Le origini e I modelli della giustizia costituzionale



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Le origini e i modelli della giustizia costituzionale

La Corte costituzionale: composizione e funzioni; Il giudizio di legittimità costituzionale: l’oggetto e il parametro; I vizi sindacabili di legittimità costituzionale; L’accesso al giudizio di legittimità costituzionale; I giudizi sulle leggi: il giudizio in via incidentale e il giudizio in via d’azione; I giudizi sulle leggi: tipologia delle sentenze; gli effetti della dichiarazione di illegittimità; I conflitti di attribuzione: tipologia; I conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato; I conflitti di attribuzione tra Stato e regioni e tra regioni; Il giudizio sulle accuse, Il giudizio di ammissibilità del referendum abrogativo.



LE FORME DI GARANZIA DELLA COSTITUZIONE

• Il procedimento di revisione costituzionale ⇒ ha la funzione di garantire la rigidità della costituzione

• La giustizia costituzionale ⇒ ha la funzione di garantire la supremazia della costituzione

LA GIUSTIZIA COSTITUZIONALE: DEFINIZIONE E AMBITI

La giustizia costituzionale assicura il rispetto delle norme della costituzione, attraverso la risoluzione in forma giurisdizionale delle controversie relative alla legittimità degli atti legislativi o relative alle attribuzioni degli organi e soggetti costituzionali.

• Il controllo di costituzionalità degli atti legislativi sia sotto il profilo formale sia sotto il profilo sostanziale

• Il sindacato sulle controversie tra i diversi organi e soggetti costituzionali relative alle loro competenze costituzionali

• La tutela dei diritti fondamentali costituzionalmente garantiti

MODELLI DI GIUSTIZIA COSTITUZIONALE

 

• Il sistema diffuso (modello americano)



– controllo di costituzionalità affidato a tutti gli organi giudiziari che disapplicano la legge incostituzionale con efficacia limitata al caso in esame

– principio dello stare decisis ossia del precedente vincolante

• Il sistema accentrato (modello kelseniano)

– controllo di costituzionalità affidato a un apposito tribunale costituzionale che decide in via definitiva e con efficacia erga omnes, espungendo dall’ordinamento la legge incostituzionale;

• Controllo preventivo (es. Francia) o successivo (es. Germania): attivato prima o dopo l’entrata in vigore della legge

LA GIUSTIZIA COSTITUZIONALE IN ITALIA: UN MODELLO MISTO

• È istituita una Corte costituzionale (controllo accentrato)

• Tutti i giudici possono attivarne lo scrutinio di costituzionalità (in questo senso diffuso): la possibilità di adire la Corte è legata all’esistenza di una concreta controversia pendente davanti a un giudice;

• Si combina accesso diretto (ricorso in via d’azione) e accesso indiretto (ricorso in via incidentale): i ricorsi diretti sono limitati allo Stato e alle regioni, escludendo altri soggetti come le minoranze parlamentari o il ricorso di ciascun cittadino per la tutela dei diritti fondamentali.



LA CORTE COSTITUZIONALE: FONTI

• Costituzione (artt. 127, 134-137)

• Leggi costituzionali ex art. 137.1 Cost.

– «le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale e le garanzie d’indipendenza dei giudici della Corte» (v. l. cost. 1/1948, l. cost. 1/1953, l. cost. 2/1967)

• Leggi ordinarie ex art. 137.2 Cost.

– «le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte» (v. l. 87/1953, l. 20/1962)

• Regolamenti della Corte costituzionale ex art. 14 l. 87/1953 – disciplina dell’«esercizio delle sue funzioni», «norme integrative» di procedura (v. regolamento generale del 1966, norme integrative per i giudizi davanti alla Corte del 2008).

la corte costituzionale: composizione

Art. 135.1 Cost.

«La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo... per un terzo... e per un terzo...».

• 5 giudici nominati dal presidente della Repubblica – con atto sostanzialmente presidenziale

• 5 giudici eletti dal Parlamento in seduta comune – a maggioranza di due terzi dei componenti nelle prime tre votazioni, tre quinti dei componenti nelle votazioni successive

• 5 giudici eletti dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative – due eletti dai magistrati della Corte di cassazione, uno da quelli del Consiglio di stato, uno da quelli della Corte dei conti



La carica di giudice costituzionale

• Requisiti: scelta dei giudici costituzionali fra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria e amministrativa, i professori ordinari di università in discipline giuridiche, gli avvocati con anzianità professionale di almeno venti anni (art. 135.2).

• Durata in carica: mandato di nove anni, cessazione senza prorogatio e divieto di essere nuovamente nominati (art. 135.3-4);

• Presidenza della Corte: presidente eletto fra i suoi componenti per tre anni e rieleggibile (art. 135.5);

• Status: incompatibilità con la carica di parlamentare, di consigliere regionale, con la professione forense e con ogni altra carica o ufficio indicati dalla legge (art. 135.6); garanzie di indipendenza, immunità e prerogative in sostanza equiparate a quelle dei parlamentari

La corte costituzionale: funzioni

Art. 134 Cost.: La Corte costituzionale è competente a giudicare:

• sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle leggi delle regioni

• sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e sui conflitti tra lo Stato e le regioni e tra regioni

• sulle accuse promosse dal Parlamento in seduta comune contro il presidente della Repubblica in caso di alto tradimento e attentato alla Costituzione

• sull’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo (ex art. 1 l. cost. 1/1953)



Metodo di lavoro

• Principio di collegialità: decisioni deliberate dai giudici presenti a tutte le udienze in cui si è svolto il giudizio e prese a maggioranza assoluta, fermo il quorum strutturale di undici giudici;

• Adunanze in udienza pubblica e camera di consiglio a porte chiuse per la deliberazione;

• Nomina nella fase iniziale dell’esame di un giudice relatore per l’istruzione e la relazione della causa e, dopo la votazione, nomina di un giudice redattore del provvedimento (di regola, giudice relatore e giudice redattore coincidono)

• Non previsione nel nostro ordinamento dell’istituto della opinione dissenziente.

L’oggetto del giudizio di legittimità costituzionale (art. 134 cost.)

Atti sindacabili:

• gli atti normativi primari (leggi e atti aventi forza di legge dello Stato; leggi delle regioni e delle province autonome)

Atti non sindacabili: i regolamenti parlamentari; gli atti normativi secondari (regolamenti); gli atti normativi di altri ordinamenti (es.: i regolamenti dell’Unione europea); le fonti fatto (consuetudini)



Il parametro del giudizio di legittimità costituzionale

• Le norme costituzionali

• Le norme interposte , cioè quelle norme diverse dalla Costituzione cui la Costituzione fa rinvio obbligando il legislatore a rispettarle (leggi di delegazione ex art. 76 Cost.; leggi statali che stabiliscono i principi fondamentali nelle materia di competenza regionale concorrente ex art. 117.3 Cost.,

- norme del diritto internazionale generalmente riconosciute ex art. 10.1 Cost.

– norme di trattati internazionali (a partire dalla Cedu) ex art. 117.1 Cost.

Gli atti oggetto di controllo

• Le leggi costituzionali e di revisione costituzionale

– con riferimento ai «principi supremi dell’ordinamento costituzionale» (sent. Corte cost. n. 1146/1988)

• Le leggi ordinarie statali e le leggi regionali

• Gli atti aventi forza di legge del governo: decreti legge e decreti legislativi

– sindacabilità dei decreti legge per mancanza dei requisiti straordinari di necessità e urgenza (anche dopo la conversione in legge: sentt. Corte cost. n. 171/2007 e n. 126/2008);

– sindacabilità dei decreti legislativi per violazione dei principi e criteri direttivi della legge di delegazione (norma interposta)

• Gli statuti regionali ordinari

– limite dell’«armonia con la Costituzione» (art. 123 Cost.)

I vizi sindacabili di legittimità costituzionale

• Vizi formali: attengono all’atto in quanto tale

• Vizi sostanziali: attengono al contenuto dell’atto

– vizio sostanziale tout court

– vizio sostanziale per incompetenza

• Vizio di irragionevolezza della legge

– violazione del principio di eguaglianza-ragionevolezza

– violazione del principio di ragionevolezza intrinseca

Legge 87/1953 (art. 28): «Il controllo di legittimità della Corte costituzionale su una legge o un atto avente forza di legge esclude ogni valutazione di natura politica e ogni sindacato sull’uso del potere discrezionale del Parlamento».

L’accesso al giudizio di legittimità costituzionale

Accesso in via d’azione (art. 127 Cost.)

 STATO contro leggi regionali

REGIONI contro leggi e atti aventi forza di legge dello Stato o leggi di altre regioni

Accesso in via incidentale (art. 1 l. cost. 1/1948)

Giudice a quo contro leggi e atti aventi forza di legge dello Stato o leggi regionali

La questione di legittimità costituzionale sollevata «nel corso di un giudizio»

Legge cost. 1/1948 (art. 1), legge 87/1953 (artt. 23-26)

• Giudizio principale (o giudizio a quo) dinanzi a un’autorità giurisdizionale;

• Giudizio incidentale dinanzi alla Corte costituzionale;



Chi è il giudice a quo?

• Giudici ordinari e amministrativi

• Altri organi, talora estranei all’ordinamento giudiziario, comunque dotati di funzioni giudicanti

– sezione disciplinare del Csm;

– sezioni della Corte dei conti nel giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato e nell’esercizio delle funzioni di controllo;

– commissioni tributarie;

– commissione per la liquidazione degli usi civici;

– collegi arbitrali;



Chi solleva la questione di legittimità costituzionale?

• Questione sollevata su istanza di una delle parti nel corso di un giudizio (parti privati o pubblico ministero)

• Questione sollevata d’ufficio dall’autorità giurisdizionale davanti alla quale verte il giudizio (giudice)

Le parti e il giudice devono indicare:

• l’oggetto, cioè le disposizioni della legge o dell’atto avente forza di legge dello Stato o della legge regionale che si ritengono viziate da illegittimità costituzionale

• il parametro, cioè le disposizioni della Costituzione o delle leggi costituzionali che si assumono violate



Quali sono le condizioni per accedere alla corte?

il giudice a quo deve accertare:

• la rilevanza della questione di legittimità costituzionale: qualora il giudizio in corso non possa essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione stessa.

è necessaria l’applicazione della disposizione di legge oggetto della questione di costituzionalità per definire il giudizio?

• la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale: deve essere ragionevolmente seria e non pretestuosa

sussiste un dubbio sulla costituzionalità della legge che si tratta di applicare?



L’interpretazione conforme a costituzione

Sent. Corte cost. 356/1996

«In linea di principio, le leggi non si dichiarano costituzionalmente illegittime perché è possibile darne interpretazioni incostituzionali (e qualche giudice ritenga di darne), ma perché è impossibile darne interpretazioni costituzionali».

L’ordinanza del giudice a quo

La questione di legittimità costituzionale è rilevante e non manifestamente infondata Il giudice a quo emette ordinanza con la quale dispone la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale e sospende il giudizio in corso;

La questione di legittimità costituzionale è irrilevante e manifestamente infondata Il giudice a quo respinge con ordinanza motivata l’eccezione di illegittimità, che può essere riproposta all’inizio di ogni grado ulteriore del processo.

Dal giudice a quo alla corte costituzionale

• Emissione dell’ordinanza del giudice a quo di rinvio alla Corte costituzionale e sospensione del giudizio in corso

• Notificazione dell’ordinanza alle parti e al pubblico ministero (se presente), al presidente del Consiglio dei ministri o al presidente della giunta regionale, ai presidenti delle Camere o al presidente del consiglio regionale

• Pubblicazione dell’ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (serie Corte costituzionale, «atti di promovimento del giudizio della Corte costituzionale») e nel Bollettino Ufficiale delle regioni interessate

• Costituzione innanzi alla Corte costituzionale delle parti del giudizio a quo, o anche di altri soggetti portatori di un interesse qualificato, e intervento in giudizio del presidente del Consiglio o del presidente della giunta regionale (entro 20 giorni dalla notificazione);

• Nomina da parte del presidente della Corte costituzionale di un giudice relatore (trascorso il termine precedente) e convocazione della Corte per la discussione (entro i successivi 20 giorni)



La questione di legittimità costituzionale promossa in via d’azione

Art. 127 Cost. (modificato dalla l. cost. 3/2001), artt. 32-35 legge 87/1953 (modificati dalla l. 131/2003)

• Ricorso dello Stato (governo) contro leggi regionali

– quando il governo «ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della regione»

• Ricorso della regione contro leggi e atti aventi forza di legge dello Stato o contro leggi di altre regioni

– quando la regione «ritenga che una legge o un atto avente forza di legge dello Stato o di un’altra regione leda la sua sfera di competenza»

• Termine: il ricorso per legittimità costituzionale può essere promosso entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge regionale o della legge o atto avente forza di legge dello Stato (ricorso successivo)

• Titolarità: il ricorso è promosso dal presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, o dal presidente della giunta, previa deliberazione della giunta regionale

• Esecuzione dell’atto impugnato: la Corte può sospenderne l’efficacia quando ritenga che «possa comportare il rischio di un irreparabile pregiudizio all’interesse pubblico o all’ordinamento della Repubblica, ovvero il rischio di un pregiudizio grave ed irreparabile per i diritti dei cittadini»

Norme parametro: lo Stato può impugnare leggi regionali deducendo la violazione di qualsiasi parametro costituzionale; la regione può impugnare leggi statali o di un’altra regione deducendo solo la violazione di parametri, costituzionali e interposti, incidenti sul riparto delle competenze



Giudizio in via incidentale e giudizio in via d’azione

• Il giudizio in via incidentale ha carattere concreto

– riguarda questioni relative all’applicazione di atti legislativi nella controversia davanti al giudice a quo

• Il giudizio in via d’azione ha carattere astratto

– riguarda disposizioni valutate sotto il profilo del loro contenuto prescrittivo, a prescindere dalla loro applicazione.

• Il giudizio in via incidentale ha carattere indisponibile

se ricorrono i presupposti, il giudice deve adire la Corte e, rimessa la questione, il giudizio della Corte prosegue indipendentemente dal comportamento dei soggetti coinvolti;

• Il giudizio in via d’azione ha carattere disponibile

– essendo un giudizio di parti, i soggetti coinvolti possono ricorrere alla Corte e, promosso il ricorso, possono rinunziarvi.

Giudizi sulle leggi: le decisioni della corte costituzionale

Art. 18 l. 87/1953

Sentenza: quando la Corte «giudica in via definitiva» (indicazione dei motivi di fatto e dei motivi di diritto, dispositivo);

Ordinanza: «tutti gli altri provvedimenti» di competenza della Corte (motivazione succinta)

• Decisioni processuali: pronunce di inammissibilità;

• Decisioni di merito: pronunce di fondatezza o non fondatezza;

La Corte costituzionale «dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale... [oggetto]» oppure «dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale... [oggetto]» oppure «ordina la restituzione degli atti...» oppure «dichiara estinto il processo»
Le sentenze della corte costituzionale: in base all’esito del giudizio

Sentenze di accoglimento

«La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale... [oggetto]» (es. sent. 24/2009)

• Corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la Corte «dichiara, nei limiti dell’impugnazione, quali sono le disposizioni legislative illegittime»

• Illegittimità consequenziale: la Corte «dichiara, altresì, quali sono le altre disposizioni legislative, la cui illegittimità deriva come conseguenza dalla decisione adottata» (es. sent. 273/2009)



Sentenze di rigetto 

«La Corte costituzionale dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale... [oggetto]» (es. sent. 20/2009)



Le sentenze della corte costituzionale: in base al percorso seguito

Sentenze interpretative di accoglimento

«La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale... [oggetto], nei sensi e nei limiti indicati nella motivazione» (es. sent. 305/2008)

Sentenze interpretative di rigetto

«La Corte costituzionale dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale... [oggetto]» (es. sent. 276/2009)

Le sentenze della corte costituzionale: in base alla tecnica di incisione

Sentenze di accoglimento parziale (o ablative)

«La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale... [oggetto], nella parte in cui...»



Sentenze sostitutive

«La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale... [oggetto], nella parte in cui prevede... anziché...»



Sentenze additive (o aggiuntive) e additive di principio

«La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale... [oggetto], nella parte in cui non prevede...»



Sentenze di accoglimento c.d. manipolative 

Sentenze di accoglimento parziale o ablative: illegittimità della disposizione nella parte in cui il testo di tale disposizione ha un determinato significato o la norma desunta ha una determinata applicazione;

Sentenze sostitutive: illegittimità della disposizione nella parte in cui prevede una determinata norma anziché un’altra, che viene individuata dalla Corte e introdotta per sostituzione;  

Sentenze additive o aggiuntive: illegittimità della disposizione nella parte in cui non prevede una norma costituzionalmente necessaria, che viene integrata al testo dalla Corte per aggiunta;

Sentenze additive di principio: illegittimità della disposizione nella parte in cui non prevede qualcosa, senza che la Corte aggiunga una norma specifica, ma individuando un principio generale la cui attuazione è lasciata al legislatore.

Le sentenze di accoglimento parziale: esempi di dispositivi

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui prevede...» (sentt. 27 e 275/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui stabilisce…» (sent. 123/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui vieta...» (sent. 27/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui dispone...» (sent. 55/2009)

• Illegittimità costituzionale «limitatamente alle parole...» (sentt. 62 e 151/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui si applica...» (sent. 236/2009)

Le sentenze sostitutive: esempi di dispositivi

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui stabilisce [un contenuto] anziché [un altro]» (sent. 60/2006)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui fa decorrere [il termine] dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.... anziché [dalla comunicazione...]» (sent. 154/2006)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui esclude [un contenuto] anziché prevedere…» (sent. 256/2006)



LE SENTENZE ADDITIVE: ESEMPI DI DISPOSITIVI

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui non prevede» un determinato contenuto (sentt. 28, 75, 151, 173, 207, 273, 333/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui non consente» l’esercizio di un potere o di una facoltà (sentt. 294 e 317/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui esclude» una persona o una categoria dal godimento di un certo beneficio o diritto (sentt. 11, 86, 87, 183, 274/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui non include» taluni soggetti tra quelli aventi diritto ad una data prestazione (sent. 19/2009)

• Illegittimità costituzionale «nella parte in cui non limita» una determinata previsione a un caso specifico (sent. 177/2009)



Le sentenze additive di principio: un esempio

Sent. 61/1999

«... dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge 5 marzo 1990, n. 45 (Norme per la ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali per i liberi professionisti), nella parte in cui non prevedono, in favore dell’assicurato che non abbia maturato il diritto ad un trattamento pensionistico in alcuna delle gestioni nelle quali è, o è stato, iscritto, in alternativa alla ricongiunzione, il diritto di avvalersi dei periodi assicurativi pregressi nei limiti e secondo i princìpi indicati in motivazione».

Le sentenze monito: un esempio

Sent. 61/2006

«… non può non rimarcarsi che l’attuale sistema di attribuzione del cognome è retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, la quale affonda le proprie radici nel diritto di famiglia romanistico, e di una tramontata potestà maritale, non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza tra uomo e donna... Tuttavia, l’intervento che si invoca con la ordinanza di rimessione richiede una operazione manipolativa esorbitante dai poteri della Corte... Del resto, la stessa eterogeneità delle soluzioni offerte dai diversi disegni di legge presentati in materia... testimonia la pluralità delle opzioni prospettabili, la scelta tra le quali non può che essere rimessa al legislatore.

Per tali ragioni, e tenuto conto del vuoto di regole che determinerebbe una caducazione della disciplina denunciata, non è ipotizzabile, come adombrato nella ordinanza di rimessione, nemmeno una pronuncia che, accogliendo la questione di costituzionalità, demandi ad un futuro intervento del legislatore la successiva regolamentazione organica della materia».



La dichiarazione di illegittimità costituzionale

«Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione» (art. 136.1 Cost.)

«Le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione» (art. 30.3 l. 87/1953)

Effetti nei confronti di rapporti pendenti, non di rapporti esauriti (sentenza passata in giudicato, prescrizione, decadenza)

• Deroga al principio di intangibilità del giudicato in caso di sentenza irrevocabile di condanna («ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali»).

I conflitti di attribuzione

• Tipologia: conflitti fra poteri dello Stato (conflitti interorganici) e conflitti fra Stato e regioni o fra regioni (conflitti intersoggettivi)

• Oggetto: la delimitazione della sfera di attribuzioni costituzionalmente spettanti ad organi e soggetti costituzionali

– lesione per vindicatio potestatis (a chi spetta la titolarità della competenza?) o per cattivo uso del potere (come deve essere esercitata la competenza?), conseguente a qualsiasi fatto o atto posto in essere da un altro organo o soggetto;

• Concretezza e attualità del conflitto: l’interesse a ricorrere della parte lesa;

• Il conflitto come giudizio di parti: si instaura per iniziativa di parte e si mantiene fino a decisione, salvo rinuncia al ricorso accettata dall’altra parte.



I conflitti di attribuzione fra poteri dello stato

Art. 37 l. 87/1953

«Il conflitto tra poteri dello Stato è risolto dalla Corte costituzionale se insorge tra organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono e per la delimitazione della sfera di attribuzioni determinata per i vari poteri da norme costituzionali» (profilo soggettivo e profilo oggettivo).

Conflitti tra poteri (tra organi costituzionali superiorem non recognoscentes): risolti dalla Corte costituzionale;

Conflitti di giurisdizione (tra giudici ordinari e giudici speciali): risolti dalla Corte di cassazione

Conflitti di competenza (tra organi all’interno dello stesso potere): risolta da organi appartenenti allo stesso potere.



Quali sono i poteri dello stato?

Potere legislativo: ciascuna delle due Camere; commissioni permanenti in sede deliberante; commissioni parlamentari d’inchiesta; commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi).

Potere esecutivo: Presidente del Consiglio, ministri nei cui confronti sia fatta valere una mozione di sfiducia individuale; ministro della giustizia.

Potere giurisdizionale: ciascun giudice (giudici ordinari e giudici speciali: es. Corte dei conti), pubblici ministeri, collegio per i reati ministeriali («tribunale dei ministri»)

Poteri-organo: Presidente della Repubblica; Corte costituzionale; Consiglio superiore della magistratura; comitati promotori di referendum

Il giudizio della corte sui conflitti di attribuzione fra poteri dello stato

• Ricorso per conflitto di attribuzione dell’organo interessato (senza termine di decadenza)

• Giudizio preliminare sull’ammissibilità del conflitto

– ordinanza della Corte che dichiara ammissibile il ricorso (se sussiste «materia di un conflitto») ovvero lo dichiara inammissibile

• Giudizio nel merito

– sentenza della Corte che dichiara il potere al quale spettano le attribuzioni in contestazione e, ove sia emanato un atto viziato da incompetenza, lo annulla.

Ricorso dell’organo interessato  Giudizio di ammissibilità del conflitto Giudizio per conflitto di  

Attribuzione.



I conflitti di attribuzione fra stato e regioni e fra regioni

Art. 39 l. 87/1953

«Se la regione invade con un suo atto la sfera di competenza assegnata dalla Costituzione allo Stato ovvero ad un’altra regione, lo Stato o la regione rispettivamente interessata possono proporre ricorso alla Corte costituzionale per il regolamento di competenza. Del pari può proporre ricorso la regione la cui sfera di competenza costituzionale sia invasa da un atto dello Stato».

• Conflitti tra parti determinate (a differenza dei conflitti fra poteri: parti non predeterminate)

• Conflitto sulla base di qualsiasi atto al di fuori degli atti legislativi (impugnabili con ricorso per legittimità costituzionale, a differenza dei conflitti tra poteri, ammessi anche per atti legislativi)

• Ricorso dello Stato (presidente del Consiglio o ministro da lui delegato) o della regione (presidente della giunta regionale)

– termine: entro 60 giorni decorrenti dalla notificazione, pubblicazione o conoscenza dell’atto invasivo

• Ordinanza della Corte sulla richiesta di sospensiva dell’atto che ha dato luogo al conflitto

• Sentenza della Corte sul merito del conflitto, eventualmente annullando l’atto invasivo.

Ricorso dello Stato o della regioneEventuale sospensiva dell’atto impugnato Giudizio per conflitto

di attribuzione

CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE: ESEMPI

Conflitto interorganico: sent. 330/2008

«nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica... promosso con ricorso del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano...

La Corte costituzionale dichiara che non spettava al Senato della Repubblica... [e] annulla, per l’effetto, la deliberazione...».

Conflitto intersoggetivo: sent. 311/2008

«nel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito del regolamento della Regione Marche... promosso con ricorso del presidente del Consiglio dei ministri...

La Corte costituzionale dichiara che non spettava alla Regione Marche... [e] annulla, per l’effetto, il regolamento...».

Le altre funzioni della corte costituzionale

• Il giudizio sulle accuse al presidente della Repubblica mosse dal Parlamento in seduta comune sulla base dell’art. 90 Cost.

– la Corte in composizione integrata: «giudici ordinari» più 16 «giudici aggregati» tratti a sorte da un elenco compilato ogni nove anni dal Parlamento in seduta comune (art. 135.7 Cost.)

– in caso di condanna: sanzioni penali fino alla misura massima prevista dalla legge al momento del fatto e sanzioni costituzionali, amministrative e civili adeguate al caso



• Il giudizio di ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo presentate a norma dell’art. 75 Cost.

– la Corte «dichiara ammissibile» ovvero «dichiara inammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione della legge... richiesta dichiarata legittimità con ordinanza del... dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di cassazione»



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