Le norme che disciplinano IL nuovo rito sono contenute nell’art. 1, commi 47-69, L. n. 92/2012



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ESCLUSE

  • ESCLUSE

  • Pertanto sono escluse dal rito speciale le controversie relative a licenziamenti in cui non ci sia alcuna domanda di applicazione dell’art. 18 stat. lav.

  • Si tratta di licenziamenti ingiustificati rientranti nel campo di applicazione dell’art. 8, l. n. 604/1966 in ragione delle dimensioni dell’organico o della natura di organizzazione di tendenza del datore di lavoro (tutela obbligatoria).



Tuttavia

  • Tuttavia

  • il rito speciale resta applicabile se il lavoratore:

  • - deduce l’esistenza di un organico sufficiente all’applicazione dell’art. 18 stat. lav., gravando l’onere della prova del contrario sul datore di lavoro (Cass. Sez. Un. n. 141/2006)

  • -oppure chiede l’applicazione dell’art. 18, co. 1-3., deducendo trattarsi di un licenziamento vietato o inefficace per difetto di forma



In questo caso, secondo la dottrina:

  • In questo caso, secondo la dottrina:

  • “anche la domanda subordinata di tutela debole ex art. 8 della legge n. 604/1966 per l’ingiustificatezza del recesso rientrerà per trascinamento nel rito speciale, dovendosi altrimenti ipotizzare una assurda separazione tra domanda principale e domanda subordinata relative allo stesso licenziamento perfino, in ipotesi, per lo stesso vizio di ingiustificatezza” (così Vallebona).



INCLUSE

  • INCLUSE

  • Sono espressamente e ragionevolmente ricomprese nel rito speciale le “questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro” (art. 1, c. 47), che sono pregiudiziali alla controversia sul licenziamento se è contestata la natura subordinata del rapporto



  • Ai sensi dell’art. 1, co. 48, sono ammesse anche altre domande “fondate sugli identici fatti costitutivi”.

  • Trattasi di fattispecie difficili da ipotizzare.

  • Su questo punto: →



  • Difficilmente potrebbe trattarsi di una domanda per risarcimento di danni non patrimoniali derivanti dal licenziamento a tutela reale (ad es. danni morali ed esistenziali), poiché in siffatta circostanza il “fatto costitutivo” non sarebbe identico ma ulteriore.



  • Né potrebbe trattarsi di un ricorso azionato per l’ottenimento di un risarcimento di danni di qualsiasi tipo che derivano da un fatto ulteriore rispetto al licenziamento, come nel caso del licenziamento ingiurioso, poichè in tale circostanza è lo stesso illecito ad essere non identico.



  • Potrebbe invece trattarsi dell’ipotesi in cui nel ricorso avverso un licenziamento ex art. 18 st. lav. (tutela reale) si proponga anche una domanda subordinata di indennizzo ex art. 8 L. 604/66 (tutela obbligatoria).



  • Per espressa previsione dell’art. 1, co. 67, il nuovo rito si applica solo “alle controversie instaurate successivamente all’entrata in vigore della legge” (art. 1, c. 67).

  • Il riferimento alle “controversie” e non ai “giudizi” significa che il nuovo rito non si applica ai giudizi di impugnazione successivi alla nuova legge in controversie instaurate prima.





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