“Leggere l’ambiente”



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01.06.2018
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Leggere l’ambiente”
Napoli, Città della Scienza, 28 novembre -1 dicembre 2006
Coordinatore Giovanni Del Monaco Discussant Clementina Todaro
Tutor : Andrea Ricci, geologo, docente nella scuola secondaria di I° (Sicilia); Arcangelo Speranza, docente della primaria (Puglia); Luigi Mirabile, docente di matematica-indirizzo informatica in ITI (Puglia); Annamaria D’Orazio, docente scuola secondaria di I° (Puglia); Patrizia Galvani, docente scuola secondaria di I° (Sicilia); Maria Antonietta Panepinto, docente della primaria (Sicilia); Salvatore Carubia, docente ITC, chimico in una filiera ambientale (Sicilia); Antonella Di Adila, docente in un liceo scientifico, biologa (Puglia); Paolo Malinconico, agronomo, docente nel biennio di un istituto agrario (Basilicata); Agata Cortina, docente della primaria (Sicilia ).
28 Novembre ore 14.00-18.00 Presentazione reciproca : perplessità, timori e condivisione di una proposta
Da un primo brainstorming finalizzato alla reciproca conoscenza emerge che tutte le scuole dei tutor hanno partecipato ai progetti PON, quasi tutti i docenti sono stati individuati dai dirigenti sulla base di una generica disponibilità e di un conteso occasionale, quasi tutti non erano a conoscenza degli obiettivi del piano ISS.

In questa prima ricognizione i tutor evidenziano una cera difficoltà ad aprirsi ed a mettersi in gioco. Si rileva che tutti hanno esperienze laboriatoriali nelle diverse tipologie di laboratorio dal “quotidiano”, “povero”, sperimentale, multimediale riferite all’ambiente/territorio, ma non si crea un contesto tale da permettere al conduttore e al discussant di iniziare il confronto a partire dalle esperienze dei tutor.

Nonostante ciò quasi tutti sembrano ben disposti verso l’iniziativa e valutano estremamente positivo il fatto che insegnanti di diverso ordine e con competenze ed aspettative diverse lavorino allo stesso tavolo.

I tutor, riferendosi alle loro esperienze nei rispettivi contesti scolastici, evidenziano alcune perplessità circa la realizzazione dell’iniziativa sia nell’immediato presente sia per il futuro. In sintesi se ne riportano alcune:




  • Quale è il ruolo del tutor nel presidio, cosa dovrà fare ? Come dovrà rapportarsi con il dirigente della scuola/presidio? Con i colleghi? C’è un contesto istituzionale che supporti l’azione del tutor prevista dal piano ISS? Quando andrebbe collocata l’attività tutoriale nell’arco della giornata? I tutor avranno una retribuzione? I tutor a maggio cosa dovranno presentare?

  • Quale è il ruolo del gruppo di pilotaggio regionale? Sono previste iniziative a livello nazionale e regionale per sostenere la professionalità dei tutor e le attività di sostegno alla formazione dei docenti afferenti al presidio? C’è un piano di azione a livello regionale del piano ISS?

Pur non dando risposte definitive si rassicurano i tutor che il MPI a livello centrale e gli USR a livello periferico metteranno in atto iniziative per sostenere le iniziative dei tutor ed il buon funzionamento dei Presidi.


Il coordinatore ed il discussant propongono ai tutor, nel tentativo di far emergere le esperienze di ciascuno e di avviare un confronto su alcuni nodi dell’insegnamento scientifico, di partire da un percorso di ricerca - azione sperimentato dal coordinatore nelle tre classi della scuola secondaria di 1°, discusso e condiviso anche con il discussant.

29 novembre -Simulazione di un gruppo classe in un contesto di ricerca-azione-


Mattinata
Il lavoro”Capire per modelli” è centrato sulla figura dell’insegnante come mediatore dell’esperienza, su un approccio di tipo fenomenologico, su come nell’insegnamento delle scienze naturali la matematica sia un potente linguaggio per descrivere il mondo,per calcolare e prevedere.L’obiettivo del lavoro è l’elaborazione di un modello di popolazione che progressivamente passi dalla prospettiva fenomenologica a quella disciplinare (matematica e biologia). Il modello permetterà di capire e prevedere le dinamiche di una popolazione,gli abitanti di un quartiere, utile parametro per comprendere un cambiamento del quartiere/ sistema.
Le difficoltà evidenziate degli allievi lungo il percorso permettono di avviare la discussione su alcune modalità e criteri utili per la “lettura” e per l’interpretazione di un ambiente.
Ad esempio, l’immagine stereotipata degli ambienti più o meno urbanizzati evidenziata dagli allievi dà la possibilità al coordinatore e al discussant di stimolare il confronto su “cosa e come fare per interpretare qualsiasi ambiente come un sistema”, in sintesi si riportano alcuni punti evidenziati dalla discussione:
“……. sviluppare conoscenza di un ambiente vuol significare disintrecciare, distinguere i vari aspetti e componenti e poi rimetterli insieme in un tutto che collega….. Inizialmente l’ambiente è un concetto spaziale….poi con un atto di distinzione occorre concentrare l’attenzione degli allievi sul riconoscimento degli individui, delle strutture e delle funzioni, dei modi di vivere,delle regolarità e delle diversità fino alla causalità e alla irreversibilità, e occorre poi ricomporre, inquadrare “la parte” nel contesto……..Occorre individuare ed interpretare le relazioni, che non si vedono, sono delle costruzioni mentali…., immaginare i processi, i cambiamenti, gli intrecci tra le diverse parti e tra queste ed il tutto…… Sviluppare conoscenza ambientale vuol dire andare oltre la semplice descrizione ed individuare i modi di guardare, di raccontare, di fare dei ragazzi e raccordarli con quelli del pensiero scientifico, modalità naturali ma non spontanee di “guardare,interpretare, pensare i sistemi e le loro relazioni, le variabili ed i loro parametri che caratterizzano stati e trasformazioni” ………vuol significare anche allenare i ragazzi al pensiero ipotetico “supponiamo che…. cosa succederebbe se…” e a quello modellistico “immaginiamo come se….”
Il conduttore proseguendo nell’iter concettuale della pratica pone ai tutor una serie di domande per verificare lo stato di alfabetizzazione dei tutor e anche il loro coinvolgimento emotivo. Nella discussione si evidenzia un altro nodo del “come insegnare”:
“……..la modellizzazione della conoscenza del concetto di popolazione comporta un’astrazione……. sono astratti tutti i concetti su cui è organizzata la struttura disciplinare della biologia. Nel percorso si passa progressivamente dalla prospettiva fenomenologia a quella disciplinare….. la popolazione come un insieme di individui …la popolazione come una grandezza…..si individuano poi le variabili (nascita, morte, emigrazione, immigrazione) e la popolazione è interpretata come un sistema…… la rappresentazione grafico-simbolica della popolazione e delle sue variabili è un primo avvio alla formalizzazione matematica…… attraverso poi situazioni problematiche si giunge alla definizione del modello matematico Nt+1 = Nt + B – D……si analizza il modello ………..si passa poi dal modello generale ad un modello esponenziale Nt= N0*t

………..Un modello matematico simula il comportamento delle variabili in gioco e ne prevede gli sviluppi futuri….Operare con un gran numero di variabili significa avvicinarsi con maggiore precisione al reale comportamento …..Vi sono diversi modelli di popolazione …….La costruzione di un modello deve essere sempre necessariamente preceduta da una fase di raccolta di dati……la estensione e la completezza dei dati condiziona la funzionalità del modello ………L’ avvento di sofisticati sistemi informatici consente di trattare un gran numero di variabili contemporaneamente……………”


Pomeriggio Attività laboriatoriale –Il gioco : quanti sono?-
Il coordinatore propone ai tutor “un gioco” che è una simulazione delle tecniche di “marcatura-ricattura” che vengono usate sul campo per ottenere stime di densità di popolazioni di animali. L’obiettivo è quello di costruire, attraverso la pratica ludica, un modello che dia una stima approssimata del numero di individui in una popolazione chiusa.

Il materiale occorrente è un sacchetto contenente un numero imprecisato di biglietti bianchi (popolazione di biglietti) e un pennarello rosso. Volendo si può usare altro materiale funzionale a delle estrazioni. Ogni gruppo deve avere il proprio materiale. Lo scopo del gioco è indovinare quanti biglietti sono nella scatola senza contarli ma estraendo, almeno due volte, i biglietti. Le regole del gioco prevedono quindi almeno due estrazioni di un numero di biglietti, scelto a caso, ma sempre compreso tra 10 e 30. I tutor vengono suddivisi in due gruppi e si dà inizio al gioco


L’attività laboriatoriale diviene il contesto ideale per discutere e riflettere su alcuni nodi dell’insegnamento scientifico :


  • si conosce per metafore e si capisce per analogie: la metafora per analogia esprime l’identità tra le relazioni. La realtà è sempre organizzata sulla base di relazioni spazio/temporali qualitative e quantitative che vengono descritte con un linguaggio che spesso assume una “forma” matematica, che però non deve essere intesa in quanto tale. L’ analogia tra il gioco e il censimento svolto sul campo è subito percepita e risulta estremamente efficace dal punto di vista didattico, ma grande è la differenza tra la simulazione e quello che accade in natura, nonostante le tecniche di censimento per la stima di popolazioni implicano alcuni vincoli;

  • la padronanza delle strategie di proporzionalità diretta ed indiretta è essenziale a partire dalla scuola primaria per capire le scienze;

  • le specificità disciplinari della matematica e della biologia ed il loro intreccio hanno permesso di consolidare conoscenze e strumenti afferenti sia all’ambito matematico, quali i rapporti, le proporzioni, la deviazione standard, l’errore standard, il test T Student, la lettura dei grafici e sia conoscenze e tecniche afferenti all’ambito biologico su “come funziona un ecosistema “, in particolare il concetto di popolazione, i fattori che tendono ad aumentare e a diminuire la grandezza di una popolazione, la sua dinamica, i diversi metodi di campionamento.

Il conduttore ed il discussant invitano i tutor a leggere il percorso di ricerca-azione “Modelli per capire l’ambiente”, un ’esperienza svolta nelle classi della scuola secondaria di 1° e messa in discussione nel gruppo.

30 Novembre Ipotesi di sceneggiatura di un percorso a sviluppo longitudinale
Il coordinatore ed il discussant ritengono che alcuni nodi che riguardano il “come insegnare”sono emersi nella discussione dei giorni precedenti e propongono ai tutor di lavorare ad un ipotesi di percorso a sviluppo longitudinale. I tutor vengono suddivisi in tre gruppi in relazione ai tre diversi ordini di scuola. Nel pomeriggio i tre gruppi si confrontano per elaborare una proposta comune. Il coordinatore ed il discussant si avvicendano nei tre gruppi e fanno “assistenza cognitiva”, proponendosi quindi come modello rispetto a come si impara a partire dalle cose che si discutono,si fanno e si propongono nei gruppi, in modo che non vada perduto il lavoro fatto e si consolidi l’idea che un’efficace mediazione didattica rappresenti il presupposto affinché gli allievi capiscano.
La proposta1 elaborata dai tutor, in sintesi, si caratterizza :


  • per lo sviluppo progressivo e organico del percorso che parte dalla prospettiva fenomenologia e arriva a quella disciplinare;

  • per l’intreccio continuo a partire dalla scuola di base dei punti di vista della biologia e della matematica e nel biennio della scuola secondaria superiore anche della chimica e dell’informatica;

  • per la continua gestione cognitiva di categorie cognitive già presenti nei pensieri e nei linguaggi naturali;

  • per attività sul campo e laboriatoriali afferenti alle diverse tipologie

(quotidiano, povero, sperimentale, on –line)

La proposta dovrà essere raccordata con la storia delle classi di ciascun tutor.



1 La proposta si completa con il PPT presentato durante la sessione plenaria del 1 dicembre



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