono portare i risparmiatori a cercare convenienti forme di deposito sono riassumibili nelle seguenti categorie:

  • protezione da rischi eventuali con possesso di somme modeste o non rilevanti;

  • capitali in formazione con accumulo progressivo per successivo investimento;

  • capitali in parcheggio, disponibilità in attesa di investimento;

  • servizio di tesoreria.

  • Le motivazioni suddette incidono sulla permanenza dei fondi presso la banca e nel contempo sulla remunerazione attesa, in funzione del rischio, della liquidabilità, del rendimento e del livello di servizio offerto.



I depositi bancari

  • “Nei depositi di una somma di denaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti e dagli usi. Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto.” (Art. 1834 del c.c.)

  • In base a questa norma del codice civile

  • 1. l’oggetto del deposito è solo il denaro

  • 2. la banca acquista proprietà della somma depositata;

  • 3. obbligo alla restituzione contrattuale (deposito vincolato) o a richiesta (deposito libero);

  • 4. le operazioni avvengono presso la sede della banca presso la quale si è costituito il deposito.



I depositi bancari (2)

  • I depositi bancari possono classificarsi in :

  • depositi semplici, quando una unica somma di denaro viene depositata e interamente prelevata alla scadenza;

  • depositi a risparmio, che prevedono la possibilità di poter operare più movimentazioni sullo stesso conto. Tali depositi a loro volta possono essere:

    • liberi, se rimborsabili a vista,
    • vincolati, se rimborsabili ad una data scadenza,
    • condizionati, la disponibilità del deposito è legata al verificarsi di un certo evento (maggiore età, giudiziale)
  • conti correnti passivi (per la banca), sui quali possono essere effettuate un’ampia serie di operazioni, che prevedono la possibilità di disporre delle somme depositate, anche con emissione di assegni bancari.



I depositi bancari (3)

  • La Banca d’Italia, considera, nel sistema PUMA e BASTRA, i pronti contro termine come forma di raccolta diretta.

  • Anche gli assegni circolari, che non sono giuridicamente un deposito, vengono posti dalla Banca d’Italia nell’aggregato raccolta diretta, in funzione della disponibilità di somme di danaro di natura stabile (giacenza media) che garantiscono.



Possibile classificazione dei depositi



I libretti di deposito a risparmio

  • I documenti rappresentativi dei depositi a risparmio sono “i libretti di deposito a risparmio” che possono essere:

  • nominativi, qualora sul libretto sia indicato uno o più nomi, (specimen firma) limitatamente ai quali è riservata la possibilità di prelevare somme di denaro o di estinguere il deposito stesso;

  • portatore, libretto sul quale non vi è indicato alcun nome, o, anche se pure indicato non ha conseguenze giuridiche, in quanto può essere liberamente utilizzato in deposito e prelievo da qualunque persona.

  • I depositi nominativi possono essere cointestati a più persone, con firma congiunta (nei prelievi presenza di tutti gli intestatari) o firma disgiunta (ogni intestatario può prelevare da solo, senza l’obbligo della banca di raccogliere l’adesione degli altri).



I libretti di deposito a risparmio (2)

  • Nei depositi a risparmio “il libretto” comprova il credito del depositante verso la banca (documentazione del contratto) e sullo stesso devono essere annotate tutte le operazioni (documentazione degli atti).

  • Le annotazioni sul libretto, firmate dall’impiegato della banca, fanno piena prova tra banca e depositante.

  • Banca e depositante non potranno produrre altre prove per contestare il contenuto delle annotazioni, in particolare la banca non potrà eccepire la difformità rispetto alle proprie scritture contabili. Ogni patto contrario è nullo.

  • Sui depositi a risparmio spetta un interesse liberamente concordato tra le parti, almeno uguale al minimo previsto per quella categoria dai cartelli sulla trasparenza esposti nella banca.



I libretti di deposito a risparmio (3)

  • Il tasso di interesse è solitamente scalettato in funzione dell’importo e del vincolo di scadenza.

  • La valuta da accreditare è quella del giorno di effettuazione dell’operazione. Qualora venga consentito l’accredito sbf di assegni bancari o circolari, la valuta sarà quella riconosciuta nei i c/c.

  • Gli interessi vengono capitalizzati almeno una volta l’anno al 31 dicembre, al netto della ritenuta fiscale del 27%.

  • Sui libretti vengono dedotte anche le spese di tenuta conto, con modalità forfettaria o per operazione.

  • Al momento dell’estinzione vi è un’ulteriore addebito per il costo del libretto.



I libretti nominativi

  • In questi libretti i prelevamenti possono essere effettuati solo dagli intestatari o da un loro rappresentante debitamente legittimato.

  • Viene depositata la firma dei clienti in un’apposita scheda detta specimen di firma.

  • Questi libretti, in quanto tali, non possono essere trasferiti, mentre può essere ceduto il credito in esso contemplato, operazione che implica l’estinzione del libretto e l’accensione di un nuovo libretto intestato al nuovo proprietario.

  • Su questi libretti, per recente prassi bancaria, possono essere versati, oltre ai contanti, assegni circolari e bancari, che vengono accreditati con la clausola s.b.f., in base alla quale la banca si riserva il diritto di riaddebitare la somma versata, qualora l’incasso dell’assegno non vada a buon fine.



I libretti al portatore

  • Nei libretti al portatore il possesso del libretto abilita di per se alla riscossione delle somme depositate.

  • “se il libretto è pagabile al portatore la banca che, senza dolo o colpa grave, adempie la prestazione nei confronti del possessore, è liberata anche se questi non è il depositante.”

  • Le operazioni di questi libretti possono essere alimentate solo con depositi in denaro contante, per cui la loro trasferibilità a terzi è resa possibile, oltre che dalla forma giuridica, dall’assenza di pendenza di operazioni s.b.f.

  • Le norme antiriciclaggio prevedono che:

  • all’atto dell’apertura e estinzione di questi libretti debbano essere identificati i depositanti;

  • il saldo non può eccedere i 10.329 euro.



Depositi a risparmio: ammortamento dei libretti

  • In caso di smarrimento di un libretto di deposito a risparmio, si può avviare una procedura detta ammortamento, con l’obiettivo di ottenere l’annullamento del vecchio libretto e contestuale emissione di un duplicato.

  • Tale operazione presenta una diversa forza a seconda che si riferisce ad un libretto nominativo o portatore.

  • Libretti nominativi. E’ necessaria la denuncia di sottrazione, smarrimento o distruzione del libretto alla filiale emittente banca emittente.

  • Apposizione del fermo da parte della banca per sospendere ogni forma di pagamento da quel conto e contestuale diffida, affissa nei locali della filiale, al detentore di consegnare il libretto o fare opposizione entro novanta giorni.

  • Se nei novanta giorni non è stata opposta opposizione la banca emette il duplicato.



Depositi a risparmio: ammortamento dei libretti

  • Per i libretti al portatore, oltre alla denuncia alla banca che appone il fermo provvisorio, entro 15 giorni va presentato il ricorso al Presidente del tribunale, corredandolo degli elementi di prova, consegnando copia del ricorso alla banca che trasmette al giudice gli estremi del conto.

  • Il giudice effettua i dovuti accertamenti, emette un decreto di ammortamento con il quale diffida il detentore (ignoto) a consegnare in Cancelleria il libretto .

  • Trascorso il tempo indicato nel decreto del giudice (dai 90 ai 180 giorni) dalla data di pubblicazione del decreto sulla GU e contemporaneamente affisso nei locali della banca, in assenza di opposizione, dichiara l’inefficacia del vecchio libretto e autorizza l’emissione di un duplicato.



Il conto corrente di corrispondenza passivo

  • Il conto corrente di corrispondenza è un contratto in base al quale la banca si impegna a compiere tutti gli incarichi e le operazioni che, nei limiti contrattuali e di uso, le saranno affidati dal cliente.

  • Sotto l’aspetto giuridico esso assume sia la natura di deposito bancario, in virtù del quale la banca si si obbliga a ricevere e il denaro che il cliente versa, sia quella di mandato, in senso lato, per cui esegue le gli incarichi che nell’ambito dei limiti contrattuali, gli vengono conferiti.

  • Il conto non è movimentato solo con movimenti per cassa, ma anche con operazioni di natura scritturale. Il conto si alimenta con i versamenti effettuati per casso o provenienti da giroconti o disposizioni di accredito; si riduce a seguito di emissione di assegni, di disposizioni di pagamento e di giroconti passivi, etc.



Il conto corrente di corrispondenza passivo (2)

  • Il conto corrente può svolgere, per conto del cliente, varie funzioni:

  • di tesoreria, in quanto sullo stesso si fanno transitare tutti gli incassi in arrivo e i pagamenti in partenza;

  • contabile, come memoria delle operazioni transitate; qualora sul conto transitano tutte le operazioni di incasso e pagamento esso è una vera e propria prima nota;

  • di accumulo del risparmio, in quanto consente nel tempo di accumulare il risparmio fino a raggiungere la cifra minima, ritenuta critica per fare l’investimento stabile;

  • di investimento, quando, come è successo nel passato, le banche offrono sui c/c tassi interessanti e competitivi con gli altri strumenti finanziari a breve.



Il conto corrente di corrispondenza passivo (3)

  • Il c/c normalmente è ritenuto un servizio bancario e quindi assoggettato a pagare delle commissioni e delle spese di tenuta conto, in relazione alle operazioni effettuate. Per tale motivo il tasso di interesse corrisposto, normalmente, è il più basso tra le varie forme di raccolta attuate dalla banca.

  • In Italia, come detto per un periodo i c/ c sono stati uno strumento di investimento finanziario ed hanno potuto godere di tassi elevati. Ora sta riprendo in pieno la funzione originaria di strumento di servizio.

  • Da evidenziare la forte diffusione che ha segnato questo strumento, soprattutto lungo l’arco degli anni ottanta e novanta. Ciò, da un lato, ha consentito la massa critica utile per implementare una serie di operazioni, soprattutto meccanizzate (utenze automatiche) e, dall’altro, costituisce uno delle principali elementi di saldatura del circuito finanziario e di informazione sul cliente.



Il conto corrente di corrispondenza passivo (4)

  • Dato il contenuto fiduciario che l’ottenimento del conto corrente ha presso il pubblico (es. uso assegni), l’apertura del conto non è automatica, ma la banca lo concede solo ai clienti ritenuti meritevoli.

  • La chiusura può avvenire in un qualsiasi momento sia ad opera della banca che del cliente, salvo periodo di disdetta.

  • Sul c/c possono transitare diversissime operazioni che contemplano comunque o un accredito o un addebito, quindi alimentando e riducendo la disponibilità di denaro sullo stesso. I versamenti possono essere fatti per contante oppure con assegni bancari, circolari e postali. Gli accrediti oltre che con versamenti possono essere effettuate in modo scritturale con giroconti cartacei ed elettronici, disposizioni di credito, netto ricavo di operazioni bancarie.



Il conto corrente di corrispondenza passivo (5)

  • Le valute applicate sui versamenti per cassa sono:

  • contante, assegni circolari emessi dalla stessa banca e bancari sulla filiale: data dell’operazione;

  • assegni bancari sui piazza e assegni circolari di altre banche: secondo giorno lavorativo dalla data di versamento;

  • vaglia, assegni postali e cambiari della Banca d’Italia: quinto giorno lavorativo dalla data di versamento;

  • assegni bancari fuori piazza: sesto giorno lavorativo dalla data di versamento;

  • per i prelevamenti con assegni: giorno data emissione dell’assegno (data operazione se a ordine proprio).

  • Le altre operazioni portano le valute indicate nei cartelli sulla trasparenza affissi nella filiale.



Il conto corrente di corrispondenza passivo (6)

  • La gestione dei conti correnti da parte delle banche pongono notevoli problemi organizzativi legati:

  • alla mole notevole di assegni circolari e bancari che transitano quotidianamente presso le banche. Opera in questo caso il sistema BI-Comp, con cui vengono compensate le transazioni con assegni superiori a 2.582 euro e quelli circolari superiori ai 10.329 euro. Le altre operazioni sono gestite con una procedura automatizzata volta a minimizzare il trasferimento dei documenti cartacei;

  • la capacità di eseguire tutte le operazioni indicate dai clienti, che implica un’organizzazione interna per l’esecuzione tecnica dell’operazione ed una rete di corrispondenti per operare su piazze non presidiate. In tal senso vale ricordare la compattezza che il sistema a livello europeo, per rendere veloce ed affidabile il trasferimento fondi.



Il conto corrente: procedura di apertura

  • Identificazione dei titolari.

  • Richiesta informazioni (eventuale)

  • Contrattazione condizioni di partenza (eventuale appartenenza a categorie agevolate)

  • Sottoscrizione del contratto.

  • Deposito della firma su specimen di firma.

  • Primo versamento.

  • Rilascio libretto di assegni.

  • Richiesta (eventuale) di operare in remote banking (carte di credito, di debito, internet banking, etc,) e rilascio delle relative password e codici



Il conto corrente: alcuni addebiti

  • Estinzione assegni emessi anche a proprio ordine per prelievo in contante.

  • Assegni circolari richiesti con addebito su conto.

  • Utilizzo carte di credito, pos e carte di debito.

  • Sottoscrizione operazioni su titoli.

  • Acquisto valuta estera.

  • Pagamento effetti e ricevute domiciliate presso filiale di tenuta conto.

  • Estinzione prestiti concessi dalla banca e rate mutui.

  • Insoluti di assegni versati ed effetti accreditati (sconto e sbf).

  • Giroconti e bonifici disposti dal cliente.

  • Pagamento utenze, imposte, RID.

  • Saldo interessi e competenze a carico cliente.



Il conto corrente: alcuni accrediti

  • Versamento contante.

  • Versamento assegni bancari, circolari, vaglia postali e bancari;

  • Ricavi per operazioni su titoli (vendita, interessi, rimborsi su titoli scaduti)

  • Ricavi su vendita valute estere.

  • Netti ricavi su sconto, anticipazioni, mutui e altre operazioni.

  • Incassi di ricevute ed effetti bancari

  • Giroconti e bonifi a favore del cliente.

  • Accredito stipendi.

  • Accrediti di RID.

  • Saldo interessi a favore cliente.



La liquidazione periodica delle competenze

  • Spese di tenuta conto, determinata o in modo forfettario o per numero di operazioni (con o senza massimale)

  • Spese di chiusura, effettuate in occasione per la chiusura periodica del conto.

  • Interessi, da calcolare sulla permanenza effettiva dei saldi tenuti sul conto in base alle valute applicate, al tasso di interesse concordato.

  • Imposta di bollo.

  • La periodicità con cui vengono effettuate queste operazioni di chiusura è quella concordata con il cliente e comunque è la stessa prevista per l’addebito delle competenze.



Estratto conto

  • L’estratto conto è il documento che la banca deve inviare al correntista con la periodicità concordata (non meno di una volta all’anno), solitamente entro trenta giorni dal periodo cui si riferisce, nel quale sono riportati in ordine cronologico tutte le operazioni registrate sul conto corrente nell’arco di tempo considerato. Vale il silenzio assenso, cui è approvato se entro 60 giorni non vi è opposizione.

  • Sono riportati i calcoli della liquidazione con evidenziazione delle operazioni poste in ordine di valuta, calcolo dei numeri computistici (ggXsaldo), interesse, spese tenuta conto, spese di liquidazione e ritenuta fiscale.

  • Con accordo Abi sono stati predisposti schemi standardizzati, per facilitare la loro comprensione.



I certificati di deposito

  • “I certificati di deposito sono titoli di credito, rappresentativi di un deposito semplice, trasferibili, nominativi a o al portatore, vincolati per un determinato periodo di tempo.”

  • Questi titoli sono riservati alla circolazione per cui devono indicare la denominazione della banca, il capitale sociale versato della banca, il valore nominale e gli elementi necessari per la determinazione della remunerazione del prestito, le modalità di rimborso.

  • Con riferimento alla scadenza ed alla valuta si distinguono in:

  • certificati a breve, con scadenza compresa nei 18 mesi;

  • certificati a medio termine, se superiori ai 18 mesi con un massimo di 5 anni;

  • in valuta, se emessi in moneta diversa dall’euro, in questi casi il rendimento comprende il rischio di cambio.



I certificati di deposito (2)

  • Il tasso di interesse è commisurato alla durata del certificato e può essere fisso o indicizzato, per quelli con durata superiore ai 18 mesi. In questo secondo caso esso deve essere agganciato a parametri finanziari calcolati con oggettività e rilevati su mercati ampi e trasparenti (rendimento dei bot, variazione di un indice di borsa, etc.).

  • Gli interessi possono essere corrisposti posticipatamente per i CD superiore ai 12 mesi, con stacco di apposite cedole (infrannuali o annuali) allegate al titolo; oppure anticipatamente con il metodo dello sconto per l’intera durata del vincolo. Questi interessi sono assoggettati, senza distinzione di scadenza, alla ritenuta fiscale del 27%.

  • E’ fatto divieto di estinguere anticipatamente questi titoli. E’ possibile, invece, cederli o tramite la banca o in un mercato secondario.



I certificati di deposito (3)

  • Questa norma sulla trasferibilità, di fatto allontana questo strumento di raccolta dai depositi a risparmio e lo avvicina agli strumenti finanziari di mercato. Rispetto a questi ultimi i CD si differenziano in quanto titoli individuali, emessi su richiesta del risparmiatori; le obbligazioni sono invece titoli standardizzati emessi sul mercato.

  • Il rischio di liquidabilità associato a questo strumento, potrebbe essere elevato, soprattutto per quelli a medio termine. La liquidabilità del titolo, infatti, è totalmente legata alla possibilità della banca di trovare un altro investitore a cui girare il certificato di deposito.

  • La legge, infatti, prevede che il beneficiario possa cedere alla banca il titolo, ma sempre che quest’ultima riesca a trovare un nuovo compratore.



I pronti contro termine



I pronti contro termine (2)



Gli assegni circolari

  • L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine che contiene la promessa incondizionata della banca emittente di pagare a vista una somma di denaro.

  • Sono emessi dietro richiesta del cliente e con corresponsione immediata dell’importo corrispondente.

  • L’assegno circolare è un mezzo di pagamento e quindi non configura la figura del deposito.

  • Ma al di là della sua natura giuridica, di fatto la continuità con cui vengono emessi ed estinti, il periodo medio di tempo di vita, ridotta negli ultimi tempi per la diffusione del conto corrente e dei sistemi di pagamento elettronici, garantiscono una giacenza media che corrisponde ad un vero e proprio deposito a costo zero, relativamente agli interessi.

  • Il costo degli assegni circolari è legato al materiale utilizzato, alle procedure di emissione ed estinzione.



I conti abbinati a fondi













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