Le principali società europee temono IL crimine in Rete



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22.05.2018
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Paul Virilio
Lo spazio e il tempo dei giornali cartacei sono due categorie che hanno subito una significativa mutazione, on line. Lo spazio, cyberspazio, è infinito, una risorsa di cui si può a piene mani disporre, sia per la lunghezza degli articoli sia per i link di approfondimento correlati. Il tempo invece tiranneggia ancor più che nella carta stampata in un certo senso. Il giornale in rete non esce una volta al giorno, ma si aggiorna continuamente nell’arco della giornata. Quando gli editori si accorsero che lo spazio web è enormemente più economico della carta stampata, gettarono alle ortiche anche le loro ultime riserve sulle edizioni on line. I veri costi, infatti, sono quelli degli stipendi da dare ai giornalisti e dell’affitto dei locali della redazione. Siccome pubblicare in rete costa così poco e si può abbondare, ci presero gusto e cominciarono a dare ospitalità a fatti che altrimenti non sarebbero riusciti ad oltrepassare la soglia di notiziabilità tradizionale (un fatto accaduto a persone conosciute, una tragedia con molti morti, qualcosa di interessante capitato vicino geograficamente ai lettori, un’incredibile stranezza…). Un’eruzione vulcanica nell’isolotto di “vattelapesca” non è una notizia da dare su un giornale cartaceo, ma se on line si ha la possibilità di trasmettere in diretta- grazie alla telecamera digitale del geologo che sul posto studia il fenomeno- immagini di lava traboccante, magari in 3D e con col sottofondo dei boati originali?

Nel giornale di carta la scelta è di cosa mettere in pagina e cosa lasciare fuori, non di fare un giornale a 52 pagine oppure a 54, se c’è qualcosa che meriterebbe di essere aggiunto. Online il ragionamento è diverso. La risorsa delle pagine non è fissa, ma variabile: se serve una pagina per ospitare una scheda che racconti in dettaglio scientifico come funzionano i diversi tipi di armi batteriologiche, la si crea a costo zero. E quindi il dubbio tra pubblicare o non si può sciogliere, con meno patemi d’animo che sulla carta, a favore del sì5”.



L’illimitata disponibilità di spazio apre la possibilità ad un archivio del giornale on line. Si offre così al lettore un contesto storico, che altrimenti resterebbe seppellito negli armadi più remoti del giornale. E anche una nuova entrata di reddito. Un esempio fra tanti, il New York Times, benché, lasci leggere la propria copia telematica gratuitamente e completamente, si fa però pagare per i migliori articoli del suo archivio, due dollari ad articolo. Il background consente al giornale on line di far convivere la notizia dell’ultimo minuto con l’insieme di informazioni laterali, che ne garantiscono il contesto e gli approfondimenti.

Un giornale on line è aggiornato molto più frequentemente in confronto al corrispettivo cartaceo. I giornalisti colgono al volo i dispacci delle agenzie che danno il la della notizia al loro lavoro. Ogni attimo è prezioso. I lanci di agenzia non sono più appannaggio e privilegio dei soli giornalisti, ma pescabili in Internet da chiunque altro navigatore. Privilegio nell’accesso e nel controllo diretto delle fonti. Il valore primo della notizia on line è quello della novità, ossia si fa leva sulla velocità.



Una certa periodicità, è vero, permane, e riguarda i periodici (come la versione dell’Espresso o di Panorama on line); ma per ciò che concerne i quotidiani la velocità di reazione rispetto all’accadere dell’evento si fa sempre più breve e la copertura continua (in un flusso informativo quasi ininterrotto e in alcuni casi anche di 24 ore su 24). I giornalisti si scapicollano per far sì che nella versione on line ci sia l’aggiornamento continuo impossibile al giornale cartaceo. Con Internet si ha il passaggio dal concetto di periodicità del giornale a quello di flusso continuo dell’informazione è la conquista tecnologica del tempo: il tempo reale.

La tempestività, cioè gli aggiornamenti rapidi e costanti è uno dei principali fattori che distingue il giornale on line dall’edizione cartacea, ma anche un giornale on line da un altro sempre on line. L’altro fattore è lo spazio illimitato, l’enorme quantità di dati di completamento sotto forma di link messi accanto all’articolo. Generalmente i siti sono disposti a tre colonne: a sinistra il menù di navigazione, nella parte centrale gli articoli, e a destra i link di approfondimento e le rubriche fisse. I dati possono assumere le forme più varie, dal testo al video, ai grafici alle animazioni. Ma non sono solo queste le novità dei siti di informazione on line.

4.2 Come si scrive on line
Dire molte parole e comunicare pochi pensieri

è dovunque segno infallibile di mediocrità;

invece segno di testa eccellente

è saper rinchiudere molti pensieri in poche parole.

La verità quando è nuda è più bella.”

(Ernst Bloch)5
Alcune avvertenze, certo sono in comune. Quanto s’inizia l’articolo, vale anche per un giornale on line, è bene chiedersi se sarà in grado di suscitare interesse (ovvero, se sarà letto). Nel caso si capisca che l’argomento potrebbe attirare soltanto l’attenzione del gommista sotto casa e non si sta scrivendo in un giornale specializzato sui pneumatici, non conviene pubblicarlo. Buona politica, nonché educazione verso il pubblico, è scrivere solo di ciò che potrebbe interessare al lettore o ciò di cui dovrebbe venir informato. L’etica da seguire, su carta come su Web, è scrivere basandosi su un’informazione libera, incondizionata e vera.Più si controllano le notizie e si verificano i fatti e meno si rischiano querele per diffamazione. Quest’equazione inversamente proporzionale è una buona regola da seguire, ma non un dogma. Se si lavora per un giornale scandalistico, scriverla grossa e gonfiata non è peccato. Codesta “licenza poetica” viene concessa perché, in fondo, il testo – cioè lo stile e i termini – deve essere diverso a seconda del destinatario previsto. Un quotidiano nazionale richiede un certo stile, un giornale femminile di moda un altro, un articolo sportivo un altro ancora, con altri toni che non somiglieranno per niente a quelli usati in un giornale per gli operatori in borsa.

La questione etica è stata affrontata dalla Online News Association che sulle orme del liberale giornalismo americano ha proposto un nuovo codice etico basato su cinque principi basilari: integrità editoriale (pubblicare dei link su un sito web consente di raggiungere fonti disparate di informazione come se fossero pubblicati da una singola organizzazione; si tratta quindi di saper distinguere nel sito tra le notizie redazionali indipendenti dalle informazioni promozionali a pagamento e da altre non notizie), indipendenza redazionale (i giornalisti online devono prestare fedeltà ai principi di imparzialità, precisione, obiettività e cronaca responsabilmente indipendente), eccellenza giornalistica (fare cronaca di notizie originali per Internet e riprendere e approfondire informazioni da altre fonti), libertà di espressione, libertà di accesso (alle organizzazioni che diffondono notizie su Internet deve essere consentito l’accesso a informazioni e fatti in ordine a una più ampia libertà di informazione).

Altra cosa che accomuna carta e Web sono le risposte alle famose cinque domande “W” della tradizione anglosassone: “Who?”, “What?”, “When?”, “Where?”, ”Why?” più alla sesta, che però inizia con l’”H”, “How?”. Adoperando un ordine di risposta variabile e scelto di volta in volta fra quello più adatto a catturare l’attenzione.

I giornali on line hanno però le loro peculiarità, e la loro vera, arcinota caratteristica (che appartiene anche a quasi tutti i tipi di sito) è l’interattività. Ossia la componente di coinvolgimento dell’utente, che on line è alta, altissima, la più alta di ogni altro media. Le caratteristiche che definiscono il livello d’interattività di un media sono il tipo e la qualità del controllo che l’utente può avere sugli strumenti, sul ritmo di presentazione dell’informazione, sul contenuto stesso dell’informazione, nonché il numero di scelte che questo controllo offre, e la possibilità per l’utente di creare a sua volta contenuti.

Il testo interattivo per antonomasia è senza dubbio l’ipertesto. I link costituiscono la parte più importante di un ipertesto, e la prima gran differenza dal il modo di scrivere su carta. Il link è un collegamento ipertestuale che consente di richiamare da una pagina altre sezioni della stessa pagina oppure altri documenti o risorse presenti in rete. Un ipertesto è un modo non lineare di organizzazione delle informazioni. Quando si usa un sistema ipertestuale si può saltare da un argomento ad un altro argomento correlato per trovare rapidamente le informazioni cui si è interessati e poi tornare al punto di partenza o passare ad un altro argomento. L’autore dell’ipertesto sceglie i termini da trasformare in collegamenti ipertestuali raggiungibili con il clic dell’utente. Nel Web i collegamenti ipertestuali possono essere testi o immagini e possono inviare a un’altra pagina Web, aprire un file (anche un suono, un’immagine, un filmato) o un programma eseguibile.

L’ipertesto non è fatto per venir trattato in modo lineare e sequenziale. La sua forma di testo sono i blocchi di scrittura e le immagini uniti da link; la lettura con essi è fatta in maniera multisequenziale. L’Hypertext Markup Language, detto più semplicemente HTML, è il linguaggio utilizzato per strutturare un sito Web, e quindi è il modo utilizzato per visualizzare l’ipertesto. Anche XML (acronimo di eXtensible Markup Language), più semplice e generalizzato ma anche più nuovo e non ancora conosciuto da tutti, è un linguaggio per visualizzare ipertesti nei siti Web.

Se leggendo un romanzo, un libro, un qualsiasi testo, si è obbligati a seguire un percorso (riga dopo riga, pagina per pagina, dall’introduzione all’epilogo), l’ipertesto, invece, non prevede una lettura sequenziale dei contenuti, ma una navigazione libera, intervallata da cambi di percorso e poi ritorni. La sua progettazione da parte dell’autore, richiede una notevole attenzione alla creazione dei diversi itinerari di lettura secondo priorità (o livelli) da lui stabilite, pur stimolando la fantasia e la ricerca inedita nel lettore.

Nel libro ogni approfondimento o studio è esterno al volume che si sta leggendo; in un ipertesto si possono invece aggiungere, oltre a tutti i documenti usati – rendendoli fruibili anche al lettore dell’articolo – anche gli eventuali percorsi per approfondire lo studio. Inoltre, in uno scritto ipertestuale è possibile anche effettuare ricerche all’interno di tutti i documenti, grazie all’aiuto di programmi che consentono in pochissimi secondi di trovare l’argomento desiderato o la parola cercata. Gli ipertesti, in più, semplificano la navigazione nei glossari e in altri documenti ad elevata densità. La forza dei link è di aprire il testo, di predisporlo ad approfondimenti e di provocare digressioni di ogni tipo. L’ipertesto, grazie ai numerosi link aggiuntivi, permettere di approfondire l’argomento; quindi non è necessario dire tutto alla prima videata, ma è bene abituarsi a progettare i testi in profondità, spezzettati link dopo link.

Un esempio pratico di come cambi un articolo su un giornale ipertestuale che usa i link? Se si scrivono articoli nel corso di una guerra, su un giornale elettronico, nel dare l’ennesima notizia di un nuovo forte scontro, non è più obbligatorio, come sul giornale cartaceo, partire con un breve riassunto degli ultimi eventi, nel raccontare ancora una volta le circostanze per le quali si è arrivati allo scontro, se i vecchi articoli restano a disposizione di un clic.

Oltre alla scrittura per così dire, sbriciolata dai link, su Internet, per gli articoli, vale il principio della piramide rovesciata, consigliato da Jacob Nielsen,6guru della web usabilità, ovvero prima le conclusioni e poi il contenuto con i dettagli. La struttura classica tipicamente piramidale, che in Rete non conta più. In Rete conta dar modo al lettore di decidere in un attimo se leggere tutto l’articolo o no. Anche per il pratico problema dei costi della bolletta telefonica. Se deciderà per il sì allora poi approfondirà gli argomenti. Nel primo paragrafo, nelle prime righe allora ci deve stare la conclusione, spiegata nel modo più coinciso possibile e con poche parole in maniera che il lettore possa scorrere il testo con un colpo d’occhio. L’attacco della notizia deve contenere più informazioni possibili. L’adozione della piramide rovesciata, ossia della notizia disposta al contrario, risponde alle esigenze dell’utente. Questo modo di scrivere che molto si differenzia dai classici libri, in realtà ricorda il sommario e l’occhiello usato negli articoli di giornale per spiegare in breve l’argomento in questione.

Le parole chiave e le frasi importanti vanno evidenziate, quasi fossero dei piccoli testi perché grazie ad una rapida lettura di solo quelle il lettore deciderà se vale la pena soffermarsi. La scrittura per il Web è, quindi, di tipo visivo. Di primo acchito, sostiene Nielsen, la gente non legge le pagine Web ma le scandisce cogliendo parole e frasi individuali.

Lo schermo del computer non è una pagina stampata. Intanto non ne ha la forma. Mentre la maggior parte dei testi stampati ha una disposizione verticale, lo schermo del computer usa notoriamente una disposizione orizzontale, in altre parole è più largo che alto. Mentre il foglio di carta riflette la luce, lo schermo del computer è una sorgente di luce. Inoltre ha una risoluzione inferiore rispetto alla pagina stampata che rende, per esempio, più fastidiosa la lettura di un testo tutto in corsivo. La lettura poi, lo dice sempre Nielsen, è più lenta del 25%. Cose che un web-giornalista deve conoscere per attirare l’attenzione del visitatore che in un battibaleno può scappare su un altro sito perché non ha trovato le informazioni che cercava.

Un web-giornalista utilizza anche nuovi sistemi per realizzare le interviste. Ricorre, infatti, molto spesso alla posta elettronica, meno faticosa di un lungo viaggio, più rapida nonché economica. Si scrive al proprio interlocutore inviando le domande direttamente alla sua casella di posta. In questo modo non si farà nemmeno perder tempo all’intervistato che risponderà con tutta calma nel momento che crederà più adatto. I vantaggi, sì, ci sono. Il giornalista riceverà un testo già scritto e in formato digitale, già bello e pronto per essere pubblicato. Niente più ore perse a sbobinare cassette audio o a cercare di riscrivere i testi annotati. Soprattutto il rischio di smentite è ridotto perché l’e-mail potrebbe valere come prova.In realtà la vecchia intervista dal vivo non va demonizzata. Il classico colloquio dove una certa risposta può suggerire un’imprevista ma sagace domanda, diversa da quella prevista dà la possibilità di fare interviste originali ed imprevedibili e quindi più gustose. Di contro, l’intervistato potendo rispondere alle domande per iscritto e per tempo, si sentirà più al sicuro, ma di certo toglierà un pizzico di autenticità al lavoro.

Ci sono, in ogni caso, alcune tracce da seguire per migliorare la credibilità di un articolo prodotto Web, sono le sette regole di trasparenza per l’editoria in rete suggerite da Steve Outing, direttore di Content Spotlight, sito specializzato sulla scrittura di prodotti editoriali per l’on line. Ciò di cui ci si fida di più è il prestigio della testata (se l’edizione on line si rapporta con quella tradizionale cartacea), la presentazione del giornalista che firma l’articolo (con un link diretto alla sua biografia), la proprietà del sito (in una pagina solitamente intitolata “chi siamo”), la pubblicizzazione della linea politica del giornale, la possibilità di trovare e scaricare il codice etico e lo style book (un esempio alla pagina www.corriere.it/speciali/cdr), la professionalità di writers ed editors, la disponibilità a pubblicare rettifiche.
4.2.1 la morte di Agnelli,

e la rivincita dell’e-giornale

Venerdì, 24 gennaio 2003-02-02, muore Giovanni Agnelli. E’ mattina: le 7 e 59 secondo reperto. Il primo flash di agenzia è quello dell’Adnkronos, alle ore 8 e 40; l’ansa fa il lancio alle 8 e 46. La notizia è il tipico piatto caldo da servire ancora fumante. E così fanno i Telegiornali e Giornali radio che interrompono i programmi con edizioni straordinarie. I giornalisti della stampa si mordono le mani, le edicole stanno appena aprendo e il giornale è già ammuffito. La notizia portante non c’è. Non ci sarebbe stata per tutto un intero giorno, e il giorno dopo risaputa ormai da tutti, non sarebbe neanche stata più una notizia.

Stampare una costosa quanto inutile edizione straordinaria? Inutile perché sarebbe in ogni caso arrivata in ritardo e per ultima rispetto a televisione e radio (due eccezioni a parte, l’Unione Sarda e La Stampa in edizione locale). Allora di articoli riguardanti il luttuoso fatto si sono riempite le edizioni on line.

Per presentare la morte dell’Avvocato sulle edizioni elettroniche dei quotidiani, si è lavorato su due binari paralleli. Il primo è stato l’aggiornamento frenetico della notizia, dichiarazioni dei familiari, degli amici eccetera; il secondo l’approfondimento, la biografia e tutta la photostory disponibile.

Come esempio prendo le versioni elettroniche de “La Stampa”,7la Repubblica”,8il “Corriere della Sera”,9Il Sole 24 Ore”,10quotidiani italiani, sia cartacei sia digitali. L’ordine con il quale ho elencato le testate, è puramente casuale.

La Stampa Web” ha visto la luce il 18 dicembre 1999, anche se la grafica ha subito una decisa risistemazione nel dicembre 2002. Il sito, attualmente, è a due colori: blu ed arancione. Per questioni di estetica e di praticità organizzativa. Il blu caratterizza i contenuti del giornale cartaceo, riportati nella colonna di sinistra e tutti cliccabili; l’arancione segnala i contenuti interattivi specifici della redazione Web. A onor del vero non c’è la completa versione cartacea ma solo quella definita “accessibile”, che però è molto ampia (prima pagina, editoriali e opinioni, interni, esteri, cronache italiane, economia, cultura, spettacoli, sport, pagine speciali, Torino cronaca, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, vivere Roma, vivere Milano, la vignetta di Forattini eccetera) I titoli dei dispacci Ansa scorrono sopra la testata, basta cliccarci dentro per leggere il dispaccio completo. Vicino al logo della testata c’è un disegnetto che cambia durante la giornata in tre modi. Un sole che brilla caratterizza il palinsesto diurno e nel sito abbondano gli aggiornamenti di giornata seguiti dalla redazione; un tramonto, palinsesto serale, lascia maggior spazio all’interattività con i lettori e contiene in vetrina forum, instant poll (quasi dei sondaggi) e novità pescate di volta in volta da vari canali telematici; uno spicchio di luna, palinsesto notturno, segnala che in primo piano ci sono i titoli del giornale che esce in edicola al mattino. In alto a sinistra c’è il servizio per la ricerca nel giornale inserendo parole chiave; sempre in alto ma sulla destra del logo c’è la finestra “link veloci”, da lì si apre un menù a discesa che permette di collegarsi con un clic alle testate del gruppo (La Stampa Web, La Stampa NordOvest, La Stampa Shop, e i settimanali: Torino Sette, Tutto Libri, Tutto Scienze, Tutto Soldi, Specchio). Proprio sopra i “link veloci” ci sono quattro piccole icone che consentono di ingrandire o rimpicciolire i caratteri del sito e a fare de “La Stampa Web” l’homepage predefinita dal computer.

Sotto il logo della testata c’è una striscia orizzontale di bottoni arancione, per permettere al lettore di raggiungere subito i contenuti più letti: Sport, News, High Tech, Borsa, Rubriche (che apre una specie di mappa con vari argomenti), Speciali, Scuola, Forum. In alto a sinistra, sotto il servizio per la ricerca nel giornale, c’è un bottone, “scrivi” che mette a disposizione gli indirizzi e-mail della redazione, di tutti i giornalisti elencati in ordine alfabetico, direttore compreso, e di molte rubriche (“Lettere al giornale”, “Specchio dei tempi”, “La mia città”, “Salute”, “Saper Spendere”). Anche il bottone “credits”, lì accanto, apre interessanti finestre con altre rubriche e articoli.

Parlando di ciò che si poteva trovare nell’home page del 24 gennaio, ovviamente la notizia della morte di Agnelli, c’era, così anche le foto, e già tutta una serie di articoli, segnati con il triangolino arancione per far capire l’esclusiva del web. Il primo articolo dell’elenco apparteneva a Marcello Sorgi. Apro una chiosa per dire che anche il giorno seguente ci sarà un editoriale del direttore ma stavolta su ambedue le versioni, cartacea e digitale. Vi era, creata ad "hoc" una sezione speciale della versione elettronica che permetteva ai lettori, nel giorno stesso della morte di Gianni Agnelli, di scrivere messaggi di cordoglio e di leggere quelli già scritti nel sito da altri.

Continuo con un altro giornale che on line ha ben due versioni, l’extra e la light, vale a dire quella ad abbonamento e quella gratuita. La Repubblica ha fatto un timido ingresso on line nell’aprile del 1996, in occasione delle elezioni politiche. “Un successo (350.000 contatti in 20 giorni) che convinse l’editore a procedere sino all’inaugurazione ufficiale del 14 gennaio 1997, giorno simbolico in quanto ventunesimo compleanno del quotidiano”.13

Non descrivo nuovamente tutta la mappa del sito. Anzi i siti, dato che ve ne sono due. Il giornale on line a pagamento, Repubblica extra, permette di consultare nel Web, l’intera edizione cartacea, con varie modalità: l’edizione navigabile con immagini che consente di sfogliare il giornale come lo si trova in edicola; l’edizione in pdf (Portable Document File. Formato per visualizzare testi e immagini delle pagine stampate), che può essere stampata e/o salvata in toto nel proprio computer; la versione solo testo, per consentire la consultazione rapita nel caso di connessioni lente. Si può accedere anche a tutte le edizioni locali (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino) e ai servizi altrimenti a pagamento, del portale Kataweb extra Gold: news, finanza, sport, SMS, mail, newsletter. Gli abbonamenti sono per un anno, per sei mesi o a scalare, cioè si sceglie di leggere un certo numero di copie nell’arco di tot mesi.

Se, il direttore di Repubblica è, Ezio Mauro, e mi pare di scrivere qualcosa si scontato; il sito di Repubblica.it, cioè quello gratuito, fondato da Vittorio Zambardino, ora è diretto da Vittorio Zucconi (tra l’altro anche direttore editoriale di Radio Capital). Gli aggiornamenti sono frequenti e l’ultimo è segnalato (giorno, ore e minuti) in alto, a destra della testata. Nel giorno in questione, ovvero, il 24 gennaio 2003, oltre agli articoli, per così dire “freschi di giornata”, si potevano leggere parecchi coccodrilli, cioè del materiale preparato per tempo e in “previsione di”, come pure l’album fotografico e il video. Originale l’articolo nella rubrica “la Repubblica of the arts”, che trattava dei rapporti di Agnelli con il mondo dell’arte. E con uno dei link associati si poteva accedere alla galleria delle foto della sua personale Pinacoteca.

Uno dei punti forti di Repubblica.it sono i link associati al sito. Primo fra tutti, il portale di Kataweb,14 un grande fra i portali italiani che sta al passo di aziende come Iol e Tiscali e gestisce 35 siti e portali propri, continuamente aggiornati (alcuni esempi: kwFinanza, kwSport, kwScuola, kwSalute, kwOroscopo, kwCucina…). Kataweb gestisce anche 37 siti editoriale del Gruppo Espresso. Nasce a settembre del 1999, per essere ridisegnata esattamente un anno dopo, nel settembre del 2000. Le notizie sono aggiornate più volte nell’arco di un giorno. Ogni mattina la riunione quotidiana comprende le redazioni di Kataweb, CNNItalia, Radio Capital e Repubblica.it, per decidere assieme la linea di quel giorno e come trattare i principali temi.

Un altro link interessante, sempre in prima vista nell’home-page di Repubblica.it è quello che collega al settimanale l’Espresso.15 L’Espresso in versione elettronica è gratuito solo in alcune parti, permette di leggere i nuovi articoli come quelli già archiviati, comprese le vignette di Altan e offre rubriche extra che nella versione cartacea non appaiono. Fino a poco tempo fa era completamente gratuito (ossia si potevano trovare tutti gli articoli che apparivano sul numero cartaceo) e offriva un servizio di newsletter.

Le newsletter sono un servizio, offerto da molti siti web e da giornali elettronici (New York Times, 16o Washington Post17per fare due nomi illustri), grazie al quale gli utenti registrati ricevono periodicamente una serie di aggiornamenti, via e-mail, di soliti relativi a un determinato tema a loro scelta. In un certo senso le newsletter aiutano l’utente a risolvere il problema della ricerca affannosa delle notizie nel mare magnum di Internet. L’abbonato alla newsletter riceve via mail le notizie selezionate e attinenti all’argomento da lui scelto al momento dell’abbonamento. E’ un modo quindi di personalizzare l’informazione, di costruirsi un giornale personalizzato, on demand, cioè su richiesta. In fondo, può essere l’equivalente di comperare in edicola una rivista specializzata.

Anche il Corriere della Sera (direttore Stefano Folli), sul Web, possiede due versioni. La prima risale alla primavera del 1995 e riportava soltanto gli articoli dell’edizione cartacea; la seconda, ossia un vero sito web in piena regola nasce nella primavera del 2000. Il “pacchetto d’abbonamento” permette di collegarsi alle versioni on line integrali del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport. L’abbonamento può essere giornaliero (che permette di leggere esclusivamente la copia del giorno di entrambi i quotidiani), temporale (per un periodo di tempo più lungo) o scalare (valido per leggere un determinato numero di copie di uno o entrambi i quotidiani). Si può accedere inoltre all’archivio che però permette di leggere solo i giornali di non più di 20 giorni addietro.

Nella versione gratuita, invece, l’home page si apre con un'unica grande foto che illustra il fatto del giorno in primo piano. Nella fattispecie, il 24 gennaio, appariva una foto di Giovanni Agnelli. Senza articolo né didascalie accanto ma con sotto una serie di titoli linkabili dei servizi relativi. Quello stesso giorno, infatti, sebbene nel giornale cartaceo non apparisse nulla visto che l’apertura delle edicole e la notizia della morte di Giovanni Agnelli, erano avvenute quasi contemporaneamente, nell’edizione on line si riuscì ad inserire articoli, testimonianze, video ed immagini dedicate all’Avvocato.

Cito alcuni lavori disponibili quel giorno: un filmato (la testimonianza di Piero Ostellino, ex direttore del Corriere della Sera), un’animazione (l’albero genealogico della famiglia), un “audio” (le testimonianze di Occhetto, Sgarbi e Curzi), ma anche un ricordo di Cannavò e una carrellata di immagini. Articoli e articoli, l’immancabile biografia,la storia dell’azienda, la passione per la Juventus, la Ferrari e per la vela, e poi le sue frasi famose e la raccolta delle battute più sagaci, eccetera, eccetera.

Ogni giorno, invece, nell’home page del Corriere.it, alla sinistra della foto con il fatto del giorno è posizionata la colonna degli “Speciali”, mentre a destra della foto c’è la colonna elenco delle news. In alto sotto la testata, icone colorate danno la possibilità di raggiungere con un clic altri servizi del sito. Al di sotto della foto, circa a metà video, guardando dal computer di casa, una riga orizzontale con le icone di quei “Speciali” che in forma cartacea sono i cosiddetti supplementi (Soldi & Borsa, Corriere & Lavoro, Viaggi & Vacanze…). Nella parte bassa dell’home page c’è lo spazio per altri innumerevoli link, ad esempio: le lettere di e a Paolo Mieli, i collegamenti con i “siti amici” ( Sette, Io Donna, La Gazzetta dello Sport…), “Il Corriere dei Piccoli” (è l’edizione on line del celeberrimo giornalino), “Mondo Internet”, il “Corriere Salute”, “Corriere Scienze”, oltre a molti Forum e Sondaggi (sulla scuola, sul fumo eccetera). I Forum e i Sondaggi sono una caratteristica peculiare dei giornali sul Web, infatti, una novità del giornalismo on line, è saper creare comunità all’interno delle quali i lettori possano interagire tra loro o con la redazione. I testi degli articoli sono decisamente più brevi di quelli cartacei, le parole chiave sono evidenziate dal carattere in grassetto e ogni articolo può essere approfondito tramite i link.


Solo brevi cose su “Il Sole 24 Ore”(direttore Guido Gentili), versione on line, naturalmente; giornale dedicato alla finanza e ai signori della Borsa. Il giorno della scomparsa di Gianni Agnelli aveva, cliccabili dall’home page degli articoli dal sapore amalgamabile al resto del giornale. In effetti subito dopo al primo intitolato “La biografia”, già il secondo era “Il titolo in Borsa”.

La versione sul Web di un giornale come Il Sole 24 Ore, aggiornato più volte al giorno, rappresenta per il business man, una vera e propria coperta di Linus. Fra i link disponibili nell’home page, quello dell’Agenzia Radiocor, in Italia il leader dell’informazione finanziaria e acquistata nel 1994 proprio da Il Sole 24 Ore. I servizi del sito sono a tre livelli, gratuiti, gratuiti per i registrati (la registrazione prevede un nickname, una password e la propria e-mail, ma è del tutto gratuita), e per abbonati.

Fra i servizi per i navigatori anonimi, cioè non registrati, cito “24 Ore Mutui” che offre la possibilità di comparare i mutui erogati dalle banche e farne richiesta direttamente on line; e “24 Ore Prestiti” che dà la possibilità di confrontare le condizioni applicate dalle banche per l’erogazione di prestiti e farne richiesta direttamente on line. Invece, per i registrati, alcuni dei servizi disponibili sono “24 Ore Mail” ossia la possibilità di avere una casella di posta elettronica gratuita con il dominio di @24oremail.com; e “Job Alert”, che avvisa tramite e-mail della presenza di annunci di lavoro corrispondenti ai parametri impostati. Gli abbonati godono di ogni possibilità e servizio del sito, per esempio possono leggere il giornale esattamente come uscito in edicola in versione cartacea, compresi i periodici del gruppo, possono accedere all’archivio del Sole 24 Ore e di altre testate collegate, possono accedere a molte informazioni come i bilanci delle società italiane e i protesti. “Lex 24” è un altro link riservato agli abbonati, e lo segnalo perché è un archivio legislativo contenente tutte le disposizioni vigenti nell’ordinamento giuridico italiano, dall’unità d’Italia ad oggi! Segnalo, Radio24, 18una radio sul Web, radio di parola più che di musica, quindi di informazione e commento delle notizie.

E’ giusto far notare che i prodotti giornalistici che si incontrano sulla rete non dipendono necessariamente da testate della carta stampata. Un esempio è “Il nuovo”,19giornale disponibile solo in forma telematica diretto da Andrea Marini. Nato nell’ottobre del 2000, come emanazione editoriale delle e-Biscom, società per i servizi a banda larga, propone informazione e notizie “leggere”, i cosiddetti “gossip”, con parecchie immagini di pin up fra le sue pagine.

Siti web giornalistici sono prodotti, oltre che dai giornali, anche da agenzie di stampa, televisioni, radio, portali, motori di ricerca, ecc. Spesso viene trasferita sulla rete la linea editoriale del prodotto ma ovviamente le potenzialità d’Internet sono diverse e quindi alla fin fine non ha più grande importanza se la “base reale” del sito virtuale sia un giornale cartaceo, una redazione televisiva, radiofonica o altro. In Italia, i pionieri del Web, nel lontano 1995, furono l’”Unione Sarda20 e “l’Unità”.21L’Unione Sarda fu il giornale telematico promosso dall’editore Nicola Grauso, mentre l’Unità on line nacque con la direzione di Walter Veltroni, come giornale dell’allora PDS.

Nel mondo Web, quindi, i concetti di spazio e tempo sono diversi, e l’aggiornamento dell’informazione nei giornali on line ormai rasenta la continuità ininterrotta. Nove possono essere i punti da sottolineare parlando d’informazione on line: uno, l’ipertestualità, che consente di arricchire il contenuto con contributi diversi; due, l’autenticità, cioè la possibilità di legare con un link all’articolo anche la fonte stessa; tre, la multimedialità ossia il contributo al testo di immagini, animazioni, video, suoni…; quattro, l’interattività tra testata e lettore, grazie a mail, forum, newsletter; cinque, l’organizzazione impaginativa, ossia l’attenzione nel creare le varie pagine Web del sito, e nell’home page la capacità di riempirla con il maggior numero di informazioni e rimandi ad altre pagine; sei, la tempestività nel dare la notizia; sette, l’aggiornamento, nel corso della giornata come il più prezioso valore aggiunto al giornale stampato; otto, facilità di ricerca nel sito, con un occhio di riguardo per gli archivi del giornale; nove, equilibrio fra costi e benefici, ossia rispetto per la bolletta telefonica dell’utente e quindi costruzione di pagine Web “leggere” e veloci da scaricare, nonché facili da navigare.


Internet è in grado di offrire incredibili strumenti ad un giornalista che opera on line come, ad esempio, la ricerca di informazioni, la comunicazione con colleghi di altre redazioni, l’aggiornamento sulle principali notizie della giornata in tempo reale. La struttura della rete consente di scaricare, trasferire e condividere file. La filosofia della Rete è ancora di tipo free, con l’offerta di risorse e contenuti gratuiti in cambio di guadagni provenienti da investimenti pubblicitari. Dietro al tutto gratuito, infatti, vi sono le aziende sponsor, e la principale fonte di guadagno su Internet è la pubblicità (mentre nell’editoria tradizionale il guadagno proviene sia dalla pubblicità sia dalla vendita delle riviste in edicola). La telematica ha sicuramente rivoluzionato il mestiere del giornalista, offrendogli un nuovo e più ampio tipo di comunicazione con il pubblico e conferendogli anche maggiori responsabilità.
4.3 La Tecnologia della Scrittura: l’Ipertesto

(Serendipity e i Tarocchi di Italo Calvino)
La fine dell’era della scrittura non significa che non si scriverà

e non si leggerà più,

né che si cesserà di produrre libri e riviste.

La fine dell’era dell’oralità e l’avvento della scrittura

hanno forse voluto dire che l’uomo ha smesso di parlare e si è messo solo a scrivere?” (Antonio Caronia)22
La mente dell’uomo è oramai da secoli alfabetizzata e, la parola non è più soltanto un suono, ma rimanda ad un segno ben conosciuto, cioè ad un qualcosa che viene percepito visivamente. Il “filo logico” del discorso risulta meglio organizzato in una civiltà scritta che non in una orale. Il pensiero e il discorso “lineari e non ripetitivi, o analitici, sono creazioni artificiali, strutturate dalla tecnologia della scrittura”.23

La civiltà orale è basata sulla memoria (l’aedo, der Minnesänger, il Trovatore, il Cantastorie…), da esercitare in continuazione perché l’espressione orale scompare appena è stata detta. Il pensiero è, quindi, più lento, giacché l’energia mentale deve impegnarsi ad ascoltare ma soprattutto a ricordare i discorsi già fatti. La scrittura, in questo senso, ha trasformato la mente dell’uomo più di qualsiasi altra scoperta umana.Chi ha interiorizzato la scrittura, non solo scrive, ma parla anche in modo diverso, organizza cioè, persino la propria espressione orale in ragionamenti e forme verbali che non conoscerebbe se non sapesse scrivere”.24

Persino la filosofia può nascere solo dopo che l’uomo ha interiorizzato la scrittura. Se esiste uno scritto, recuperabile tornando indietro nel testo, posso spingere la mente ad andare avanti, con pensieri mai avuti prima; non serve si affatichi nel ricordare il già detto perché è leggibile ogni volta serve. La scrittura, da questo punto di vista, libera la mente; sebbene poi il modo di interpretare l’alfabeto si comporti come uno specchio della mente che riflette le nostre stesse strategie cognitive.

La scrittura si diffuse fra la metà del VIII secolo e la metà del VII secolo a.C. La prima cosa che si penso di mettere per iscritto con la scrittura alfabetica furono i due grandi poemi di Omero: l’Iliade e l’Odissea. Per salvaguardarli dall’arbitrio degli aedi sempre tentati a ricamarci sopra nuovi fatterelli di testa loro. L’avanzare della civiltà del testo scritto fu comunque graduale e lentissima. La prosa seppur scritta, per secoli conservò un carattere orale. I celeberrimi dialoghi di Platone, ma anche le opere medievali e fino al Rinascimento usano la forma dialogica per dare agli insegnamenti scritti qualcosa del loro originale carattere orale. Le opere filosofiche soprattutto parevano trascrizioni di performance orali; con dialoghi strutturati come dispute fra lo scrittore e immaginari contestatori. L’occhio, quindi, con molta calma e tanta pazienza acquisì un’importanza sempre maggiore rispetto all’orecchio, ma alla fine ebbe il sopravvento e la scrittura fece valere le sue leggi del testo anche al pensiero. L’alfabeto determina persino il modo in cui rappresentiamo il tempo e lo spazio nella nostra mente. La lettura propone alla mente la priorità del riconoscere il più velocemente possibile la giusta sequenza delle lettere. Questo processo implica l’utilizzo di zone particolari del cervello, diverse da quelle che vengono stimolate per riconoscere altri tipi di strutture.




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