Le teorie della critica letteraria



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LE TEORIE DELLA CRITICA LETTERARIA
Metodi = ipotesi di lavoro da verificare  i metodi nuovi non soppiantano i precedenti, ma devono essere tenuti in considerazione (non come regole fisse, ma tenuti presenti)
I nostri antenati

La critica è sempre stata oggetto di obiezioni quando è applicata all’arte e alla poesia: queste derivano da un criterio di bellezza che sfugge al ragionamento, è impossibile cercarne una spiegazione. Da questo presupposto



  • l’arte può risultarne sminuita, in quanto vista come “senza ragione”

  • l’arte viene elevata ad un livello superiore (la sacralità dell’arte), il sublime (oltre il limite) e non vi è ragione di applicarvi la critica

Platone accenna a entrambe le possibilità

  • Nella Repubblica è contro le imitazioni, le favole false dei poeti

  • In Jone (un dialogo) paragona la poesia a un sacro furore (manìa) da cui si è invasi o no e assimila il poeta a un essere divino; l’ascoltatore è travolto dal sublime

Nel corso del tempo (500. 700, sentimentalismo romantico 800, oggi…) permane la concezione di arte sublime, ed è malvista la critica che giudica e separa.


Storia del Trattato

Il Trattato è un’attività critica che lavora sui testi per la costruzione di un modello che deve essere aperto: ogni buona critica deve tener conto delle precedenti esperienze.



Aristotele è il primo ad utilizzare questa forma di critica: nella “Poetica” considera la letteratura come un modo di rappresentazione, una forma di imitazione. Individua altri generi, oltre a quelli già identificati da Platone, classificati in base ai modi, ai mezzi (versi o prosa) e agli oggetti (persone nobili o meno) coinvolti. Obiettivo del trattato è spiegare come dev’essere un opera per riuscire perfetta, per comunicare con il pubblico; il trattato detta un modello per il futuro e un metro di giudizio per ciò che già esiste.

L’ideale di bellezza è legato all’unità dell’opera, all’armonia. E l’effetto sul destinatario non è una mania, come per Platone, ma una catarsi: i sentimenti che scaturiscono sono mediati dalla presa di coscienza dello spettatore.



Orazio “Arte Poetica”, riprende le teorie di Aristotele rendendole più in forma di consiglio che non di norma; crea una serie di suggerimenti su come dovrebbe essere uno scritto (1 tema – tono confacente – personaggi tradizionali mantenuti tali – personaggi costanti – conveniente – equilibrato – non contraddittorio)

‘500: i trattatisti del ‘500, seguaci di Aristotele, al contrario di Orazio, ne esagerano alcuni aspetti (criterio di unità, catarsi) e, grazie ad una profonda analisi si allarga la ricerca sui generi.



Ludovico Castelvetro: adotta la logica della verosimiglianza integrandola con il ragionevole; esalta l’autocoscienza (polemica con il furore)

Giordano Bruno: (condannato x eresia) polemica contro le regole e classificazioni, inapplicabili alla poesia

‘600: i trattatisti spiegano che l’imitazione dei grandi autori va intesa come emulazione del loro genio, e non come pura imitazione ( acutezza): Baltasar Gracian, Emanuele Tesauro (barocchi) cercano di attirare l’attenzione del destinatario e sorprenderlo aggiungendo alla verosimiglianza la capacità di insaporire con invenzioni novità ( maraviglia)

Tuttavia, vi è un ritorno ai classici con Nicolas Boileau che recupera Orazio con il suo equilibrio, naturalezza ed armonia, anche per conquistare il piacere del pubblico.

‘700: il trattato (Gianvincenzo Gravina) fa ancora riferimento ad una regola razionale, ai classici e alla chiarezza, ma i modelli devono essere riadattati ai gusti moderni. Si accenna all’interpretazione (Lessing), un lavoro critico che serve per scoprire il vero senso delle letture; il critico deve individuare il valore dell’opera


Il Commento: forma di critica che rende il testo più comprensibile, più diffondibile. E’ una pratica pluralista (commenti di vario tipo e da varie fonti, es. commento filologico  per ritornare a un testo corretto, originale) che semplifica l’opera. Necessita di un’interpretazioneErmeneutica: arte dell’interpretazione.

Nel Medioevo l’interpretazione diventa molto importante perché legata alla diffusione delle Sacre Scritture (accederne al senso mistico) ed è molto controllata dalle autorità ecclesiastiche.



Interpretazione non significa ridurre i significati a quelli più ovvi, ma spiegare meglio per far emergere altri significati nascosti. Se ne possono individuare 4 secondo la dottrina del 4 sensi:

  • Letterale  ciò che i fatti narrano

  • Allegorico  la verità a cui i fatti rimandano

  • Morale  ordini e consigli che si possono ricavare per le nostre azioni

  • Anagogico  proiezione nella prospettiva della storia della salvezza, legato alla vita eterna

Dante include nel Convivio un autocommento a margine per renderlo più fruibile: spiegando il senso letterale per arrivare a quello allegorico, si ottiene un ampliamento delle conoscenze (arricchimento culturale)

C’è sempre il rischio però di un’interpretazione troppo arbitraria.



Benedetto Spinoza: divide “verità” e “senso” (senso letterale): il senso può essere stabilito (con criteri filologici), ma la prima è soggettiva (teoria rivolta verso le imposizioni interpretative della Chiesa)

Anche Diderot (700) scrive che la verità non è allo stesso livello del senso (Lettera ai sordomuti); bisogna cogliere lo spirito di uno scritto.

700/800  Schleiermacher: Ermeneutica romantica (psicologica)  interpretazione dell’autore, delle sue caratteristiche psicologiche.
Critica militante

Mentre nel passato la Critica aveva principalmente una funzione emendatrice (Orazio il critico è giudice severo che depenna i malvagi [Aristarco] -700 Boileau  consigli e rimproveri, con toni più aspri; nessun modello viene preso in assoluto, neanche i grandi) nel 700, grazie all’introduzione di nuovi strumenti (giornali e riviste) si assiste anche a un cambiamento.

Il nuovo critico (militante) non si pone ne prima dell’opera (trattatista) ne dopo (commentatore); ma interagisce con i testi sia rimanendo fuori dalla scena (Addison) sia prendendone posizione come nel caso di due periodici italiani


  • The Spectator (‘700 inglese) rivolto a un vasto pubblico (letteratura trattata in maniera accattivante)

  • “La Frusta” (Giuseppe Baretti)  giudica severamente (Aristarco Scannabue), richiamando il buon gusto e il buon senso

  • “Il Caffè” (Pietro e Alessandro Verri, Cesare Beccaria )  Sia il titolo, sia l'impostazione del periodico erano nuovi nella tradizione italiana. Il titolo prendeva ad esempio i periodici inglesi di Addison e serviva a presentare la rivista come punto di raccolta delle discussioni che si tenevano in un caffè, gestito dal greco Demetrio, che era divenuto un luogo d'incontro per dibattere di argomenti politici e sociali. L'impostazione era completamente diversa dalle riviste dell'epoca più che altro legate a interessi eruditi o ad espressione delle varie Accademie. Fa parte di un progetto di risveglio culturale; contestata l’autorità dei precetti formali; non bisogna fermarsi su un piccolo difetto ma valutare l’effetto d’insieme dell’opera.


Dibattito sul gusto

David Hume (Regola del Gusto): c’è una gran varietà di gusti e la bellezza non è una qualità intrinseca dell’oggetto ma risiede nella mente di chi lo guarda; ognuno percepisce una bellezza diversa, anche se di base vi è una struttura mentale che predispone a provare piacere per determinate cose

Per Burke, le differenze dei giudizi sono differenze di grado che dipendono dalle doti naturali e dall’esercizio.



Immanuel Kant (Critica del giudizio) giudicare bello qualcosa significa accorgersi che è in accordo con le nostre facoltà conoscitive; il giudizio rimanda quindi a un senso comune  si può sperare nel consenso degli altri. Sul gusto non si può disputare ma contendere.

Il gusto buono è quello disinteressato, universale, senza scopo, su cui tutti devono essere d’accordo necessariamente, senza caratteri concretamente sensibili. Il giudizio estetico nasce dall’armonia tra immaginazione e intelletto (aumento di carica vitale). Aumenta il senso dell’arte: la poesia è l’esposizione di un concetto cui si accumulano molte altre idee con il risultato di fortificare l’anima.


Con l’età moderna nasce la necessità di una comprensione storica dei testi letterari, della loro evoluzione. La storia influenza i testi che si sviluppano a fasi, come la vita umana. La poesia rappresenta una fase iniziale, conoscitiva. La storia può influenzare il giudizio del critico in vari sensi, dal rifiuto alla totale accettazione delle opere.
Gianbattista Vico (Scienza nuova)  la storia influenza i testi; il loro sviluppo è come quello delle fasi della vita umana (porgimenti, progressi, stati, decadenze e fini); la letteratura – poesia è nella fase iniziale, quindi ha valore conoscitivo e sociale

La considerazione storica come influenza il giudizio di valore? Modi diversi, dal rifiuto all’assoluzione



Bettinelli: la storia serve a giustificare i limiti storici dei grandi del passato, pone quindi un distacco con la storia

Hohann Gottfried Herder: la considerazione storica porta tolleranza e giustificazione verso le opere passate, perché bisogna considerare l’apporto di valori del passato.

La storia è distaccata dalla critica? In realtà, anche se si dichiara distaccata dal materiale, l’arte è spesso interessata  approfondimento di Bertold Brecht


LA CRITICA MODERNA TRA STORIA, SCIENZA ED ESTETICA
Il movimento romantico del 700/800 porta a un cambiamento nella concezione di letteratura e, di conseguenza, per la critica.

La nozione classica di “imitazione” è superata: l’artista non deve riprodurre il mondo esterno, ma esprimere quello interiore; si rifiutano le regole, il risultato dipende solo dal genio di chi crea.

La critica non può più giudicare esternamente ma deve entrare nell’opera e contribuire ai suoi effetti. Il tentativo di confrontarsi con la costituzione profonda del testo da inizio alla modernità.

Friedrich Schiller (Sulla poesia ingenua e sentimentale): discontinuità tra antico e moderno perché si prende distanza dalla natura. Prima si poteva rappresentare subito la natura perché le si viveva “insieme” ora invece va ricercata. C’è una scissione tra reale e ideale che porta un arricchimento dato che si opera sui due diversi livelli. Individua tre differenti generi a seconda del rapporto tra ideale e reale: Satira (in contrasto), Elegia (alternati), Idillio (in accordo).

Lo stato d’animo dei moderni è in movimento e teso, rispetto alla serenità degli antichi.

Diverse opinioni sulla critica: è solo soggetto dell’emotività percepita o anche parte attiva di giudizio? E, in questo caso, giudica solo l’emozioni o anche altri aspetti?


  • storicismo tollerante

Herder e Johann Worfgang Goethe: attenuazione della discontinuità antico/moderno; Goethe mantiene la nozione classica di imitazione della natura ma la critica per esser produttiva deve interrogarsi sulle ragioni dell’autore, cercare l’essenza delle cose

  • contrapposizione tra classicismo e romanticismo

Schlegel (August Wilhelm e Friedrich): il romanticismo è un mix di elementi contraddittori e sempre in divenire; l’unità dei classici è sostituita dalla mescolanza e dall’antitesi. I momenti di riflessione che ci sono nella poesia ne producono i continui cambiamenti e la critica deve scavare in queste riflessioni per cercare il senso non immediato. Il critico deve esser capace di coglier al volo il senso generale dell’opera e contemporaneamente di procedere ad un’attenta analisi dei particolari (partecipazione e giudizio) fino a comprendere l’opera meglio dell’autore.

Novalis (von Hardenberg) critica = prolungamento produttivo dell’opera, significa far proprie le riflessioni dell’opera e semplificarle; non vi è giudizio
Seconda metà 800, dopo la Restaurazione, vi sono meno innovazioni teoriche nella critica

Permane il Romanticismo inteso nel senso di “sentimento traboccante”, quindi se prevale il patetico, la critica ha poco spazio.

Samuel Coleridge mantiene lo spunto teorico dei romantici: Il genio non è nulla di trascendentale, ma è l’unione del poeta e del filosofo, un unione che genera elementi che ravvivano il lettore

Shelley: + Platonico, verso il carattere istintivo della poesia

Madame De Stael: privilegia l’aspetto affettivo

In Italia, l’orgoglio nazionale tiene lontani gli autori nazionali dall’imitazione degli stranieri, per cui il Romanticismo si diffonde con limiti.



  • Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi: entrambi giudicano l’effetto della poesia.

Manzoni per giustificare l’impiego della realtà storica che colpisce maggiormente. L’artista è libero nelle sue scelte, deve solo mantenere il soggetto; le passioni vengono sollevate per vedere come la forza morale possa calmarle (catarsi). Mantiene l’unità dell’azione.

Leopardi valuta la poesia secondo la capacità di suscitare interesse; è per le passioni forte e durevoli; non unità ma movimento e contrasto


Nell’ottica della partecipazione la critica prendere in considerazione anche il momento temporale in cui l’opera è stata prodotta (fattori geografico, sociale) anche per ricreare una coscienza unitaria dopo le lotte per l’indipendenza.

Ugo Foscolo: è necessario spiegare le cause della decadenza della letteratura e presentare un giudizio determinato sugli autori; serve una linea storica che metta ordine nei fatti, non una storiografia puramente compilativa.

Anche Hegel sostiene l’obbligatorietà di un decorso. L’arte è una fase nella vita dello spirito umano, destinata a morire lasciando il posto a religione e filosofia per un naturale suo decorso. Lo sviluppo dell’arte è in 3 fasi a seconda del rapporto tra forma e contenuto: fase iniziale (contenuto grezzo) centrale (armonia tra forma e contenuto) finale (prevalere del contenuto  romanticismo); poiché la mente vince sulla concretezza storica, l’arte non ha scampo.


Francesco De Sanctis: (Storia della Letteratura Italiana) rifiuta tutte le soluzioni precedenti. Propone di unire le tendenze ideale e reale (storica); non è la storia che si adatta allo sviluppo dell’idea, ma l’idea che si sviluppa secondo le condizioni poste dalla storia. Al centro c’è il problema del cambiamento culturale e dell’elaborazione di una nuova cultura. L’arte è un fatto sociale. La storia e la vita sociale non giustificano però i difetti. Il critico dimostra di capire la genesi dell’opera se la giudica secondo un risultato ideale (organicità forma/contenuto)

Con l’influsso della componente storia, il giudizio del critico è raramente soddisfacente: forma e contenuto non sono mai ben dosati

La personalità dell’autore rappresenta sia lo sviluppo culturale che quello delle tecniche letterarie; a seconda del ruolo che prevale abbiamo:


  • l’uomo: contenuto grezzo - l’ artista: armonia applicata dall’esterno

  • l’ artefice: prevale la forma

  • poeta: alto contenuto sviluppato secondo l’essenza dello scrittore (ciò che sviluppa il contenuto non è solo il sentimento)

L’entusiasmo per gli autori si traduce in uno stile di scrittura vivace; rende addirittura reale l’autore facendolo dialogare con l’epoca attuale. Utilizza metafore per rendere il giudizio più forte; i giudizi sono sempre legati a un certo gusto.

Punti di forza della sua storia letteraria: espone le linee dell’evoluzione in ordine cronologico e nel loro intreccio; riesce a richiamare la storia sociale collegandola alla valutazione dei testi


Critica Russa

Vissarion Belinskij collega la lettura dei testi con il livello generale della situazione sociale e storica. I testi sono sempre immersi nella vita pubblica; l’arte esprime la società e la rappresenta fedelmente (anticipazione del realismo)

Dubroljubuv: successore di Belinski, politicità del testo; l’autore non deve necessariamente dare la soluzione del problema che espone.
800: sindrome scientifica

Varie ricerche di stampo scientifico su autori, su fonti, su analisi di varianti e correzioni portano molti validi risultati, anche per quanto riguarda la critica e la storiografia letteraria



Taine: (Filosofia dell’arte) (naturalismo: corrente letteraria basata sul pensiero positivista che applica i metodi utilizzati nelle scienze naturali anche nelle realtà psicologica e sociale) metodo sistematizzato: le opere sono fatti sulle cui cause indagare; la prima mossa è la contestualizzazione storica per mettere l’opera in relazione ad altre opere dell’artista, di quella scuola, del tempo.

Un’epoca è un tutto che genera un determinato tipo umano che ha un carattere dominante; ma questo è la sola regola dietro i grandi artisti o è un modello che si può copiare? Non bisogna solo ricondurre i fatti verso le cause, altrimenti non servirebbe più il giudizio.

Il giudizio è nel fatto che alcuni caratteri sono più notevoli / dominanti di altri e si misurano con:


  • l’importanza: l’invariabilità del carattere nel tempo (quanto dura?)

  • l’utilità morale: salutari o nocivi

  • combinazione degli elementi nell’opera ed effetti dello stile: il carattere deve dominare, ma se tutti gli effetti concorrono a formare l’opera (convergenza degli effetti), il risultato sarà migliore  ritorno all’unità dei classici

L'opera d'arte, come ogni espressione umana, è il risultato di tre fattori: quello eredtario, l'ambiente sociale e il momento storico.

È evidente il concetto di determinismo: il comportamento non è legato alla libera scelta dell'uomo, ma è condizionato da fattori a lui esterni, come l'educazione, l'ambiente sociale, le malattie, i bisogni economici.

I racconti devono quindi essere costruiti con distacco, come se si trattasse di casi clinici: l'artista deve raccogliere i documenti umani, studiarli e descriverli con la stessa freddezza dei medici di fronte alla malattia.
Ferdinand Brunetiere: cerca di trattare scientificamente i testi osservando i generi letterari nel loro arco evolutivo (teoria Darwiniana), studiandone l’evoluzione naturale. E’ +importante collocare bene l’opera nella catena evolutiva, che non trovare il modello umano a cui si riferisce. Sostiene la separazione dei generi, e quindi la fissazione degli stessi, vista come fatto positivo
Aleksandr Veselovskij: lamenta che il metodo delle ricerche storiche spesso prende a caso elementi sociali o psicologici; egli procede quindi confrontando vari fenomeni (chiama la sua teoria Poetica - perché ritrova dei modelli – storica – perché è questa[le idee sociali] che trasforma i modelli); scopre similitudini tra opere lontane nel tempo o nello spazio (opere già fatte vengono adattate a proprio gusto). Molte opere di generi diversi hanno ad esempio intrecci (schemi d’azione) simili. E’ la storia, con i suoi eventi, che ha influenzato la modifica di determinati modelli
Impressionismo ed eclettismo

Il critico mantiene l’autorità di giudice sia in sede accademica (poteva dar pregio agli autori) sia giornalistica (consigliere del pubblico  critica militante)

La critica impressionista dell’800: il critico diffonde, rende pubblici gli effetti (il risultato) del suo incontro con il testo. Questo atteggiamento richiede un determinato stile per imporsi all’attenzione del destinatario, ad esempio si utilizzano varie figure retoriche (evocazione, paragone, intervento personale)

Per trasmettere ciò che si sente serve una capacità simile allo scrittore (un’opera d’arte richiede una critica d’arte)



Oscar Wilde (Il critico come artista) La critica è alla pari dell’opera, non su un piano subordinato. L’opera è il punto di partenza della critica. Addirittura non serve leggere tutto il testo perché la critica non è una spiegazione dell’opera, ne deve invece svelare il mistero. La critica prende il ruolo di guida.

Sainte-Beuve: concilia l’immediatezza dell’impressione con la ricerca dei dati, utilizzando tutti i metodi possibili (Eclettismo). Al centro dell’interesse vi è lo scrittore contestualizzato – importanti le biografie e materiale vario relativo alla sua vita  ritratto letterario, fisico e completo.

Questo tipo di critica è comunque sempre un arte, non una scienza. Usa criteri diversi per riuscire a raggiungere la flessibilità della critica giornalistica.

Il metro di giudizio risiede comunque nei valori della tradizione. Il “classico” rimane nel mantenere l’autorità e convive con la ricerca dei nuovi talenti.

Giosuè Carducci: esegue ricerche attorno all’opera ma il valore della poesia è superiore a qualsiasi altra cosa (critico/professore/poeta)
Henry James: critico per l’arte del romanzo. Il critico deve essere un aiuto al lavoro dell’autore, che deve essere compreso nel profondo. Utili le biografie e le immagini. Distinzione tra soggetto ed esecuzione. Non si giudica la moralità ma si comprendono le difficoltà superate per realizzare l’opera (inserisce spesso indicazioni tecniche)
Apprezzamento estetico

L’estetica è vista in un doppio senso



  • ricorso all’unità di misura del bello

  • approfondimento filosofico di ciò che è iniziato nel ‘700


Edgar Allan Poe: La bellezza è un’essenza metafisica che si può rendere in poesia solo per brevi attimi; è unità all’originalità

Baudelaire: la bellezza sta nell’originalità, negli elementi in rapida trasformazione, propri del tempo moderno. La critica deve essere una presa di posizione, un punto di vista esclusivo ma che allarga gli orizzonti

Pater: esalta solo la bellezza di cui bisogna spiegare le sensazioni ricevute
Approfondimento filosofico della bellezza  come mettere in relazione la bellezza con le altre parti della filosofia

Diverse opinioni sul posto dell’estetica nell’elevazione dello spirito (Schelling  parte principale, Hegel  ruolo secondario)

Per quanto riguarda invece le proprietà dell’arte/estetica, Schelling le definisce come la capacità di risolvere le contraddizioni portando armonia.
Arthur Schopenauer: l’arte è un’intuizione che ci libera dalla schiavitù del voler vivere e quindi dalle abitudini; è un conforto.

Anche per Nietzsche è un conforto, ma nel senso che è un trucco della forza primordiale per consentire alla vita di continuare (spinge alla vita, non è un conforto per sfuggire da essa)


Benedetto Croce: (Estetica) suddivide l’attività dello spirito; l’estetica risulta distaccata dal pensiero concettuale così come la sfera economico pratica risulta distinta dalla morale. Dialettica dei distinti: l’arte è distinta dalla logica, è INTUIZIONE: esclude la riflessione ma non è la semplice immediatezza del sentimento. E’ qualcosa di superiore alla semplice intuizione; l’intuizione artistica è già contenuto con forma; emergono contemporaneamente. La forma è più importante ma non deve esser ricercata, deve sorgere con il contenuto.

Vengono svalutate le categorie dei generi letterari (niente regole fisse, l’intuizione nasce ogni volta) niente metodo comparativo.

Esclude tutti gli approcci precedenti: cause esterne, contestualizzazione storica, storia e motivi personali dell’autore, critica biografica, riduce l’erudizione e l’edonismo estetico. Il critico non è un artista ma un filosofo.

L’unica via che può seguire il critico è la compartecipazione, l’immedesimazione totale; il giudizio è volto all’apprezzamento. Si individua:



  • poesia

  • anti-poesia

  • non poesia o struttura: tratti non immediatamente lirici

La poesia” unisce il caratteristico, ossia l’elemento che apre la strada verso il bello.

Estetica e storia: la bellezza è oggettiva, la storia dell’arte può essere solo un insieme di singoli episodi


I principi crociati sono molto severi, non considera molti metri di giudizio e questo porta molte riserve sulle sue teorie. I seguaci saranno più flessibili
Primo Novecento: periodo di transizione – si passa dal modello scientifico (ricerca dei dati) all’impressionismo / estetismo.

La conoscenza è fondamentale ma lo scopo è aiutare a comprendere e apprezzare.

STILE: critica applicata al linguaggio

Reazioni a Croce



Renato Serra: segue le impressioni ma ricerca anche i dati (per lui non è in contrasto: le impressioni sono comunque dati); escluso il giudizio, resta solo una lettura per non prevaricare l’opera (usa anche molte citazioni dirette). Metro di valore: l’incanto; la felicità è il risultato dell’opera e la sensazione che procura (anche qui, la sobrietà felice dei classici)

Giovanni Boine: il giudizio è essenziale anche se drastico. Il rifiuto si esprime tramite l’esagerazione della personalizzazione del discorso: meno si parla dell’opera, meno questa vale.

Metro di valore: il grande. Nel poeta si cerca l’uomo e i suoi travagli

Mentre per Serra c’è il magico incantesimo, per Boine la presa del testo procura una scossa.
Thibaudet: fisiologia della critica


  • professionelle: accademica (guarda al passato) o giornalistica (studia il presente)

  • parleé: base della giornalistica

  • d’artiste

servono competenze diverse ma le varie tipologie devono essere in relazione e correggersi a vicenda (eclettismo)

Valery: Interiorità dell’autore. Sminuisce l’importanza della biografia. Introduce significante e significato (suono e senso); non esiste il vero significato di un testo.

Eliot: la poesià contiene già un lavoro critico (selezione e giudizio); strumenti del critico: analisi (tecnica dell’opera) e confronto (con gli altri testi – prospettiva storica)

Virginia Wolf: rivendica una ruolo femminile per la critica, campo in cui le donne hanno meno possibilità; considera le biografie, l’immaginazione, le metafore; il critico è un aiuto per chiarire al lettore le impressioni della lettura. Sostiene il giudizio severo




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